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martedì 14 gennaio 2025

Marilena Paradisi e Bob Nieske in concerto a Roma!

 

Sabato 15 febbraio la grande interprete del jazz italiano e il gigante americano del contrabbasso presentano il nuovo disco 'Here And Now' alla Casa del Jazz. Anteprima mondiale per il duo, artefice di un album stellare e apprezzato dalla critica italiana e straniera, con brani di Corea, Shorter, Mingus, Jobim, Strayhorn e tanti altri


MARILENA PARADISI e BOB NIESKE
Here And Now In Concert

Sabato 15 febbraio 2025 
ore 21.00
Casa del Jazz
Viale di Porta Ardeatina 55 
Roma

Biglietto euro 20:





Un grande evento per il jazz italiano. Sabato 15 febbraio, alla Casa del JazzMarilena Paradisi e Bob Nieske presentano in concerto il loro nuovo album Here And Now, pubblicato dalla norvegese Losen Records. Sarà la prima volta in Italia per Nieske, la prima volta insieme dal vivo per il nuovo disco, in anteprima mondiale. Un'occasione speciale per ascoltare la magnifica voce di una delle più creative vocalist del jazz italiano, il contrabbasso di un grande compositore e uno dei più autorevoli uomini del jazz americano, una sequenza di brani caratterizzati da un approccio libero, un senso di positività e grande intesa artistica. 

A sette anni da Some Place Called Where, il capolavoro condiviso con Kirk Lightsey, Marilena Paradisi è tornata con un album diverso ma affine, partito da una scoperta. Come ricorda la cantante, «Nel 2019 feci un concerto con Bob Nieske in Cambridge: era la prima volta che suonavo con lui, trovammo una inaspettata intesa musicale, fu davvero come se avessimo suonato insieme chissà da quanti anni. È una cosa davvero rara, soprattutto quando si tratta di un duo voce e contrabbasso. Il Covid ha fermato tutto, quando è stato possibile ci siamo incontrati di nuovo a Boston e abbiamo finalmente registrato insieme. Con Bob ho trovato una comunicazione totalmente spontanea, con una libertà di espressione che ci ha consentito di vivere l'estemporaneità del momento. Il titolo Here And Now nasce proprio da questo». 




Here And Now contiene dodici brani di vari autori, scelti per affinità nella musica o nelle parole, individuati per il piacere di suonarli insieme, funzionali all'insolito duo voce-contrabbasso. Da Crystal Silence di Chick Corea Chelsea Bridge di Billy Strayhorn, da My Friend Flora di Astrud Gilberto Two For The Road di Henry ManciniHere And Now brilla per varietà e versatilità, con alcune novità per i testi da parte della Paradisi: «L'intero album è nato con un'energia positiva e solare, ci siamo divertiti tanto, inoltre la novità legata al mio modo di cantare sta nella scelta di un suono meno colloquiale rispetto al passato, direi quasi strumentale, non a caso ho lasciato la tonalità originale di undici dei dodici brani. Ho voluto cantare Portrait In Black And White di Jobim in italiano, ho scritto un testo per Lawns di Carla Bley, in omaggio al mio percorso di dialogo tra le arti, tra musica, pittura e improvvisazione, ho accostato Mingus e Shakespeare, recuperando un testo dal Mercante di Venezia per Duke Ellington´s Sound Of Love». In un solo mese di vita l'album ha già ottenuto riconoscimenti e recensioni entusiastiche, sia in Italia che all'estero (Jazz Life Japan, Era Jazzu Poland, Jazz-fun in Germania, Jazz Music Archives, Il Manifesto, Left, Jazzit, Music Map, Rockerilla,  Radiocoop, Campi Sonori e altri).




Appuntamento sabato 15 febbraio a Roma, per un concerto speciale, unico nel suo genere. Biglietto unico euro 20, acquistabile su Ticketone, il botteghino è aperto al pubblico nei giorni di spettacolo dalle ore 19 fino a 40 minuti dopo l’inizio degli eventi.  



 

martedì 20 novembre 2018

Marilena Paradisi e Kirk Lightsey di nuovo a Roma: live 23 gennaio 2019

Il nuovo inizio, la rinascita di un progetto: la splendida vocalist e il leggendario pianista americano ancora una volta dal vivo all'Auditorium Parco della Musica dopo il successo del disco 'Some Place Called Where'. Appuntamento il 23 gennaio 2019    
Marilena Paradisi e Kirk Lightsey tornano a Roma! 


Mercoledì 23 gennaio 2019
Ore 21.00
Auditorium Parco della Musica
Teatro Studio Borgna 
Viale Pietro de Coubertin 30 
Roma

MARILENA PARADISI & KIRK LIGHTSEY
IN CONCERTO:
A NEW BIRTH

Biglietti: da 15.00 €
Biglietteria 892.101 

Ticket One:

foto Paolo Soriani


Una rinascita. O meglio, una nuova nascita. A New Birth. E' questa la parola d'ordine di un graditissimo ritorno, quello di Marilena Paradisi e Kirk Lightsey, che a un anno di distanza dal loro ultimo concerto romano risalgono sul palco dell'Auditorium Parco della Musica mercoledì 23 gennaio 2019 in un prezioso happening di grande jazz per voce e pianoforte, che suggella il primo passo di un nuovo percorso insieme.

Lo straordinario duo si ricompone sull'onda lunga del successo dell'album Some Place Called Where (pubblicato dalla norvegese Losen Records e per l'occasione distribuito in Italia da Egea), recensito in tutto il mondo e premiato per l’eccezionale interplay e l'intesa artistica tra il pianista di Detroit, figura monumentale della storia del jazz, e la cantante italiana, autrice di otto album assai apprezzata dalla critica internazionale per l'abilità nel produrre un timbro aderente all'estetica dei brani, per la presa sul testo e la capacità interpretativa. Sul palco romano nuove magiche storie da raccontare, un repertorio fortemente condiviso da questo duo che propone una fusione tra la tradizione, la storia del jazz e la sperimentazione

foto Paolo Soriani


Some Place Called Where ha ottenuto recensioni importanti su prestigiosi magazine stranieri come JazzTimesJazzHotJazz Profile, Music Web InternationalAlbany Jazz (che ha menzionato l'album tra i Top 2017), ma anche su importanti testate italiane come Musica JazzJazzitItalia In JazzA proposito di Jazz oppure Il ManifestoInternazionale, Jazz Convention e L'Isola della musica italiana: i giornalisti hanno apprezzato la combinazione di esperienze, sensibilità e maturità, nonchè l'intrigante scelta dei brani. Un "repertorio di nicchia" utile all'espressività diretta, immediata e toccante di Marilena e Kirk, che aprono le porte sul loro mondo: quello dell'improvvisazione e della voce come strumento per la Paradisi, quello degli anni passati con Chet Baker, Dexter Gordon, Pharoah Sanders e Lester Bowie, ma anche dell'amore per la musica classica, per Lightsey. 



Il titolo dell'album proviene dall'omonimo pezzo di Wayne Shorter, scelto da Marilena in una scaletta sentita e vissuta con Kirk. Come dichiara David Fishel nelle note di copertina, «Portrait (Mingus), Little Waltz (Carter) e Like A Lover (Caymmi) sono un buon esempio di questa musica scelta per profondità e sincerità, Fresh Air è un brano di Kirk che rappresenta bene il dialogo tra i due, Kirk ci regala anche un solo di flauto incantevole e lirico. Il suono complessivo è molto più pieno di quanto si possa aspettare da un duo, con la progressiva gamma armonica di Kirk e la qualità del tocco, quasi da accompagnamento orchestrale. Ma è l'intimità dell'interazione tra i due che più colpisce». 

Info:

Marilena Paradisi:

Some Place Called Where Trailer:

Auditorium Parco della Musica: 

Losen Records:

Synpress44 ufficio stampa:

mercoledì 25 ottobre 2017

Eyes Wide Open: Nina Pedersen in concerto all'Auditorium Parco della Musica

Venerdì 10 novembre a Roma il concerto di presentazione del nuovo disco della vocalist norvegese pubblicato dalla Losen Records. Tra jazz e canzone d'autore con tocchi elettronici, uno splendido lavoro con la partecipazione di Principato, Loddo, Scatozza, Bassi e Innarella 
Eyes Wide Open: Nina Pedersen in concerto all'Auditorium Parco della Musica 


NINA PEDERSEN 
Eyes Wide Open 

Auditorium Parco della Musica 
Roma - venerdì 10 novembre 2017 
Sala Petrassi 
Ore 21.00

Ingresso: 15 Euro 



Venerdì 10 novembre all'Auditorium Parco della Musica Roma (Sala Petrassi) sarà presentato Eyes Wide Open, il nuovo disco di Nina Pedersen. Insieme a lei il fidato trio composto da Pierpaolo Principato, Marco Loddo e Giampaolo Scatozza e la partecipazione di Aldo Bassi e Paolo Innarella e infine il coro jazz ConCorde, diretto proprio da Nina e da lei fondato 16 anni fa. 
Passione e nuove direzioni, immersione nella scrittura come irresistibile bisogno espressivo, songwriting come esperienza di vita e di cammino: parlare con Nina Pedersen significa scoprire, già dalle prime parole, una affascinante dimensione artistica nella quale la canzone d'autore e il jazz convivono con serenità e continui scambi. Proprio come accade in Eyes Wide Open, il nuovo album di Nina Pedersen, primo per la prestigiosa etichetta norvegese Losen Records

Norvegese è anche Nina Pedersen, anche se il suo legame con l'Italia è ormai lunghissimo: da oltre vent'anni vive e Roma, dove insegna, scrive e pratica musica. Un amore completo per le note, come si evince anche dall'intensità di questo suo terzo album, che coincide con un approfondimento della composizione e del songwriting, ma anche con un arricchimento della sua dimensione autorale, che si impreziosisce di elementi elettronici e soprattutto dell'empatia tra i musicisti coinvolti. Partecipano alla realizzazione di Eyes Wide Open straordinarie figure del jazz nostrano: Giampaolo Scatozza, Pierpaolo Principato, Marco Loddo più due special guest come Aldo Bassi e Paolo Innarella rendono il disco particolarmente fluido e avvolgente. Nina non ha dubbi: «È fondamentale per me avere non solo musicisti bravi e capaci ma avere, soprattutto, persone con cui mi trovo bene, c’è una bella atmosfera quando lavoriamo insieme». 



Profondamente legata alla sua terra d'origine, Nina Pedersen ha sempre un occhio di riguardo per la musica tradizionale norvegese (alla quale ha dedicato studio e lavori) e al jazz nordico, pur definendosi oggi una "cantautrice jazz" con uno stile contemporaneo. Nina ha debuttato nel 2011 con Songs From The Top Of The World, al quale è seguito So Far So Good (2014); ospite dell’orchestra Hardanger Big Band, della Moonlight Big Band, ha lavorato a colonne sonore ed è molto coinvolta nella didattica del canto a Roma, ma la è scrittura a far emergere tutto il suo mondo interiore. Eyes Wide Open vuol dire avere gli occhi spalancati, ma anche chiedere di “osservare e ascoltare" con attenzione se stessi e il mondo, in otto brani in cui Nina si mette a nudo: «Parlo della solitudine di una casa vuota (These Empty Walls), tutta la poesia del sorgere di un nuovo giorno (Eyes Wide Open), la necessità di ogni tanto stare da soli (Me, Myself and I). Granny’s Waltz è un inno alle nonne, in Now I’m Here cerco di esprimere quella piacevole sensazione di serenità e maturità trovata arrivando ad un certo punto della vita. Questo brano l’ho scritto di getto il giorno prima di entrare in studio. Succede molto raramente! Infine il rapporto madre e figlio: ci ho messo più di due anni per scrivere Mother & Son ed ho scritto credo cinque versioni...». 



Nina Pedersen: vocal 
Pierpaolo Principato: piano & keyboards 
Marco Loddo: bass 
Giampaolo Scatozza: drums & loops 

Guests: 
Aldo Bassi: trumpet 
Paolo Innarella: sax 

Con la partecipazione del Coro Jazz ConCorde 

Info: 

Nina Pedersen: 
http://www.ninapedersen.it/

Nina Pedersen Facebook: 
http://www.facebook.com/ninapedersensongwriter 


TiketOne: 
http://www.ticketone.it/biglietti.html?affiliate=ITT&doc=artistPages%2Ftickets&fun=artist&action=tickets&erid=2035313&includeOnlybookable=false&xtmc=nina_pedersen&xtnp=1&xtcr=1


mercoledì 18 ottobre 2017

Eyes Wide Open: il nuovo disco di Nina Pedersen!

Losen Records pubblica il terzo lavoro della vocalist norvegese trapiantata a Roma. Tra jazz e canzone d'autore con tocchi elettronici, uno splendido lavoro con la partecipazione di Principato, Loddo, Scatozza, Bassi e Innarella
Eyes Wide Open: il nuovo disco di Nina Pedersen!


NINA PEDERSEN 
Eyes Wide Open 
8 tracce | 40 minuti  
Losen Records  

Trailer:



«Scrivo perché non ne posso fare a meno. Amo quel processo creativo più di tutto il resto, amo potermi immergere in quella dimensione. Il mestiere di musicista e autore si impara strada facendo. Finire un disco è come finire un capitolo. Subito cominci a pensare al prossimo. È una strana sensazione: lo promuovi, fai concerti, ne parli, quando in realtà la tua testa è già altrove. Un disco ti fa capire quale direzione prendere per il prossimo». Passione e nuove direzioni, immersione nella scrittura come irresistibile bisogno espressivo, songwriting come esperienza di vita e di cammino: parlare con Nina Pedersen significa scoprire, già dalle prime parole, una affascinante dimensione artistica nella quale la canzone d'autore e il jazz convivono con serenità e continui scambi. Proprio come accade in Eyes Wide Open, il nuovo album di Nina Pedersen, primo per la prestigiosa etichetta norvegese Losen Records.

Norvegese è anche Nina Pedersen, anche se il suo legame con l'Italia è ormai lunghissimo: da oltre vent'anni vive e Roma, dove insegna, scrive e pratica musica. Un amore completo per le note, come si evince anche dall'intensità di questo suo terzo album, che coincide con un approfondimento della composizione e del songwriting, ma anche con un arricchimento della sua dimensione autorale, che si impreziosisce di elementi elettronici e soprattutto dell'empatia tra i musicisti coinvolti. Partecipano alla realizzazione di Eyes Wide Open straordinarie figure del jazz nostrano: Giampaolo Scatozza, Pierpaolo Principato, Marco Loddo più due special guest come Aldo Bassi e Paolo Innarella rendono il disco particolarmente fluido e avvolgente. Nina non ha dubbi: «È fondamentale per me avere non solo musicisti bravi e capaci ma avere, soprattutto, persone con cui mi trovo bene, c’è una bella atmosfera quando lavoriamo insieme». 



Profondamente legata alla sua terra d'origine, Nina Pedersen ha sempre un occhio di riguardo per la musica tradizionale norvegese (alla quale ha dedicato studio e lavori) e al jazz nordico, pur definendosi oggi una "cantautrice jazz" con uno stile contemporaneo. Nina ha debuttato nel 2011 con Songs From The Top Of The World, al quale è seguito So Far So Good (2014); ospite dell’orchestra Hardanger Big Band, della Moonlight Big Band, ha lavorato a colonne sonore ed è molto coinvolta nella didattica del canto a Roma, ma la è scrittura a far emergere tutto il suo mondo interiore. Eyes Wide Open vuol dire avere gli occhi spalancati, ma anche chiedere di “osservare e ascoltare" con attenzione se stessi e il mondo, in otto brani in cui Nina si mette a nudo: «Parlo della solitudine di una casa vuota (These Empty Walls), tutta la poesia del sorgere di un nuovo giorno (Eyes Wide Open), la necessità di ogni tanto stare da soli (Me, Myself and I). Granny’s Waltz è un inno alle nonne, in Now I’m Here cerco di esprimere quella piacevole sensazione di serenità e maturità trovata arrivando ad un certo punto della vita. Questo brano l’ho scritto di getto il giorno prima di entrare in studio. Succede molto raramente! Infine il rapporto madre e figlio: ci ho messo più di due anni per scrivere Mother & Son ed ho scritto credo cinque versioni...». 

Accanto ai brani scritti da Nina trova spazio Ribbon Of Sand di John Surman e Karin Krog (che firma anche le note di copertina): «Ho trovato questo brano in un libro di spartiti comprato in Norvegia. Me ne sono innamorata subito. Mi assomiglia molto e me lo sono sentito subito mio. Questa sua melodia così semplice, essenziale, è quasi disarmante, poi il testo è stupendo. Però sentivamo il bisogno di stravolgerlo e ci ha pensato Pierpaolo, dandogli un’atmosfera quasi ipnotica. Mi piaceva tanto come veniva e l’ho voluto inserire nel disco». 



A fine ottobre Nina Pedersen presenterà il disco in Norvegia come ospite della Hardanger Big Band in quattro concerti. La presentazione ufficiale italiana si terrà venerdì 10 novembre all’Auditorium della Musica a Roma con il trio Principato/Loddo/Scatozza, la partecipazione di Aldo Bassi e Paolo Innarella e il coro jazz ConCorde, diretto proprio da Nina e da lei fondato 16 anni fa. 


Eyes Wide Open: 

1. Eyes Wide Open
2. Ribbon Of Sand
3. Granny´s Waltz
4. Now I´m Here
5. These Empty Walls
6. Mrs. Nilsen
7. Me, Myself And I
8. Mother And Son

All music and lyrics by Nina Pedersen 
except 2 by John Surman and Karin Krog.


Nina Pedersen: vocal
Pierpaolo Principato: piano & keyboards
Marco Loddo: bass
Giampaolo Scatozza: drums & loops

Guests:
Aldo Bassi: trumpet
Paolo Innarella: sax


Info:

Nina Pedersen:

Nina Pedersen Facebook:

Losen Records:

Synpress44:



lunedì 4 settembre 2017

Some Place Called Where: il nuovo disco di Marilena Paradisi e Kirk Lightsey!

Jazz e magia, brani di Shorter, Waldron, Carter e altri in un'opera intima e delicata pubblicata dalla norvegese Losen Records. Pianoforte e voce per lo straordinario duo con la vocalist italiana e il pianista americano 
Some Place Called Where: il nuovo disco di Marilena Paradisi e Kirk Lightsey! 


MARILENA PARADISI | KIRK LIGHTSEY
Some Place Called Where   
8 tracce | 44.57 minuti  
Losen Records  

Trailer:



«Dopo una lunga fase dedicata all'improvvisazione totale, alla ricerca e al rapporto col "suono" sviscerato in ben quattro album, ognuno con una particolarità come improvvisazione sulle immagini, la dialettica col silenzio, l’improvvisazione del testo, la dialettica con la risonanza, è come se sentissi di aver concluso un grande capitolo della mia storia, e ho sentito l’esigenza di tornare a "interpretare", a cercare di raccontare storie attraverso l’uso della parola. Sono passati anni, sono accadute così tante cose che ora sento una differente maturità, un differente approccio alla musica e ai testi, inoltre sento che la mia voce è molto cambiata». Sono le parole di Marilena Paradisi, utile premessa per capire la "complessità risolta" di un disco importante e ambizioso, ma anche delicato, intimo, prezioso, come Some Place Called Where. L'ottavo album della vocalist italiana, che dopo tre dischi centrati sul jazz e quattro tra contemporanea e improvvisazione totale, si avvicina nuovamente alla musica delle origini: lo fa con maturità, con una sensibilità nuova e con una straordinaria partnership, quella del grande Kirk Lightsey.

Pubblicato dalla norvegese Losen RecordsSome Place Called Where non è un disco solista con un "featuring", lo straordinario pianista di Detroit non fa da "special guest": si tratta infatti di un'opera nata da un duo, forte di un repertorio condiviso, di una comune sensibilità, della stessa visione magica e "olistica" del fare musica. Un senso di scoperta e di luminosità pervade l'intero album, con lo stesso stupore di quando Marilena vide per la prima volta Kirk dal vivo: «Kirk è un musicista che ho avuto la fortuna di ascoltare live e sono sempre rimasta colpita e affascinata dal suo pianismo, dal suo stile, oltre che dalla sua energia e vitalità vulcaniche. È un polistrumentista. Oltre al pianoforte suona il flauto e il violoncello. Ha uno stile inconfondibile,  un tocco meraviglioso che fa cantare i tasti, una scelta armonica davvero inusuale che attinge alla musica classica, che lui ascolta moltissimo. Lui stesso, pur avendo vissuto la vera storia di questa musica, non ama etichettarsi come musicista di Jazz, non ama come viene usata oggi questa parola. Per lui è talmente profonda da spiegare - direi un modo di essere - che  non ha senso come viene intesa normalmente. Per questo Kirk ama dire che la musica è “magica” oppure... non è musica! Lui cerca costantemente la magia quando suona, e ti invita a cercarla anche in te. Poche note e crea subito un’atmosfera, fa delle scelte armoniche davvero inusuali che ti portano sempre a nuova ispirazione». 
Kirk Lightsey rilancia: «È un progetto davvero speciale per me perché suonare in duo e con questa scelta di repertorio mi fa trovare un suono orchestrale dal pianoforte che è molto importante per me. Trovare in quella musica il suono di suspense, mistero, senso di spazio infinito, affetti e sentimenti è importante per il mio feeling nella musica. Marilena ha una voce molto speciale e con molto talento, potrei dire tecnicamente per il suo particolare timbro, per intonazione, musicalità,  flessibilità, espressività e il suo stare sul tempo, ma in una sola parola è "molto artistica", e con questo intendo dire che è in grado di cantare profondamente i suoi sentimenti e per questo è espressiva e perfetta per questo repertorio». 



Il titolo dell'album proviene dall'omonimo pezzo di Wayne Shorter, scelto da Marilena insieme agli altri che compongono una scaletta profondamente sentita e condivisa con Kirk. Come dichiara David Fishel nelle note di copertina, «Portrait (Charles Mingus), Little Waltz (Ron Carter) e Like A Lover (Dori Caymmi) sono un buon esempio di questa musica scelta per profondità e sinceritàFresh Air è un brano di Kirk che rappresenta bene il dialogo tra i due, Kirk ci regala anche un solo di flauto incantevole e lirico. Il suono complessivo è molto più pieno di quanto si possa aspettare da un duo, con la progressiva gamma armonica di Kirk e la qualità del tocco, quasi da accompagnamento orchestrale. Ma è l'intimità dell'interazione tra i due che più colpisce». 

Some Place Called Where contiene otto brani meno noti, un "repertorio di nicchia" utile però all'espressività diretta, immediata e toccante di Marilena e Kirk, che in soli quaranta minuti trasportano il loro mondo: quello dell'improvvisazione, degli studi in India, della voce come strumento per la Paradisi, quello degli anni passati con Chet Baker, Dexter Gordon, Pharoah Sanders e Lester Bowie, ma anche dell'amore per la musica classica, per Lightsey.




Some Place Called Where

1. Portrait (C. Mingus)
2. Some Other Time (Bernstein/Green/Comden)
3. Like A Lover (Caymmi/Motta/Bergman)
4. Soul Eyes (M. Waldron)
5. Little Waltz (R. Carter)
6. Some Place Called Where (Shorter/Reeves/Cummings)
7. Autumn Nocturne (Myrow/Gannon)
8. Fresh Air (Lighsey/Paradisi)


Marilena Paradisi: vocals
Kirk Lightsey: piano, flute (8)

Recorded, mixed and mastered May 2017 by Clive Simpson
at Studio Extra Beat, Rome
Produced by Marilena Paradisi
Artistic project and arrangements by Marilena Paradisi
Front cover photo by Petter Furuseth
Inside cover photos by Paolo Soriani
Cover design by design holtmann


Marilena Paradisi:

Losen Records:

Synpress44 ufficio stampa: