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martedì 1 dicembre 2020

Come To My World: il nuovo album di Luca Burgalassi!


 Un affascinante mix di blues, folk, rock e country nel quarto disco del musicista toscano trapiantato in USA. Strumenti della tradizione americana e musicisti della Tidewater in un lavoro realizzato durante il lockdown

Come To My World: il nuovo album di Luca Burgalassi! 

LUCA BURGALASSI 
Come To My World
Burgalassi Music | iTunes, Amazon Music, Spotify etc. 
(12 tracce | 39.35)





«Come To My World è un invito a seguirmi nel mio percorso musicale ed emotivo. Un mondo fatto di tante sfaccettature e colori diversi, un viaggio interiore, non solo attraverso vari generi ed atmosfere musicali, ma anche tra emozioni e sensazioni contraddittorie e contrastanti: un percorso introspettivo, in parte dettato anche dal downtime del lockdown».  Arriva al quarto album Luca Burgalassi, un lavoro importante e significativo che apre un nuovo spiraglio sul mondo musicale del chitarrista e compositore toscano, trapiantato in USA dal 2016. Ancora una volta la musica americana è al centro della sua opera, Come To My World è un invito alla scoperta, una sorta di diario di viaggio nell'interiorità di un musicista tra le difficoltà della pandemia e la ricerca di un dialogo tra cultura italiana e mediterranea e le grandi opportunità del Nuovo Mondo.

Come To My World è il quarto lavoro di Luca Burgalassi, artefice di un percorso coerente e ricco di sfumature, spunti e risvolti sin dal disco d'esordio del 2015, con il quale rivelò il suo bagaglio musicale. Al crocevia tra acustico ed elettrico, tra folk, blues, rock e countryCome To My World è stato composto, registrato e mixato in Virginia nella primavera del 2020, masterizzato da Kim Person al Wistaria Studio di Yorktown, con la partecipazione di musicisti della Tidewater Scene come Bobby BlackHat, Michael Glass e Pamela Joe Sward. «Il legante tra le varie anime del disco è il mio background musicale, non sono un purista di nessuno stile in particolare e quando compongo non penso mai ad un genere preciso, piuttosto a un’atmosfera che un certo sound mi evoca e da lì poi si sviluppano la composizione e il testo. Immagino sempre i miei pezzi come se fossero suonati dal vivo, magari da una band numerosa e libera di improvvisare e di muoversi sulla struttura del brano., ognuno aggiungendo un colore diverso. L’ossatura principale della mia musica e generalmente la chitarra acustica, strumento che uso di più per comporre, anche se sempre di più mi piace avventurarmi componendo su altri strumenti, dal pianoforte ad altri strumenti a corda».





Chitarrista, polistrumentista e cantautore livornese, trasferitosi in Virginia nel 2016, Luca Burgalassi inizia a studiare musica a sei anni, a scrivere canzoni e ad esibirsi dal vivo a dodici, in seguito si diploma con lode all’Accademia Lizard di Fiesole con Giovanni Unterberger e si perfeziona studiando jazz e improvvisazione con Franco D’Andrea, Franco Morone, Armando Corsi, Steve Trovato, Mike Stern e Franco Mussida. Dopo il suo disco d'esordio nel 2015 è finalista al BluesIn 2016, nel 2017 si esibisce al Pistoia Blues aprendo il concerto di Little Steven. Questo quarto album è «il proseguimento, forse più maturo, del mio cammino musicale iniziato con Shadows and Fragments, una raccolta quasi completamente acustica di composizioni che avevo scritto poco più che adolescente, seguito da Windward (2016), che esprimeva la voglia di guardare avanti, verso il futuro, in cerca di un cambiamento. Nel terzo album On The Other Side Of the Water (2016), il primo registrato e pubblicato negli USA con musicisti americani, il cambio era fresco e il territorio tutto da esplorare, in Come to My World l’esperienza americana è certamente più consolidata, le collaborazioni coi musicisti più mature e l’intreccio di sonorità, strumenti e generi più organico».

Accanto a chitarre acustiche ed elettriche, tra armonie vocali e brani strumentali, Burgalassi rinnova la sua devozione per mandolino, banjo, dobro, lap steel guitar e armonica in dodici brani ricchi di vitalità, pathos e fantasia, ma soprattutto di una cultura e una musicalità americana vissute da dentro. «L’ambiente musicale che ho trovato si è dimostrato molto coeso e unito. Sono i musicisti stessi a creare il pubblico in primis, sostenendosi a vicenda, ad alimentare l’intreccio di locali, festival, radio, tv. Attraverso il passaparola e le collaborazioni. Molto raramente ho trovato gelosie, chiusure o ostacoli. Alla fine ho sempre cercato di essere me stesso, con molta umiltà e voglia di imparare, cercando sempre collaborazioni e dando ai musicisti con cui ho suonato libertà totale di essere se stessi. Le differenze linguistiche e culturali non sono mai state un problema, semmai una scusa per farsi due risate in più». 








lunedì 16 marzo 2015

Spaghetti Americana: esce l'antologia barbuta dei THE BEARDS!

Mentre è in studio con il produttore dei White Stripes Jim Diamond, il duo barbuto adorato da Rick Rubin e Professor Louie pubblica una succulenta antologia: il meglio del loro country-blues tra Veneto e United States
Spaghetti Americana: il greatest hits di The Beards!


The Beards
Spaghetti Americana
16 tracce – 64' 11"
(digipack - vinyl limited edition - digital download)
America Recordings/distr. IRD




"Spaghetti Americana è il titolo scelto dall’etichetta statunitense America Recordings per sintetizzare quello che può essere il nostro genere agli occhi degli addetti ai lavori d'oltreoceano. "Spaghetti" ha a che fare con i western all'italiana e con quel modo poco americano di rielaborare le sconfinate praterie del west: a questi film veniva riconosciuta una sublime bizzarria come del resto alla nostra musica. Da qui l'associazione con il genere"Americana", che è una sconfinata prateria di generi che comprendono blues, rock, country, cajun"... Un titolo, un genere, una manifesto programmatico, quello dei Beards, il duo veneto che in cinque album ha esplorato miti, leggende  e culture della propria terra con il fascino per la musica americana delle radici. Spaghetti Americana contiene il meglio della produzione The Beards e fotografa un decennio di lavoro, cinque dischi adorati dal pubblico e dalla stampa specializzata in USA e Australia, tantissimi concerti in giro tra States e Europa.

Emanuele Marchiori e Massimiliano Magro provengono dalla Riviera del Brenta (VE) e già con il primo album Mephisto Potato Sauce (2006) hanno riscosso una sorprendente attenzione in America: il loro originale mix di blues, country, folk e rock, ribattezzato proprio oltreoceano Spaghetti Americana, gli ha consentito di avere un immediato e incuriosito feedback dagli States. Compiono così il primo tour americano: 18 concerti e migliaia di miglia percorse dalla Florida all’Ohio fino a New York, dove suonano con il leggendario batterista di The Band Levon Helm. Da allora The Beards ottengono passaggi radiofonici e richieste di collaborazioni in USA, Londra, Francia, Australia e Hong Kong, arrivando a suonare con tantissimi musicisti stranieri: Rick Rubin in persona loda la loro music, Professor Louie (Aaron Hurwitz, produttore di The Band e Mercury Rev) e Julien Poulson (Nick Cave, Brian Ritchie) lavorano con loro in studio per vari album.



I sedici brani selezionati dall'etichetta di Los Angeles per Spaghetti Americana compongono l'avvincente ritratto musicale dei Beards: Muskito (2013) è un bestseller nel mercato indie (va in rotazione un numero indefinito di volte in radio tra Messico, Colombia, Argentina, Spagna, Portogallo, Brasile), Diggin' Fingers (2008) e El Brigante(2014) viaggiano tra murder ballads, country-rock songs che raccontano di amori singolari, desolazione e antichi rimedi campestri, Widmann's Mansions (2012) ha la produzione di Professor Louie per la storica etichetta Woodstock Records. Nel frattempo, Emanuele e Max sono in studio per il nuovo album Freak Town, che si preannuncia importante per la partecipazione di Jim Diamond, musicista di Detroit, proprietario di Ghetto Recorders e produttore di molte band, soprattutto i primi White Stripes.

Spaghetti Americana è un eccezionale biglietto da visita per conoscere The Beards, finalmente anche in Italia: "Sul territorio italiano esistono tanti piccoli laboratori artigianali che vivono esportando all'estero, noi non ci sentiamo tanto diversi da un’azienda vinicola che imbottiglia e spedisce il proprio vino oltre i confini nazionali... Ora siamo molto impegnati nella fase finale di lavorazione con Jim Diamond, ma stiamo gettando le basi per un prossimo tour negli States. Sia chiaro: il vino non lo imbottigliamo soltanto!".


The Beards:
Emanuele Marchiori: voce, piano, batteria, organo, banjo, fisarmonica, armonica.
Massimiliano Magro: voce, chitarra e basso.


Info:

The Beards:

The Beards Facebook:

America Recordings:

Synpress44 Ufficio stampa: