Visualizzazione post con etichetta world music. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta world music. Mostra tutti i post

lunedì 27 aprile 2026

No War: Baba Sissoko e Mediterranean Blues tra Africa e Napoli! da ven. 8 maggio

La storica etichetta Phonotype pubblica il nuovo album del popolare musicista “afro-calabrese”. Un incontro tra blues, rock, soul e afrobeat, legati dalla tradizione del Mali e dal desiderio di pace. In uscita venerdì 8 maggio 


BABA SISSOKO & MEDITERRANEAN BLUES
NO WAR
Phonotype, 2026
(9 tracce | 37.16 min.)




Il cuore dell'Africa. Il cuore del rock. Il cuore del blues. Tutto unito dal Mediterraneo. Nove brani elettrizzanti, focosi, frutto di una sintesi di linguaggi e storie, uniti dalla grande esperienza del Maestro, dal groove sprigionato dal gruppo e dal tema della pace. Questa è la nuova avventura di Baba Sissoko & Mediterranean Blues con No War, il nuovissimo disco della band del musicista maliano, pubblicato da Phonotype, la più antica casa discografica italiana. 

Mediterranean Blues è una chiara indicazione della voce potente e aspra di Baba Sissoko, del ritmo in levare come nelle note afroamericane (ri)partite dalla Giamaica, di un micidiale assist di armoniche a bocca che versa generose spezie blues su tutto l'incantevole flusso musicale. Non è una novità per Baba, sempre prolifico nei suoi progetti di contaminazione e collaborazioni, ma con Mediterranean Blues ci sono stabilità e forza in generose dosi: nel 2017 l'omonimo live del gruppo, nel 2021 il sequel Mali Music Has No Borders, ora questa nuova operazione registrata a Napoli (lo storico e autorevole Auditorium Novecento) intitolata No War e incisa in due giornate di novembre del 2024. 

foto Riccardo Piccirillo

Baba Sissoko proviene da un'illustre dinastia di musicisti griot del Mali. È un virtuoso del tama (tamburi parlanti), del ngoni (liuto a quattro corde), del balafon (uno xilofono di zucche, bambù e legno) e del kalebas (percussioni). Mantiene viva la tradizione musicale del Mali ma ama anche suonare con musicisti di generi diversi: nel corso degli anni lo abbiamo ascoltato o visto con personalità del calibro di Habib Koité, Sting, Santana, Youssou N'Dour, Jovanotti, Dee Dee Bridgewater, Salif Keita e Aka Moon

Con la banda di Mediterranean Blues – sette elementi affiatati e trascinanti – l’attivissimo griot italiano d’adozione (afro–calabrese, ama definirsi) prosegue nel laboratorio di fusione dell'amadran – una sorta di precursore originario del blues – con musiche afroamericane che da quella matrice trassero origine. Il risultato sono i nove brani di No War, una sorprendente connessione tra rock-blues, afrobeat, funk e psichedelia.

foto Riccardo Piccirillo

foto Riccardo Piccirillo 



NO WAR:
1. Afro Rock
2. Angha Ben
3. Immigres
4. La vita è bella
5. Le monde est un village
6. Leyla
7. Na Na Na e Napoli
8. Nene
9. No war

Testi & Musiche Baba Sissoko
Registrato dal vivo presso Studio Novecento - Napoli
Registrazioni, Mix e Mastering Fabrizio Piccolo

Baba Sissoko - vocal, ngoni, tama
Ady Thioune - djembe, bougaroubu, congas, vocal
Philippe Lago - drums
Angelo Napoli - guitar
Tobia Ciaglia -bass, background vocal
Alessandro de Marino - clarinet, keyboard
Domenico Canale - harmonica, violin, vocal
Denis Tchangou - drums

Baba Sissoko & Mediterranean Blues

Phonotype:


domenica 26 aprile 2026

Y.D.L.A.M.: il viaggio nel canto tra Africa e Sannio con TekCiervo

Il toccante e visionario percorso in musica, dalla rielaborazione di voci antiche al contatto con le nuove sonorità contemporanee, nel disco d'esordio dei fratelli Ciervo. Dalla Guinea a Benevento con folk, elettronica, afrobeat e groove, edizione in vinile


Y.D.L.A.M.
TEKCIERVO
(2026)
8 brani | 28.52 min.



 

«È possibile immaginare una storia in cui le voci più seducenti della nobile tradizione popolare italiana, quelle di Rosa Balistreri, di Concetta Barra, e di altre ugualmente brave esecutrici del canto tradizionale, possano incrociarsi, intersecarsi con quelle di Boubacar Diallo, di Alpha Oumar Balde, ossia con quelle di ragazzi arrivati qui, da noi, dopo aver attraversato il deserto e il mare? Noi, questa storia, l’abbiamo immaginata. E, dunque, il tema sotteso è proprio il viaggio. Un viaggio di attraversamento di luoghi inospitali, in condizioni terribili. Quel viaggio che tanti ragazzi scelgono di compiere per arrivare in Italia». 

Un viaggio difficile, impervio, doloroso, che dal Continente Nero porta allo Stivale. Dall'Africa occidentale all'Italia Meridionale. Dalla Guinea a Benevento. Un viaggio di speranza che TekCiervo ha cantato e messo in musica con originalità, tensione, pathos e disponibilità all'ibridazione in Y.D.L.A.M., il nuovo album uscito in vinile. Un viaggio nel quale Corrado e Carlo hanno operato da registi – non solo da musicisti – armonizzando voci estrapolate da grandi classici del folk italiano, le storie di ragazzi che hanno attraversato il mare, la loro tensione musicale contemporanea. Il risultato è Y.D.L.A.M.: più che un album, una vera e propria operazione culturale e in senso ampio politica.

TekCiervo è il progetto ideato dai fratelli Corrado e Carlo Ciervo, attivi da tempo in un contesto di ricerca sonora e culturale, in cui cercano di fondere elementi della tradizione popolare con linguaggi moderni e sperimentali. Uniti artisticamente da sempre, entrambi hanno maturato esperienze in diversi ambiti e collaborano con altri musicisti in produzioni e performance. Da diversi anni si occupano di musica di ricerca, attingendo spesso da voci e suoni della musica popolare italiana, rielaborandoli mescolando folk, elettronica, elementi elettroacustici e improvvisazione. Con Vittorio Zollo compongono Osso Sacro, gruppo di ricerca, rielaborazione e riposizionamento delle narrazioni orali e sonore del territorio sannita, vincitore del Premio Andrea Parodi 2023. 






Il passaggio decisivo per l'evoluzione del duo è avvenuto grazie all'incontro con Alpha Oumar Baldè e Boubacar Diallo, due giovani migranti della Guinea: con loro arrivano nuove voci, nuove lingue e nuovi immaginari come il “fula” (fulfulde) e il “susu”, lingue della tradizione orale e del canto, in connubio con il francese, diventando parte integrante della scrittura musicale come linguaggio vivo, portatore di memoria, esperienza e identità. «Partono in silenzio, spesso senza confessarlo neppure alle mamme, portandosi dietro non solo speranze e desideri, ma anche paura, insicurezza, rimorso. E perciò è come se avessimo voluto trovare per loro delle mamme in grado di temperare, di mitigare, per quanto possibile, le loro angosce. Svolgono la funzione delle voci materne, supportano i ricordi dei loro viaggi, risuonano nelle loro teste e nel disco». I testi di Alpha One e Bubi nascono da storie personali, da racconti di viaggio, di perdita, di attraversamento. Sono parole che conservano il ritmo della narrazione orale africana, dove la voce è veicolo di sapere, cura e appartenenza. Questa dimensione dialoga profondamente con la tradizione popolare nostrana, in cui il canto ha storicamente avuto una funzione del tutto analoga. TekCiervo riconosce questa parentela profonda e costruisce un ponte tra due mondi che condividono la stessa urgenza espressiva

La peculiarità dell'album, suonato interamente dai fratelli Ciervo con Carlo Corso e Giuseppe Tomaciello insieme alle voci di Alpha One e Bubi, è nell'insieme di tessiture e intrecci col materiale tradizionale, dal canto di Rosa Balistreri e Concetta Barra oppure quello raccolto e registrato sul campo da Alan Lomax e Diego Carpitella: il risultato è un viaggio visionario in otto brani tra folk, elettronica, afrobeat, art-rock e world fusion. Con il filo conduttore del canto, ricordano i fratelli Ciervo: «E così il canto finisce per assumere una funzione salvifica, utile ad affrontare momenti complessi, ma anche una valenza catartica, in grado di supportare la forza della memoria. In questo senso, il canto non segue finalità mercantili e neppure motivi puramente estetici. Il canto aiuta a vivere, il canto è funzionale alla vita. Insomma: si canta per vivere meglio. E quella medesima funzione la si ritrova anche nell’Italia prima del boom economico, quando la voce era lo strumento che serviva a combattere i mali del mondo: il lavoro sfruttato e alienato, le violenze degli amori, le disuguaglianze sociali. E così le grandi cantanti italiane e le cantatrici popolari le abbiamo immaginate come le “madri/guide” dei figli con la faccia nera che intraprendono il viaggio. Essi partono come partirono i nostri avi per fuggire la fame, per cercare lavoro, per ritrovare un luogo “altro” dove sognare un futuro migliore».




Il senso profondo dell'operazione è tutto nella sigla del titolo Y.D.L.A.M.: “Yimde Dandayde Leñol Mulugol”, ossia il canto che protegge le genti dallo svanire.

YDLAM:

1. Monteloura
2. New Tek
3. Hoydol 
4. Les Travaiileurs 
5. Jev Dicenn 
6. Concetta Deluxe
7. Y.D.L.A.M.
8. Dormìa

TEKCIERVO:
Corrado Ciervo: violino, chitarra, basso, voce
Carlo Ciervo: synth bass, piano, sampler 
Alpha Oumar Baldè: voce 
Boubacar Diallo: voce
Carlo Corso: batteria 
Giuseppe Tomaciello: drumpad, percussioni 

TekCiervo: 

venerdì 17 aprile 2026

NewTek: TekCiervo tra passato e presente - Dom. 19 aprile, Benevento

Domenica 19 aprile al Funambolo a Benevento Corrado e Carlo Ciervo raccontano l'esperienza dell'imminente nuovo album 'Ydlam', tra Sannio e Africa, musica tradizionale e contemporanea. Con la proiezione in anteprima del video di Michele Salvezza 



Domenica 19 aprile 2026 
ore 20.00 
Il Funambolo Caffè Letterario 
Via Cardinale di Rende 2/4
Benevento 

NEW TEK
Conversazioni tra passato e presente
Con TekCiervo
e Donato Zoppo




Domenica 19 aprile alle 20.00 al Funambolo Caffè Letterario (Via Cardinale di Rende 2/4, Benevento) si terrà NEW TEK - Conversazioni tra passato e presente, un incontro con il duo TekCiervo, che dialogherà con Donato Zoppo. Il duo di Corrado e Carlo Ciervo racconterà in anteprima l'esperienza del nuovo album Ydlam, che uscirà sabato 25 aprile. Un disco importante e atteso, di dialogo tra passato e presente, di incrocio tra la tradizione musicale italiana e quella guineana. Corrado e Carlo Ciervo illustreranno il loro viaggio in musica, che ha portato alla realizzazione del disco Ydlam, di cui verrà presentato in anteprima il videoclip del brano MonteLoura, diretto da Michele Salvezza

TekCiervo è il progetto ideato dai fratelli Ciervo. La loro attività si inserisce in un contesto di ricerca sonora e culturale, in cui cercano di fondere elementi della tradizione popolare italiana con linguaggi musicali moderni e sperimentali. Uniti artisticamente da sempre, entrambi hanno maturato esperienze in diversi ambiti e collaborano con altri musicisti in produzioni discografiche e performance dal vivo. Da diversi anni si occupano di musica di ricerca, attingendo spesso da voci e suoni della musica popolare italiana, rielaborandoli in contesti moderni, mescolando folk, elettronica, elementi elettroacustici e improvvisazione. Con Vittorio Zollo compongono Osso Sacro, gruppo di ricerca, rielaborazione e riposizionamento delle narrazioni orali e sonore del territorio sannita, vincitore del Premio Andrea Parodi 2023. 





TekCiervo compie un passo decisivo grazie all'incontro con Alpha Oumar Baldè e Boubacar Diallo, due giovani migranti originari della Guinea: con loro arrivano nuove voci, nuove lingue e nuovi immaginari come il “fula” (fulfulde) e il “susu”, lingue della tradizione orale e del canto, in connubio con il francese, diventando parte integrante della scrittura musicale come linguaggio vivo, portatore di memoria, esperienza e identità. I testi di Alpha Omar Baldè e Boubacar Diallo nascono da storie personali, da racconti di viaggio, di perdita, di attraversamento. Sono parole che conservano il ritmo della narrazione orale africana, dove la voce è veicolo di sapere, cura e appartenenza. Questa dimensione dialoga profondamente con la tradizione popolare italiana, in cui il canto ha storicamente avuto una funzione del tutto analoga. TekCiervo riconosce questa parentela profonda e costruisce un ponte tra due mondi che condividono la stessa urgenza espressiva. 

Nel nuovo album Ydlam, in uscita il 25 aprile (sarà presentato in concerto al Teatro Mulino Pacifico) c’è il tentativo di riciclare voci in disuso. Voci protagoniste di viaggi antichi che incrociano quelli attuali, in cui il canto assume la medesima funzione. È il tentativo di immaginare una storia in cui le voci più seducenti della nobile tradizione popolare italiana (Rosa Balistreri, Concetta Barra, altre ugualmente brave esecutrici del canto tradizionale) possano incrociarsi con quelle di Alpha Oumar Baldè e Boubacar Diallo, arrivati da noi dopo aver attraversato il deserto e il mare. E così il canto finisce per assumere una funzione salvifica, utile ad affrontare momenti complessi, ma anche una valenza catartica, in grado di supportare la forza della memoria. In questo senso, il canto non segue finalità mercantili e neppure motivi puramente estetici. Il canto aiuta a vivere, il canto è funzionale alla vita. Insomma: si canta per vivere meglio. E quella medesima funzione la si ritrova anche nell’Italia prima del boom economico, quando la voce era lo strumento che serviva a combattere i mali del mondo: il lavoro sfruttato e alienato, le violenze degli amori, le disuguaglianze sociali.




Il brano che aprirà il disco si intitola MonteLoura, con il canto di Montevergine, dove un tempo le donne si recavano a piedi, partendo dai loro villaggi di notte, e contiene una voce tratta dalla registrazione Mixed singers - Song of the Pilgrims to Monte Vergine all’interno della raccolta Naples and Campania (1954) di Alan Lomax e Diego Carpitella. Sarà proiettato il video del pezzo, diretto da Michele Salvezza

TekCiervo: 

Il Funambolo

lunedì 12 gennaio 2026

LUM: il dialogo senza tempo di Hersi Matmuja e Jacopo Conoci

 Maladisco pubblica il nuovo album della cantante albanese e del violoncellista salentino. Un viaggio tra brani popolari e d'autore del sud-est europeo, esplorazioni arbëreshë e salentine, in un'operazione colta e seducente tra rispetto e libertà creativa 


LUM
Hersi Matmuja & Jacopo Conoci
Maladisco, 2026
(10 brani, 35.41 m.)




Maladisco è lieta di aprire il 2026 con LUM, il nuovo album di Hersi Matmuja e Jacopo Conoci. Per la cantante albanese e il violoncellista salentino questo lavoro è la sintesi di un lungo percorso in musica ed è nato dal desiderio di riscoprire e reinventare alcune canzoni appartenenti a quattro importanti tradizioni popolari del sud-est europeo. Il viaggio di LUM parte dal Nord dell’Albania, dalla regione del Lume, il cui cuore pulsante è la città di Kukës, per poi intrecciarsi con la cultura arbëreshë, trapiantata nel Sud Italia nel XV Secolo dalle comunità albanesi in fuga dall’avanzata ottomana. Fa tappa nel Salento e si conclude a Scutari, nel nord-ovest dell’Albania, dove la musica popolare incontra la musica colta grazie al lavoro di due grandi compositori albanesi come Tish Daija e Ramadan Sokoli. Un itinerario in dieci tappe che intrecciano tradizione e interpretazione contemporanea, restituendo profondità, emozione e una bellezza senza tempo nel dialogo intimo tra voce e violoncello

LUM è un disco ricco di storia, cultura, umanità e significati, a partire dal titolo, che ne evidenzia subito lo spirito. LUM è una particella usata per esprimere gioia, congratulazioni, soddisfazione, inoltre in albanese la parola “lumë” significa anche fiume. In molte lingue indoeuropee l’idea di “scorrere” o “fluire” si associa alla vitalità, alla prosperità e alla felicità. Il fiume porta vita, abbondanza e benedizione, come l’incontro tra il canto di Hersi Matmuja, capace di attraversare stili diversi con naturalezza, e l’inconfondibile suono del violoncello di Jacopo Conoci. Attraverso la voce potente ed elegante di Hersi le melodie riprendono vita e rifioriscono, creando un ponte tra passato e presente; Jacopo diventa un supporto sicuro per le melodie tradizionali albanesi e non solo. 




Hersi Matmuja e Jacopo Conoci hanno attinto alle diverse esperienze artistiche maturate nel tempo, che li hanno visti partecipi in lavori di musica classica, pop, contemporanea e tradizionale. Il duo è partito da una profonda rielaborazione armonica, in alcuni casi anche melodica, di canzoni tradizionali scritte e tramandate prevalentemente secondo un modello di musica non occidentale e su strumenti non temperati, con l'intenzione di restare fedeli allo spirito, più che alla lettera, di questa musica. Per molte di queste melodie LUM è la prima occasione di rielaborazione e ascolto in una veste modernaBrani popolari albanesi come Struka E CucësShëjviPrej Zamanit e Kolazh Lumjantradizionali Arbëreshë del Molise come Vare Vare, una delle più celebri canzoni d’amore della tradizione del Salento come Beddha Ci Dormi ma anche brani d'autore come Turtulleshë Cike O Mori Cike risuonano, tra rispetto e libertà creativa, in un dialogo tra la voce di una donna e quella di un violoncello che si inseguono, si intrecciano, si fondono. 

La ricerca sonora del duo ha trovato ulteriore coerenza e solidità grazie a Valerio Daniele, la cui cura musicale e i raffinati interventi chitarristici, uniti a un uso sapiente di spazi e dinamiche, conferiscono una dimensione espressiva ricca e stratificataLUM è arricchito dalla presenza di due musicisti del calibro di Luca Tarantino alla tiorba e al liuto rinascimentale e Vito De Lorenzi alle percussioni: con la loro sensibilità interpretativa hanno donato a diversi brani un respiro antico e danzante, con ritmo ed esotismo timbrico





LUM
1. CIKE O MORI CIKE 
2. STRUKA E CUCËS 
3. SHËJVI 
4. VARE VARE  
5. PREJ ZAMANIT 
6. DADA
7. TURTULLESHË 
8. BEDDHA CI DORMI 
9. KOLAZH LUMJAN 
10. KA ARDH VAKTI 

Hersi Matmuja: vocals 
Jacopo Conoci: violoncello 

Valerio Daniele: chitarre 
Luca Tarantino: tiorba, liuto rinascimentale 
Vito De Lorenzi: percussioni

Produzione: Valerio Daniele, Jacopo Conoci, Hersi Matmuja,
Sound Engineer (riprese, mix e mastering): Valerio Daniele

Maladisco Music



giovedì 29 maggio 2025

Radio Rom: torna la piccola orchestra power gipsy degli 'o Rom!

 Daniele Sepe, ShaOne, Marcello Coleman, Aldolà Chivalà, Brunella Selo e Carolina Franco tra gli ospiti nel terzo album della travolgente band, pubblicato da Phonotype. Una fusione balcanica, mediterranea e napoletana contro le discriminazioni e i pregiudizi

http://www.phonotype.it 

lunedì 28 aprile 2025

Edera: il nuovo singolo delle Kalìka!

 A due anni di distanza dall'apprezzato disco d'esordio 'Ago, filo ‘e parole…', Vania Di Matteo, Anna Rita Di Pace e Giulia Olivieri tornano con un nuovo emozionante brano dedicato alla lealtà e alla resilienza


Kalìka | Edera
(SoundFly 2025)


“Si fosse capace 
Edera addivintasse 
E nun perdesse ‘o tiempo
Annanze guardasse”




A due anni di distanza dall'apprezzato album d'esordio Ago, filo ‘e parole…, le Kalika tornano con un nuovo singolo. Si intitola Edera, lo pubblica Soundfly su tutte le piattaforme digitali, ed è ancora una volta un magnifico biglietto da visita per il trio composto da Vania Di Matteo, Anna Rita Di Pace e Giulia Olivieri, che dichiarano: «Piccole foglie a forma di cuore si aggrappano come una promessa d’amore a tutto ciò che hanno intorno: fedeltà, impegno di lealtà e dedizione costante ma anche resilienza e resistenza. Questo rappresenta l’edera e così l’abbiamo voluta cantare nel nostro nuovo singolo».

Il 2023 è stato un anno ricco di riconoscimenti per il trio campano che, oltre ad aver pubblicato l'album di debutto, ha vinto la XX edizione del concorso L’artista che non c’era e la seconda edizione del K-Contest, ha partecipato alla finale di Ethnos Generazioni, e ha anche ricevuto numerosi premi: Premio Mister Scapricciatiello per il riarrangiamento di Serenata all’acqua ‘e mare (17 Aprile, Teatro Acacia di Napoli); Premio Malafemmena per il singolo Era sulo ajere (12 Maggio, Terrazza Golden Tower di Napoli); Premio Carosone per l’originale riarrangiamento del brano Tre numeri a lotto (1 Luglio, Arena Flegrea); Premio Masaniello per il disco Ago, filo ‘e parole... (3 Ottobre, Teatro Sannazaro di Napoli). A questo vanno aggiunte le partecipazioni a eventi come Napolindie, Pizza Village, Le Vesuviane (con la direzione di Federico Vacalebre), la kermesse diretta da Antonella Morea nel Positano Teatro Festival  ‘’ ‘O ssaje come fa ‘o core’’Perdifolk a cura di Luciano Chirico, Mirabilis et Sonoriis a cura di Fabiana Martone. A Gennaio 2024 è ufficialmente iniziato il Tour Kalìka che ha portato le tre musiciste in diverse città italiane (Orvieto, Roma, Milano, Torino, Napoli).




Le Kalìka sono il trio composto da Vania Di Matteo (voce), Anna Rita Di Pace (voce e violino) e Giulia Olivieri (voce) – con la direzione musicale e gli arrangiamenti a cura di Gianluigi  Capasso. Il terzetto è nato per caso da una fortuita collaborazione musicale, divenuta prima un progetto vocale a cappella tutto al femminile, impreziositosi poi con la collaborazione di un ensemble di musicisti. In lingua hindi la parola kalìka significa “bocciolo”, e proprio l’immagine di un fiore in potenza, colto nell’attimo prima di manifestarsi in tutta la sua piena bellezza, è parso adeguato per nominare questo progetto. Tre donne, tre voci e tre anime che si sono incontrate tra brani propri e originali riarrangiamenti tra musiche e culture, dal Mediterraneo all’Oriente

Vania Di Matteo: voce
Anna Rita Di Pace: voce e violino 
Giulia Olivieri: voce

Direzione musicale ed arrangiamenti a cura di Gianluigi  Capasso.
Produzione di SoundFly & Bruno Savino.

Kalìka: 

Soundfly: 

giovedì 16 gennaio 2025

Terra e Anima: il debutto dei Flussi Inversi!

 Luminol Records pubblica il disco d'esordio del trio. Art-pop emozionale e raffinato tra influenze progressive, jazz, world e musica da film, con la partecipazione di Mimmo Campanale e Giovanni Astorino 


FLUSSI INVERSI
Terra e Anima
Luminol Records, 2025
11 tracce | 34.48 min.





Il mare, le melodie portate dal vento, orizzonti inesplorati, sconfinati come le possibilità offerte dalla musica. Quella sentita, pensata e vissuta come una grande area di scambio e contaminazione. Questo è lo spirito che muove i Flussi Inversi, che dopo il singolo Volo verso te arrivano finalmente al disco d'esordio Terra e Anima, pubblicato dalla post-prog label Luminol RecordsTerra e Anima è un lavoro di particolare raffinatezza, nel quale la forma-canzone è al centro ma al tempo stesso i Flussi Inversi riescono a forzarne dolcemente gli schemi, facendo confluire varie influenze, dal rock progressivo alla musica per il cinema, dalla world music alla fusion, con atmosfere sospese, intime e avvolgenti e una grande vitalità melodica. 





Il sodalizio artistico tra il compositore/pianista Orazio Saracino e il producer/sound engineer Alex Grasso è partito nel 2021, sebbene i due collaborino da quasi vent’anni. A Orazio e Alex nel 2022 si è unito il paroliere e cantante Flavio Paternesi, dando vita ai Flussi Inversi. Grazie a una lunga esperienza sia live che in studio, tra sonorità esplorate con attenzione al dettaglio, collaborazioni con strumentisti di fama nazionale ed estera (Mimmo Campanale, Giovannangelo De Gennaro, Larry Franco, Giorgio Vendola, Serena Fortebraccio, Guido Di Leone, Amedeo Ariano, Andrea Avena), Flussi Inversi è un collettivo artistico che si occupa anche di sonorizzazioni di contenuti televisivi e cinematografici, sperimentando linguaggi distanti geograficamente e temporalmente, dallo swing del primo dopoguerra alla musica gipsy di matrice europea




Terra e Anima è un lavoro per palati fini, che unisce visioni mediterranee, ricerche sui suoni, tentazioni radiofoniche che convivono con una ricercatezza ai limiti del prog più aristocratico. La produzione ha visto avvicendarsi in studio artisti di spessore, dal violoncellista Giovanni Astorino (storico bassista di Caparezza) a Mimmo Campanale, batterista noto per le collaborazioni con giganti come Pat Metheny, Al Jarreau e Mike Stern. 

Flussi Inversi: 

Luminol Records: 

giovedì 14 novembre 2024

Volo verso te: il nuovo singolo dei Flussi Inversi

Il brano è un'anticipazione del disco d'esordio 'Terra e Anima', che sarà pubblicato a gennaio da Luminol Records. Un viaggio emozionale tra progressive, jazz, world e musica da film, con la partecipazione di Mimmo Campanale  


VOLO VERSO TE
Flussi Inversi 
Luminol Records 2024




«Volo verso te è un viaggio musicale dalle sfumature profonde, dove le influenze del rock progressivo si fondono con un’armonia cinematografica, creando atmosfere sospese, intime e avvolgenti. Abbiamo pensato di uscire dai rigidi schemi della canzone italiana, oltrepassando i confini di strofa e ritornello per aprirsi a un racconto sonoro libero e in continua evoluzione».

Volo verso te è il nuovo singolo dei Flussi Inversi, un'anticipazione del disco d'esordio che uscirà il 17 gennaio 2025: il titolo è Terra e anima, sarà pubblicato dalla post-prog label Luminol. Tra contaminazioni jazz, world e da colonna sonoraVolo verso te è uno dei pezzi dell'imminente album di debutto che presenta le maggiori influenze progressive. Una produzione raffinata che trasporta l'ascoltatore in una dimensione filmica, e che vede la partecipazione di Mimmo Campanale, batterista noto per le collaborazioni con giganti come Pat Metheny, Al Jarreau e Mike Stern. 




Il sodalizio artistico tra il compositore/pianista Orazio Saracino e il producer/sound engineer Alex Grasso nasce nel 2021, sebbene i due collaborino stabilmente ormai da quasi vent’anni. A questi dalla seconda metà del 2022 si unisce il paroliere e cantante Flavio Paternesi, e da questo incontro è nato Flussi Inversi. Grazie a  una lunga esperienza sia live che in studio, il trio spazia tra jazz, canzone d’autore, progressive, musica per film, elettronica, world music. Tra sonorità esplorate con attenzione al dettaglio, collaborazioni con strumentisti di fama nazionale ed estera (es. Mimmo Campanale, Giovannangelo De Gennaro, Larry Franco, Giorgio Vendola, Serena Fortebraccio, Guido Di Leone, Amedeo Ariano, Andrea Avena), Flussi Inversi è un collettivo artistico che si occupa anche di sonorizzazioni di contenuti televisivi e cinematografici, sperimentando linguaggi distanti geograficamente e temporalmente, dallo swing del primo dopoguerra alla musica gypsy di matrice europea. 

Flussi Inversi: 

Luminol Records: