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mercoledì 14 giugno 2023

No Need To Fear: la compilation di Respirano Records

 L'etichetta di Manhattan pubblica la prima antologia dedicata a dodici artisti americani e italiani. Un dialogo transnazionale tra art-rock, elettronica, canzone, folk-rock e sperimentazione contemporanea 





NO NEED TO FEAR
RESPIRANO RECORDS COMPILATION N.1

Artisti vari | 12 tracce | 44.36 



 

Una compilation art-rock tra New York e l'ItaliaRespirano Records è orgogliosa di presentare No Need To Fear, la prima antologia dell'etichetta con sede a Manhattan: sette progetti newyorkesi e cinque italiani, un agglomerato discografico che segna un ponte ideale tra alcune nuovissime proposte alternative/art rock della Grande Mela e nostrane.

«Sono cresciuto nell'ammirazione di etichette apparentemente eclettiche come Mute Records e Warp, che però in realtà perpetravano una direzione estetica ben precisa. Allo stesso tempo amavo la produzione 4AD degli anni '80 e '90, che invece ha di fatto inventato uno stile». Respirano Records è stata fondata nel 2021 da Luigi Porto, in seguito affiancato da Ray Lustig (compositore e insegnante di composizione alla Juilliard Evening Division), e inaugurata nel 2022 con l'album Tell Uric, apprezzato dalla critica per la qualità e l'originalità. Con No Need To Fear l'etichetta newyorkese allarga i suoi orizzonti con una selezione di artisti e band newyorkesi che Porto ha scoperto negli anni insieme a colleghi italiani, tra art rock, songwriting sperimentale, psichedelia e punte avanguardisteLuigi Porto e Ray Lustig si sono conosciuti alla Juilliard e hanno iniziato immediatamente a collaborare, sia in produzioni orchestrali sia, in seguito, fondando il gruppo Manicburg. Molta musica dei due è nata in occasione delle affollate Studio Nights che Lustig organizzava in upper Manhattan con in mente la Factory di Andy Warhol. Questi incontri sono diventati Respirano Nights e No Need To Fear nasce idealmente connessa al loro spirito creativo e sperimentale.









No Need To Fear è disponibile su BandCamp, da luglio sarà attivo un preorder per una versione fisica in CD. Dodici brani per dodici esperienze artistiche dal respiro internazionale. Gintsugi – al secolo Luna Paese – con il suo art-pop dall'atmosfera intimista e dilatata; Groove Temple, il progetto solista di Andrew Miller che è il più giovane partecipante (diciannove anni), si sposta invece tra vaporwave, dream-pop e arrangiamenti elettronici. Porto e Lustig sono presenti con i Manicburg, nuova band newyorkese di art rock/psichedelia con una forte componente teatrale, che debutterà alla fine del 2023 proprio con Respirano Records. Newyorkesi anche i Marcyline del cantautore Chris Paraggio, noti per la loro incessante attività live e per il songwriting spettrale e contemporaneo. Completamente diverso il sound di Paolo Gaudio, batterista, sound designer e compositore che colpirà gli amanti dei Boards Of Canada. Al The Coordinator, cantautore e chitarrista italiano che ha flirtato negli anni anche con il metal e lo stoner, si muove invece tra consolidate atmosfere country-folk. I filippini Chai e Joy Tamayo sono gli animatori del duo An_Outskirt, manipolatori di un folk-rock sperimentale. 
Misospoek è il progetto solista cantautoriale di Ray Lustig, che per l'occasione accantona la musica orchestrale elettroacustica in favore della forma-canzone debitrice del suo grande amore beatlesiano. Remo De Vico è dedito all'elettronica, al cut-up e alle manifestazioni più pionieristiche della musica, senza tradire un certo spirito italiano vintage, Luigi Porto è presente con un brano dal suo Tell Uric, il songwriter neworkese Dan Yurkofsky si muove tra folk, pop, classica contemporanea e musica elettronica, Eyal Marcovici - devoto alla library music italiana ed europea degli anni '70 - è autore dell'unico brano prodotto espressamente per questa compilation sotto la supervisione di Porto e Lustig e con il mastering sapiente di Maximilian Heiner. 

NO NEED TO FEAR tracklist:

1 – Gintsugi – Hex
2 – Groove Temple – Serotonin
3 – Manicburg – Silken Pavillion
4 – Marcyline – Rain
5 - Paolo Gaudio – Terraforming
6 – Al the Coordinator – Jumping Red Spiders
7 – an_outskirt – Hang
8 – Misospoek – Corrientes 2500
9 – Remo De Vico – Biscotti
10 – Luigi Porto – The Sun
11 – Dan Yurkofsky – Middle of the Road
12 – Eyal Marcovici – Toodeloo

Respirano Records

 

venerdì 7 maggio 2021

Tell Uric: l'America elettrica e proletaria di Luigi Porto

 Apprezzato da Angelo Badalamenti, il nuovo album elettrico del compositore di stanza a New York. Dalla classica al rock di confine, dal cinema alla riflessione corale su working class e gentrificazione

Tell Uric: l'America elettrica e proletaria di Luigi Porto


LUIGI PORTO
TELL URIC
(8 tracce | 38.18)
Respirano Records | La Lumaca Dischi |
Distr. Audioglobe






«New York, come l'America intera, è fondata sulla schiavitù. Quando facemmo le manifestazioni per Black Lives Matter, ci davamo il pugno con tutti i camionisti, postini, spazzini, trasportatori, delivery, nessuno di loro era bianco, e tutti lavoravano per i bianchi. Quando ebbi modo di scoprire che alcuni pensatori "tradizionalisti" usavano il termine tellurico per civiltà considerate inferiori, pensai che era proprio questa l'umanità che mi interessava, quella dei numeri dopo la virgola, fatta da chi per quanto si sforzi non tocca mai il cielo. Vivo a Washington Heights, che insieme a East Harlem è l'unica parte ancora pienamente working class dell'isola di Manhattan: vivo nei luoghi della classe lavoratrice composta da afroamericani e ispanici. Il loro stile di vita è ormai una bolla, contro la quale preme giornalmente da ogni lato lo spettro della gentrificazione. Così è nata una raccolta di storie, pensieri e frammenti che per me rappresentano la sovrapposizione del concetto di casta e classe, una sorta di inevitabilità, predestinazione sia a livello sociale che – tra parecchie virgolette – spirituale».
Un diario personale. Un disco corale. Una freccia puntata verso il basso, l'attrazione gravitazionale declinata in riflessione sociale e politica. Un sound elettrico, visionario, da band. Otto canzoni che lasciano il segno, figlie di un compositore colto e curioso, frutto di una riflessione individuale e collettiva tra Italia e New York, nella quale Luigi Porto vive e lavora. Tell Uric (distribuito in Italia da Audioglobe per La Lumaca Dischi) è il suo quinto album, un disco significativo per la combinazione tra un'idea di rock di frontiera intenso e sofisticato e un concept stringente, legato alle contraddizioni e ai drammi della contemporaneità




Tell Uric è un punto d'arrivo importante per Luigi Porto, una sintesi umana, quindi artistica, dopo un periodo di notevole attività internazionale. Figura eclettica e multiforme, Porto vive a New York e ha una ricca produzione che varia dalla classica contemporanea all'alt rock, dall'elettronica alla musica per film, installazioni e sound design cinematografico. I suoi lavori sono stati presentati dalla Carnegie Hall ai festival di Cannes e Venezia, nel 2020 ha fondato la propria etichetta Respirano Records, con cui ha pubblicato Tell Uric. Porto lo considera un «disco molto personale, un ritorno alla forma canzone in inglese, dove ho cercato di coagulare varie esperienze mettendole al servizio di un formato meno astratto, o diluendo l'astrazione dentro territori apparentemente familiari. Quando si tratta di musica, ho un'organizzazione di pensiero di tipo magico. Volevo prendermi una pausa di distanza dalla musica cosiddetta “classica” e dall'elettronica a cui mi sono dedicato pure parecchio negli ultimi anni. Per quanto sia un lavoro ambizioso e dalla lunga gestazione, volevo che Tell Uric fosse un disco prettamente elettrico, da suonare con una band, senza né troppi cavi e bottoni né partiture».

Caratterizzato graficamente da una freccia che punta verso il bassoTell Uric si regge proprio sul concetto di direzione, elemento al quale Porto tiene particolarmente: «L'immagine della freccia è una cosa che mi si è presentata davanti per anni sotto diverse forme, ed è naturalmente diventata il simbolo di tutto. La direzione è proprio la cosa che mi interessa di più nella ricerca musicale – che non deve essere per forza sperimentazione palese. Non mi è mai interessato avere un suono riconoscibile, quando l'ho trovato ne sono sempre poi fuggito, perché non mi andava e non mi va di brandizzare la musica, lo trovo un trucco più adatto alla comunicazione che all'arte. Mi è interessato semmai, da autore e compositore, dare una direzione univoca utilizzando diversi strumenti stilistici». 




La coralità di Tell Uric, non solo nei temi trattati, si evince anche dalla partecipazione di numerosi musicisti italiani e stranieri, provenienti dal mondo della musica sinfonica, della lirica, del rock e del jazz. Nefer Alexandra Linde, Mirko Onofrio, James Waldo, Al The Coordinator, Ray Lustig, Carmine Cipolla, Meredith Moore e molti altri hanno arricchito e caratterizzato le sonorità dell'album, pubblicato in vinile, cd e digitale. La sua singolarità ha catturato l'attenzione di un certo Angelo Badalamenti: «Con lui ho lavorato qualche volta nel suo studio per diversi progetti. Il disco gli è piaciuto molto, sono atmosfere che gli vanno a genio, ne fu colpito. Mi ha detto: «Man, oh man! I've never heard anything like that before. You're doing your thing! It's abstract, hypnotizing, totally unique!». Il che per me, cresciuto con la cassetta di Twin Peaks nel walkman, è stata una grande soddisfazione». 

Il disco contiene anche il tema del film indiano Uljhan - The Knot, presentato il mese scorso al Santa Barbara Film Festival, «un thriller che affronta i concetti di classe sociale e casta religiosa nella società indiana, praticamente gli stessi temi di Tell Uric». L'uscita è stata anticipata in ottobre da videoclip di Morningside, a cui seguirà, in contemporanea con l'uscita del disco, quello del nuovo singolo Family, entrambi girati tra l'Italia e i quartieri di Upper Manhattan.


Luigi Porto: 





Respirano Records: