venerdì 17 aprile 2026

NewTek: TekCiervo tra passato e presente - Dom. 19 aprile, Benevento

Domenica 19 aprile al Funambolo a Benevento Corrado e Carlo Ciervo raccontano l'esperienza dell'imminente nuovo album 'Ydlam', tra Sannio e Africa, musica tradizionale e contemporanea. Con la proiezione in anteprima del video di Michele Salvezza 



Domenica 19 aprile 2026 
ore 20.00 
Il Funambolo Caffè Letterario 
Via Cardinale di Rende 2/4
Benevento 

NEW TEK
Conversazioni tra passato e presente
Con TekCiervo
e Donato Zoppo




Domenica 19 aprile alle 20.00 al Funambolo Caffè Letterario (Via Cardinale di Rende 2/4, Benevento) si terrà NEW TEK - Conversazioni tra passato e presente, un incontro con il duo TekCiervo, che dialogherà con Donato Zoppo. Il duo di Corrado e Carlo Ciervo racconterà in anteprima l'esperienza del nuovo album Ydlam, che uscirà sabato 25 aprile. Un disco importante e atteso, di dialogo tra passato e presente, di incrocio tra la tradizione musicale italiana e quella guineana. Corrado e Carlo Ciervo illustreranno il loro viaggio in musica, che ha portato alla realizzazione del disco Ydlam, di cui verrà presentato in anteprima il videoclip del brano MonteLoura, diretto da Michele Salvezza

TekCiervo è il progetto ideato dai fratelli Ciervo. La loro attività si inserisce in un contesto di ricerca sonora e culturale, in cui cercano di fondere elementi della tradizione popolare italiana con linguaggi musicali moderni e sperimentali. Uniti artisticamente da sempre, entrambi hanno maturato esperienze in diversi ambiti e collaborano con altri musicisti in produzioni discografiche e performance dal vivo. Da diversi anni si occupano di musica di ricerca, attingendo spesso da voci e suoni della musica popolare italiana, rielaborandoli in contesti moderni, mescolando folk, elettronica, elementi elettroacustici e improvvisazione. Con Vittorio Zollo compongono Osso Sacro, gruppo di ricerca, rielaborazione e riposizionamento delle narrazioni orali e sonore del territorio sannita, vincitore del Premio Andrea Parodi 2023. 





TekCiervo compie un passo decisivo grazie all'incontro con Alpha Oumar Baldè e Boubacar Diallo, due giovani migranti originari della Guinea: con loro arrivano nuove voci, nuove lingue e nuovi immaginari come il “fula” (fulfulde) e il “susu”, lingue della tradizione orale e del canto, in connubio con il francese, diventando parte integrante della scrittura musicale come linguaggio vivo, portatore di memoria, esperienza e identità. I testi di Alpha Omar Baldè e Boubacar Diallo nascono da storie personali, da racconti di viaggio, di perdita, di attraversamento. Sono parole che conservano il ritmo della narrazione orale africana, dove la voce è veicolo di sapere, cura e appartenenza. Questa dimensione dialoga profondamente con la tradizione popolare italiana, in cui il canto ha storicamente avuto una funzione del tutto analoga. TekCiervo riconosce questa parentela profonda e costruisce un ponte tra due mondi che condividono la stessa urgenza espressiva. 

Nel nuovo album Ydlam, in uscita il 25 aprile (sarà presentato in concerto al Teatro Mulino Pacifico) c’è il tentativo di riciclare voci in disuso. Voci protagoniste di viaggi antichi che incrociano quelli attuali, in cui il canto assume la medesima funzione. È il tentativo di immaginare una storia in cui le voci più seducenti della nobile tradizione popolare italiana (Rosa Balistreri, Concetta Barra, altre ugualmente brave esecutrici del canto tradizionale) possano incrociarsi con quelle di Alpha Oumar Baldè e Boubacar Diallo, arrivati da noi dopo aver attraversato il deserto e il mare. E così il canto finisce per assumere una funzione salvifica, utile ad affrontare momenti complessi, ma anche una valenza catartica, in grado di supportare la forza della memoria. In questo senso, il canto non segue finalità mercantili e neppure motivi puramente estetici. Il canto aiuta a vivere, il canto è funzionale alla vita. Insomma: si canta per vivere meglio. E quella medesima funzione la si ritrova anche nell’Italia prima del boom economico, quando la voce era lo strumento che serviva a combattere i mali del mondo: il lavoro sfruttato e alienato, le violenze degli amori, le disuguaglianze sociali.




Il brano che aprirà il disco si intitola MonteLoura, con il canto di Montevergine, dove un tempo le donne si recavano a piedi, partendo dai loro villaggi di notte, e contiene una voce tratta dalla registrazione Mixed singers - Song of the Pilgrims to Monte Vergine all’interno della raccolta Naples and Campania (1954) di Alan Lomax e Diego Carpitella. Sarà proiettato il video del pezzo, diretto da Michele Salvezza

TekCiervo: 

Il Funambolo

giovedì 16 aprile 2026

Non volevo uscire: il disco d'esordio di Lorenzo Goccia!

 Il disco che non voleva uscire alla fine è uscito: l'opera prima dello 'scrivano canterino' e le sue dieci canzoni tra relazioni, vegetarismo, alienazione, una anomala cover di 'Sarà perché ti amo' e una dedica al compianto Paolo Benvegnù




NON VOLEVO USCIRE
Lorenzo Goccia 
Droppola Discos 2026 
(10 tracce | 35.35 min.)




«"Non volevo uscire" è la frase di chi rischiava di restare prudentemente sulla soglia, accontentandosi di sbirciare fuori, rinunciando all'ignoto e all’incontro umano in cambio di una pavida tutela. È la frase di chi è felice di aver cambiato idea. Ho vissuto un lungo processo di acquisizione della motivazione e del coraggio necessari per tirarlo fuori questo album che non voleva uscire. Una strada tortuosa fatta di desiderio e frustrazione, avanzamenti e pause, contrazioni e distensioni. Tuttavia, mi è possibile identificare l’ultimo passo di questo processo con un momento preciso: quando uno degli artisti che ho più amato, Paolo Benvegnù, ha improvvisamente lasciato il corpo. La sua partenza mi ha sconvolto e mi ha fatto scattare qualcosa dentro. Si dice che il lutto cambi chi resta e io ho deciso di trasformare lo smarrimento in azione. Non è un caso che il disco sia dedicato a lui».

Non voleva uscire, alla fine è uscito. Finalmente. Non volevo uscire è il disco d'esordio di Lorenzo Goccia, cantautore – o meglio, come lui sottolinea, "scrivano canterino" – che debutta con un lavoro fresco, ispirato, un esempio di canzone d'autore contemporanea nella quale temi esistenziali, dalla fragilità all'identità, dall'antispecismo all'alienazione, convivono in una veste talvolta ironica, agrodolce, sempre delicata. Con un pensiero speciale alla memoria di Paolo Benvegnù, l’indimenticato cantautore morto il 31 dicembre 2024, la cui scomparsa ha definitivamente spinto Lorenzo a terminare il disco.





Lorenzo Goccia, di origine salentina ma napoletano d'adozione, ha debuttato nel 2018 con il romanzo Fiore di Zolfo, promosso con le "presentazioni esperienziali", degli incontri in cui i partecipanti diventavano protagonisti con attività di scrittura emotiva ed esercizi di nostalgia. In tanti lo hanno avvistato nelle vie di Napoli con una curiosa azione artistica: maschera con muso suino, chioma di salsicce di cartapesta, eseguiva una buffa coreografia sulle note del brano Salsiccia, una canzone antispecista con la quale ha vinto il Premio Radio Alba nel Green Music Contest. Nell’estate del 2025 ha lanciato la campagna di crowdfunding intitolata Il disco che non voleva uscire, giunta a compimento grazie al sostegno della sua fanbase, che finalmente ha consentito la realizzazione di Non volevo uscire

A metà tra uno scrittore e un cantautore, Lorenzo Goccia si sente più a suo agio nella definizione ibrida di "scrivano canterino": «Non è semplice definirsi cantautore perché questo termine mi fa venire in mente i miei miti, i miei modelli: mi fa sempre un po’ strano che la parola che ci definisca sia la stessa per me e per loro. Lascio volentieri a chi mi ascolterà la possibilità di definirmi “cantautore”. E se lo farà, accetterò volentieri questa definizione!». Non volevo uscire è un ideale cammino tra temi chiave del mondo contemporaneo, con riflessioni caustiche sulle relazioni (IndifferenziatoVerme SolitarioDigiuno, con la partecipazione di Elisabetta Serio al pianoforte); senza dimenticare la potente arma dell'ironia, Lorenzo dà voce ai nostri nuovi connazionali strizzando l’occhio a L’Italiano di Toto Cutugno (Italiano Nero con la partecipazione di Seb alla voce), si interroga sulla condizione animale immedesimandosi in un insaccato (Salsiccia), parla di alienazione (La Rivoluzione può aspettare) e di disuguaglianze sociali (la ballata Tutti Uno). L'album si chiude con una irriconoscibile versione, melodicamente stravolta, di un classico del pop italiano degli anni '80 che qui diventa sussurrato e malinconico (Sarà perché ti amo dei Ricchi e Poveri). Dichiara Goccia: «Spesso creiamo dei legami intimi con le canzoni e scegliere di rileggerne una che amiamo è una responsabilità. Con Sarà perché ti amo le cose sono andate diversamente: il distacco emotivo che nutro nei confronti di questo brano mi ha concesso una maggiore libertà, perfino quella di modificarne la melodia che, in una canzone, ha la fama di essere l’elemento intoccabile. E visto che l’originale è anche un brano che conoscono tutti, mi diverte pensare che l’ascoltatore possa immaginare un po’ del mio processo creativo. Inserirla mi ha permesso di mostrare una sfumatura diversa di me».

Dopo venticinque anni di vita napoletana, Lorenzo Goccia è di fatto un partenopeo acquisito e Non volevo uscire è figlio anche della vitalità cittadina, delle sue contraddizioni, come spiega l’autore: «Napoli è come un’amante che ha continui sbalzi d’umore che, di conseguenza, influenzano anche i tuoi. Sa incantarti e fornirti continua ispirazione oppure stordirti con la sua sovrastimolazione continua, anche sonora. È una città così intensa che vuoi distaccartene, ma se te ne distacchi ti manca».




Non volevo uscire:
1. Lu 
2. Digiuno feat. Elisabetta Serio
3. Verme solitario 
4. Indifferenziato 
5. La rivoluzione può aspettare 
6. Fiore di zolfo 
7. Italiano nero feat. Seb
8. Salsiccia 
9. Tutti uno 
10. Sarà perché ti amo

Brani 5, 7 e 9:  produzione artistica, arrangiamenti e mix di Luigi Scialdone, registrati da Luigi Scialdone presso Broken Mountain Studio (Napoli), master di Francesco Giuliano.
Tutti gli altri brani: produzione artistica, arrangiamenti, mix e master di Fabrizio Romagnoli, chitarre suonate da Luigi Scialdone, registrati da Fabrizio Romagnoli presso Fab Studios (Napoli).
Elisabetta Serio: pianoforte su “Digiuno”, Sebastiano Sanna Seb voce su “Italiano nero”.

Lorenzo Goccia

venerdì 3 aprile 2026

James: il ritratto oltre il mito nelle fotografie di Riccardo Piccirillo

Uno straordinario percorso nell'immagine dedicato all'amatissimo musicista attraverso i ritratti del fotografo sia in studio che in concerto, che celebrano anni di intesa umana e artistica. Una eccezionale mostra da Spazio Marte a Pozzuoli dal 17 aprile al 10 maggio 

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