giovedì 26 marzo 2026

Minutiae: tempo, respiro, elettricità nella magnetica opera di Fabio Anile

 Il compositore e pianista pubblica il suo nuovo disco con la britannica RareNoise. Collaborazioni di lusso (Keith Lowe, Agostino Marangolo, Stephan Thelen e tanti altri) in un lavoro suggestivo tra rock, minimalismo, avanguardia e melodia 



FABIO ANILE
MINUTIAE
(RareNoise Records 2026 | IDI GmbH)
8 tracce | 50.16 minuti



«Con Minutiae credo di aver raggiunto un punto di maturità nella mia espressione musicale. In questo lavoro convivono musica classica, minimalismo e rock, tutte forme musicali alle quali sono egualmente legato. In particolare, le composizioni si basano su un approccio ritmico tipico del minimalismo americano (ad es. Steve Reich) e delle sue più recenti evoluzioni, ma in questo approccio ho voluto integrare l'elemento melodico, che solitamente è assente nella musica minimalista. Credo di esserci riuscito».

Tra rock e avanguardia, tra melodia italiana, minimalismo americano e una profonda quanto antica riflessione sul tempo si muove Minutiae, il nuovo album di Fabio Anile, pubblicato dalla RareNoise Records in cd e vinile. Minutiae è un punto d'arrivo significativo per il musicista e compositore siciliano: il tempo, nelle sue molteplici dimensioni e nel suo rapporto con la forma e la pratica musicale, è da sempre il tema centrale della sua carriera quasi trentennale. Ed è proprio il caso di dire che questo disco arriva da lontano, poiché le radici della sua ricerca derivano dagli esperimenti di live looping e fields recordings condotti a metà degli anni ’90 con l’ensemble enoLogica, poi evolutisi in una più profonda esplorazione del tempo nelle sue declinazioni cicliche nella Looper’s Delight Community, in cui Anile si è distinto sia dal vivo che in studio, poi nel Chain-Tape Collective, per il quale ha diretto i progetti CT-Great Speeches e CT-Generative I e II. In queste e altre opere, il looping – con la sua ciclicità e dilatazione – per Anile è diventato uno strumento di indagine sul tempo, nel solco della migliore tradizione dell’ambient music. Grazie a questa attività che ha attraversato anche gli anni Duemila, il musicista ha incontrato tanti autorevoli colleghi che hanno segnato il suo percorso: pensiamo ad esempio a Bernhard Wagner, Stephan Thelen, Michael Peters, Jon Durant. Questa rete così fitta di partnership dal vivo e in sala d'incisione ha preparato il terreno per Minutiae, il primo lavoro di Anile con la britannica RareNoise. 





«Queste composizioni sono nate dalla pratica di un piccolo strumento ghanese che si chiama Thelevi o anche Kashaka, Asalato, Asratoa e che mi fu regalato da Bernhard Wagner dei Sonar nel 2009. Sono due shakers legati tra loro con una cordicella che permettono di realizzare – con le due mani – complessi poliritmi. Ad un certo punto della mia pratica ho "tradotto" quei ritmi in note musicali e da lì sono nate le tessiture ritmiche di Minutiae». Come si evince dal titolo, Minutiae è un’opera costruita a partire da un nucleo ritmico minimale che funge da elemento generatore di strutture complesse: c'è una certa continuità con la tradizione minimalista americana, ma ciò che lo rende ancor più interessante è la profonda sensibilità melodica e armonica di Anile, che dà nuovo slancio alla texture minimalista.

Accanto alla dimensione del tempo, un respiro grazie al quale il disco si espande brano dopo brano, sconfinando sempre di più in territori elettrici, Minutiae si caratterizza per la continuità con lo spirito partecipato delle collaborazioni internazionali. Alcune composizioni come Dance (già realizzata in una versione per strumenti a percussione intonati con il Mannheimer Schlagwerk, diretto dal Maestro Dennis Kuhn) o Shifting Trains (la cui linea di basso in 11/8 è confluita in Ladder to the Stars di Stephan Thelen) testimoniano il carattere organico e interconnesso del suo linguaggio musicale. Altri brani, come Compás – omaggio all’unità ritmica della musica flamenca – o Foglie Morte More Than 12 offrono un quadro completo della poetica di Anile, arricchita dai contributi di figure del calibro di Keith Lowe, Agostino Marangolo, Stephan Thelen, Bernhard Wagner, Jon Durant, Samuel Hällkvist, Michael Peters e Fabio Trentini.


La lunga gestazione, durata oltre dieci anni, riflette la cura e la pazienza con cui Fabio Anile ha raffinato ciascun brano, fino a raggiungere la forma definitiva. Minutiae rappresenta un punto di svolta nella sua carriera: un’opera agile, elegante e rigorosa, che sintetizza la sua riflessione sul tempo nelle sue molteplici declinazioni poliritmiche, unita a una profonda padronanza melodica e armonica. Una testimonianza matura e luminosa della sua arte.

Minutiae
1. Compás
2. Dance
3. Foglie Morte
4. Mysterious Counterpoint
5. More Than 12
6. Planet Nine (Orbits)
7. Shifting Trains

Fabio Anile: Piano, Fender Rhodes V8, sampled marimba, el. guitar, thelevi, shakers.
Keith Lowe: Double Bass (1, 2, 3, 4, 5)
Agostino Marangolo: Drums (1, 2, 4, 5, 7)
with
Samuel Hällkvist: El. Guitar (6)
Michael Peters: El. Guitar solo (5)
Stephan Thelen: El. Guitar (7)
Bernhard Wagner: El. Guitar (7)
Jon Durant: El. Guitar, Cloud guitar (7)
Fabio Trentini: El. Bass (7)

Minutiae

RareNoise

giovedì 19 marzo 2026

Jazz Evidence: i Treetops in concerto a Roma!

 Mercoledì 1 aprile al Monk il giovane settetto presenta dal vivo il nuovissimo album 'Aphonia', un avvincente lavoro che mette in dialogo rock, jazz, funk, fusion e nuove tecnologie. Tra composizione e improvvisazione, un intrigante concept sulle difficoltà di comunicazione


MONK presenta:

Mercoledì 1 aprile 2026 
JAZZ EVIDENCE 
A Journey In Contemporary Jazz Music

TREETOPS
e
DARIO JACQUE
in concerto 




Apertura botteghino 19:30
Apertura MONK: 18:00
con servizio cucina e bar

- BIGLIETTI
EARLY BIRD: 10€ + DP
PREVENDITA: 12€ + DP
BOTTEGHINO: 13€

Monk
Via Giuseppe Mirri 35
Roma



Mercoledì 1 aprile al Monk (Via Mirri 35, Roma) serata speciale per il jazz contemporaneo con Jazz Evidence - A Journey In Contemporary Jazz Music, un doppio concerto con i Treetops in apertura di Dario Jacque. Un'occasione da non perdere per la prima presentazione dal vivo del nuovissimo album dei Treetops, intitolato Aphonia e pubblicato da Ipe Ipe in collaborazione con Maladisco Music e con il contributo di Nuovo IMAIE. Un disco eccellente, da parte del giovane settetto capitolino, che fonde composizione e improvvisazione, tradizione e contemporaneità, a cavallo tra rock, jazz, funk, fusion, avant-rock, R&B e nuove tecnologie

Dopo un primo album ancora influenzato dalla musica strumentale americana e un secondo legato al rapporto con l'immagine da sonorizzare, Aphonia è al tempo stesso un punto d'arrivo e di ripartenza per i Treetops, i quali hanno chiamato a raccolta tutte le influenze assorbite in anni di ascolto, studio e lavoro, per puntare a un discorso nuovo, personale. Con un risultato effervescente per un album pensato e suonato con libertà, senza schemi né confini, all'insegna di un art-rock-nujazz con doppio sax e doppia chitarra (una delle quali di Anna Bielli, unica figura femminile della band) che incuriosirà i patiti della fusion, i cultori del progressive, gli ascoltatori più aggiornati in fatto di nuove sonorità urbane contemporanee




Con le radici ben piantate nella conoscenza e nel rispetto della tradizione e le antenne puntate verso la scena contemporanea internazionale, i Treetops si fanno interpreti di una ricerca strumentale che gioca con leggerezza, consapevolezza e divertimento con il funk, il jazz, il rock, la musica scritta e l’improvvisazione. Tanto groove, tecnica precisa, sorprendenti improvvisazioni per un settetto di giovani “leoni” romani, tra i più promettenti talenti della nuova scena musicale della Capitale. Autori di un primo album (Demetra) nel 2021 e dell'EP Metropolis con cui hanno sonorizzato il capolavoro di Fritz Lang nel 2023, i Treetops sono tornati con un disco avvincente, originale, inedito nella commistione di generi e nell'idea portante della parola usata in modo non convenzionale da un gruppo storicamente strumentale. E a proposito ella commistione di influenze e riferimenti, giocando i Treetops hanno «fatto una media tra gli ascolti del gruppo che hanno portato alla composizione di Aphonia, una lista che ci fa sorridere per la diversità estrema degli artisti che presenta: dai Mogwai Daniela Pes, dai Radiohead agli Snarky Puppy, da Bill Frisell ai Leprous, passando per Mark Guiliana, I Hate My Village e Weather Report». 

Band di buoni ascolti e buone pratiche di gruppo, i Treetops vantano una provenienza “accademica“ ma sono tradizionalisti fino a un certo punto, visto l‘occhio attento, "laico", alle nuove tecnologie: «Siamo molto affascinati dalle possibilità sonore che possono offrire alla nostra musica — e che, di fatto, hanno già arricchito il nostro percorso. Ci siamo divertiti a giocare con suoni tipici della musica di ampia fruizione: VST digitali, batterie elettroniche, fino ad arrivare all’autotune. Nonostante tutti e sette proveniamo da un retroterra accademico fortemente legato allo "strumento“, ci siamo resi conto che integrare nuove tecnologie in dialogo con il nostro modo di scrivere e di suonare poteva essere solo un valore aggiunto. In generale, quando nasce una nuova tecnologia musicale non toglie nulla: aggiunge possibilità. Una volta interiorizzato questo concetto, ci siamo sentiti liberi di sperimentare anche con suoni e strumenti che difficilmente si associano a un gruppo come il nostro».




Gli undici brani di Aphonia, che attraversano disturbi e condizioni comunicative, dall'ecolalia alla dispnea, sono frutto di un collettivo sorprendente per la giovane età e il bagaglio di conoscenze, esperienze e ambizioni. Per raggiungere il risultato di un album denso e sfaccettato come questo, sottolineano, «alla base di tutto c’è la fiducia reciproca: fiducia nelle competenze, nelle capacità e nel gusto dell’altro. Treetops, anche solo per il numero dei membri, non è un gruppo semplice da gestire. Oggi mettere insieme sette persone in una sala prove, anche solo per un paio d’ore, è tutt’altro che scontato. Proprio per questo uno degli elementi fondamentali è la dedizione che ci mettiamo, insieme alla consapevolezza di avere uno spazio sicuro in cui potersi esprimere liberamente, senza limiti dal punto di vista artistico. Spesso, per forza di cose, dobbiamo affidarci l’uno all’altro: nella composizione di un brano, nella scrittura di una sezione o di un’idea, così come nell’organizzazione più pratica e logistica del gruppo. Senza questa fiducia, costruita nel tempo, tutto questo sarebbe estremamente difficile, se non impossibile». 

Anna Bielli – electric guitar, vocals 
Marco Bedini – soprano sax
Andrea Cardone – tenor sax
Andrea Spiridigliozzi – electric and classic guitar
Marcello Tirelli – keyboards, piano
Simone Ndiaye – bass, synth bass
Luca Libonati – drums, electronics

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lunedì 16 marzo 2026

È per Te: il nuovo singolo di Perla Palmieri!

Il brano della brillante vocalist anticipa l'uscita del nuovo album 'My Jazz Identity', che sarà pubblicato il 16 aprile da Notami Jazz. Un messaggio universale a cavallo tra jazz, canzone italiana e bossa nova, con la partecipazione straordinaria di Max Ionata






VIDEO: 

 
«È per Te è molto più di un brano: è una dedica spontanea nata nel momento esatto della creazione. Ho scritto questa melodia mentre la persona a cui è dedicata era lì con me, rendendo ogni nota un dialogo immediato e sincero. In quel momento, la musica non è stata frutto di una costruzione a tavolino, ma la trascrizione naturale di un sentimento presente nella stanza. Questa connessione così intima ha dato vita a un brano che parla di presenza e di ascolto. Il testo stesso è un invito diretto: «Senti questa melodia, è per te». Credo che ognuno di noi abbia nel cuore una persona speciale a cui vorrebbe dedicare una melodia: questo brano è il mio modo di dire “Questo è per te”, trasformando un momento personale in un messaggio universale».

Sono le parole di Perla Palmieri, che pubblica il suo nuovo singolo È per Te, il primo estratto dall’album My Jazz Identity, in uscita giovedì 16 aprile con Notami Jazz, il suo lavoro tanto atteso dopo la vittoria del Premio americano Pathway To Jazz 2025




È per Te si muove su un terreno jazzistico raffinato, dove la melodia rimane sempre protagonista, pur lasciando spazio a un'interazione improvvisativa di alto profilo. Il brano si sviluppa su un elegante ritmo di bossa nova e presenta una struttura originale che sembra non rifarsi rigidamente alle forme canoniche degli standard jazz, ma dialoga anche con la tradizione della canzone italiana, richiamando in modo naturale la dimensione strofa-ritornello. Il tutto è sostenuto da un’armonia raffinata e di chiara matrice jazzistica, che conferisce profondità al brano e apre spazi espressivi per l’improvvisazione. Ad arricchire il tessuto sonoro del singolo è la partecipazione come special guest di Max Ionata, uno dei sassofonisti più apprezzati della scena jazz internazionale. Il dialogo tra la voce e il sax crea un’atmosfera avvolgente che impreziosisce il brano. Il risultato è una trama sonora resa solida e dinamica anche dal contributo di Simone Bortolami alla chitarra classica, Giuseppe Dato al pianoforte, Alberto Zuanon al contrabbasso e Max Verrillo alla batteria: una formazione coesa che ha interpretato con sensibilità l'anima di questa dedica.

È per Te anticipa l’album My Jazz Identity, che come sottolinea il titolo racconterà l’identità artistica e umana, attraverso la sincerità del linguaggio jazz, di Perla Palmieri. Il brano è stato registrato al Miriam Recording Studio, sound engineering, mix e mastering a cura di Gianluca Siscaro


Perla Palmieri: voce, composizione e testo, arrangiamento
◦ Simone Bortolami: chitarra classica e elettrica
◦ Giuseppe Dato: pianoforte
◦ Alberto Zuanon: contrabbasso
◦ Max Verrillo: batteria
◦ Special Guest - Max Ionata: sax tenore

Perla Palmieri: