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mercoledì 6 dicembre 2017

L'Attesa: debutta con Almendra Ornella Cerniglia! presentazione al MainOFF sabato 9 dicembre

Almendra Music pubblica in digitale il nuovo lavoro pianistico dell'artista siciliana. Brani della pianista, di Henry Cowell e Francesco Pennisi con un originale 'continuos mix' concettuale. Presentazione dal vivo al MainOFF sabato 9 dicembre
L'Attesa: l'EP di debutto di Ornella Cerniglia

ORNELLA CERNIGLIA 
L'Attesa 
5 tracce | 35' 16''
Almendra Music (AM0033)
BandCamp e Digitale (iTunes, Spotify, Amazon, etc)



L'attesa è oggi il luogo in cui riparare dai troppi input che assillano la nostra quotidianità, la creazione di uno spazio di tempo bianco, liberato dal rumore di fondo in cui siamo immersi, vittime e complici del tutto-e-subito. Disporci in attesa, oggi, è il gesto iniziale (rivoluzionario?) della creazione di uno spazio in cui ascoltare e riascoltare, virtuosamente esposti alla sorpresa per ciò che non conosciamo o riconosciamo, esposti al rischio e alle eccitazioni del tradimento, della perdita di controllo, magari per scoprire, rientrati nel mondo quotidiano, che l'ospite o l'istante tanto attesi dal futuro, siano giunti infine da una memoria che non sapevamo più neppure di avereAlmendra Music pubblica L'Attesa, l'EP digitale di debutto di Ornella Cerniglia, che anticipa l'album full-lenght in preparazione ed è l'invito dell'artista siciliana a condividere lo spazio dell'Attesa, a compiere insieme - musicista e ascoltatori - la sospensione del tempo razionale del profitto, per inventare un comune spazio interiore in cui memoria e futuro, sapienza e sensualità, artigianato e arte possano coincidere nel presente dell'ascolto.

Dopo gli album di Blanco Sinacori e Alessio Pianelli incentrati sulle chitarre e sul violoncello, dopo l'avant-rock di Mezz Gacano, Almendra torna al pianoforte. Lo fa a qualche mese di distanza dall'ultimo "Almendra Piano Album", ovvero Cycles di Marcello Bonanno, con un lavoro che per brevità, fisionomia digitale, anticipazione del futuro e densità di stimoli e risvolti può ricordare Orior, il debutto di Valentina CasesaL'Attesa è nato proprio nell'ambiente creativo della factory palermitana, visto che Ornella Cerniglia è pianista residente del Self-Standing Ovation Boskàuz Ensemble guidato da Mezz Gacano, con cui ha registrato il recentissimo Kinderheim: l'EP è nato all'indomani di questo fortunato incontro, ma la Cerniglia non era nuova a connessioni col mondo Almendra, vista la sua partecipazione a Una Marina di Libri a giugno e Piano City Palermo a ottobre, in entrambe le sezioni coordinate dall'etichetta. 



Forte di un percorso che parte dalla formazione accademica in Conservatorio e all'Università e giunge a flirt non-tanto-occasionali con l'avant-rock, Ornella Cerniglia - pianista, compositrice e catalizzatrice di sensibilità - attraversa stili e repertori degli ultimi due secoli con la leggerezza e la sicurezza di chi vuole e sa ricomporre prassi e ascolto della musica con le nostre esperienze interiori e quotidiane. Ornella è protagonista di varie esperienze artistiche, dall'immersione nella memoria collettiva del canto popolare agli arrangiamenti da Syd Barrett, dalle partecipi frequentazioni delle avanguardie americane e italiane alle collaborazioni coi compositori d'oggi (delle cui musiche è spesso dedicataria e prima interprete). E ancora le musiche per la scena e lo schermo, il repertorio vocale da camera in duo con Irene Ientile, la complicità con l'altrettanto avventuroso artista Alessandro Librio, con cui è arrivata a duettare al pianoforte con uno sciame d'api. 

Con L'Attesa la pianista palermitana concentra la sua attenzione su quattro brani di notevole interesse: Cu' va e cu'ì veni e L'Attesa sono sue composizioni, con la partecipazione di Giovanni Di Giandomenico al synth analogico (Korg MS20 e Korg MS2000) nella seconda; Sinister Resonance è un brano del compositore americano Henry Cowell (1897-1965) risalente al 1930, Una Pastorale Etnea è un inedito del compositore catanese Francesco Pennisi (1934-2000), risalente al 1995. Ornella si confronta dunque con due grandi autori del Novecento, con una menzione particolare per il lavoro su Pennisi, che prelude a uno sviluppo che arriverà con il prossimo album di lunga durata, al quale sta lavorando. In omaggio ai richiami incrociati spesso presenti negli album Almendra, è interessante notare che il primo dei brani firmati Cerniglia, Cu' va e cu' veni, nasce da un antico canto popolare siciliano, lo stesso che ispirò Pennisi per un brano gemello della Pastorale Etnea.



I quattro brani dell'EP sono singole tracce, ognuna con la propria indipendenza artistica e il proprio mix, anticipate da un originale esperimento: la "continous listening experience", ovvero un “continuous mix” concettuale, con un missaggio "narrativo" sottilmente ma sensibilmente diverso da quello delle singole tracce, con passaggi nuovi tra i pezzi e un'evoluzione dello stesso suono del piano, elementi che conferiscono un'esperienza sonora nuova all'opera. Tra i primi due Ornella canta attraverso le corde – è stata registrata col pedale di risonanza abbassato con lei sdraiata a terra sotto la tavola armonica – e tra gli altri tre il synth di Di Giandomenico realizza un ulteriore raccordo, in una concatenazione di eventi sonori che rievocano - in un gioco di specchi - l'ossatura e il movimento raffigurati nella copertina, ancora una volta opera del visual artist Antonio Cusimano aka 3112htm

Ornella Cerniglia presenterà ufficialmente L'Attesa sabato 9 dicembre a Palermo nel prestigioso cartellone del MainOFF Festival, giunto alla XIV Edizione. Per l'occasione insieme a lei ci sarà Mezz Gacano, in un dialogo pianoforte e chitarra alla Sala Wenders (Goethe-Institut), con il quale volgerà alla chiusura la terza giornata del festival.

Ornella Cerniglia: L'Attesa

1. L'Attesa (Continous listening experience)
2. Sinister Resonance (Henry Cowell)
3. Cu' va e cu' veni (Ornella Cerniglia)
4. L'Attesa (Ornella Cerniglia) feat. Giovanni Di Giandomenico 
5. Una pastorale etnea (Francesco Pennisi)

piano: Ornella Cerniglia 
synthesizer on track L'attesa: Giovanni Di Giandomenico  


L'Attesa:

Almendra Music:

Synpress44: 

domenica 19 novembre 2017

Untitled #1: Valentina Casesa dal pianoforte allo smartphone

Un originale videoclip di immagini e visioni per la compositrice palermitana. Realizzato con un telefonino insieme ad Antonio Cusimano a.k.a. 3112htm, narra un viaggio tra sonno e veglia, all'insegna del piano 'modern classical' di Almendra Music 
Untitled #1: Valentina Casesa dal pianoforte allo smartphone


UNTITLED # 1


Valentina Casesa: piano

Tratto da Orior - Almendra Music (AM0024)



«Il video di Untitled #1 é rappresentazione, racconto di un cammino, un viaggio di colori, di luci e di ombre, onirico ma sognato nella veglia, per restituire un momento di calma nel movimento al mondo impazzito e schiavo del tempo del profitto. Un mio sguardo sul tempo per giocare col tempo stesso, rallentarlo alla velocità della musica, e così conoscerne o riconoscerne le più intime sfumature. L'ho immaginato, pensato: del cammino ho preso gli odori, le luci, il ritmo dei passi, li ho trasformati, resi immagini attraverso i microfoni e una videocamera che riprende alla stessa velocità del mio sguardo». È un vero e proprio itinerario nel profondo il nuovo videoclip di Valentina Casesa, realizzato con Antonio Cusimano a.k.a. 3112htm. Immagini in movimento come in un sogno lucido, riprese in quello che Goethe chiamò “il promontorio più bello del mondo”, Monte Pellegrino a Palermo; flash evocativi di stati d'animo, pensieri e rimembranze, in bilico tra sogno e realtà, abbandono e attenzione.  Il video di Untitled #1 arriva a quasi un anno di distanza da Orior, il debutto discografico della compositrice palermitana, sull'eco del grande successo riscosso dalla speciale “piano night” con cui i pianisti e compositori Almendra Music hanno inaugurato lo spazio eventi del nuovo community hub Cre.Zi.Plus ai Cantieri Culturali alla Zisa a Palermo in occasione di Piano City. Di Orior il video di Untitled #1 è una sorta di "prolungamento visivo", l'immagine è infatti un elemento fondante della musicalità di Valentina Casesa, come testimoniava l'EP d'esordio, come hanno dimostrato Frammenti Riflessi, i brani scritti per il Duo Blanco Sinacori nel 'pucciniano' Hacked Arias, pubblicato da Almendra lo scorso giugno.  



Orior è stato un capitolo importante della speciale serie di piano solo di Almendra Music, la factory sempre attenta a concentrare in un album percorsi, geografie umane e artistiche, sensazioni tradotte in musica e offerte all'immaginazione e alla sensibilità dell'ascoltatore. Era inevitabile, visto il contesto artistico di Almendra, che anche il videoclip fosse qualcosa di diverso dal solito biglietto da visita, infatti si caratterizza per un lavoro di alta partecipazione creativa, a partire dalla stessa Valentina, artefice del girato. Il video di Untitled #1 è dunque un punto di vista in movimento, come lo era - mutatis mutandis - il disco Orior. Lo sottolinea Antonio Cusimano a.k.a. 3112Htm, artista visivo e art director di Almendra Music: «Untitled #1 è il primo video Almendra in cui abbiamo provato a dare in mano al musicista stesso le basi della visione: la ripresa. Valentina aveva infatti le idee molto chiare su cosa vedere, in che sequenze vederlo, e come vederlo. Le ho chiesto quindi di girare personalmente le scene del suo videoclip: con un cellulare, con una action camera, o con quello che preferiva lei. Il risultato è un video che rimanda alle estetiche dello "home made", pur non essendo propriamente un video home made: girato infine con uno smartphone, a piedi o in motorino nei dintorni di Monte Pellegrino a Palermo. L'esito finale è venuto fuori dopo avere giocato un po' sul girato: molto vicino ai toni dei vecchi vhs, leggermente fuori fuoco, con l'intrusione di tecniche di glitch art, analogiche e digitali, in funzione di collegamenti tra le varie scene, con l' effetto di indurre l'idea di una sorta di "errore percettivo" nella ricostruzione di eventi dalla memoria visiva, come accade in un sogno».  



Compositrice e pianista di solida formazione classica, Valentina Casesa è autrice di musica strumentale e d'opera, musica per le immagini e per la danza. Le sue composizioni sono narrazioni in continua evoluzione, senza certezza di sviluppo e fine, moti continui che avvolgono in calmi paesaggi o sorprendono con scarti improvvisi, e coinvolgono ascoltatori da qualsiasi background sollecitando emozioni e immagini profonde, complice anche una ricerca del colore strumentale sempre ben ponderata e spesso sorprendente. Orior è composto da cinque brani: una sorta di piccolo scrigno 'modern classical' che Valentina ha sigillato prima di partire per questa avventura discografica che la vedrà tornare negli studi palermitani di Almendra Music il mese prossimo per il suo album di lunga durata che sarà pubblicato nel 2018.  

 
Info:

Almendra Music:

Untitled #1 - Videoclip:

Valentina Casesa - Orior:

Synpress44 ufficio stampa:

 

mercoledì 26 aprile 2017

Sulla Quarta: un violoncello tra sogno e incubo per Alessio Pianelli


Seconda tappa del progetto di sei album attorno alle Suite di J.S.Bach del violoncellista e compositore nel nuovo lavoro con Almendra Music. Barocco e contemporaneo, rispettoso e personale, definito da Thomas Demenga "uno dei migliori violoncellisti italiani della nuova generazione"
Sulla Quarta: un violoncello tra sogno e incubo per Alessio Pianelli



ALESSIO PIANELLI
Sulla Quarta
11  tracce | 47 minuti
Almendra Music (AM0030)
Distr. The Orchard | Bandcamp e Digitale (iTunes, Spotify, Amazon, etc)





«Nel 2013 nasceva Almendra Music e con essa il mio personale progetto di incidere le sei Suites di Johann Sebastian Bach. Un’integrale delle Suites è un grande punto di arrivo per qualsiasi violoncellista, e io allora stavo ancora ultimando la mia formazione, alla ricerca del mio vero suono. Con Gianluca e Luca, produttori di Almendra, pensai che potesse essere molto interessante per gli ascoltatori, e onesto da parte nostra, presentare sì un’integrale delle Suites, ma dipanata negli anni: un percorso in grado di raccontare la crescita intellettuale, timbrica e umana di un musicista tra i suoi venti e trent'anni d’età. Un percorso di otto o nove anni in cui, album dopo album, una di queste pietre miliari della storia della musica per violoncello, è affiancata alla musica del secolo appena passato e a quella appena nata, di oggi, vicina alla cultura e alle percezioni di un ragazzo nato in Sicilia nel 1989».


Parte da lontano, l'origine di Sulla Quarta, il nuovo album di Alessio Pianelli. Parte dal suo incontro con Almendra Music, dal suo obiettivo di realizzare un'incisione integrale delle Suites per violoncello di Bach, dalla sua sensibilità e dalla sua ricerca, grazie alle quali ha saputo attendere, meditare, e proporre di volta in volta una delle sei Suites. Nel suo primo lavoro con Almendra, che fu anche il suo debutto discografico, ovvero Prélude del 2014, Alessio Pianelli includeva anche la Suite N. 1 in Sol maggiore: Sulla Quarta prosegue in questa avventura presentando una superba rilettura della Suite n. 4 in Mi bemolle maggiore, BWV 1010. «Per me la più nobile - afferma Pianelli -, quella che suono ogni mattina e che ho perennemente dovuto, potuto e voluto studiare: per le difficoltà di risonanza che la sua tonalità provoca ad ogni violoncellista, ma anche per il suo carattere che è secondo me quello che accusa maggior cambiamento se suonata con montatura antica e col diapason a 415Hz, più basso rispetto al diapason “standard” di oggi a 440Hz. Sul violoncello attuale, la tonalità di Mi bemolle maggiore mi trasmette timidezza, debolezza, e tende a far diventare la musica di questa Suite astratta, “verso l'alto”; sul violoncello barocco invece sento subito grande forza, nobiltà d’animo, e radici ben piantate al suolo».



Sulla Quarta è un disco molto atteso, non solo per la prestigiosa vicenda artistica del suo autore, ma anche per i "quality listener" di Almendra Music, che stanno seguendo con crescente attenzione l'evoluzione della factory palermitana, che si conferma ancora una volta un laboratorio di idee che semplice etichetta discografica. Dopo la suggestiva collana piano solo (il cui ultimo capitolo è Cycles di Marcello Bonanno), dopo l'avant-rock folleggiante e rigoroso dei Forsqueak e il lancio della side-label Pistacho con il duo indie-tronic When Due, Alessio Pianelli qualifica ulteriormente l'etichetta con un lavoro che coniuga rilettura del classico, interpretazione del contemporaneo e visione personale della composizione. Tre direzioni espresse attraverso la scelta di una scaletta sorprendente, con il trittico The Songlines di Giovanni Sollima, la Quarta Suite di Bach e Sulla Quarta, il brano che vede debuttare Pianelli come compositore, la cui figura e la cui ricerca riconducono ad unità la triplice premessa iniziale.


Nato in Siclia nel 1989 e residente in Svizzera, istinto e passione mediterranea e rigore nordeuropeo Alessio Pianelli è stato definito dal suo maestro Thomas Demenga "uno dei migliori violoncellisti italiani della nuova generazione. Grazie alla sua tecnica fenomenale, la sua fantasia, intelligenza musicale e la sua presenza scenica e artistica, riesce ad affascinare ogni volta l'ascoltatore". Lo testimonia il suo eccezionale percorso, costellato di vittorie in concorsi nazionali e internazionali, iniziato ancora sedicenne con il Primo Premio e il Premio Speciale "Città di Porec" all'International Cello Competition "Antonio Janigro" e di partecipazioni prestigiose sui palchi di tutto il mondo, di un'attività cameristica con tour e incisioni in Italia e all'estero, con collaborazioni, dialoghi e scambi all'insegna dell'arricchimento. Pianelli è stato l’unico italiano sul podio del Concorso Internazionale di violoncello "B. Mazzacurati" di Torino. Nell’ottobre 2016 con l'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai ha suonato come cello solista nel Concerto di Dvořák.

L'incontro tra Alessio Pianelli e Almendra Music ha qualcosa di "karmico", niente affatto casuale. La scoperta della casa discografica ha stimolato il violoncellista nella ricerca del proprio cammino, fatto di lavoro duro, di formazione continua, ma anche di meditata, sentita e ponderata attesa. Nel 2014 ha debuttato da solista proprio con Almendra: il disco Prélude, con musiche di J.S.Bach, Weinberg, Tsintsadze e Demenga (prima incisione mondiale). A tre anni di distanza, seguendo la linea di ricerca intrapresa con Prélude, arriva Sulla Quarta. Lo splendido lavoro grafico di Antonio Cusimano (3112htm), nel suo fondere materialità e voli cosmici, seppia, roccie, alberi e linee, evoca il lavoro di scavo profondo realizzato da Pianelli, il suo itinerario di ricerca tra interpretazione e suono, tecnica esecutiva ed emotività.
In apertura i quattro movimenti di The Songlines di Giovanni Sollima: “quel mio primo Maestro, siciliano come me, che mi iniziò al violoncello. Songlines, nato nel 1993 dopo la lettura dell’omonimo libro di Bruce Chatwin e dedicato a Rocco Filippini, non è ispirato ai canti degli aborigeni australiani di cui il libro parla, ma a “vie dei canti” suggerite dalla Sicilia, terra le cui innumerevoli culture lasciano intrecciare detriti di canti”. E dalla Sicilia, dal suo cuore e dal talento di un suo giovane, nasce anche Sulla Quarta, figlia di uno studio "matto e disperatissimo" su Bach che così Pianelli rievoca: «Nei tre mesi precedenti la registrazione, la Suite era diventata quasi una ossessione: la studiavo notte e giorno, alternando di continuo violoncello “moderno” e “barocco”, alla ricerca dell'impossibile “giusto compromesso”. Ero talmente appassionato ed ossessionato che spesso mi accadeva di continuare lo studio durante il sonno, un sonno caratterizzato da sogni particolarmente... udibili! C’ero sempre io a suonare, con entrambi i violoncelli che si alternavano all’improvviso, ed esploravo nuove articolazioni della materia bachiana, tra le quali apparivano anche nuove note, nuovi ritmi, e melodie che si intersecavano inframmezzate da terribili voragini. L’atmosfera di quei sogni era talmente surreale che al risveglio non riuscivo a distinguere se fosse stato un sogno o un incubo. Cominciai ad appuntare per gioco alcuni dei pensieri musicali sognati, finché mi resi conto di aver riempito, giorno dopo giorno, intere pagine pentagrammate. Intanto la mia lettura della Suite di Bach pareva aver trovato una sua possibile strada verso l'incisione, e fu così che decisi di dare a quelle idee dai sogni una struttura, e dare infine la nascita a Sulla Quarta».




La prossima release Almendra tra le quindici in calendario: venerdì 26 maggio 2017 con il Duo Blanco Sinacori che ritorna dopo Hacked Overtures e le scorribande chitarristiche tra Mauro Giuliani, la musica contemporanea e l’Opera italiana.



Sulla Quarta:

1-4: The Songlines for Cello Solo
(Giovanni Sollima)

5-10: Unaccompanied Cello Suite No. 4 in E-Flat Major, BWV 1010
(Johann Sebastian Bach)

11: Sulla Quarta for two cellos
(Alessio Pianelli)


Alessio Pianelli: cello

Music by: Alessio Pianelli ('Sulla Quarta', track 11), Johann Sebastian Bach ('Cello Suite Nr. 4, BWV 1010', tracks 5-10), Giovanni Sollima ('The Songlines', tracks 1-4).
credits
Produced by Gianluca Cangemi & Luca Rinaudo
Co-executive producer: Danilo Romancino

Recorded by Luca Rinaudo & Gianluca Cangemi at Zeit Studio, Palermo, Italy
Mixed and mastered by Luca Rinaudo at Zeit Studio, Palermo, Italy

Art direction, photography and design
by Antonio Cusimano | 3112htm.com


Almendra Music:

Alessio Pianelli:
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