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giovedì 28 maggio 2026

Histoire D’un Enfant: il nuovo album di Andrea Penna!

Il batterista e compositore torinese torna con un disco sorprendente e policromo, pubblicato da Luminol: tra jazz, fusion, world music e groove, otto brani pensati e suonati senza intelligenza artificiale ma con cuore, mente e passione



ANDREA PENNA
Histoire D’un Enfant 
Luminol Records
(8 tracce | 46.21 min.)




«Mi sono domandato perché dopo tanti anni mi trovo ancora a scrivere, a suonare e a registrare, mi sono chiesto perché io non possa farne a meno e perché la mia vita, nonostante tutto, l'abbia spesa quasi tutta a fare queste cose. La risposta è che ne ho bisogno per stare bene, ho bisogno di esprimere qualcosa che forse parte da molto lontano, per questo mi sono avvicinato a Historie D'un Enfant cercando di osservare la vita con l'occhio di un bambino che sogna di esprimere le proprie emozioni attraverso la musica. Da qui l'idea di un brano che ne descrive il suo viaggio».

Un viaggio di un bambino tra note e culture, un viaggio con lo sguardo curioso e puro nella passione e nell’amore di una vita, quello per la scoperta, la condivisione di idee, la composizione, il concerto. In una parola: la musica. È il senso profondo di Historie D'un Enfant, il nuovo disco di Andrea Penna pubblicato da Luminol, che aggiunge al suo noto e apprezzato catalogo post-progressive un lavoro all’insegna della fusion contemporanea. Il batterista e compositore torinese torna a quattro anni di distanza dal suo debutto solista A New World con un disco maturo, ricco di spunti, inventiva e colori, affrontato da una band dal respiro internazionale, vista la presenza del chitarrista giapponese Masato Inoue e della cantante maliana Mamoù Rasta Fané





Proprio la vocalist africana è il punto di congiunzione tra la precedente esperienza del disco d’esordio e il nuovo, visto che tra i due si colloca il singolo del 2024 Yeré Sagò, cantato proprio da Mamoù. Il trio formato da Penna con Massimo Artiglia e Umberto Mari, amici di vecchia data, è alla base di Historie D'un Enfant, così accaduto in altri lavori in cui i tre hanno condiviso le idee musicali e lo stesso modo di sentire. Stavolta la cerchia si è estesa ad altri amici senza i quali l’album non avrebbe visto la luce e non avrebbe avuto questa ricchezza e varietà: oltre a Fané e Inoue, Mario Petracca alla chitarra, Silvia Bonino all'arpa, Antonio Santoro al flauto.

Nato a Torino nel 1966, nel 1982 Andrea Penna intraprende l’attività professionale sia dal vivo che in studio, ad esempio con Giuni Russo, con cui ha suonato nel tour del 1987. Attivissimo in area jazz con nomi del calibro di Riccardo Zegna, Rosario Bonaccorso, Karl Potter, fa tuttora parte del Luisa Malafarina Jazz Quartet e di Masato & Co. Ha partecipato a festival italiani e stranieri, suonando con Penna-Petracca duo, Slep & The Red House, Nightshop, Keynote, Penna Mari Petracca Trio, Quartetto Walkabout, Joint Venture Trio. Dal 1989 insegna batteria e percussioni presso l’istituto Musicale Città di Rivoli Giorgio Balmas, da anni gestisce il proprio studio Clarity Recording a Torino, dove ha registrato Histoire D’un Enfant.




Gli otto brani di questo vivace secondo disco, con cui Penna ha scelto la via non facile del suonare senza le scorciatoie della intelligenza artificiale, attraversano vari territori musicali, dalla fusion degli anni ’90 alla musica indiana, dalle ballad malinconiche al rock-jazz più dinamico. Il risultato è un lavoro gioioso, che si colloca perfettamente nella grande tradizione jazz-fusion italiana dagli anni ’80 fino ad oggi.

HISTOIRE D’UN ENFANT

1. Histoire d’un enfant (Andrea Penna)
2. Elephant’s journey (Andrea Penna) 
3. Annette (Andrea Penna)
4. Groove Therapy (Andrea Penna)
5. Close your eyes (Andrea Penna)
6. Un altro viaggio (Andrea Penna - Massimo Artiglia)
7. Carla (Umberto Mari)
8. Nothing will ever be the same (Andrea Penna)

Andrea Penna: drums, percussions 1 - 8 voice 1, 3, 5
Massimo Artiglia: piano, keyboards 1 - 8, voice 5
Umberto Mari: bass 1 - 8 
Mamoù Rasta Fané: voice 1, 5 
Mario Petracca: guitar 6, 7 
Masato Inoue: guitar 2, 5 
Silvia Bonino: harp 4 
Antonio Santoro: flute 3


giovedì 19 marzo 2026

Jazz Evidence: i Treetops in concerto a Roma!

 Mercoledì 1 aprile al Monk il giovane settetto presenta dal vivo il nuovissimo album 'Aphonia', un avvincente lavoro che mette in dialogo rock, jazz, funk, fusion e nuove tecnologie. Tra composizione e improvvisazione, un intrigante concept sulle difficoltà di comunicazione


MONK presenta:

Mercoledì 1 aprile 2026 
JAZZ EVIDENCE 
A Journey In Contemporary Jazz Music

TREETOPS
e
DARIO JACQUE
in concerto 




Apertura botteghino 19:30
Apertura MONK: 18:00
con servizio cucina e bar

- BIGLIETTI
EARLY BIRD: 10€ + DP
PREVENDITA: 12€ + DP
BOTTEGHINO: 13€

Monk
Via Giuseppe Mirri 35
Roma



Mercoledì 1 aprile al Monk (Via Mirri 35, Roma) serata speciale per il jazz contemporaneo con Jazz Evidence - A Journey In Contemporary Jazz Music, un doppio concerto con i Treetops in apertura di Dario Jacque. Un'occasione da non perdere per la prima presentazione dal vivo del nuovissimo album dei Treetops, intitolato Aphonia e pubblicato da Ipe Ipe in collaborazione con Maladisco Music e con il contributo di Nuovo IMAIE. Un disco eccellente, da parte del giovane settetto capitolino, che fonde composizione e improvvisazione, tradizione e contemporaneità, a cavallo tra rock, jazz, funk, fusion, avant-rock, R&B e nuove tecnologie

Dopo un primo album ancora influenzato dalla musica strumentale americana e un secondo legato al rapporto con l'immagine da sonorizzare, Aphonia è al tempo stesso un punto d'arrivo e di ripartenza per i Treetops, i quali hanno chiamato a raccolta tutte le influenze assorbite in anni di ascolto, studio e lavoro, per puntare a un discorso nuovo, personale. Con un risultato effervescente per un album pensato e suonato con libertà, senza schemi né confini, all'insegna di un art-rock-nujazz con doppio sax e doppia chitarra (una delle quali di Anna Bielli, unica figura femminile della band) che incuriosirà i patiti della fusion, i cultori del progressive, gli ascoltatori più aggiornati in fatto di nuove sonorità urbane contemporanee




Con le radici ben piantate nella conoscenza e nel rispetto della tradizione e le antenne puntate verso la scena contemporanea internazionale, i Treetops si fanno interpreti di una ricerca strumentale che gioca con leggerezza, consapevolezza e divertimento con il funk, il jazz, il rock, la musica scritta e l’improvvisazione. Tanto groove, tecnica precisa, sorprendenti improvvisazioni per un settetto di giovani “leoni” romani, tra i più promettenti talenti della nuova scena musicale della Capitale. Autori di un primo album (Demetra) nel 2021 e dell'EP Metropolis con cui hanno sonorizzato il capolavoro di Fritz Lang nel 2023, i Treetops sono tornati con un disco avvincente, originale, inedito nella commistione di generi e nell'idea portante della parola usata in modo non convenzionale da un gruppo storicamente strumentale. E a proposito ella commistione di influenze e riferimenti, giocando i Treetops hanno «fatto una media tra gli ascolti del gruppo che hanno portato alla composizione di Aphonia, una lista che ci fa sorridere per la diversità estrema degli artisti che presenta: dai Mogwai Daniela Pes, dai Radiohead agli Snarky Puppy, da Bill Frisell ai Leprous, passando per Mark Guiliana, I Hate My Village e Weather Report». 

Band di buoni ascolti e buone pratiche di gruppo, i Treetops vantano una provenienza “accademica“ ma sono tradizionalisti fino a un certo punto, visto l‘occhio attento, "laico", alle nuove tecnologie: «Siamo molto affascinati dalle possibilità sonore che possono offrire alla nostra musica — e che, di fatto, hanno già arricchito il nostro percorso. Ci siamo divertiti a giocare con suoni tipici della musica di ampia fruizione: VST digitali, batterie elettroniche, fino ad arrivare all’autotune. Nonostante tutti e sette proveniamo da un retroterra accademico fortemente legato allo "strumento“, ci siamo resi conto che integrare nuove tecnologie in dialogo con il nostro modo di scrivere e di suonare poteva essere solo un valore aggiunto. In generale, quando nasce una nuova tecnologia musicale non toglie nulla: aggiunge possibilità. Una volta interiorizzato questo concetto, ci siamo sentiti liberi di sperimentare anche con suoni e strumenti che difficilmente si associano a un gruppo come il nostro».




Gli undici brani di Aphonia, che attraversano disturbi e condizioni comunicative, dall'ecolalia alla dispnea, sono frutto di un collettivo sorprendente per la giovane età e il bagaglio di conoscenze, esperienze e ambizioni. Per raggiungere il risultato di un album denso e sfaccettato come questo, sottolineano, «alla base di tutto c’è la fiducia reciproca: fiducia nelle competenze, nelle capacità e nel gusto dell’altro. Treetops, anche solo per il numero dei membri, non è un gruppo semplice da gestire. Oggi mettere insieme sette persone in una sala prove, anche solo per un paio d’ore, è tutt’altro che scontato. Proprio per questo uno degli elementi fondamentali è la dedizione che ci mettiamo, insieme alla consapevolezza di avere uno spazio sicuro in cui potersi esprimere liberamente, senza limiti dal punto di vista artistico. Spesso, per forza di cose, dobbiamo affidarci l’uno all’altro: nella composizione di un brano, nella scrittura di una sezione o di un’idea, così come nell’organizzazione più pratica e logistica del gruppo. Senza questa fiducia, costruita nel tempo, tutto questo sarebbe estremamente difficile, se non impossibile». 

Anna Bielli – electric guitar, vocals 
Marco Bedini – soprano sax
Andrea Cardone – tenor sax
Andrea Spiridigliozzi – electric and classic guitar
Marcello Tirelli – keyboards, piano
Simone Ndiaye – bass, synth bass
Luca Libonati – drums, electronics

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mercoledì 10 dicembre 2025

Shekere: il debutto della Novabeat Orchestra!

 La storica Phonotype pubblica l'EP d'esordio della straripante big band napoletana, prodotto da Pietro Santangelo: cinque brani all'insegna di un nuovo afrobeat da parte del variopinto collettivo di 14 elementi. Concerto di presentazione martedì 23 dicembre in Auditorium Novecento 


LANOVABEAT ORCHESTRA 
Shekere
Phonotype, 2025 
(EP - 5 brani, 23.06 min.)




Dopo il primo singolo Statte 'ccàPhonotype Records è lieta di pubblicare Shekere, il disco d'esordio della Novabeat Orchestra, prodotto da Pietro Santangelo (Nu Genea, Slivovitz, PS5 etc.)LaNovabeat Orchestra è un collettivo nato a Napoli nel 2022, un'esplosione di suoni e ritmi che affonda le radici nell'Afrobeat - il genere nigeriano che dagli anni '70 intreccia funk, jazz e musica tradizionale yoruba. Composta da 14 musicisti, LaNovabeat è una big band partenopea che sprigiona una carica travolgente fatta di groove ipnotici, fiati incandescenti e un'energia contagiosa. Un viaggio vibrante tra brani originali e rivisitazioni della tradizione afrobeat (Fela Kuti, Tony Allen, Lijadu Sisters) e con uno sguardo che si apre ad altre culture e linguaggi musicali, un rito collettivo e una festa urbana, dove Napoli incontra Lagos

LaNovabeat Orchestra è composta da Gennaro Davide (basso), Alessandro Bennato (tastiera), Luca Fava (batteria), Federico Salluzzo (chitarra), Sara Piccegna (chitarra), Luca Guida (percussioni), Flavia D'Ambrosio (voce e cori, shekere), Flavia Di Domenico (voce e cori, clavi), Gianmarco Nanino (voce e cori), Alessandro Zinno (sax tenore), Domenico Cicatiello (sax tenore e sax alto), Paolo De Rosa (sax baritono), Bruno Esposito (tromba), Enzo Capasso (tromba).





Del singolo Statte ‘ccà è stato pubblicato anche un videoclip di Luigi Zangaro: un intreccio di ritmi afrobeat e un’esplosione di fiati aprono alla corsa forsennata del protagonista Giuà nel disperato tentativo di prendere il treno che lo porterà lontano da casa. Accompagnata da un testo tagliente e ironico in dialetto napoletanoStatte ‘ccà è un inno dedicato a chi ha deciso di rimanere nella propria terra, un dialogo con sé stessi e con gli altri sui temi di appartenenza ed emigrazione. Martedì 23 dicembre Shekere sarà presentato all'Auditorium Novecento a Napoli (Via De Marinis), dove è stato registrato, con un attesissimo concertone prenatalizio. 

Shekere:
1. Statte 'ccà - Extended Version 
2. Terramare 
3. Core Niro 
4. È sera 
5. Macrico


La NovaBeat Orchestra: 

Phonotype: 
 

venerdì 23 maggio 2025

Incanti e disincanti: il ritorno di Armanda Desidery!

A otto anni di distanza dal precedente album, NoWords pubblica il terzo disco della spumeggiante pianista napoletana. Undici brani con diciannove musicisti per un tuffo nel latin-jazz contemporaneo più sofisticato e brioso


ARMANDA DESIDERY
INCANTI E DISINCANTI
NoWords | SoundFly | Self distribuzione
(11 tracce - 52.07 min.)




NoWords, la collana strumentale della SoundFly di Bruno Savino, è lieta di presentare Incanti e disincanti, il nuovo album di Armanda Desidery. Per il suo terzo album, uscito a otto anni di distanza dal precedente La stanza dei colori, la compositrice e pianista napoletana ha coinvolto ben diciannove musicisti per allestire uno spumeggiante, vitale e prezioso lavoro di latin-jazz contemporaneo. Undici brani per un piccolo grande viaggio all'insegna di una musicalità mediterranea, latinoamericana e al tempo stesso eurocolta. Come sottolinea la pianista, «la scrittura di questo disco è più complessa, credo più matura: le sonorità contengono suggestioni e ispirazioni più ampie rispetto al precedente album. Ha prevalso la composizione: gli undici brani sono molto strutturati e pensati anche nello spazio improvvisativo. Naturalmente ogni bravissimo musicista di quelli che ho coinvolto è stato messo in condizione di potersi esprimere liberamente, con il proprio stile e le proprie peculiarità ma sempre all'interno di un'idea iniziale abbastanza precisa».

Figlia d'arte del maestro Giovanni DesideryArmanda Desidery si è diplomata al Conservatorio S. Pietro a Majella di Napoli. Studi classici a cui sono seguiti interessi che si sono evoluti e indirizzati in ambiti diversi, dalla musica popolare a quella latino americana e, naturalmente, al jazz. Dal teatro alla televisione, ai grandi festival e concerti, ha suonato negli spettacoli e in tour con Roberto de Simone, Vincenzo Salemme, Daniele Sepe, Bruno Garofalo, Antonello Paliotti, Angela Luce, Mario Martone, Gianni Lamagna, Eduardo De Crescenzo, Guayacan, Lino Cannavacciuolo, Ray Mantilla, Arthur Luise e molti altri. Ha debuttato da solista con sue composizioni nel 2014 con Blackmamba, tre anni dopo è uscito il suo secondo album La Stanza Dei Colori.





Incanti e disincanti contiene undici brani che mettono in mostra tutto il mondo compositivo, sonoro e artistico di Armanda Desidery, che si è circondata di uno stuolo di grandi musicisti (da Emilio Silva Bedmar a Davide Costagliola, da Raul Cardoso a Umberto Lepore) lasciandosi incantare dalla bravura di ognuno dei partecipanti: «È stata una scelta accurata e fatta in base alle caratteristiche di ogni singolo musicista rispetto a quello che avevo in mente per ogni brano. Ognuno di loro, con le proprie peculiarità, mi è sembrato perfetto per ottenere le sonorità e l'atmosfera che desideravo». Ciliegina sulla torta, un disco del genere non poteva che nascere in un luogo pieno di storia, ossia l'Auditorium Novecento a Napoli, lo studio nel quale, dagli inizi del '900, hanno inciso Nicola Maldacea, Gennaro Pasquariello, Elvira Donnarumma, il tenore Fernando De Lucia e Gilda Mignonette, ma sono passati anche personaggi del calibro di Enrico Caruso, Totò, Eduardo de Filippo, Renato Carosone, e anche Giovanni Desidery, come ricorda Armanda: «Non vorrei sembrare retorica ma è stato molto emozionante. Mi sono sentita a momenti quasi intimorita al pensiero dei tanti artisti straordinari che hanno suonato e registrato qui. In verità ho pensato anche molto a mio padre, che proprio qui ha registrato dischi, diretto orchestre, suonato in varie situazioni. L'ho avvertito in qualche modo con me vicino ed è stato molto bello». 




Incanti e disincanti
1 Savana 
2 Come il sole al tramonto
3 Loredana's tango  
4 Always us
5 Sunrise 
6 Latin reunion 
7 Nonostante tutto 
8 Intro (Qualcosa in più)
9 Qualcosa in più 
10 That’s my answer 
11 Five minutes


giovedì 27 febbraio 2025

Ncopp' a 'sta Terra: il nuovo album di Cerone!

 Raiz, Peppe Servillo, Libera Velo, Fabiana Martone e tanti altri ospiti nel lavoro del trombettista Ciro Riccardi. Un appassionato omaggio a Napoli tra jazz, soul, black e canzone, una poesia in musica di Eduardo e una squadra di formidabili musicisti partenopei


CERONE
'NCOPP A 'STA TERRA
Phonotype Records
7 tracce | 27.39 min.




Si intitola Ncopp' a 'sta Terra ed è dedicato a Napoli il nuovo album di Cerone, alias del trombettista e compositore Ciro Riccardi, in uscita il 7 marzo per Phonotype Records, la più antica casa discografica italiana. Jazz, soul, black music e influenze elettroniche costituiscono l’amalgama sonoro di un disco in cui il musicista napoletano, per la prima volta, esplora ed affronta la forma-canzone, arricchita dalla straordinaria partecipazione di Raiz, Peppe Servillo, Libera Velo, Irene Scarpato, Fabiana Martone (Nu Genea), Marcello Squillante (Ars Nova), Dubmarta (Bisca), Giulio De Asmundis, Marcello Giannini, Joe Zerbib e un team di grandi musicisti con la produzione artistica di Pietro Santangelo e Gaetano Savio.

«Da tempo pensavo di realizzare un viaggio sonoro nel cuore di Napoli – sottolinea Cerone – un percorso che riuscisse a testimoniare la mia appartenenza a questa città. Ho capito che per fare questo, oltre alla musica, mi servivano le parole per catturare e circoscrivere pensieri e suggestioni, per restituire in una forma più diretta le molteplici sfumature che emergono fortissime dalla sua realtà complessa, magica e tragica allo stesso tempo». Nasce così una produzione discografica che segna l’inizio di un nuovo progetto in cui Ciro Riccardi lascia il ruolo di protagonista a Cerone, alter ego poetico con cui il musicista avvia in parallelo una nuova fase del suo originale percorso artistico.





La canzone diventa una nuova forma in cui far confluire una singolare ricerca musicale perseguita da Ciro Riccardi per oltre un decennio che trova riscontro nelle sue precedenti produzioni, dal jazz-world di Racconti di vinile (2016) a Grass’n wood (2020) che sanciva l’inedito incontro tra tromba ed arpa, fino alle ardite sperimentazioni elettroniche del disco Napoli Underground (2022). Un omaggio a Napoli dichiarato fin dal titolo, Ncopp’a sta terra, tratto dall’omonima poesia di Eduardo De Filippo, che, nei sette brani che compongono la tracklist propone un originale percorso in cui «la città stessa diventa suono – aggiunge l’artista – e suggerisce le parole da unire alla musica». È il caso del brano Ncopp’a sta terra, primo singolo pubblicato, disponibile dal 28 febbraio su tutte le piattaforme streaming, in cui i versi del grande drammaturgo sono affidati all’inconfondibile voce di Raiz (protagonista anche del brano Stanotte). 

Oltre a Raiz l'album, che si avvale della produzione artistica di Pietro Santangelo e Gaetano Savio, si arricchisce di tante presenze e di preziose collaborazioni che vanno, per fare qualche nome, da Peppe Servillo, autore insieme a Cerone di Cinema Pierrot cantato da Irene Scarpato, alla cantautrice Libera Velo, autrice del testo e interprete di ArrassusiaMarcello Squillante voce in Si 'o munn adda' fernìFabiana Martone voce in Vicino a te (Ninna nanna segreta)





Ncopp' a 'sta Terra verrà presentato con uno special live venerdì 7 marzo all’Auditorium Novecento di Napoli (ore 21.30, in via Enrico De Marinis 4, nel Centro Storico) in occasione dell’uscita in edizione limitata dell’omonimo vinile.

Phonotype Records: 

Ciro Riccardi: 

Auditorium Novecento: 

giovedì 16 gennaio 2025

Badawi: una fisarmonica in Arabia con Carmine Ioanna!

 NoWords pubblica il quarto album del prolifico fisarmonicista campano. Registrato a Riyad con musicisti brasiliani e canadesi e la partecipazione di Luca Rossi, è un viaggio tra jazz, world music, esotismo e pathos, all'insegna dell'onestà


CARMINE IOANNA
Badawi
(SoundFly - distr. Self)
8 tracce | 42.45 min.

 


«Registrare in Arabia Saudita è stato sicuramente molto particolare, lo studio era bene attrezzato, i tecnici erano dei nostri, il fonico era un ragazzo colombiano che lavora insieme a me a Cirque du Soleil. Volevo che questo album fosse il più onesto possibile, volevo raccogliere e cristallizzare le idee il più velocemente possibile, l’ho scritto proprio quando eravamo in Arabia Saudita. Ed è proprio in nome di questa onestà che registrarlo lì mi è sembrata la scelta più ovvia».

Un nuovo album all'insegna dell'onestà. È l'approccio che da sempre caratterizza la musica di Carmine Ioanna, il fisarmonicista irpino tra i più apprezzati nel mondo del jazz, sia in Italia che all'estero, che torna a quattro anni di distanza da Ioanna Music Company con il nuovo disco Badawi, pubblicato da NoWords, la collana strumentale dell’etichetta napoletana SoundFly (distribuzione Self). Un disco in tutto e per tutto arabo: interamente scritto in Arabia Saudita, registrato nei Valley Studios di Riyad il 29 novembre 2022, in una seduta intensa per preservare il respiro collettivo del gruppo e il clima di empatia. 





Per l'occasione Carmine Ioanna ha avuto con sé un ensemble sui generis, con il solo italiano Giovanni Montesano (contrabbasso e basso elettrico), i brasiliani Robson Cerqueira (chitarra e mandolino) e Marco da Luz (percussioni), le canadesi Mitchell Grobb (violino) e Caroline Lemay (oboe). Inoltre nel brano Souk partecipa Luca Rossi: «Il souk è il mercato arabo e ho trovato tante somiglianze con i nostri mercati, con banchi, venditori, casino, odori, profumi, rumori, così volevo proprio un esponente della musica campana e napoletana. Quale miglior strumento se non la tammorra come ponte di congiunzione tra la nostra cultura popolare e quella mediorientale? Luca ha fatto un lavoro incredibile, sono molto contento e onorato che abbia accettato il mio invito e spero che piacerà anche al pubblico questa mescolanza di suoni».

Tra tango desertico e atmosfere variopinte di mercati, sabbie antiche e carovane in viaggio, la fisarmonica è la protagonista di Badawi, un lavoro ethno-jazz ricco di influenze, di storie e di umanità, ancora una volta di onestà: «La fisarmonica ha avuto e ha grandi esponenti nel jazz europeo, italiano e mondiale. Io cerco di raccontare la mia storia, la mia vita, andando oltre lo strumento; avendo cominciato a suonarlo da bambino, da piccolissimo, ho iniziato con un mio modo di suonare. Anche i miei ascolti, il mio percorso di crescita musicale proviene dall’ascolto di tante cose diverse e questo traspare nella mia musica. Il mio obiettivo è quello di essere onesto e di raccontare la mia storia, il mio modo di approcciarmi alla fisarmonica quando suono».




Tracklist:
Dezertango
Sand
Nadir
Clessidra
Carovane
Souk feat. Luca Rossi
Masha
Preghiera

Prodotto da Bruno Savino per NoWords/Soundfly

NoWords/SoundFly:

Carmine Ioanna: 

venerdì 9 febbraio 2024

Nuances: le sfumature sonore di The Morning Unit

 Tra jazz, folk, newgrass, rock e ricerca il disco d'esordio del progetto di Davide Bongiorno per Luminol. Con la partecipazione di Leo, Maggioni e Kräutler degli Ujig 



THE MORNING UNIT
Nuances 
(Luminol Records) 




«Le sfumature qui raccolte sono il punto di partenza e la sostanza attraverso la quale i suoni hanno dato corpo ai miei pensieri e alle mie emozioni. Questo disco è nato con il tempo, tutto il tempo disponibile durante il lockdown del 2020, oltre che con la obbligatoria e purtroppo necessaria distanza di tempo che mi permette ora di condividere la profonda passione per la musica. Le sonorità che ho inseguito prevalentemente con toni e colori tenui, sfumati (da qui il titolo Nuances, anche correlato al mio lavoro come medico ecografista) appartengono ai mondi che ho percorso, dalla acustica al jazz, dal folk al pop e dal rock alle sue contaminazioni che, come fossero la mia ombra, mi hanno sempre seguito».

Davide Bongiorno così presenta il primo capitolo del suo progetto The Morning Unit: si chiama Nuances, è pubblicato da Luminol Records e si allontana dall'area post-progressive cara all'etichetta milanese. The Morning Unit infatti percorre territori differenti, quelli del jazz più sognante e pittorico, del progressive bluegrass meglio noto come newgrass, delle contaminazioni strumentali tra rock e fusion

Otto brani nei quali spicca il consistente contributo di Marco Leo, Edoardo Maggioni e Konstantin Kräutler degli Ujig, una delle band di punta della Luminol, che partecipa alla tavolozza di sfumature, colori, atmosfere e stati d'animo di Nuances. Un album che è anche un diario di viaggio, nel quale ogni pezzo ha la sua storia o la sua dedica, pensiamo a Ride On Paradise dedicata all'indimenticabile Tony Rice, decano bluegrass. «Alla Scuola Civica di Musica con il M.º Mauro Storti ero l'unico frequentatore con chitarra Clarissa sulla cui cassa armonica era ben visibile l’adesivo con il logo di Woodstock messo lì qualche tempo prima da mio fratello maggiore, però tra Carulli, Sagreras e gli altri mi sentivo bene. L'adolescenza ha fatto il resto nutrendomi di suoni acustici e ascolti anche diversi da ciò che a quel tempo girava, soprattutto influenzato da mio fratello che mi portava a sentire blues, folk, rock, jazz e quella che sarebbe stato la loro fusione negli anni successivi. La fusion non sarebbe poi stata solo un genere ma una visione della musica totale, un meraviglioso dialogo tra tutto ciò che mi dà vibrazioni ed emozioni ancora oggi».

Nuances:
1. Anima (for A_my love)
2. La Lune sur la Mer
3. Ride on Paradise (dedicated to Tony Rice)
4. Nuances
5. Heartbeat_87 *
6. Too fast, too soon
7. L’amour du Printemps est partout *
8. Nuances - reprise (acoustic vers.)


Davide Bongiorno: All Guitars - Voices - Composer
Marco Leo: El. Guitar solo * - Effects - Mixing - Arrangements - Production
Edoardo Maggioni: Keyb & Synth - Effects - Arrangements - Co-production

special guest:
Konstantin Kräutler (Drums)
with:
Valerio Bongiorno: Voices (1)
Irene Bongiorno: Voices (1)
Mario Notargiacomo : Violin (3) Viola (6)
Michele Sannelli: Vibes (5;7)

The Morning Unit:

Luminol Records

lunedì 21 agosto 2023

43 anni di Rumori Mediterranei: il nuovo Festival di Roccella Jonica!

 Dal 26 agosto al 3 settembre con Sergio Cammariere, Rachel Gould, Lino Patruno, Greta Panettieri, Mary Halvorson e tanti altri. Un focus sul jazz in Turchia, tributi a Tony Bennett, Frank Sinatra, Chick Corea, Henry Mancini, prime mondiali e produzioni originali  



ROCCELLA JAZZ - RUMORI MEDITERRANEI XLIII
Direzione artistica Vincenzo Staiano

AI CONFINI DEL JAZZ
La musica di mezzo
Dedicated to Tony Bennett

26 agosto - 3 settembre 2023

Waterfront Sisinio Zito 
Teatro al Castello  
Casa della Cultura di Roccella Jonica
Piazza Matteotti di Martone




Edizione n. 43 per Rumori Mediterranei, il popolare festival jazz di Roccella Jonica (RC), nato nel 1981 e divenuto, nel corso di quasi mezzo secolo di storia, un imprescindibile riferimento internazionale per il jazzRumori Mediterranei si terrà dal 26 agosto al 3 settembre con un ricco programma nel quale spiccano nomi come Sergio Cammariere, Rachel Gould, Dila Vardar, Hakan Basar, Jim Rotondi, Stefano Saletti & Banda Ikona, Michael Rosen, Footprint Project, Lino Patruno, Riccardo Fassi, Luis Bonilla, Pietro Tonolo, Luca Cerchiari, Mary Halvorson, Greta Panettieri e molti altri. Come sempre il festival sarà caratterizzato da alcuni temi chiave, sottolinea il direttore artistico Vincenzo Staiano: "Due serate di questa edizione del Festival saranno dedicate alla Turchia, di recente devastata da un forte sisma. Ma la kermesse, la 43ma, sarà dedicata anche a Frank Sinatra e in particolare a Tony Bennett, il leggendario crooner morto il 21 luglio negli States dove era nato 96 anni fa da genitori immigrati dalla Calabria. Ma sarà anche un festival, con produzioni originali, che continuerà a valorizzare il jazz americano".  

Il contributo italiano alla storia del jazz e della musica afroamericana è stato un argomento frequente nelle precedenti edizioni, con concerti e convegni dedicati ai jazzisti italo-americani. Resta solido il grande apporto dato dai nostri emigrati a questo genere a partire dal successo del primo album di “jass” del trombettista Nick La Rocca con la sua Original Dixieland Jass Band per finire a Tony Bennett. Si tratta di un lungo percorso costellato dalla presenza di numerose star e domina su tutti la figura di Frank Sinatra che, oltre alla musica pop, ha segnato l’apogeo del jazz italo-americano negli USA. Prendendo spunto dal romanzo di Mimmo Gangemi Il popolo di mezzo, Rumori Mediterranei 2023 dedicherà spazio ai personaggi che hanno fatto la storia del jazz con omaggi a Frank Sinatra, Tony Scott, Henry Mancini, Joe Venuti, Eddie Lang, ma anche a personalità di origine calabrese come Scott La Faro, Chick Corea, Sal Nisticò e John Patitucci. Il programma sarà diviso in diverse sezioni: Next Generation Jazz, come da tradizione, darà ampio spazio ai nuovi talenti italiani e stranieri; è legata, invece, a un’emergenza internazionale la sezione dedicata alla Turchia recentemente colpite da un sisma; un'altra notevole sezione riguarda invece la presenza femminile con alcune protagoniste del jazz contemporaneo come Rachel Gould, Mary Holvorson, Jessica Pavone, Greta Panettieri, Cansu Tanrikulu, Dila Vardar e Rokhaia Niang.







Sarà “La musica e l’ascesa del popolo di mezzo” uno dei temi della 43ma edizione, tema legato al fatto che il festival ha sempre dato grande spazio alle culture musicali dei paesi bagnati dalle acque del Mediterraneo, un mare ricco di storia e teatro di grandi flussi migratori, ma anche di tante tragedie marinare e di eventi sismici violenti e ricorrenti. La sezione speciale Roccella & Martone for Turkey è per l'appunto promossa per stimolare un sostegno alle popolazioni colpite dal recente sisma. Saranno quattro i gruppi inclusi in questa sezione e verranno distribuiti sul territorio a Roccella e a Martone in due giornate, formazioni multinazionali guidate da musicisti nati in Turchia e di cultura turca, ma che operano in grandi città come Ankara, Berlino, Londra e Copenaghen. Sarà presente Giorgio Marrapodi, ambasciatore italiano in Turchia. 

Nove giorni di concerti, presentazioni di libri e masterclass, tra cui prime mondiali e produzioni originali. Sabato 26 agosto Jazz Back To Grammo (tributo a Tony Bennett) e Banda Ikona con Gabriele Coen; domenica 27 agosto Domenico Rizzuto Elektrojazz Ensemble con Marcello Cirillo (prima nazionale) e Andrea Glockner Sextet; lunedì 28 agosto Jade Visions Quartet (tributo a Scott La Faro e Tony Scott - produzione originale) e Mirko Onofrio Molje; martedì 29 agosto Hakan Başar Trio e Cansu Tanrikulu Quartet (prima nazionale); mercoledì 30 agosto Ypek Yolu e Dila Vardar & The Odd Beats (prima nazionale); giovedì 31 agosto Riccardo Fassi Sextet feat. Luis Bonilla (tributo a Henry Mancini); Lino Patruno Jazz Show; venerdì 1 settembre Pavone Halvorson Dunston Fujiwara Quartet (tributo a Joe Venuti e Eddie Lang - prima mondiale e produzione originale); Rachel Gould Quintet (tributo a Sal Nisticò - prima mondiale dal vivo); sabato 2 settembre Greta Panettieri e Luca Cerchiari (storytelling su Frank Sinatra - produzione originale), Sergio Cammariere Quartet; domenica 3 settembre Rotondi Rosen Gorgone Piccirillo Fiore Quintet (tributo a Chick Corea - produzione originale), Footprint Project

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