lunedì 27 aprile 2026

No War: Baba Sissoko e Mediterranean Blues tra Africa e Napoli! da ven. 8 maggio

La storica etichetta Phonotype pubblica il nuovo album del popolare musicista “afro-calabrese”. Un incontro tra blues, rock, soul e afrobeat, legati dalla tradizione del Mali e dal desiderio di pace. In uscita venerdì 8 maggio 


BABA SISSOKO & MEDITERRANEAN BLUES
NO WAR
Phonotype, 2026
(9 tracce | 37.16 min.)




Il cuore dell'Africa. Il cuore del rock. Il cuore del blues. Tutto unito dal Mediterraneo. Nove brani elettrizzanti, focosi, frutto di una sintesi di linguaggi e storie, uniti dalla grande esperienza del Maestro, dal groove sprigionato dal gruppo e dal tema della pace. Questa è la nuova avventura di Baba Sissoko & Mediterranean Blues con No War, il nuovissimo disco della band del musicista maliano, pubblicato da Phonotype, la più antica casa discografica italiana. 

Mediterranean Blues è una chiara indicazione della voce potente e aspra di Baba Sissoko, del ritmo in levare come nelle note afroamericane (ri)partite dalla Giamaica, di un micidiale assist di armoniche a bocca che versa generose spezie blues su tutto l'incantevole flusso musicale. Non è una novità per Baba, sempre prolifico nei suoi progetti di contaminazione e collaborazioni, ma con Mediterranean Blues ci sono stabilità e forza in generose dosi: nel 2017 l'omonimo live del gruppo, nel 2021 il sequel Mali Music Has No Borders, ora questa nuova operazione registrata a Napoli (lo storico e autorevole Auditorium Novecento) intitolata No War e incisa in due giornate di novembre del 2024. 

foto Riccardo Piccirillo

Baba Sissoko proviene da un'illustre dinastia di musicisti griot del Mali. È un virtuoso del tama (tamburi parlanti), del ngoni (liuto a quattro corde), del balafon (uno xilofono di zucche, bambù e legno) e del kalebas (percussioni). Mantiene viva la tradizione musicale del Mali ma ama anche suonare con musicisti di generi diversi: nel corso degli anni lo abbiamo ascoltato o visto con personalità del calibro di Habib Koité, Sting, Santana, Youssou N'Dour, Jovanotti, Dee Dee Bridgewater, Salif Keita e Aka Moon

Con la banda di Mediterranean Blues – sette elementi affiatati e trascinanti – l’attivissimo griot italiano d’adozione (afro–calabrese, ama definirsi) prosegue nel laboratorio di fusione dell'amadran – una sorta di precursore originario del blues – con musiche afroamericane che da quella matrice trassero origine. Il risultato sono i nove brani di No War, una sorprendente connessione tra rock-blues, afrobeat, funk e psichedelia.

foto Riccardo Piccirillo

foto Riccardo Piccirillo 



NO WAR:
1. Afro Rock
2. Angha Ben
3. Immigres
4. La vita è bella
5. Le monde est un village
6. Leyla
7. Na Na Na e Napoli
8. Nene
9. No war

Testi & Musiche Baba Sissoko
Registrato dal vivo presso Studio Novecento - Napoli
Registrazioni, Mix e Mastering Fabrizio Piccolo

Baba Sissoko - vocal, ngoni, tama
Ady Thioune - djembe, bougaroubu, congas, vocal
Philippe Lago - drums
Angelo Napoli - guitar
Tobia Ciaglia -bass, background vocal
Alessandro de Marino - clarinet, keyboard
Domenico Canale - harmonica, violin, vocal
Denis Tchangou - drums

Baba Sissoko & Mediterranean Blues

Phonotype:


domenica 26 aprile 2026

Y.D.L.A.M.: il viaggio nel canto tra Africa e Sannio con TekCiervo

Il toccante e visionario percorso in musica, dalla rielaborazione di voci antiche al contatto con le nuove sonorità contemporanee, nel disco d'esordio dei fratelli Ciervo. Dalla Guinea a Benevento con folk, elettronica, afrobeat e groove, edizione in vinile


Y.D.L.A.M.
TEKCIERVO
(2026)
8 brani | 28.52 min.



 

«È possibile immaginare una storia in cui le voci più seducenti della nobile tradizione popolare italiana, quelle di Rosa Balistreri, di Concetta Barra, e di altre ugualmente brave esecutrici del canto tradizionale, possano incrociarsi, intersecarsi con quelle di Boubacar Diallo, di Alpha Oumar Balde, ossia con quelle di ragazzi arrivati qui, da noi, dopo aver attraversato il deserto e il mare? Noi, questa storia, l’abbiamo immaginata. E, dunque, il tema sotteso è proprio il viaggio. Un viaggio di attraversamento di luoghi inospitali, in condizioni terribili. Quel viaggio che tanti ragazzi scelgono di compiere per arrivare in Italia». 

Un viaggio difficile, impervio, doloroso, che dal Continente Nero porta allo Stivale. Dall'Africa occidentale all'Italia Meridionale. Dalla Guinea a Benevento. Un viaggio di speranza che TekCiervo ha cantato e messo in musica con originalità, tensione, pathos e disponibilità all'ibridazione in Y.D.L.A.M., il nuovo album uscito in vinile. Un viaggio nel quale Corrado e Carlo hanno operato da registi – non solo da musicisti – armonizzando voci estrapolate da grandi classici del folk italiano, le storie di ragazzi che hanno attraversato il mare, la loro tensione musicale contemporanea. Il risultato è Y.D.L.A.M.: più che un album, una vera e propria operazione culturale e in senso ampio politica.

TekCiervo è il progetto ideato dai fratelli Corrado e Carlo Ciervo, attivi da tempo in un contesto di ricerca sonora e culturale, in cui cercano di fondere elementi della tradizione popolare con linguaggi moderni e sperimentali. Uniti artisticamente da sempre, entrambi hanno maturato esperienze in diversi ambiti e collaborano con altri musicisti in produzioni e performance. Da diversi anni si occupano di musica di ricerca, attingendo spesso da voci e suoni della musica popolare italiana, rielaborandoli mescolando folk, elettronica, elementi elettroacustici e improvvisazione. Con Vittorio Zollo compongono Osso Sacro, gruppo di ricerca, rielaborazione e riposizionamento delle narrazioni orali e sonore del territorio sannita, vincitore del Premio Andrea Parodi 2023. 






Il passaggio decisivo per l'evoluzione del duo è avvenuto grazie all'incontro con Alpha Oumar Baldè e Boubacar Diallo, due giovani migranti della Guinea: con loro arrivano nuove voci, nuove lingue e nuovi immaginari come il “fula” (fulfulde) e il “susu”, lingue della tradizione orale e del canto, in connubio con il francese, diventando parte integrante della scrittura musicale come linguaggio vivo, portatore di memoria, esperienza e identità. «Partono in silenzio, spesso senza confessarlo neppure alle mamme, portandosi dietro non solo speranze e desideri, ma anche paura, insicurezza, rimorso. E perciò è come se avessimo voluto trovare per loro delle mamme in grado di temperare, di mitigare, per quanto possibile, le loro angosce. Svolgono la funzione delle voci materne, supportano i ricordi dei loro viaggi, risuonano nelle loro teste e nel disco». I testi di Alpha One e Bubi nascono da storie personali, da racconti di viaggio, di perdita, di attraversamento. Sono parole che conservano il ritmo della narrazione orale africana, dove la voce è veicolo di sapere, cura e appartenenza. Questa dimensione dialoga profondamente con la tradizione popolare nostrana, in cui il canto ha storicamente avuto una funzione del tutto analoga. TekCiervo riconosce questa parentela profonda e costruisce un ponte tra due mondi che condividono la stessa urgenza espressiva

La peculiarità dell'album, suonato interamente dai fratelli Ciervo con Carlo Corso e Giuseppe Tomaciello insieme alle voci di Alpha One e Bubi, è nell'insieme di tessiture e intrecci col materiale tradizionale, dal canto di Rosa Balistreri e Concetta Barra oppure quello raccolto e registrato sul campo da Alan Lomax e Diego Carpitella: il risultato è un viaggio visionario in otto brani tra folk, elettronica, afrobeat, art-rock e world fusion. Con il filo conduttore del canto, ricordano i fratelli Ciervo: «E così il canto finisce per assumere una funzione salvifica, utile ad affrontare momenti complessi, ma anche una valenza catartica, in grado di supportare la forza della memoria. In questo senso, il canto non segue finalità mercantili e neppure motivi puramente estetici. Il canto aiuta a vivere, il canto è funzionale alla vita. Insomma: si canta per vivere meglio. E quella medesima funzione la si ritrova anche nell’Italia prima del boom economico, quando la voce era lo strumento che serviva a combattere i mali del mondo: il lavoro sfruttato e alienato, le violenze degli amori, le disuguaglianze sociali. E così le grandi cantanti italiane e le cantatrici popolari le abbiamo immaginate come le “madri/guide” dei figli con la faccia nera che intraprendono il viaggio. Essi partono come partirono i nostri avi per fuggire la fame, per cercare lavoro, per ritrovare un luogo “altro” dove sognare un futuro migliore».




Il senso profondo dell'operazione è tutto nella sigla del titolo Y.D.L.A.M.: “Yimde Dandayde Leñol Mulugol”, ossia il canto che protegge le genti dallo svanire.

YDLAM:

1. Monteloura
2. New Tek
3. Hoydol 
4. Les Travaiileurs 
5. Jev Dicenn 
6. Concetta Deluxe
7. Y.D.L.A.M.
8. Dormìa

TEKCIERVO:
Corrado Ciervo: violino, chitarra, basso, voce
Carlo Ciervo: synth bass, piano, sampler 
Alpha Oumar Baldè: voce 
Boubacar Diallo: voce
Carlo Corso: batteria 
Giuseppe Tomaciello: drumpad, percussioni 

TekCiervo: 

venerdì 17 aprile 2026

NewTek: TekCiervo tra passato e presente - Dom. 19 aprile, Benevento

Domenica 19 aprile al Funambolo a Benevento Corrado e Carlo Ciervo raccontano l'esperienza dell'imminente nuovo album 'Ydlam', tra Sannio e Africa, musica tradizionale e contemporanea. Con la proiezione in anteprima del video di Michele Salvezza 



Domenica 19 aprile 2026 
ore 20.00 
Il Funambolo Caffè Letterario 
Via Cardinale di Rende 2/4
Benevento 

NEW TEK
Conversazioni tra passato e presente
Con TekCiervo
e Donato Zoppo




Domenica 19 aprile alle 20.00 al Funambolo Caffè Letterario (Via Cardinale di Rende 2/4, Benevento) si terrà NEW TEK - Conversazioni tra passato e presente, un incontro con il duo TekCiervo, che dialogherà con Donato Zoppo. Il duo di Corrado e Carlo Ciervo racconterà in anteprima l'esperienza del nuovo album Ydlam, che uscirà sabato 25 aprile. Un disco importante e atteso, di dialogo tra passato e presente, di incrocio tra la tradizione musicale italiana e quella guineana. Corrado e Carlo Ciervo illustreranno il loro viaggio in musica, che ha portato alla realizzazione del disco Ydlam, di cui verrà presentato in anteprima il videoclip del brano MonteLoura, diretto da Michele Salvezza

TekCiervo è il progetto ideato dai fratelli Ciervo. La loro attività si inserisce in un contesto di ricerca sonora e culturale, in cui cercano di fondere elementi della tradizione popolare italiana con linguaggi musicali moderni e sperimentali. Uniti artisticamente da sempre, entrambi hanno maturato esperienze in diversi ambiti e collaborano con altri musicisti in produzioni discografiche e performance dal vivo. Da diversi anni si occupano di musica di ricerca, attingendo spesso da voci e suoni della musica popolare italiana, rielaborandoli in contesti moderni, mescolando folk, elettronica, elementi elettroacustici e improvvisazione. Con Vittorio Zollo compongono Osso Sacro, gruppo di ricerca, rielaborazione e riposizionamento delle narrazioni orali e sonore del territorio sannita, vincitore del Premio Andrea Parodi 2023. 





TekCiervo compie un passo decisivo grazie all'incontro con Alpha Oumar Baldè e Boubacar Diallo, due giovani migranti originari della Guinea: con loro arrivano nuove voci, nuove lingue e nuovi immaginari come il “fula” (fulfulde) e il “susu”, lingue della tradizione orale e del canto, in connubio con il francese, diventando parte integrante della scrittura musicale come linguaggio vivo, portatore di memoria, esperienza e identità. I testi di Alpha Omar Baldè e Boubacar Diallo nascono da storie personali, da racconti di viaggio, di perdita, di attraversamento. Sono parole che conservano il ritmo della narrazione orale africana, dove la voce è veicolo di sapere, cura e appartenenza. Questa dimensione dialoga profondamente con la tradizione popolare italiana, in cui il canto ha storicamente avuto una funzione del tutto analoga. TekCiervo riconosce questa parentela profonda e costruisce un ponte tra due mondi che condividono la stessa urgenza espressiva. 

Nel nuovo album Ydlam, in uscita il 25 aprile (sarà presentato in concerto al Teatro Mulino Pacifico) c’è il tentativo di riciclare voci in disuso. Voci protagoniste di viaggi antichi che incrociano quelli attuali, in cui il canto assume la medesima funzione. È il tentativo di immaginare una storia in cui le voci più seducenti della nobile tradizione popolare italiana (Rosa Balistreri, Concetta Barra, altre ugualmente brave esecutrici del canto tradizionale) possano incrociarsi con quelle di Alpha Oumar Baldè e Boubacar Diallo, arrivati da noi dopo aver attraversato il deserto e il mare. E così il canto finisce per assumere una funzione salvifica, utile ad affrontare momenti complessi, ma anche una valenza catartica, in grado di supportare la forza della memoria. In questo senso, il canto non segue finalità mercantili e neppure motivi puramente estetici. Il canto aiuta a vivere, il canto è funzionale alla vita. Insomma: si canta per vivere meglio. E quella medesima funzione la si ritrova anche nell’Italia prima del boom economico, quando la voce era lo strumento che serviva a combattere i mali del mondo: il lavoro sfruttato e alienato, le violenze degli amori, le disuguaglianze sociali.




Il brano che aprirà il disco si intitola MonteLoura, con il canto di Montevergine, dove un tempo le donne si recavano a piedi, partendo dai loro villaggi di notte, e contiene una voce tratta dalla registrazione Mixed singers - Song of the Pilgrims to Monte Vergine all’interno della raccolta Naples and Campania (1954) di Alan Lomax e Diego Carpitella. Sarà proiettato il video del pezzo, diretto da Michele Salvezza

TekCiervo: 

Il Funambolo