Il disco che non voleva uscire alla fine è uscito: l'opera prima dello 'scrivano canterino' e le sue dieci canzoni tra relazioni, vegetarismo, alienazione, una anomala cover di 'Sarà perché ti amo' e una dedica al compianto Paolo Benvegnù
Synpress44 ufficio stampa
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giovedì 16 aprile 2026
Non volevo uscire: il disco d'esordio di Lorenzo Goccia!
NON VOLEVO USCIRE
Lorenzo Goccia
Droppola Discos 2026
(10 tracce | 35.35 min.)
«"Non volevo uscire" è la frase di chi rischiava di restare prudentemente sulla soglia, accontentandosi di sbirciare fuori, rinunciando all'ignoto e all’incontro umano in cambio di una pavida tutela. È la frase di chi è felice di aver cambiato idea. Ho vissuto un lungo processo di acquisizione della motivazione e del coraggio necessari per tirarlo fuori questo album che non voleva uscire. Una strada tortuosa fatta di desiderio e frustrazione, avanzamenti e pause, contrazioni e distensioni. Tuttavia, mi è possibile identificare l’ultimo passo di questo processo con un momento preciso: quando uno degli artisti che ho più amato, Paolo Benvegnù, ha improvvisamente lasciato il corpo. La sua partenza mi ha sconvolto e mi ha fatto scattare qualcosa dentro. Si dice che il lutto cambi chi resta e io ho deciso di trasformare lo smarrimento in azione. Non è un caso che il disco sia dedicato a lui».
Non voleva uscire, alla fine è uscito. Finalmente. Non volevo uscire è il disco d'esordio di Lorenzo Goccia, cantautore – o meglio, come lui sottolinea, "scrivano canterino" – che debutta con un lavoro fresco, ispirato, un esempio di canzone d'autore contemporanea nella quale temi esistenziali, dalla fragilità all'identità, dall'antispecismo all'alienazione, convivono in una veste talvolta ironica, agrodolce, sempre delicata. Con un pensiero speciale alla memoria di Paolo Benvegnù, l’indimenticato cantautore morto il 31 dicembre 2024, la cui scomparsa ha definitivamente spinto Lorenzo a terminare il disco.
Lorenzo Goccia, di origine salentina ma napoletano d'adozione, ha debuttato nel 2018 con il romanzo Fiore di Zolfo, promosso con le "presentazioni esperienziali", degli incontri in cui i partecipanti diventavano protagonisti con attività di scrittura emotiva ed esercizi di nostalgia. In tanti lo hanno avvistato nelle vie di Napoli con una curiosa azione artistica: maschera con muso suino, chioma di salsicce di cartapesta, eseguiva una buffa coreografia sulle note del brano Salsiccia, una canzone antispecista con la quale ha vinto il Premio Radio Alba nel Green Music Contest. Nell’estate del 2025 ha lanciato la campagna di crowdfunding intitolata Il disco che non voleva uscire, giunta a compimento grazie al sostegno della sua fanbase, che finalmente ha consentito la realizzazione di Non volevo uscire.
A metà tra uno scrittore e un cantautore, Lorenzo Goccia si sente più a suo agio nella definizione ibrida di "scrivano canterino": «Non è semplice definirsi cantautore perché questo termine mi fa venire in mente i miei miti, i miei modelli: mi fa sempre un po’ strano che la parola che ci definisca sia la stessa per me e per loro. Lascio volentieri a chi mi ascolterà la possibilità di definirmi “cantautore”. E se lo farà, accetterò volentieri questa definizione!». Non volevo uscire è un ideale cammino tra temi chiave del mondo contemporaneo, con riflessioni caustiche sulle relazioni (Indifferenziato, Verme Solitario, Digiuno, con la partecipazione di Elisabetta Serio al pianoforte); senza dimenticare la potente arma dell'ironia, Lorenzo dà voce ai nostri nuovi connazionali strizzando l’occhio a L’Italiano di Toto Cutugno (Italiano Nero), si interroga sulla condizione animale immedesimandosi in un insaccato (Salsiccia), parla di alienazione (La Rivoluzione può aspettare con la partecipazione di Seb alla voce) e di disuguaglianze sociali (la ballata Tutti Uno). L'album si chiude con una irriconoscibile versione, melodicamente stravolta, di un classico del pop italiano degli anni '80 che qui diventa sussurrato e malinconico (Sarà perché ti amo dei Ricchi e Poveri). Dichiara Goccia: «Spesso creiamo dei legami intimi con le canzoni e scegliere di rileggerne una che amiamo è una responsabilità. Con Sarà perché ti amo le cose sono andate diversamente: il distacco emotivo che nutro nei confronti di questo brano mi ha concesso una maggiore libertà, perfino quella di modificarne la melodia che, in una canzone, ha la fama di essere l’elemento intoccabile. E visto che l’originale è anche un brano che conoscono tutti, mi diverte pensare che l’ascoltatore possa immaginare un po’ del mio processo creativo. Inserirla mi ha permesso di mostrare una sfumatura diversa di me».
Dopo venticinque anni di vita napoletana, Lorenzo Goccia è di fatto un partenopeo acquisito e Non volevo uscire è figlio anche della vitalità cittadina, delle sue contraddizioni, come spiega l’autore: «Napoli è come un’amante che ha continui sbalzi d’umore che, di conseguenza, influenzano anche i tuoi. Sa incantarti e fornirti continua ispirazione oppure stordirti con la sua sovrastimolazione continua, anche sonora. È una città così intensa che vuoi distaccartene, ma se te ne distacchi ti manca».
Non volevo uscire:
1. Lu
2. Digiuno feat. Elisabetta Serio
3. Verme solitario
4. Indifferenziato
5. La rivoluzione può aspettare
6. Fiore di zolfo
7. Italiano nero feat. Seb
8. Salsiccia
9. Tutti uno
10. Sarà perché ti amo
Brani 5, 7 e 9: produzione artistica, arrangiamenti e mix di Luigi Scialdone, registrati da Luigi Scialdone presso Broken Mountain Studio (Napoli), master di Francesco Giuliano.
Tutti gli altri brani: produzione artistica, arrangiamenti, mix e master di Fabrizio Romagnoli, chitarre suonate da Luigi Scialdone, registrati da Fabrizio Romagnoli presso Fab Studios (Napoli).
Elisabetta Serio: pianoforte su “Digiuno”, Sebastiano Sanna Seb voce su “Italiano nero”.
Lorenzo Goccia:
venerdì 3 aprile 2026
James: il ritratto oltre il mito nelle fotografie di Riccardo Piccirillo
Uno straordinario percorso nell'immagine dedicato all'amatissimo musicista attraverso i ritratti del fotografo sia in studio che in concerto, che celebrano anni di intesa umana e artistica. Una eccezionale mostra da Spazio Marte a Pozzuoli dal 17 aprile al 10 maggio
Venerdì 17 aprile - Domenica 10 maggio 2026
"JAMES":
IL RITRATTO OLTRE IL MITO
NELLE FOTOGRAFIE DI RICCARDO PICCIRILLO
Spazio Marte
Via Marconi, 4
ad. Chiesa S. Maria della Purificazione
Pozzuoli (NA)
Venerdi 18.00-20.30
Sabato 10.30-13.30 e 18.00-20.30
(sabato pom chiuso se coincidente con evento sportivo delle 18.00)
Domenica 10.30-13.30
Infrasettimanale su appuntamento
INGRESSO LIBERO
Da venerdì 17 aprile a domenica 10 maggio 2026, la galleria Spazio Marte di Pozzuoli (NA) ospita JAMES, una mostra fotografica di Riccardo Piccirillo. La mostra si inserisce nella Prima Edizione di M’ArteFotografica, rassegna coordinata da Gianni Biccari e organizzata dall'Associazione Occhioblu in collaborazione con Spazio Marte.
L’esposizione rappresenta la prima tappa di un percorso autoriale interamente dedicato a James Senese, icona della musica italiana e internazionale, visto attraverso l’obiettivo di chi lo ha accompagnato e compreso negli ultimi dieci anni. JAMES non è una semplice mostra espositiva perché è nata da un preciso concept che desidera sottolineare un legame oltre l'iconografia classica: non è solo la celebrazione postuma di un artista dalla musicalità travolgente e intensa, ma il racconto di un’intesa rara, quella nata e cresciuta nel tempo tra lui e Riccardo Piccirillo, che dichiara: «James amava le mie foto perché non cercavo Napoli o il Vesuvio nel suo volto. Lo vedevo come Sonny Rollins o Ornette Coleman e lo rappresentavo così. Si sentiva compreso in quell’immagine di respiro internazionale, lontano dai cliché».
Fotografo di ritratto con una spiccata sensibilità verso il mondo dell'arte e della musica, Riccardo Piccirillo ha costruito negli anni un linguaggio visivo capace di scavare nell'anima dei suoi soggetti. La collaborazione decennale con James Senese rappresenta uno dei punti più alti della sua produzione, segnando un sodalizio artistico che fonde visione fotografica e spirito jazz. Le opere della mostra JAMES spaziano dalla precisione dello studio all’energia dei live, incorniciate in profili antichi che sottolineano l’atemporalità del soggetto. Il legame tra il fotografo e il musicista si è nutrito di una visione comune della musica e di un affetto profondo. In un equilibrio fatto di silenzi e divertimento, Riccardo Piccirillo è riuscito a ritrarre un artista notoriamente schivo, trasformando ogni scatto in un momento di autentica libertà.
Venerdì 17 aprile alle 18.00 da Spazio Marte si terrà il vernissage: la mostra sarà inaugurata con l'esposizione straordinaria del leggendario sassofono di James Senese, presenza simbolica e potente. Sabato 25 aprile ci sarà un talk con l'autore: Riccardo Piccirillo incontrerà il pubblico per un approfondimento sulla fotografia musicale e la tecnica del ritratto. Durante l'ultimo weekend di mostra, nei giorni 8, 9 e 10 maggio, si terrà Omaggio a James, un talk conclusivo con la partecipazione di musicisti, giornalisti e amici intimi per celebrare l'eredità umana e artistica del "Nero a metà". Tutti gli eventi sono ad ingresso libero fino ad esaurimento posti.
Spazio Marte, situata nel cuore del centro storico di Pozzuoli, è una galleria nata nel 2022 dalla passione di Luca Dell’Isola e Angela Daniele. È un polo multidisciplinare dove l'arte contemporanea trova casa. L’Associazione Occhioblu, già organizzatrice del Pozzuoli Foto Fest, conferma con questa rassegna il suo ruolo di riferimento per la fotografia d’autore nei Campi Flegrei. Info tel: Gianni Biccari 3388805491.
Spazio Marte:
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giovedì 2 aprile 2026
My Jazz Identity: un viaggio fatto di jazz e di emozioni con Perla Palmieri! Dal 16 aprile
Notami Jazz pubblica il brillante album di debutto di Perla Palmieri, vocalist e leader del suo quintetto che, con la speciale partecipazione di Max Ionata, presenta brani propri e rivisitazioni di Tania Maria, George Gershwin, Clifford Brown, Chick Corea e altri
PERLA PALMIERI
My Jazz Identity
Notami Jazz, 2026
(10 tracce | 57.08 min.)
«My Jazz Identity è un titolo coraggioso che parla di ricerca personale oltre che musicale: non è facile per un artista al proprio album di debutto riuscire a riconoscere e a esprimere la propria identità musicalmente. Per me è stato inevitabile: ho avuto la fortuna di crescere sin da piccola ascoltando dischi di jazz, grazie ai miei nonni. Questa musica è diventata pian piano la mia passione, il mio percorso di studi e la mia professione. Penso che non ci sia genere musicale che mi possa rappresentare più del jazz. Questo album è un progetto impegnativo e molto strutturato, nato da anni di ricerca, di studio e di esperienze pratiche. Sono io che mi racconto: sia le mie composizioni originali che i miei arrangiamenti di noti standards jazz rappresentano un capitolo della mia storia. Per la prima volta, cerco di comunicare al mondo una visione personale del jazz che parte dalla sua dimensione più essenziale, il ritmo, e ne attraversa le principali declinazioni dalle radici africane allo swing, alla bossa nova e al funk. I testi completano questo percorso, dando forma a emozioni e sentimenti universali. Credo che questa sia la grande forza del mio progetto, e spero che possa raggiungere il cuore e la sensibilità di più persone possibili».
Non c’è modo migliore per presentare un album, e ancora di più un album d’esordio, che quello di raccontarlo. Di raccontarne la genesi, la passione che lo sorregge, la competenza necessaria per darlo alla luce dopo anni di studio ed esperienza. Così Perla Palmieri introduce il suo disco di debutto My Jazz Identity, pubblicato da Notami Jazz: un lavoro che emerge dal desiderio di esprimere la propria identità artistica con una visione musicale ampia e sfaccettata, ma anche con testi intimi, personali e al contempo universali.
My Jazz Identity è un disco tanto atteso dopo la vittoria del Premio Pathway To Jazz, che Perla Palmieri ha ricevuto nel 2025 dall’omonima organizzazione del Colorado (USA), e che ha rappresentato per lei un punto d’arrivo ma anche un nuovo punto di partenza per un percorso che si avvia proprio con il suo lavoro d’esordio. Un lavoro di jazz italiano aperto al mondo, a tante influenze, a un respiro collettivo grazie a una band di cinque elementi giovane, rodata e affiatata: «La bellezza del jazz sta proprio nel suo carattere democratico: un brano funziona, in presenza di un arrangiamento scritto oppure no, solo quando ogni componente del gruppo è davvero in ascolto degli altri e mette il proprio strumento al servizio del risultato d’insieme. La collaborazione con Simone Bortolami, Giuseppe Dato, Alberto Zuanon e Max Verrillo si è sviluppata in modo molto naturale a partire da questo presupposto. Il loro contributo ha saputo rispettare e arricchire con sensibilità la mia musica, in modo organico e senza forzature, all’interno di una visione definita. Li ringrazio per aver creduto fin da subito nel progetto e per aver portato dentro questo percorso uno sguardo attento e una presenza musicale sempre consapevole, che hanno reso il lavoro d’insieme un’esperienza particolarmente viva e stimolante».
My Jazz Identity è composto da dieci brani, quattro sono firmati da Perla (My Camellia, Maiolica, È per Te - uscito come primo singolo - e La Terra Mia), sei sono invece composizioni di figure amatissime come Tania Maria (Yatra-Tà), Clifford Brown (Daahoud), George Gershwin (Fascinating Rhythm), Chick Corea (500 Miles High), Leslie Bricusse e Anthony Newley (Pure Imagination, dalla colonna sonora di Willy Wonka) e Guinga (Choro pro Zé): «Mi ha guidato la passione per i ritmi che sostengono il jazz, da quelli africani a quelli afro-cubani e allo swing americano, fino a bossa nova e samba. Questa ricerca mi ha accompagnato anche negli studi di Conservatorio, con due tesi dedicate agli arrangiamenti ritmici: prima su standards jazz, poi sulle mie composizioni originali per un ensemble di 15 elementi. I brani scelti hanno poi contribuito a costruire l’intero album. Artisti come Tania Maria, Chick Corea e gli Yellowjackets, così come dischi storici come Clifford Brown and Max Roach e le melodie dei grandi standards jazz – che spesso racchiudono perle ritmiche sorprendenti – sono stati per me una fonte di ispirazione fondamentale. Tutto questo mi ha aiutato a costruire un linguaggio personale, che ho voluto portare in My Jazz Identity, tra tradizione, ritmo e libertà espressiva».
Il risultato è raffinato, avvolgente per il pathos e l’eleganza, per lo sguardo ampio sul mondo del jazz, senza estromettere la canzone melodica italiana, con la complicità di un grande sassofonista, coinvolto come special guest, quale Max Ionata: «Ho sempre stimato e apprezzato Max per il suono e la grande capacità di fraseggio. Quando ho concepito l’arrangiamento dei brani in cui ha partecipato, ho subito pensato che il suo sound, la sua esperienza e la sua sensibilità musicale sarebbero stati in perfetta sintonia con i colori e l’atmosfera che volevo dare all’album. In questi brani ho voluto creare un vero gioco di dialogo tra la voce e il sax, e questo incontro ha portato freschezza, energia e un impulso speciale. Ci tengo davvero a ringraziarlo di cuore per la stima e la disponibilità che ha dimostrato nei miei confronti e verso il mio lavoro, per aver accolto la mia proposta e per aver condiviso con naturalezza la mia musica».
My Jazz Identity:
1. Pure Imagination
2. Fascinating Rhythm
3. My Camellia
4. 500 Miles High
5. Maiolica
6. È Per Te
7. Daahoud
8. La Terra Mia
9. Yatra-Tá
10. Choro Pro Zé
Perla Palmieri: voce, composizioni e testi originali, arrangiamento
Simone Bortolami: chitarra classica e elettrica
Giuseppe Dato: pianoforte
Alberto Zuanon: contrabbasso
Max Verrillo: batteria
Special Guest Max Ionata: sax tenore
Perla Palmieri:
Website: https://www.perlapalmieri.com/
YouTube: https://youtu.be/nLyQ_c8i4IU
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