Uno straordinario percorso nell'immagine dedicato all'amatissimo musicista attraverso i ritratti del fotografo sia in studio che in concerto, che celebrano anni di intesa umana e artistica. Una eccezionale mostra da Spazio Marte a Pozzuoli dal 17 aprile al 10 maggio
Synpress44 ufficio stampa
Insieme per comunicare
venerdì 3 aprile 2026
James: il ritratto oltre il mito nelle fotografie di Riccardo Piccirillo
Venerdì 17 aprile - Domenica 10 maggio 2026
"JAMES":
IL RITRATTO OLTRE IL MITO
NELLE FOTOGRAFIE DI RICCARDO PICCIRILLO
Spazio Marte
Via Marconi, 4
ad. Chiesa S. Maria della Purificazione
Pozzuoli (NA)
Venerdi 18.00-20.30
Sabato 10.30-13.30 e 18.00-20.30
(sabato pom chiuso se coincidente con evento sportivo delle 18.00)
Domenica 10.30-13.30
Infrasettimanale su appuntamento
INGRESSO LIBERO
Da venerdì 17 aprile a domenica 10 maggio 2026, la galleria Spazio Marte di Pozzuoli (NA) ospita JAMES, una mostra fotografica di Riccardo Piccirillo. La mostra si inserisce nella Prima Edizione di M’ArteFotografica, rassegna coordinata da Gianni Biccari e organizzata dall'Associazione Occhioblu in collaborazione con Spazio Marte.
L’esposizione rappresenta la prima tappa di un percorso autoriale interamente dedicato a James Senese, icona della musica italiana e internazionale, visto attraverso l’obiettivo di chi lo ha accompagnato e compreso negli ultimi dieci anni. JAMES non è una semplice mostra espositiva perché è nata da un preciso concept che desidera sottolineare un legame oltre l'iconografia classica: non è solo la celebrazione postuma di un artista dalla musicalità travolgente e intensa, ma il racconto di un’intesa rara, quella nata e cresciuta nel tempo tra lui e Riccardo Piccirillo, che dichiara: «James amava le mie foto perché non cercavo Napoli o il Vesuvio nel suo volto. Lo vedevo come Sonny Rollins o Ornette Coleman e lo rappresentavo così. Si sentiva compreso in quell’immagine di respiro internazionale, lontano dai cliché».
Fotografo di ritratto con una spiccata sensibilità verso il mondo dell'arte e della musica, Riccardo Piccirillo ha costruito negli anni un linguaggio visivo capace di scavare nell'anima dei suoi soggetti. La collaborazione decennale con James Senese rappresenta uno dei punti più alti della sua produzione, segnando un sodalizio artistico che fonde visione fotografica e spirito jazz. Le opere della mostra JAMES spaziano dalla precisione dello studio all’energia dei live, incorniciate in profili antichi che sottolineano l’atemporalità del soggetto. Il legame tra il fotografo e il musicista si è nutrito di una visione comune della musica e di un affetto profondo. In un equilibrio fatto di silenzi e divertimento, Riccardo Piccirillo è riuscito a ritrarre un artista notoriamente schivo, trasformando ogni scatto in un momento di autentica libertà.
Venerdì 17 aprile alle 18.00 da Spazio Marte si terrà il vernissage: la mostra sarà inaugurata con l'esposizione straordinaria del leggendario sassofono di James Senese, presenza simbolica e potente. Sabato 25 aprile ci sarà un talk con l'autore: Riccardo Piccirillo incontrerà il pubblico per un approfondimento sulla fotografia musicale e la tecnica del ritratto. Durante l'ultimo weekend di mostra, nei giorni 8, 9 e 10 maggio, si terrà Omaggio a James, un talk conclusivo con la partecipazione di musicisti, giornalisti e amici intimi per celebrare l'eredità umana e artistica del "Nero a metà". Tutti gli eventi sono ad ingresso libero fino ad esaurimento posti.
Spazio Marte, situata nel cuore del centro storico di Pozzuoli, è una galleria nata nel 2022 dalla passione di Luca Dell’Isola e Angela Daniele. È un polo multidisciplinare dove l'arte contemporanea trova casa. L’Associazione Occhioblu, già organizzatrice del Pozzuoli Foto Fest, conferma con questa rassegna il suo ruolo di riferimento per la fotografia d’autore nei Campi Flegrei. Info tel: Gianni Biccari 3388805491.
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giovedì 2 aprile 2026
My Jazz Identity: un viaggio fatto di jazz e di emozioni con Perla Palmieri! Dal 16 aprile
Notami Jazz pubblica il brillante album di debutto di Perla Palmieri, vocalist e leader del suo quintetto che, con la speciale partecipazione di Max Ionata, presenta brani propri e rivisitazioni di Tania Maria, George Gershwin, Clifford Brown, Chick Corea e altri
PERLA PALMIERI
My Jazz Identity
Notami Jazz, 2026
(10 tracce | 57.08 min.)
«My Jazz Identity è un titolo coraggioso che parla di ricerca personale oltre che musicale: non è facile per un artista al proprio album di debutto riuscire a riconoscere e a esprimere la propria identità musicalmente. Per me è stato inevitabile: ho avuto la fortuna di crescere sin da piccola ascoltando dischi di jazz, grazie ai miei nonni. Questa musica è diventata pian piano la mia passione, il mio percorso di studi e la mia professione. Penso che non ci sia genere musicale che mi possa rappresentare più del jazz. Questo album è un progetto impegnativo e molto strutturato, nato da anni di ricerca, di studio e di esperienze pratiche. Sono io che mi racconto: sia le mie composizioni originali che i miei arrangiamenti di noti standards jazz rappresentano un capitolo della mia storia. Per la prima volta, cerco di comunicare al mondo una visione personale del jazz che parte dalla sua dimensione più essenziale, il ritmo, e ne attraversa le principali declinazioni dalle radici africane allo swing, alla bossa nova e al funk. I testi completano questo percorso, dando forma a emozioni e sentimenti universali. Credo che questa sia la grande forza del mio progetto, e spero che possa raggiungere il cuore e la sensibilità di più persone possibili».
Non c’è modo migliore per presentare un album, e ancora di più un album d’esordio, che quello di raccontarlo. Di raccontarne la genesi, la passione che lo sorregge, la competenza necessaria per darlo alla luce dopo anni di studio ed esperienza. Così Perla Palmieri introduce il suo disco di debutto My Jazz Identity, pubblicato da Notami Jazz: un lavoro che emerge dal desiderio di esprimere la propria identità artistica con una visione musicale ampia e sfaccettata, ma anche con testi intimi, personali e al contempo universali.
My Jazz Identity è un disco tanto atteso dopo la vittoria del Premio Pathway To Jazz, che Perla Palmieri ha ricevuto nel 2025 dall’omonima organizzazione del Colorado (USA), e che ha rappresentato per lei un punto d’arrivo ma anche un nuovo punto di partenza per un percorso che si avvia proprio con il suo lavoro d’esordio. Un lavoro di jazz italiano aperto al mondo, a tante influenze, a un respiro collettivo grazie a una band di cinque elementi giovane, rodata e affiatata: «La bellezza del jazz sta proprio nel suo carattere democratico: un brano funziona, in presenza di un arrangiamento scritto oppure no, solo quando ogni componente del gruppo è davvero in ascolto degli altri e mette il proprio strumento al servizio del risultato d’insieme. La collaborazione con Simone Bortolami, Giuseppe Dato, Alberto Zuanon e Max Verrillo si è sviluppata in modo molto naturale a partire da questo presupposto. Il loro contributo ha saputo rispettare e arricchire con sensibilità la mia musica, in modo organico e senza forzature, all’interno di una visione definita. Li ringrazio per aver creduto fin da subito nel progetto e per aver portato dentro questo percorso uno sguardo attento e una presenza musicale sempre consapevole, che hanno reso il lavoro d’insieme un’esperienza particolarmente viva e stimolante».
My Jazz Identity è composto da dieci brani, quattro sono firmati da Perla (My Camellia, Maiolica, È per Te - uscito come primo singolo - e La Terra Mia), sei sono invece composizioni di figure amatissime come Tania Maria (Yatra-Tà), Clifford Brown (Daahoud), George Gershwin (Fascinating Rhythm), Chick Corea (500 Miles High), Leslie Bricusse e Anthony Newley (Pure Imagination, dalla colonna sonora di Willy Wonka) e Guinga (Choro pro Zé): «Mi ha guidato la passione per i ritmi che sostengono il jazz, da quelli africani a quelli afro-cubani e allo swing americano, fino a bossa nova e samba. Questa ricerca mi ha accompagnato anche negli studi di Conservatorio, con due tesi dedicate agli arrangiamenti ritmici: prima su standards jazz, poi sulle mie composizioni originali per un ensemble di 15 elementi. I brani scelti hanno poi contribuito a costruire l’intero album. Artisti come Tania Maria, Chick Corea e gli Yellowjackets, così come dischi storici come Clifford Brown and Max Roach e le melodie dei grandi standards jazz – che spesso racchiudono perle ritmiche sorprendenti – sono stati per me una fonte di ispirazione fondamentale. Tutto questo mi ha aiutato a costruire un linguaggio personale, che ho voluto portare in My Jazz Identity, tra tradizione, ritmo e libertà espressiva».
Il risultato è raffinato, avvolgente per il pathos e l’eleganza, per lo sguardo ampio sul mondo del jazz, senza estromettere la canzone melodica italiana, con la complicità di un grande sassofonista, coinvolto come special guest, quale Max Ionata: «Ho sempre stimato e apprezzato Max per il suono e la grande capacità di fraseggio. Quando ho concepito l’arrangiamento dei brani in cui ha partecipato, ho subito pensato che il suo sound, la sua esperienza e la sua sensibilità musicale sarebbero stati in perfetta sintonia con i colori e l’atmosfera che volevo dare all’album. In questi brani ho voluto creare un vero gioco di dialogo tra la voce e il sax, e questo incontro ha portato freschezza, energia e un impulso speciale. Ci tengo davvero a ringraziarlo di cuore per la stima e la disponibilità che ha dimostrato nei miei confronti e verso il mio lavoro, per aver accolto la mia proposta e per aver condiviso con naturalezza la mia musica».
My Jazz Identity:
1. Pure Imagination
2. Fascinating Rhythm
3. My Camellia
4. 500 Miles High
5. Maiolica
6. È Per Te
7. Daahoud
8. La Terra Mia
9. Yatra-Tá
10. Choro Pro Zé
Perla Palmieri: voce, composizioni e testi originali, arrangiamento
Simone Bortolami: chitarra classica e elettrica
Giuseppe Dato: pianoforte
Alberto Zuanon: contrabbasso
Max Verrillo: batteria
Special Guest Max Ionata: sax tenore
Perla Palmieri:
Website: https://www.perlapalmieri.com/
YouTube: https://youtu.be/nLyQ_c8i4IU
giovedì 26 marzo 2026
Minutiae: tempo, respiro, elettricità nella magnetica opera di Fabio Anile
Il compositore e pianista pubblica il suo nuovo disco con la britannica RareNoise. Collaborazioni di lusso (Keith Lowe, Agostino Marangolo, Stephan Thelen e tanti altri) in un lavoro suggestivo tra rock, minimalismo, avanguardia e melodia
FABIO ANILE
MINUTIAE
(RareNoise Records 2026 | IDI GmbH)
8 tracce | 50.16 minuti
«Con Minutiae credo di aver raggiunto un punto di maturità nella mia espressione musicale. In questo lavoro convivono musica classica, minimalismo e rock, tutte forme musicali alle quali sono egualmente legato. In particolare, le composizioni si basano su un approccio ritmico tipico del minimalismo americano (ad es. Steve Reich) e delle sue più recenti evoluzioni, ma in questo approccio ho voluto integrare l'elemento melodico, che solitamente è assente nella musica minimalista. Credo di esserci riuscito».
Tra rock e avanguardia, tra melodia italiana, minimalismo americano e una profonda quanto antica riflessione sul tempo si muove Minutiae, il nuovo album di Fabio Anile, pubblicato dalla RareNoise Records in cd e vinile. Minutiae è un punto d'arrivo significativo per il musicista e compositore siciliano: il tempo, nelle sue molteplici dimensioni e nel suo rapporto con la forma e la pratica musicale, è da sempre il tema centrale della sua carriera quasi trentennale. Ed è proprio il caso di dire che questo disco arriva da lontano, poiché le radici della sua ricerca derivano dagli esperimenti di live looping e fields recordings condotti a metà degli anni ’90 con l’ensemble enoLogica, poi evolutisi in una più profonda esplorazione del tempo nelle sue declinazioni cicliche nella Looper’s Delight Community, in cui Anile si è distinto sia dal vivo che in studio, poi nel Chain-Tape Collective, per il quale ha diretto i progetti CT-Great Speeches e CT-Generative I e II. In queste e altre opere, il looping – con la sua ciclicità e dilatazione – per Anile è diventato uno strumento di indagine sul tempo, nel solco della migliore tradizione dell’ambient music. Grazie a questa attività che ha attraversato anche gli anni Duemila, il musicista ha incontrato tanti autorevoli colleghi che hanno segnato il suo percorso: pensiamo ad esempio a Bernhard Wagner, Stephan Thelen, Michael Peters, Jon Durant. Questa rete così fitta di partnership dal vivo e in sala d'incisione ha preparato il terreno per Minutiae, il primo lavoro di Anile con la britannica RareNoise.
«Queste composizioni sono nate dalla pratica di un piccolo strumento ghanese che si chiama Thelevi o anche Kashaka, Asalato, Asratoa e che mi fu regalato da Bernhard Wagner dei Sonar nel 2009. Sono due shakers legati tra loro con una cordicella che permettono di realizzare – con le due mani – complessi poliritmi. Ad un certo punto della mia pratica ho "tradotto" quei ritmi in note musicali e da lì sono nate le tessiture ritmiche di Minutiae». Come si evince dal titolo, Minutiae è un’opera costruita a partire da un nucleo ritmico minimale che funge da elemento generatore di strutture complesse: c'è una certa continuità con la tradizione minimalista americana, ma ciò che lo rende ancor più interessante è la profonda sensibilità melodica e armonica di Anile, che dà nuovo slancio alla texture minimalista.
Accanto alla dimensione del tempo, un respiro grazie al quale il disco si espande brano dopo brano, sconfinando sempre di più in territori elettrici, Minutiae si caratterizza per la continuità con lo spirito partecipato delle collaborazioni internazionali. Alcune composizioni come Dance (già realizzata in una versione per strumenti a percussione intonati con il Mannheimer Schlagwerk, diretto dal Maestro Dennis Kuhn) o Shifting Trains (la cui linea di basso in 11/8 è confluita in Ladder to the Stars di Stephan Thelen) testimoniano il carattere organico e interconnesso del suo linguaggio musicale. Altri brani, come Compás – omaggio all’unità ritmica della musica flamenca – o Foglie Morte e More Than 12 offrono un quadro completo della poetica di Anile, arricchita dai contributi di figure del calibro di Keith Lowe, Agostino Marangolo, Stephan Thelen, Bernhard Wagner, Jon Durant, Samuel Hällkvist, Michael Peters e Fabio Trentini.
La lunga gestazione, durata oltre dieci anni, riflette la cura e la pazienza con cui Fabio Anile ha raffinato ciascun brano, fino a raggiungere la forma definitiva. Minutiae rappresenta un punto di svolta nella sua carriera: un’opera agile, elegante e rigorosa, che sintetizza la sua riflessione sul tempo nelle sue molteplici declinazioni poliritmiche, unita a una profonda padronanza melodica e armonica. Una testimonianza matura e luminosa della sua arte.
Minutiae:
1. Compás
2. Dance
3. Foglie Morte
4. Mysterious Counterpoint
5. More Than 12
6. Planet Nine (Orbits)
7. Shifting Trains
Fabio Anile: Piano, Fender Rhodes V8, sampled marimba, el. guitar, thelevi, shakers.
Keith Lowe: Double Bass (1, 2, 3, 4, 5)
Agostino Marangolo: Drums (1, 2, 4, 5, 7)
with
Samuel Hällkvist: El. Guitar (6)
Michael Peters: El. Guitar solo (5)
Stephan Thelen: El. Guitar (7)
Bernhard Wagner: El. Guitar (7)
Jon Durant: El. Guitar, Cloud guitar (7)
Fabio Trentini: El. Bass (7)
Minutiae:
RareNoise:
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