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mercoledì 23 febbraio 2022

Mousiké Téchne: Corrado Ciervo in viaggio nel suono

 Il fondatore della Rua Catalana, violinista di Musicalia e Terza Classe, debutta con un album visionario. Tra folk ed elettronica, campiona anche la voce dell'indimenticabile Concetta Barra



CORRADO CIERVO
Mousiké Téchne 
(7 brani | 24 minuti) 




«Della musica dei Greci possiamo dire nulla o quasi, però possiamo provare a capire quanto fosse importante e, per dirla alla Massimo Mila, quanto i Greci fossero più sensibili di noi all'ascolto. Sono partito da qui. In Mousiké Téchne ho provato a mettere in musica i miei ultimi anni di vita vissuta, le esperienze all'estero ma anche l'esser diventato un docente». 
La musica antica e gli esperimenti contemporanei. La cultura greca e il folklore locale. Il grande patrimonio del passato e nuove forme personali. Mousiké Téchne, il primo album da solista di Corrado Ciervo si presenta come un diario di viaggio tra esperienza, studio, riflessione e ipotesi sonore future. Un album strumentale prodotto con il fratello Carlo che si muove tra folk, excursus elettroacustici ed elettronica.

Attivo musicalmente da giovanissimo con la storica formazione folk revival dei MusicaliaCorrado Ciervo è un polistrumentista sannita che ha incentrato la sua attività sul violino, immerso nel mare di suoni in Mousiké Téchne. Sette brani visionari che partono da percezioni individuali e valorizzano l'espressività grazie a una attenta produzione, diversa dal poliedrico rock d'autore della Rua Catalana e dal bluegrass trascinante della Terza Classe. Come sottolinea Ciervo, il suo approccio allo strumento è anomalo: «Non ho sempre amato il violino, da piccolo ero molto più preso dalle percussioni, ho dovuto soffrire per anni perché era difficile inserirlo nella musica che mi piaceva. Cerco di rifarmi a miei stati d'animo, mi faccio trasportare da quello che sento; la tecnica é una conseguenza, mi piace lavorare con i pizzicati e gli armonici. Il violinista che più ammiro e più mi ha segnato nel mio percorso artistico è Warren Ellis». 





Forte della lunga esperienza sia in studio che sui palchi di tutto il mondo con i Musicalia, Corrado ha sempre rivolto la sua attenzione alla musica tradizionale, compiendo però un lavoro di rielaborazione. Una sorta di trasfigurazione che dal ricordo personale diventa universale, come avvenuto in uno dei brani più significativi del disco, incentrato su una voce indimenticabile, quella di Concetta Barra: «Volevo utilizzare una voce che evocasse un luogo, dopo vari ascolti di vecchi vinili ci siamo imbattuti in una traccia della straordinaria Concetta Barra rielaborata da Roberto De Simone, che mi ricordava la mia infanzia. Si tratta di Madonna dell’Arco, ritrovata su un vecchio album Record Bazaar del 1976 intitolato Napoli e il suo folk. Abbiamo campionato la voce e anche in questo mio fratello, che ho coinvolto nella produzione del disco, passa al setaccio tutto quello che produco e mette parecchio ordine sonoro. È una ricerca condivisa cominciata da tanto. Il brano Concetta è un mio piccolissimo omaggio ad una voce che mi ha segnato». 

Nato a Benevento nel 1988, Corrado Ciervo vanta una vasta e multiforme collezione di interessanti esperienze in campo musicale. Fin da bambino studia violino, chitarra e percussioni. Giovanissimo, per le sue qualità di polistrumentista entra nei Musicalia, una delle formazioni storiche della musica popolare italiana. E il fondatore della band La Rua Catalana con cui ha pubblicato due EP e due album. Ha collaborato come violinista con La Terza Classe, con cui ha fatto due lunghe tournée americane. Ha all'attivo molte collaborazioni con altri artisti anche in veste di produttore. E' laureato in Conservazione di beni culturali, con studi in storia della musica, etnomusicologia, etnologia e antropologia culturale. Ha conseguito la laurea magistrale in Archeologia e storia dell’arte con una tesi sugli strumenti a corda della Grecia antica. 




Corrado Ciervo: 




venerdì 18 gennaio 2019

Fonexénos: il ritorno della Rua Catalana!

Un lavoro di contaminazione all'insegna del multiculturalismo. Bia Dischi pubblica il nuovo album della formazione campana, che festeggia dieci anni di lavoro tra rock contemporaneo, world music e ricerca tra linguaggi diversi 
Fonexénos: il ritorno della Rua Catalana!


LA RUA CATALANA
FONEXÉNOS
Bia Dischi 2019
7 tracce | 23 minuti




«Alcuni di noi hanno frequentato il Liceo Classico, lo studio della civiltà greca fa parte della nostra formazione e ci ha influenzato molto, soprattutto per quel che riguarda l’idea di società multiculturale. La Grecia anche attraverso le sue colonie ha dato vita a un modello basato sulla fusione di elementi diversiFonexénos è un tentativo di riunire diverse realtà culturali e musicali che secondo noi possono benissimo coesistere». Un esperimento che va oltre la connessione di musiche diverse: Fonexénos, il nuovo album della Rua Catalana, è un tentativo di abbattere barriere e steccati in favore di un dialogo multiculturale, che i ragazzi campani hanno affrontato sin dai tempi della fondazione del gruppo nel 2009. Dieci anni dopo la nascita, La Rua Catalana torna con un lavoro di pregevole sintesi, che mette insieme ascolti di gioventù, nuovi orizzonti sonori, frammenti vocali tradizionali e ricerca sul suono, in un progetto che rappresenta pienamente l'indole eclettica e imprevedibile del quintetto.

Come sottolinea Ernesto Razzano di Bia DischiFonexénos «chiede all’ascoltatore di riappropriarsi del tempo di ascolto». Una sfida importante per La Rua Catalana, che ha elaborato sette brani in studio insieme a Fadà immaginando una stratificazione di idee, spunti e cellule sonore per offrire all'ascoltatore un'esperienza, più che un semplice disco. «Chi conosce la nostra idea della musica sa bene che pubblichiamo solo quando ci sentiamo di dover dire qualcosa, la sfida è sempre alla base del nostro lavoro, non è un caso che dopo molti anni siamo ancora qui. Fonexénos è il disco che sentiamo più nostro perché lo abbiamo prodotto pezzo per pezzo da noi nel luogo dove abbiamo trascorso più tempo insieme: il nostro studio, proprio quello dove tutto è iniziato».



Fondata nel 2009 a Napoli da studenti beneventani fuorisede, La Rua Catalana debutta all'insegna del prog-rock mediterraneo nel 2011 con un Ep omonimo al quale segue l'anno dopo Something New, con una prima svolta in direzione "british". Nel 2014 arriva il primo Lp Island Tales, una sorta di summa di questo primo periodo nel quale il quintetto è anche molto attivo dal vivo (partecipa a Arezzo Wave, Meeting Del Mare, Folkest, divide il palco con Giorgio Canali, Francesco di Bella, C.S.I., Brunori SAS, Iosonouncane, Verdena etc.). Con Fonéxenos La Rua Catalana recupera e supera le molteplici esperienze passate sperimentando un linguaggio rinnovato, tra world music, rock contemporaneo e rielaborazione sonora.



Cantato in inglese, sorprendente nella miscela di elementi che vanno dai passati ascolti progressive all'indie rock attraversando musica d'autore e popolareFonéxenos si confronta anche con la tradizione, quella del Sannio dal quale il quintetto proviene e quella africana, come dimostrano la voce arcaica di Giovannina in Procession (registrata durante i riti penitenziali di Guardia Sanframondi) e quella di Encen Manaky(richiedente asilo della Guinea Bissau) in In 7 violini: «La cultura orale sannita è straordinaria perché eterogenea e ricca, cambia radicalmente nelle diverse zone pur essendo una provincia tra le più piccole dell'Italia. Ci incuriosiva la possibilità di colorare la nostra musica con sonorità assolutamente originali, volevamo un suono personale che avesse a che fare con le nostre tradizioni più antiche. Il nostro paese sta conoscendo il multiculturalismo che ha effetti ovviamente anche sulla musica, abbiamo immaginato come persone quali Encen Manaky, che vengono da posti lontani, potessero entrare in contatto con la nostra cultura musicale e magari rinnovarla. Basta pensare alla musica anglo-americana, dietro al cui successo c'è sicuramente la molteplicità di riferimenti propri delle società multietniche. Ne riparliamo fra trent'anni quando tutto ciò avrà attecchito anche in Italia…».


LA RUA CATALANA:

Leonardo De Stasio: voce, chitarra acustica, chitarra elettrica.
Corrado Ciervo: voce, violino, viola, batteria, percussioni, 
drum machine, pianoforte chitarra classica, chitarra elettrica, synth.
Carlo Ciervo: basso elettrico, voce, synth, drum machine.
Vittorio Coviello: flauto.
Giuseppe Tomaciello: drum machine. 


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