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giovedì 23 marzo 2023

MMXX: il ritorno degli Ifsounds!

 Un album corale, ambizioso e riflessivo per la band abruzzese, fiore all'occhiello dell'americana MRR. Un settimo lavoro di prog-rock polifonico e contemporaneo



IFSOUNDS
MMXX
(Melodic Revolution Records, 2023) 
5 tracce | 48.22 min. 

 



«MMXX è un disco molto ambizioso, un passo in avanti nella nostra storia artistica. Abbiamo fatto convivere la nostra musica con quella corale, una musica antica ma emozionante e modernissima nello spirito. La composizione della suite, in particolare, ha richiesto un notevole studio e successivamente un particolare sforzo per incastrare gli arrangiamenti propri del rock con le armonie di un coro polifonico». 
Sono orgogliosi gli Ifsounds per l'uscita di MMXX, il loro settimo album. Il nuovo tassello di una lunga storia, cominciata nel 1993 con la fondazione e con il primo disco nel 2006, e oggi giunta a un'opera, come sottolinea la band abruzzese, ambiziosa e impegnativa. La storica etichetta americana Melodic Revolution Records, guidata da Nick Katona, ha confermato il sostegno agli Ifsounds, che a cinque anni di distanza dall'apprezzato An Gorta Mór tornano con un lavoro nuovamente concettuale, incentrato sui drammi della contemporaneità. A partire da ciò che resta della pandemia. 

Il lockdown ha ispirato gli Ifsounds nella ricerca di un veicolo che evocasse relazionalità e contatto con il prossimo. Un contatto perso per motivi sanitari e ricostruito in musica anche attraverso la coralità: «La pandemia ha sconvolto le nostre vite, mettendo in discussione tutti gli aspetti delle nostre esistenze, anche i più banali. Oggi sembra tutto passato e in parte sto notando una certa tendenza a rimuovere dalla mente le sensazioni vissute durante quei due anni da incubo, ma credo che quello sia stato il periodo globalmente più assurdo, alienante e distopico attraversato dalla nostra generazione. Per questo motivo abbiamo deciso di mettere in musica e parole le sensazioni e le paure di quei giorni, che hanno condizionato in maniera così drammatica le nostre azioni quotidiane e che hanno cambiato irreversibilmente il nostro mondo e noi stessi. E lo abbiamo fatto attraverso la musica corale, il genere che, per definizione, richiede il contatto più stretto tra le persone che avevamo ormai perso».





Sin dai tempi del primo disco, passando attraverso album che di volta in volta hanno mostrato l'evoluzione della band guidata da Dario Lastella, gli Ifsounds hanno provato a smarcarsi dai canoni classici del rock progressivo per interpretarlo in una chiave diversa, considerandolo anzi un "modo di fare le cose". E ancora una volta, il rock progressivo italiano gode di ampio credito all'estero: «Progressiva per noi è l'attitudine alla musica e alla ricerca, che si declina nella fusione di vari generi per colorare le sensazioni che vogliamo trasmettere: rock progressivo non è un genere, ma un modo di suonare, spaziando tra rock, jazz, classica, elettronica, con un occhio alla grande musica del passato da preservare ed evolvere in nuovi linguaggi. Gli italiani suonano bene e lo sanno in tutto il mondo tranne che in Italia! Purtroppo spesso i nostri addetti ai lavori sono tanto arroganti quanto incompetenti, e ciò si traduce con una certa aria di sufficienza verso i nostri prodotti, che così vengono snobbati anche dai media generalisti. Per fortuna oggi gli spazi si creano anche in altro modo e soprattutto in altri luoghi».


IFSOUNDS

Dario Lastella – chitarre, voce, synth. 
Runal – voce solista.
Lino Mesina – batteria.
Lino Giugliano – piano, organo, tastiere, synth.
Italo Miscione – basso.
Ilaria Carlucci – voce solista e cori.

Ifsounds:



lunedì 21 marzo 2016

Land Of Blue Echoes: il nuovo disco di Marco Ragni!

La corista dei Pink Floyd Durga McBroom e Fernando Perdomo tra gli special guest del nuovo album del musicista veneto: pubblicato dall'americana Melodic Revolution, un lavoro tra prog-rock, psichedelia e West Coast
Land Of Blue Echoes: il ritorno di Marco Ragni!


Marco Ragni
Land Of Blue Echoes
9 tracce – 74 minuti
Melodic Revolution Records



"Suono e scrivo canzoni per liberarmi dalle costrizioni della vita e per enfatizzare tutto il bello che mi circonda. Non mi sono mai fatto ingabbiare da schemi e non ho mai voluto replicare un sound o un’atmosfera. Ho sempre cercato di rielaborare tutte le mie influenze mettendoci quello che ho nella testa non come musicista, ma come persona. Mi sono sempre immaginato come un vulcano pieno di mille riferimenti artistici pronto a eruttare nuove canzoni rielaborando ciò che ho ascoltato, usando prevalentemente la mia sensibilità. Spero che si riesca a sentire un sound “Marco Ragni” e non qualcosa che assomigli ad una operazione nostalgica". Una dichiarazione importante, quella di Marco Ragni, che riflette in pieno lo spirito - personale e non imitativo, riconoscente verso il classic rock ma ricercato - del nuovo album Land Of Blue Echoes.

A due anni dal doppio Mother From The Sun, ancora una volta con l'etichetta americana Melodic Revolution RecordsMarco Ragni torna con un lavoro ambizioso, all'insegna di un prog-rock sganciato da atmosfere e tematiche canoniche, caratterizzato invece da un crocevia di influenze che vanno dalla psichedelia al nuovo rock internazionale, passando per gli amatissimi Pink Floyd. Non è un caso che in Land Of Blue Echoes spicchi proprio Durga McBroom, dal 1987 corista per Pink Floyd e David Gilmour. Insieme a lei special guest come Fernando Perdomo, Peter Matuchniak, Jeff Mack (Scarlet Hollow), Colin Tench (Corvus Stone), Vance Gloster (Gekko Project), Hamlet (Transport Aerian) e Jacopo Ghirardini (Stalag 17). Al centro dell'album un Ragni meticoloso polistrumentista, come accade dagli inizi della sua discografia solista: "Non sono mai riuscito con una vera e propria band ad avere il suono che avevo in mente, così ho deciso che era meglio per me fare da solo e trovare dei bravi session man che mi potessero dare una mano dove io mancavo. Questa scelta ha fatto si che io sia anche riuscito a ottimizzare i tempi e a registrare sei album in sei anni, cosa impossibile con qualsiasi altra formazione io abbia avuto".



Attivo dalla seconda metà degli anni '80, titolare di cinque album in proprio e due live, Marco Ragni immagina un progressive moderno e accattivante, una "terra dagli echi blu" in cui possano esprimersi svariate influenze, rielaborate alla luce della propria personalità: "Ascolto molto underground perché credo ci sia ancora voglia di sperimentare e perché c’è sempre qualche spunto interessante da far mio. Mi hanno entusiasmato Midlake, War On Drugs, Jonathan Wilson (mi piacerebbe averlo nel prossimo disco!), vado matto per i vecchi Ozric Tentacles, i Porcupine Tree fino a Lightbulb sun e non manco mai di farmi un salto dalle parti di Haight Ashbury per ascoltare Grateful o Jefferson oppure nella Swinging London, e adoro anche tutta la black music". 

Brani estesi come Horizons e la suite Nucleus, pezzi più concisi che rievocano sapori jazz-rock, neopsichedelici, funk e art-rock, ospiti stranieri e l'uso dell'inglese rendono Land Of Blue Echoes un album dalrespiro internazionale: "Non ho mai amato particolarmente la musica di casa mia. A parte i grandi gruppi prog anni ‘70 e qualche stella come Battisti, Gaber o Rino Gaetano, non ho mai sopportato tutta quella musica esistenzialista anni ‘90 e la musica leggera dagli anni ‘80 in poi. Non è stato difficile per me avere un respiro internazionale vista la mia profonda passione per tutta la musica d’oltremanica e oceano".




Marco Ragni
vocals, acoustic and electric guitars, keyboards, 
bass, lap steel guitars, greek bouzuki

Special Guests:
Durga McBroom (Pink Floyd): Vocals
Peter Matuchniak: Lead guitar
Jeff Mack (Scarlet Hollow): Bass
Jacopo Ghirardini (Stalag 17): Drums
Fernando Perdomo: Lead guitar on “Money doesn’t think
Colin Tench (Corvus Stone): Lead guitar on “Between moon and earth
Vance Gloster (Gekko Project): Keyboards and Hammond Organ
Hamlet (Transport Aerian): Bass on “Queen of blue fires”

Info:

Marco Ragni:

Melodic Revolution Records:

Synpress44 Ufficio stampa: