giovedì 26 febbraio 2026

Struggle For Pleasure: Noklan rivisita il classico di Wim Mertens!

Phonotype pubblica il nuovo singolo del musicista e producer napoletano, alle prese con una originale rilettura del brano del compositore belga. Una delle personalità più interessanti della più antica casa discografica italiana, artefice di una fusione di rock, alternative, house, techno, ambient e synthwave 


NOKLAN
Struggle For Pleasure
Phonotype Records, 2026



Noklan firma una personale rivisitazione di Struggle for Pleasure, una delle composizioni più iconiche di Wim Mertens. L’operazione non è una semplice cover ma un atto di reinterpretazione del classico firmato dal compositore belga nel 1983: un dialogo tra passato e presente, tra minimalismo classico e sensibilità elettronica contemporanea. Noklan si muove ancora una volta in un territorio di confine tra neo-classical, electronic e melodic electronic, traducendo una composizione storica in un linguaggio sonoro pulsante e cinematografico. 

Dichiara l'artista, figura anomala nel panorama musicale napoletano: «La rivisitazione è nata da una traslazione della partitura originale, completamente risuonata, in un contesto elettronico strutturato, dove la ripetizione melodica viene sostenuta e ridefinita attraverso ritmo, dinamica e stratificazione timbrica. Il tema principale mantiene la sua funzione ciclica, ma l'ho inserito in una griglia ritmica stabile, con una progressione costruita su accumulo graduale di energia. La struttura è lineare e funzionale: intro rarefatta, sviluppo progressivo e una fase centrale di maggiore densità, in cui melodia e ritmica convergono in un flusso continuo e ipnotico».





Francesco Marrone, meglio noto come Noklan, è un musicista e producer partenopeo che ha debuttato con la napoletana Phonotype, la più antica casa discografica italiana, con l'album A Large Space In A Small Room, con il quale ha presentato la sua miscela di rock, alternative, house, techno, ambient e synthwave. Da qualche tempo ha una proficua collaborazione con la producer italiana residente in Danimarca Rome In Reverse: i due hanno suonato in Corea e in Giappone e sono stati i primi artisti italiani ad essersi esibiti al Super Dommune, una sorta di corrispettivo giapponese del KEXP americano. 

Dal punto di vista sonoro, la rivisitazione di Struggle for Pleasure si basa su sintetizzatori a inviluppi morbidi, con attacchi controllati e release lunghe, che permettono alla melodia di rimanere sempre leggibile anche nei momenti di maggiore intensità; layering armonico attento, in cui i suoni secondari non competono con il tema ma ne amplificano la profondità spaziale; un uso mirato di sidechain e automazioni di volume, che contribuiscono al senso di movimento senza snaturare la fluidità del brano. La sezione ritmica è solida ma non aggressiva: il kick lavora come elemento di ancoraggio più che di impatto, mentre il groove complessivo privilegia la continuità rispetto alla frammentazione. Questo permette al brano di muoversi tra ascolto immersivo e fruizione più fisica, mantenendo una tensione costante. Sul piano del processing, riverberi e delay sono utilizzati come strumenti strutturali, non decorativi. Gli spazi sono ampi ma controllati, con un’attenzione particolare alla profondità stereo e alla separazione dei piani sonori. La dinamica non è eccessivamente compressa: la crescita del brano è percepibile e naturale, lasciando respirare le transizioni.





«Il risultato – conclude Noklan – è una reinterpretazione che trasforma un brano neoclassico in un organismo elettronico contemporaneo, mantenendo intatta la forza emotiva del tema originale ma traducendola in un linguaggio sonoro fatto di pulsazione, controllo e tensione progressiva».

Noklan: 

Phonotype: 

giovedì 29 gennaio 2026

Aphonia: il nuovo album dei Treetops!

Ipe Ipe e Maladisco pubblicano il terzo lavoro del giovane settetto romano, un avvincente lavoro che mette in dialogo rock, jazz, funk, fusion e nuove tecnologie. Tra composizione e improvvisazione, un intrigante concept sulle difficoltà di comunicazione


TREETOPS
APHONIA
Ipe Ipe – Maladisco Music
distr. Goodfellas
(11 tracce | 49.07 min.)




«Abbiamo sempre avuto la difficoltà di avere tante cose da dire a livello concettuale e narrativo, ma di doverle dire senza un cantante. Quando è arrivata l’idea di aggiungere delle voci, è stata per noi una forte novità, così abbiamo utilizzato la voce in una maniera strana, quasi aliena, in modi molto diversi: dalla voce che canta una melodia, alla voce che parla, alla voce sintetica – quasi incomprensibile – fino allo strumento che simula un suono emesso da un apparato umano, come può essere un sospiro o un urlo. Abbiamo utilizzato i disturbi di linguaggio, di comunicazione e di relazione come oggetto di questo esperimento applicato a un gruppo che ha sviluppato una comunicazione tra idiomi diversi, allenandola nel tempo grazie alla dedizione, alla voglia di suonare insieme e di sperimentare». 
I disturbi di linguaggio, di comunicazione e relazionalità ispirano un disco incentrato sul dialogo tra diverse aree e forme musicali. Un esperimento che fonde composizione e improvvisazione, tradizione e contemporaneità, a cavallo tra rock, jazz, funk, fusion, avant-rock, R&B e nuove tecnologie. Benvenuti in Aphonia, il nuovo album dei Treetops, pubblicato da Ipe Ipe in collaborazione con Maladisco Music e con il contributo di Nuovo IMAIE

Dopo un primo album ancora influenzato dalla musica strumentale americana e un secondo legato al rapporto con l'immagine da sonorizzare, Aphonia è al tempo stesso un punto d'arrivo e di ripartenza per i Treetops, i quali hanno chiamato a raccolta tutte le influenze assorbite in anni di ascolto, studio e lavoro, per puntare a un discorso nuovo, personale. Con un risultato effervescente per un album pensato e suonato con libertà, senza schemi né confini, all'insegna di un art-rock-nujazz con doppio sax e doppia chitarra (una delle quali di Anna Bielli, unica figura femminile della band) che incuriosirà i patiti della fusion, i cultori del progressive, gli ascoltatori più aggiornati in fatto di nuove sonorità urbane contemporanee




Con le radici ben piantate nella conoscenza e nel rispetto della tradizione e le antenne puntate verso la scena contemporanea internazionale, i Treetops si fanno interpreti di una ricerca strumentale che gioca con leggerezza, consapevolezza e divertimento con il funk, il jazz, il rock, la musica scritta e l’improvvisazione. Tanto groove, tecnica precisa, sorprendenti improvvisazioni per un settetto di giovani “leoni” romani, tra i più promettenti talenti della nuova scena musicale della Capitale. Autori di un primo album (Demetra) nel 2021 e dell'EP Metropolis con cui hanno sonorizzato il capolavoro di Fritz Lang nel 2023, i Treetops sono tornati con un disco avvincente, originale, inedito nella commistione di generi e nell'idea portante della parola usata in modo non convenzionale da un gruppo storicamente strumentale. E a proposito ella commistione di influenze e riferimenti, giocando i Treetops hanno «fatto una media tra gli ascolti del gruppo che hanno portato alla composizione di Aphonia, una lista che ci fa sorridere per la diversità estrema degli artisti che presenta: dai Mogwai Daniela Pes, dai Radiohead agli Snarky Puppy, da Bill Frisell ai Leprous, passando per Mark Guiliana, I Hate My Village e Weather Report». 

Band di buoni ascolti e buone pratiche di gruppo, i Treetops vantano una provenienza “accademica“ ma sono tradizionalisti fino a un certo punto, visto l‘occhio attento, "laico", alle nuove tecnologie: «Siamo molto affascinati dalle possibilità sonore che possono offrire alla nostra musica — e che, di fatto, hanno già arricchito il nostro percorso. Ci siamo divertiti a giocare con suoni tipici della musica di ampia fruizione: VST digitali, batterie elettroniche, fino ad arrivare all’autotune. Nonostante tutti e sette proveniamo da un retroterra accademico fortemente legato allo "strumento“, ci siamo resi conto che integrare nuove tecnologie in dialogo con il nostro modo di scrivere e di suonare poteva essere solo un valore aggiunto. In generale, quando nasce una nuova tecnologia musicale non toglie nulla: aggiunge possibilità. Una volta interiorizzato questo concetto, ci siamo sentiti liberi di sperimentare anche con suoni e strumenti che difficilmente si associano a un gruppo come il nostro».





Gli undici brani di Aphonia, che attraversano disturbi e condizioni comunicative, dall'ecolalia alla dispnea, sono frutto di un collettivo sorprendente per la giovane età e il bagaglio di conoscenze, esperienze e ambizioni. Per raggiungere il risultato di un album denso e sfaccettato come questo, sottolineano, «alla base di tutto c’è la fiducia reciproca: fiducia nelle competenze, nelle capacità e nel gusto dell’altro. Treetops, anche solo per il numero dei membri, non è un gruppo semplice da gestire. Oggi mettere insieme sette persone in una sala prove, anche solo per un paio d’ore, è tutt’altro che scontato. Proprio per questo uno degli elementi fondamentali è la dedizione che ci mettiamo, insieme alla consapevolezza di avere uno spazio sicuro in cui potersi esprimere liberamente, senza limiti dal punto di vista artistico. Spesso, per forza di cose, dobbiamo affidarci l’uno all’altro: nella composizione di un brano, nella scrittura di una sezione o di un’idea, così come nell’organizzazione più pratica e logistica del gruppo. Senza questa fiducia, costruita nel tempo, tutto questo sarebbe estremamente difficile, se non impossibile». 

Aphonia
1. Afasia
2. Ecolalia
3. Memory Box
4. Happiness Is
5. The Listener 
6. Melancholia 
7. Solilogo 
8. Dispnea
9. Eupnea 
10. Kledia
11. Finale

Anna Bielli – electric guitar, vocals on Melancholia
Marco Bedini – soprano sax
Andrea Cardone – tenor sax
Andrea Spiridigliozzi – electric and classic guitar
Marcello Tirelli – keyboards, piano
Simone Ndiaye – bass, synth bass
Luca Libonati – drums, electronics

Featuring 
Ava Alami – vocals on Memory box, Ecolalia, Dispnea
Artemisia von Gresturden di Almaviva – speech on Afasia, Happiness is

Produced by Pino Pecorelli

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lunedì 19 gennaio 2026

Let's Get Lost presenta: MOONJUNE FESTIVAL! dal 22 al 25 luglio 2026 a Teramo

 Gong con Steve Hillage, Soft Machine con Gary Husband, Osanna con David Jackson, il leggendario Derek Shulman dei Gentle Giant, Diego Amador, Beledo, Markus Reuter e tantissimi altri in una tre giorni di grande musica a Teramo. La quarta edizione del festival internazionale arriva in Italia dal 22 al 25 luglio 



MUSIC BY EDER ETS
associazione culturale

in collaborazione con:
Università degli Studi di Teramo
e con il patrocinio di
Città di Teramo
Provincia di Teramo 
Fondazione Tercas
B.I.M  Vomano e Tordino
Camera di Commercio del Gran Sasso d'Italia

è orgogliosa di presentare

THE 4th MOONJUNE FESTIVAL
International Festival of Eclectic Music

22, 23, 24, 25 LUGLIO 2026
PIAZZA SANT’ANNA / LARGO MELATINO /  PIAZZA ORSINI / CASTELLO DELLA MONICA / SALA IPOGEA

TERAMO

Mercoledì 22 luglio ingresso libero 
Giovedì 23 luglio ingresso libero 

Abbonamento 3 serate 23/24/25 Luglio
(posti riservati a sedere) 
Primo settore: €90 + 3 d.p
Secondo settore: €75 + 3 d.p
(in vendita dal 16 di gennaio)

Biglietti serate 24/25 Luglio
(posti riservati a sedere)
1° settore: €37+ 3 d.p.
2° settore: €32+3 d.p.
(in vendita dal 1º maggio)



Uno straordinario cartellone internazionale per uno dei principali festival italiani ed europei dell'estate 2026: presentato da Let's Get Lost di Music By Eder, il MoonJune Festival, giunto alla quarta edizione, si preannuncia come uno degli eventi di punta in Italia e in Europa del 2026. Basta pensare alla presenza di giganti come Soft Machine con Gary Husband, Gong con Steve Hillage, Osanna con David Jackson e tantissimi altri in una fitta tre giorni di musica a Teramo. Rock, jazz, fusion, avant-rock, world-fusion e progressive in una location suggestiva, secondo la filosofia che MoonJune Music da 25 anni porta avanti: supportare la musica internazionale che trascende stili e generi all'interno di un continuum musicale progressivo ed evolutivo che esplora i confini del jazz, del rock, dell'avanguardia, dell'etno, dell'ignoto e di tutto ciò che sta nel mezzo.

MoonJune Festival è una realtà ideata dal poliedrico Leonardo Pavkovic, deus ex machina di MoonJune Music, storica azienda newyorkese (da qualche anno operante a Toledo) nota in tutto il mondo per il lavoro discografico e manageriale con colossi del jazz e del rock. Dopo tre edizioni (Jaice 2022, Toledo 2023, Guadamur 2024), il label festival si trasferisce in Italia grazie all'Associazione Culturale Music By Eder guidata da Emiliano Di Serafino, una realtà attivissima da anni sul territorio teramano con tanti concerti apprezzati da pubblico e critica. Dal 22 al 25 luglio 2026 Teramo diventerà una vera e propria cittadella della musica ma anche un luogo di incontro e di scambio anche un il pubblico straniero, che segue da tempo gli eventi MoonJune. Concerti con un cast internazionale, tavole rotonde, percorsi esperienziali e conoscitivi del territorio di carattere enogastronomico, naturalistico e storico-culturale anche grazie alla collaborazione delle istituzioni (Università degli Studi di Teramo, Città di Teramo, Provincia di Teramo, Fondazione Tercas, B.I.M  Vomano e Tordino, Camera di Commercio del Gran Sasso d'Italia).





Si parte mercoledì 22 luglio in Piazza Sant'Anna con un welcome party a ingresso libero, una scoppiettante festa di benvenuto con una jam session alla quale parteciperanno gli artisti del festival. Più intensa la prima giornata, quella del battesimo di giovedì 23 luglio, che parte dalle 11.00 al Castello della Monica con una tavola rotonda dedicata ai 25 anni di MoonJune Music e a seguire il concerto di Vittorino Curci con special guests Luca Calabrese e Boris Savoldelli, un meeting tra musica e poesia fuori dagli schemi. Alle 17.45 in Largo Melatino due concerti tra Italia ed estero: la preziosa fisarmonica di Danilo Di Paolonicola che interpreta il repertorio di Charlie Parker e un folgorante duetto di chitarre con Dewa Budjana dall'Indonesia e Nicolas Meier dalla Svizzera. In serata si passa in Piazza Sant'Anna, la principale location del MoonJune Festival con tre concerti spettacolari a partire dalle 20.00: uno dei principi dell'avant-rock internazionale, il tedesco Markus Reuter, con il progetto TRUCE insieme a Fabio TrentiniAsaf Sirkis e Mark Wingfield; la All Star Band multinazionale della MoonJune (l'indonesiano Dwiki Dharmawan, i tre israeliani Gilad Atzmon, Yaron Stavi e Asaf Sirkis, il nostro Savoldelli) guidata da un altro asso dell'etichetta, il formidabile chitarrista uruguaiano Beledo; gran finale con una band che non ha bisogno di presentazioni, una delle formazioni più amate del prog italiano, gli storici Osanna con il sax dei Van Der Graaf Generator David Jackson, con un concerto ad hoc per il festival.

Venerdì 24 luglio alle 11.00 nella Sala Ipogea una round-table da non perdere dedicata ai 60 anni di una delle esperienze più entusiasmanti della musica del secondo Novecento: i Soft Machine, le cui ultime incarnazioni sono nate all'interno di MoonJune. A seguire una performance sui generis dedicata alla loro musica con Beppe Crovella, amatissimo tastierista degli Arti & Mestieri, con Michel Delville dei Wrong Object. Ancora il doppio concerto preserale in Largo Melatino dalle 19.00: i venezuelani Oswaldo Gomez e Heidy Balza, a seguire l'atteso Fractal Trio di Stephan Thelen, il visionario chitarrista svizzero che si esibirà con Fabio Anile e Anthony Garone. La giornata dei Soft Machine non può che concludersi con un loro concerto ma prima, dalle 21.00 in Piazza Sant'Anna, un'assoluta esclusiva MoonJune: il concerto di Steve Hillage e Miquette Giraudy incentrato sull'album Rainbow Dome Musick del 1979, influente capostipite dell'ambient. A seguire arriva a Teramo uno dei colossi del jazz contemporaneo, l'ammirato polistrumentista Gary Husband, con una performance da solo con piano, tastiere, percussioni, batteria, computer. Gran finale con i Soft Machine nella loro ultima formazione, che vede lo stesso Husband come ospite insieme a John Etheridge, Theo Travis, Freddy Baker e Asaf Sirkis.   


L'ultima giornata, sabato 25 luglio, è piena di esclusive. Alle 11.00 saranno consegnati i MoonJune Awards a quattro personalità chiave come John Etheridge, Lino Vairetti, Markus Reuter e Asaf Sirkis ma poco prima, per la prima volta con un'apparizione pubblica in Italia dai tempi dei Gentle Giant, il loro fondatore Derek Shulman, figura leggendaria per la storia del rock, che presenterà il suo libro Giant Steps: My Improbable Journey from Stage Lights to Executive Heights. Il concerto preserale si terrà in Piazza Orsini e riscalderà il pubblico in attesa dell'ultimo: il cileno Gustavo Cerqueiras Tierra Mia prima della band dell'olandese/americano Anton Roolaart con Beledo. Finale memorabile in Piazza Sant'Anna con il flamenco jazz dello spagnolo Diego Amador  e un'esclusiva clamorosa: in occasione del MoonJune Festival Steve Hillage si unirà ai Gong per un concerto che sarà senza dubbio indimenticabile. 

Storie di uomini e jazz, ma soprattutto storie di musiche da ogni paese, al di fuori di ogni genere, per un'esperienza che segnerà l'estate del 2026. Biglietti in prevendita su Ciao Tickets

MoonJune Festival:

Music By Eder

Ciaotickets: