Phonotype pubblica il nuovo singolo del musicista e producer napoletano, alle prese con una originale rilettura del brano del compositore belga. Una delle personalità più interessanti della più antica casa discografica italiana, artefice di una fusione di rock, alternative, house, techno, ambient e synthwave
NOKLAN
Struggle For Pleasure
Phonotype Records, 2026
Noklan firma una personale rivisitazione di Struggle for Pleasure, una delle composizioni più iconiche di Wim Mertens. L’operazione non è una semplice cover ma un atto di reinterpretazione del classico firmato dal compositore belga nel 1983: un dialogo tra passato e presente, tra minimalismo classico e sensibilità elettronica contemporanea. Noklan si muove ancora una volta in un territorio di confine tra neo-classical, electronic e melodic electronic, traducendo una composizione storica in un linguaggio sonoro pulsante e cinematografico.
Dichiara l'artista, figura anomala nel panorama musicale napoletano: «La rivisitazione è nata da una traslazione della partitura originale, completamente risuonata, in un contesto elettronico strutturato, dove la ripetizione melodica viene sostenuta e ridefinita attraverso ritmo, dinamica e stratificazione timbrica. Il tema principale mantiene la sua funzione ciclica, ma l'ho inserito in una griglia ritmica stabile, con una progressione costruita su accumulo graduale di energia. La struttura è lineare e funzionale: intro rarefatta, sviluppo progressivo e una fase centrale di maggiore densità, in cui melodia e ritmica convergono in un flusso continuo e ipnotico».
Francesco Marrone, meglio noto come Noklan, è un musicista e producer partenopeo che ha debuttato con la napoletana Phonotype, la più antica casa discografica italiana, con l'album A Large Space In A Small Room, con il quale ha presentato la sua miscela di rock, alternative, house, techno, ambient e synthwave. Da qualche tempo ha una proficua collaborazione con la producer italiana residente in Danimarca Rome In Reverse: i due hanno suonato in Corea e in Giappone e sono stati i primi artisti italiani ad essersi esibiti al Super Dommune, una sorta di corrispettivo giapponese del KEXP americano.
Dal punto di vista sonoro, la rivisitazione di Struggle for Pleasure si basa su sintetizzatori a inviluppi morbidi, con attacchi controllati e release lunghe, che permettono alla melodia di rimanere sempre leggibile anche nei momenti di maggiore intensità; layering armonico attento, in cui i suoni secondari non competono con il tema ma ne amplificano la profondità spaziale; un uso mirato di sidechain e automazioni di volume, che contribuiscono al senso di movimento senza snaturare la fluidità del brano. La sezione ritmica è solida ma non aggressiva: il kick lavora come elemento di ancoraggio più che di impatto, mentre il groove complessivo privilegia la continuità rispetto alla frammentazione. Questo permette al brano di muoversi tra ascolto immersivo e fruizione più fisica, mantenendo una tensione costante. Sul piano del processing, riverberi e delay sono utilizzati come strumenti strutturali, non decorativi. Gli spazi sono ampi ma controllati, con un’attenzione particolare alla profondità stereo e alla separazione dei piani sonori. La dinamica non è eccessivamente compressa: la crescita del brano è percepibile e naturale, lasciando respirare le transizioni.
«Il risultato – conclude Noklan – è una reinterpretazione che trasforma un brano neoclassico in un organismo elettronico contemporaneo, mantenendo intatta la forza emotiva del tema originale ma traducendola in un linguaggio sonoro fatto di pulsazione, controllo e tensione progressiva».
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