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lunedì 28 aprile 2025

Maddalena: la Napoli elettrica di Valerio Bruner! Dall'8 maggio

Il cantautore partenopeo pubblica il quinto album, ancora una volta dedicato ai lati oscuri e alle storie di frontiera della sua città. Un diario di viaggio in musica con otto canzoni rock appassionate ed emozionanti


VALERIO BRUNER
Maddalena
Ulisse Records, 2025
8 tracce | 27.59 min.




«Maddalena è la naturale evoluzione del percorso iniziato nel 2017 con Down the River, e prima ancora con il teatro: quell’urgenza, quasi una smania, di entrare nelle crepe dell’animo umano per vedere quanta luce ci possa passare attraverso, per parafrasare Leonard Cohen. Narrare di chi ce l’ha fatta è facile, ben più arduo è provare a dar voce a chi invece è stato messo al tappeto, a chi ci ha provato, ha lottato e ha fallito. Napoli, come città e comunità, sta cavalcando questa onda di perfezione a tutti i costi, lasciando da parte e nascondendo tutto ciò che non corrisponde a questa visione. Come cantautore, e come cantautore rock soprattutto, sento che le rotture, le ferite, le mancanze e i fallimenti, umani, sociali, istituzionali, sia invece necessario mostrarli, per tornare a guardare la realtà, e i volti che ci circondano, con onestà e sincerità. Senza filtri, né digitali tantomeno reali». 

Narrazione rock, quella di un cantastorie contemporaneo, elettrico e poetico, arrabbiato e emozionante. Parliamo di Valerio Bruner, che a due anni dall'apprezzato Vicarìa torna con Maddalena (Ulisse Records), il quinto disco di una vicenda artistica partita ormai dieci anni fa. In questo decennio il cantautore napoletano ha messo in evidenza tutto il suo modo musicale e artistico e si è espresso a tutto tondo tra rock, teatro e scrittura. Al centro della sua opera ancora una volta Napoli: come nel precedente album una Napoli lontana dalla cartolina e dal turismo di massa, quella dei vicoli dove il sole non entra, un carnaio di santi e cemento, di vasci e merce contraffatta, di case fatiscenti e madonne di strada, di motorini sfreccianti e canti dimenticati di sirena. Qui vive Maddalena, come la donna che ha amato Cristo nei Vangeli, come il quartiere del mercato nero alle spalle di Piazza Garibaldi, come le strade che Valerio percorreva con suo papà la domenica mattina per raggiungere il mercato del pesce a Porta Nolana.





Registrato a ottobre 2024 presso il Deck Lab Studio di Rimini con la produzione e gli arrangiamenti di Gianluca Morelli (Landlord)Maddalena è un album resistente, appassionato, speranzoso. Otto rock songs vernacolari ancora intrise della poetica e del piglio alla Bruce Springsteen – grande influenza per Valerio Bruner – ma con un respiro diverso, più maturo, anche grazie alla lavorazione a Rimini: «La Napoli di cui parlo è rock, punk, grunge, ha poco a che fare con un certo tipo di sonorità che guardano al Mediterraneo e alla World Music. Armonie e melodie antiche e meravigliose, ma che non rispecchiano, nella mia visione, i quartieri, i volti, le vite della “Napoli di frontiera” in cui sono nato e cresciuto e che racconto. Con Maddalena sentivo l’esigenza di andare oltre e di guardare oltre. Unire il sangue napoletano all’anima romagnola era una fusione che mi interessava e mi stimolava e dalla quale sapevo poteva nascere qualcosa di unico, nuovo, o quantomeno diverso da quello che ci si aspetta da un album in napoletano».  

Valerio Bruner è un cantautore, scrittore e autore teatrale che usa le sue canzoni come strumento per dar voce a tematiche dallo spiccato valore sociale. Inizia il suo percorso artistico come autore teatrale e attore, nel 2017 debutta con il suo EP Down the River, al quale seguono La Belle Dame (2019) e La Belle Dame #2 (2020), l'EP Someday (2021), Vicarìa (2023). Inoltre concerti, libri, spettacoli teatrali, colonne sonore, collaborazioni e interventi nella società civile a favore di cause importanti, tra emarginazione, riscatto sociale e cultura. Il filo rosso che lega la ricca attività di Valerio e che caratterizza anche il rock d'autore di Maddalena è lo spirito rivoluzionario: «Da ragazzo credevo che le canzoni avessero il potere di cambiare le cose, quantomeno di plasmarle verso una diversa direzione. Adesso, a quasi 40 anni, ci credo ancora di più. Ne ho la prova ogni volta che suono davanti al pubblico e sento che quel solco che sto tracciando attraverso le mie canzoni può davvero essere il primo passo di un raccolto generoso, un giorno. Come faccio a saperlo? Perché so che le canzoni creano empatia nel cuore dell’altro». 





Canzoni di rabbia e redenzione, di vita quotidiana e speranza. Tutte legate a una musa. Quella di cui scrive il giornalista Carmine Aymone nella prefazione del Diario di viaggio contenuto nel formato speciale del cd Maddalena: «La musa ispiratrice per Valerio Bruner è Napoli, con la sua bellezza anarchica, selvaggia, dissonante, etica ed eretica, seducente, inebriante… unica». 

Maddalena
Maddalena
Piazza Garibaldi
Frat’ a me
Sanghe
Malammò
Nun t’arrennere maje
Marzo ‘o ssaje
Malammò
Nisciuno se salva

Testi e musiche di Valerio Bruner
Prodotto e arrangiato da Gianluca Morelli
Mix e Master – Gianluca Morelli
Valerio Bruner – voce principale, cori, chitarre acustiche, chitarre elettriche
Gianluca Morelli – piano, chitarre acustiche, chitarre elettriche, basso, programmazione elettronica
Mario Ingrassia – batteria, basso
Omar Bologna – chitarre elettriche
Enrico Giannini – organo hammond, synth
Lorenzo Semprini – armonica

Valerio Bruner

giovedì 27 marzo 2025

Silenzio Assenso Reload: il ritorno degli EPO!

Soundfly ristampa in vinile 180 grammi, cd con due bonus track e digitale lo storico album della band partenopea, tra canzone d'autore e sonorità rock internazionali. Ciro Tuzzi e compagni ripartono dal vivo sabato 29 marzo in Auditorium Novecento 


EPO
Silenzio Assenso Reload 
(Soundfly - Self distr.)
10 tracce | 43.47 min.




Sabato 29 marzo un atteso e speciale evento per la musica napoletana e non solo. SoundFly pubblicherà Silenzio Assenso Reload, la ristampa in vinile e cd dell'album del 2007 degli EPO. In serata, alle 22, la band partenopea tornerà dal vivo in concerto all'Auditorium Novecento dopo un lungo periodo di pausa. Il vinile 180 gr. contiene le dieci tracce originali dell'album, le due tracce bonus Catarì e Silenzio Assenso sono contenute nel cd in un QR code con immagini e altre sorprese.

EPO è nato nel 2000 dall’incontro tra la sensibilità artistica del chitarrista e autore Ciro Tuzzi e le idee del produttore e tastierista Mario Conte (Meg, Colapesce), con l’intenzione di offrire una chiave di lettura nuova e attuale a canzoni ispirate e mai banali, nel solco della tradizione del miglior songwriting italiano, e non solo. Nel 2002 pubblicano il disco d’esordio Il mattino ha l’oro in bocca, calcano il palco del Premio Ciampi, ottengono il terzo posto al premio “Fuori dal Mucchio” per il miglior album d’esordio. Nel 2007 esce Silenzio Assenso, che ottiene un grande apprezzamento da pubblico e critica grazie a un pop-rock d'autore raffinato e dal respiro internazionale, tra Radiohead e Coldplay. Il video di Sporco entra in rotazione sui maggiori canali e il gruppo viene invitato da Alex Infascelli a firmare il divano del programma cult Brand:New trasmesso da MTV, il cui sito lo segnala tra le migliori 10 uscite dell’anno.





Nel 2012 è la volta di Ogni Cosa è Al Suo Posto, con Marina Rei e Giovanni Truppi tra gli ospiti. Nel 2015 gli EPO sono protagonisti di una eccezionale campagna crowdfunding grazie alla quale pubblicano due album indipendenti con il producer Daniele “IlMafio” Tortora (già con Daniele Silvestri, Afterhours, Diodato): l'EP Serpenti (2016) e Enea (2019), il loro primo disco con SoundFly, che unisce la tradizione partenopea ad un sound internazionale con Roy Paci ai fiati e gli archi di Rodrigo D’ Erasmo

Dopo alcuni anni di pausa il gruppo torna con la ristampa di Silenzio Assenso, la presentazione dal vivo in Auditorium (biglietti nel circuito ETES) sabato 29 marzo e presto l'annuncio di nuove date del Silenzio Assenso ReLoad Tour 2025.




Ciro Tuzzi (autore, voce e chitarra)
Michele De Finis (chitarra elettrica)
Jonathan Maurano (batteria)
Gabriele Lazzarotti (basso)
Mauro Rosati (piano e tastiere)

Concerto Auditorium (biglietti + info): 

SoundFly

giovedì 6 marzo 2025

Suitcases: Sereen in concerto a Napoli!

 Venerdì 14 marzo all'Auditorium Novecento la musicista presenta dal vivo il disco d'esordio 'Suitcases'. Un viaggio intimista e emozionale tra canzone d'autore, rock anni '90 e indie-folk. Ospiti Ivo Mancino, Ofiuci, Ill Gonzo



venerdì 21 giugno 2024

No Horizon: il disco d'esordio dei Defise!

 Un eclettico e policromo debutto per il quintetto proveniente da Mosca: undici brani per un crossover tra alt-rock, progressive, indie-pop ed elettronica, pubblicato dalla nostrana Luminol Records 


DEFISE
NO HORIZON 
Luminol Records 2024
11 tracce | 46.41 min.


"Crediamo che non sia importante la destinazione, ma il viaggio. No Horizon non fa eccezione a questa filosofia. Ognuno degli undici brani porterà chi ascolta in un viaggio separato, pur essendo parte di un quadro più ampio: è un estratto dalla vita di una persona. L'album prova a esprimere diverse emozioni con cui ci si confronta lungo il percorso: paura, senso di colpa, lussuria, resilienza, stanchezza, accettazione. Il nostro album d'esordio unisce gli stili compositivi di ognuno di noi cinque".




E' così che i Defise presentano il loro disco d'esordio, affidato alla indie-label milanese Luminol Records, intitolato No Horizon. Un disco sentito e importante per il quintetto moscovita, che a dispetto di un titolo che può sembrare pessimista o nichilista, esprime in realtà un profondo senso di speranza soprattutto attraverso una dialettica musicale forte e appassionata. Gli undici brani con cui i Defise debuttano sono infatti un crossover tra le sonorità del rock progressivo, del jazz, dell'indie-pop, del folk e della musica elettronica

Defise sono un quintetto con sede a Mosca ma con membri provenienti anche da Canada e Bielorussia, non solo dalla Russia. Dopo sei singoli  in inglese e russo, il debutto di No Horizon è l'occasione per esprimersi in inglese, con testi personali, che provano a toccare l'anima di chi ascolta. Ognuno dei cinque membri è un musicista professionista, polistrumentista e autore dei brani nella band, e tre prestano costantemente la propria voce alle canzoni. Tra riferimenti a Emerson Lake & Palmer, Porcupine Tre e Alt-J, i brani di No Horizon scorrono tra tecnologia contemporanea, world music, alternative rock, industrial, nu-metal e grunge





Defise:

Luminol: 

martedì 21 novembre 2023

La musica si fa casa: Valeria Caputo torna con Habitat

 Il primo album in italiano della cantautrice è una riflessione in musica sull'abitare e sull'ecologia. La denuncia contro l'inquinamento di Taranto e l'emergenza sanitaria in un lavoro denso che attraversa i generi, dall'alt-folk all'alternative   


CAPUTO
HABITAT
(8 tracce | 38 minuti)
Ribéss Records 2023




"La musica è il mare che mi porto dentro, ovunque vada. È il riverbero dei miei respiri e dei miei ricordi, è il suono dei miei pensieri ancora prima che io riesca a formalizzarli". Per il suo primo album in lingua italiana, Caputo sceglie di tornare alle origini: Habitat nasce dall’esigenza personale di riflettere sul concetto di “casa” come convergenza di luoghi fisici e spazi interiori. Il distacco forzato dalla città natale (Taranto), la continua migrazione prima di stabilizzarsi in una nuova casa (Forlì) e l’insicurezza che deriva dalla disgregazione degli affetti, portano la cantautrice a inseguire le proprie radici attraverso la musica. La musica stessa si fa casa.

In questo processo, Caputo indaga la ragione della rinuncia a tornare alla sua città natale e la trova in quella che, sciaguratamente, è diventata la questione Taranto per antonomasia: la presenza ingombrante, controversa e, a tutti gli effetti, letale dello stabilimento siderurgico tristemente noto alle cronache nazionali, emblema d’inquinamento e degrado che diventano stato perpetuo di emergenza sanitaria. Alcuni brani di Habitat denunciano esplicitamente le violenze ambientali a cui sono sottoposti la città e il territorio tarantino, che sembra non trovare riscatto, e più in generale il nostro pianeta. Significativo, per questo aspetto, il brano Taras, dall’incipit pervaso di mitologia tanto quanto il titolo, ma con uno sviluppo inatteso: incorpora infatti un accorato intervento pubblico della nota attivista tarantina Celeste Fortunato, stroncata da leucemia mieloide acuta nel luglio 2023, all’età di 45 anni.

ph Dario Bonazza

ph Pierfrancesco Lafratta

ph Pierfrancesco Lafratta



In altri brani entra in luoghi intimi e affronta in punta di penna tematiche tradizionalmente femminili, come a voler cercare le sue radici ancestrali nel gineceo dell’universo. Un esempio è il brano dedicato a Mélanie Bonis, compositrice tardoromantica che, a sua volta, ha dedicato molte composizioni alla memoria di grandi donne vissute prima di lei. Dietro la polisemia del titolo, Caputo organizza i temi, gli ideali, le angosce e le speranze di una vita. Disegna il suo habitat a cerchi concentrici, nell’impresa di racchiudere i vari settori dell’abitare e del vivere, e non nasconde i limiti della sua capacità di adattamento: il settore della quotidianità, delle passioni e affinità private; quello della sua città; quello dello stato Italia o, meglio, della sua assenza, e della denuncia politica; quello del pianeta Terra come dimora di un’umanità senza confini. Sono settori tutt’altro che a tenuta stagna, che si compenetrano per osmosi e che definiscono paesaggi mai solamente esteriori o solamente interiori. D’altronde, la parola ecologia stessa (gr. òikos+lógos) evoca ambiguamente un "discorso sulla casa" di ognuno e di tutti.

Caputo tratteggia una mappa dell’abitare che rimescola continuamente i piani e rende conto delle loro conflittualità: sfera privata/sfera sociale, etica/politica, impegno/rassegnazione, incanto/disincanto/re-incanto. Se la struttura tematica è innegabilmente coesa, le soluzioni stilistiche ed espressive offrono una gamma molto varia, grazie anche all’apporto dei musicisti che la affiancano – scelti anche per coerenza tematica, come il chitarrista Giuseppe Bonomo, anch’egli di origine tarantina e residente in Romagna, e la cantautrice Fanelly, tarantina di adozione francese. Habitat è stato registrato da Franco Naddei nello studio forlivese L’Amor Mio Non Muore. 

Valeria Caputo nasce a Taranto nel 1979. Dopo varie migrazioni giovanili approda a Forlì, dove vive e lavora a tutt’oggi. Diplomata come tecnico di musica interattiva per le arti digitali alla Scuola di Alto Perfezionamento Musicale di Saluzzo, ha conseguito il diploma di laurea magistrale in musica elettronica al Conservatorio Giovan Battista Martini di Bologna. Le sue preferenze coprono, senza preconcetti, uno spettro di generi che va dal cantautorato al jazz, dal folk all’elettronica. Nel 2012 debutta con Migratory Birds, orientato al folk-rock e alla West Coast. Il secondo album Supernova (2016), a nome Capvto, esplora territori ambient, trip-hop, dark wave, synth-pop e jazz sperimentale.


Caputo:

Ribéss Records: 

lunedì 4 settembre 2023

Sembra un sogno, ma è tutto vero: il crowdfunding degli Estra!

 La popolare band, simbolo del rock italiano degli anni '90, trionfa nella raccolta fondi per produrre il nuovo album. Un'operazione culturale e imprenditoriale all'insegna dell'indipendenza


ESTRA
Crowdfunding nuovo album

Estra 2023, foto Martina Ridondelli


«Sembra un sogno, ma è tutto vero. Siamo al lavoro da tempo: oltre due anni, se le date sono importanti. Per la prima volta nella nostra storia, lo stiamo facendo da soli. Nessuna pressione, aspettativa o compromesso. Da soli però non abbiamo forze sufficienti: serve la vostra generosità per trasformare le nostre nuove canzoni in un album che ci pare importante e diverso da tutto. Ci pare anche uno specchio che riflette il mondo intorno a noi, che sia contemporaneo. Ci pare anche inconfondibilmente ESTRA».

Un crowdfunding fa riemergere un pezzo fondamentale di storia del rock italiano e rivela un amore mai sopito per una delle band più importanti degli anni '90: gli Estra. Protagonisti del rock nostrano tra anni '90 e 2000 insieme a CSI, Afterhours, Marlene Kuntz e Timoria, gli Estra si sono fermati nel 2003 ma il loro rock d'autore è rimasto impresso nella memoria, tanto che i pochi concerti degli anni successivi hanno sempre raccolto un eccezionale responso del pubblico, che non li ha mai dimenticati. Così nel 2020 il quartetto trevigiano ha cominciato a ragionare sull'ipotesi di un ritorno vero e proprio, con un album ma ancor prima con una visione, un'idea. Nella primavera del 2021 ha preso il via un lungo processo di scrittura di nuovi brani e dopo due anni di lavoro gli Estra sono entrati in studio per registrare i provini. 

Consapevoli del fatto che l'industria discografica non sarà interessata a investire su di loro, hanno chiamato a raccolta il proprio pubblico optando per il crowdfunding. La campagna di raccolta fondi è stata lanciata il 10 luglio 2023 sulla piattaforma Produzioni dal Basso. Risultato fulmineo: l'obiettivo prefissato per coprire i costi di produzione del disco (€ 20.000) viene raggiunto e superato nell'arco di sole due settimane esatte e non accenna a fermarsi. Considerando che il numero di fan visibili (che oggi si tende a identificare con i follower sulle piattaforme social) non è oceanico, il risultato è straordinario, soprattutto perché è stato raggiunto senza alcun investimento promozionale o in comunicazione. È un vero e proprio movimento spontaneo di affetto e fiducia dei fans. Di questo si è accorto anche Produzioni dal Basso, tanto da offrire al gruppo il supporto necessario per migliorare ulteriormente e massimizzare il risultato finale.

La reazione del pubblico ha incoraggiato il gruppo ad alzare l'asticella. Consci del fatto che una condizione di indipendenza passa necessariamente per una disponibilità economica, gli Estra propongono il modello di una piccola “cottage industry”, agile e nitidamente orientata, che si riserva di dialogare con le figure professionali del music business, affermando però il proprio diritto di scelta e autodeterminazione artistica. Si può uscire dai meccanismi devastati dell'industria musicale, purché il progetto sia di qualità elevata e soprattutto sostenibile: una prassi consolidata in Italia per gli esponenti del cantautorato alternativo, ma meno nota alle rock band. 

Le poche indiscrezioni promettono un disco duro, descrittivo del nostro tempo e delle sue contraddizioni apparentemente irrisolvibili. Un lavoro che si oppone al dilagante appiattimento della cultura e del pensiero, anche in senso politico. Soprattutto, un album che pone domande fondamentali a ciascuno, rifuggendo da risposte univocamente schierate. Non è stata annunciata la data di uscita, la produzione sarà degli Estra con alcuni preziosi contributi di arrangiamento e strutturazione dei brani da parte di una figura internazionale come Giovanni Ferrario, che ha seguito anche le fasi iniziali della registrazione. Il dato più sorprendente è che in pochissimo tempo gli Estra abbiano venduto a scatola chiusa quasi cinquecento copie di un album che ancora non esiste e del quale non è stato neppure annunciato il titolo. Un dono dei fans che solo la trasparenza, la serietà e la storia di qualità che caratterizzano il vissuto della band può giustificare. Questo solo dato sarebbe sufficiente ad aprire un dibattito urgente sul senso del termine “indipendente” nella musica italiana. E potrebbe aprire nuove prospettive, per gli artisti più di nicchia.


Raccolta fondi

Lancio crowdfunding

Ringraziamento e rilancio crowdfunding:

mercoledì 14 giugno 2023

No Need To Fear: la compilation di Respirano Records

 L'etichetta di Manhattan pubblica la prima antologia dedicata a dodici artisti americani e italiani. Un dialogo transnazionale tra art-rock, elettronica, canzone, folk-rock e sperimentazione contemporanea 





NO NEED TO FEAR
RESPIRANO RECORDS COMPILATION N.1

Artisti vari | 12 tracce | 44.36 



 

Una compilation art-rock tra New York e l'ItaliaRespirano Records è orgogliosa di presentare No Need To Fear, la prima antologia dell'etichetta con sede a Manhattan: sette progetti newyorkesi e cinque italiani, un agglomerato discografico che segna un ponte ideale tra alcune nuovissime proposte alternative/art rock della Grande Mela e nostrane.

«Sono cresciuto nell'ammirazione di etichette apparentemente eclettiche come Mute Records e Warp, che però in realtà perpetravano una direzione estetica ben precisa. Allo stesso tempo amavo la produzione 4AD degli anni '80 e '90, che invece ha di fatto inventato uno stile». Respirano Records è stata fondata nel 2021 da Luigi Porto, in seguito affiancato da Ray Lustig (compositore e insegnante di composizione alla Juilliard Evening Division), e inaugurata nel 2022 con l'album Tell Uric, apprezzato dalla critica per la qualità e l'originalità. Con No Need To Fear l'etichetta newyorkese allarga i suoi orizzonti con una selezione di artisti e band newyorkesi che Porto ha scoperto negli anni insieme a colleghi italiani, tra art rock, songwriting sperimentale, psichedelia e punte avanguardisteLuigi Porto e Ray Lustig si sono conosciuti alla Juilliard e hanno iniziato immediatamente a collaborare, sia in produzioni orchestrali sia, in seguito, fondando il gruppo Manicburg. Molta musica dei due è nata in occasione delle affollate Studio Nights che Lustig organizzava in upper Manhattan con in mente la Factory di Andy Warhol. Questi incontri sono diventati Respirano Nights e No Need To Fear nasce idealmente connessa al loro spirito creativo e sperimentale.









No Need To Fear è disponibile su BandCamp, da luglio sarà attivo un preorder per una versione fisica in CD. Dodici brani per dodici esperienze artistiche dal respiro internazionale. Gintsugi – al secolo Luna Paese – con il suo art-pop dall'atmosfera intimista e dilatata; Groove Temple, il progetto solista di Andrew Miller che è il più giovane partecipante (diciannove anni), si sposta invece tra vaporwave, dream-pop e arrangiamenti elettronici. Porto e Lustig sono presenti con i Manicburg, nuova band newyorkese di art rock/psichedelia con una forte componente teatrale, che debutterà alla fine del 2023 proprio con Respirano Records. Newyorkesi anche i Marcyline del cantautore Chris Paraggio, noti per la loro incessante attività live e per il songwriting spettrale e contemporaneo. Completamente diverso il sound di Paolo Gaudio, batterista, sound designer e compositore che colpirà gli amanti dei Boards Of Canada. Al The Coordinator, cantautore e chitarrista italiano che ha flirtato negli anni anche con il metal e lo stoner, si muove invece tra consolidate atmosfere country-folk. I filippini Chai e Joy Tamayo sono gli animatori del duo An_Outskirt, manipolatori di un folk-rock sperimentale. 
Misospoek è il progetto solista cantautoriale di Ray Lustig, che per l'occasione accantona la musica orchestrale elettroacustica in favore della forma-canzone debitrice del suo grande amore beatlesiano. Remo De Vico è dedito all'elettronica, al cut-up e alle manifestazioni più pionieristiche della musica, senza tradire un certo spirito italiano vintage, Luigi Porto è presente con un brano dal suo Tell Uric, il songwriter neworkese Dan Yurkofsky si muove tra folk, pop, classica contemporanea e musica elettronica, Eyal Marcovici - devoto alla library music italiana ed europea degli anni '70 - è autore dell'unico brano prodotto espressamente per questa compilation sotto la supervisione di Porto e Lustig e con il mastering sapiente di Maximilian Heiner. 

NO NEED TO FEAR tracklist:

1 – Gintsugi – Hex
2 – Groove Temple – Serotonin
3 – Manicburg – Silken Pavillion
4 – Marcyline – Rain
5 - Paolo Gaudio – Terraforming
6 – Al the Coordinator – Jumping Red Spiders
7 – an_outskirt – Hang
8 – Misospoek – Corrientes 2500
9 – Remo De Vico – Biscotti
10 – Luigi Porto – The Sun
11 – Dan Yurkofsky – Middle of the Road
12 – Eyal Marcovici – Toodeloo

Respirano Records

 

giovedì 23 marzo 2023

La mia malattia: il ritorno di Roberto Fedriga!

 A nove anni dal disco d'esordio, il cantautore lombardo torna con un album intenso e meditativo. Coprodotto con Boris Savoldelli, il disco ospita anche Guido Bombardieri e Dennis Rea


ROBERTO FEDRIGA
La mia malattia
(2023)
8 tracce, 25.40 min.

 


«Sono passati nove anni dal mio primo album. Un periodo lunghissimo ma necessario. Ho scritto le nuove canzoni in questi anni peculiari, molto complessi per tutti, innegabilmente. Tutti noi abbiamo avuto tempo però per guardarci forse più in profondità. A volte perdendosi nell’abisso. È stato un processo creativo che ha richiesto varie fasi di maturazione, non per perfezionismo o altro, ma per rendere la mia urgenza espressiva il più pura e trasparente possibile sia nella scrittura dei testi, della musica e degli arrangiamenti».

Un nuovo album dopo nove anni di assenza, la ricerca artistica solitaria verso la massima purezza. Un disco nuovo col quale Roberto Fedriga si mette a nudo suonando tutti gli strumenti: è La mia malattia, il suo secondo album. Rispetto al disco d'esordio del 2014 e a Frenologia con la band Magora del 2018, La mia malattia si distingue per la precisa scelta di curare direttamente le parti di piano, chitarra, basso e percussioni sovrapponendo le diverse tracce. Fedriga è al centro con la sua voce e i suoi testi, all'insegna di un intimismo e una maturità sorprendenti





Nato nel 1984, Roberto Fedriga ha un passato rock, ha studiato canto jazz, e gestito gli studi di registrazione Undersound, ma il suo orizzonte è la canzone d'autore. Tim Buckley, Tom Waits, Nick Drake e John Martyn lo influenzano profondamente nella tecnica ma soprattutto nella ricerca dell’interpretazione come obbiettivo principale dell’espressione musicale. Nel 2014 debutta con l'album Roberto Fedriga (con la partecipazione di Nik Mazzucconi e Guido Bombardieri), nel 2018 pubblica Frenologia con la rock band dei Magora.

Le otto tracce di La mia malattia vedono anche la partecipazione di vari ospiti: Guido Bombardieri, uno dei giganti del jazz italiano, il chitarrista di Seattle Dennis Rea (prolifico compositore prog e jazz-rock), Elena Troiano e Federica Tirelli. La coproduzione è a cura di Boris Savoldelli, uno dei più importanti performer vocali europei, da sempre molto vicino a Fedriga. Il cuore dell'album resta quello solitario, sempre più messo a nudo, dell'autore: «Ho sentito l’esigenza di chiudermi in fase di scrittura dentro di me. Solo con i miei strumenti e la mia voce. Volevo essere totalmente descritto dal mio progetto. Volevo realizzare qualcosa di profondamente mio, ma che allo stesso tempo avesse la forza di potersi legare al vissuto di qualsiasi ascoltatore».