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giovedì 29 gennaio 2026

Aphonia: il nuovo album dei Treetops!

Ipe Ipe e Maladisco pubblicano il terzo lavoro del giovane settetto romano, un avvincente lavoro che mette in dialogo rock, jazz, funk, fusion e nuove tecnologie. Tra composizione e improvvisazione, un intrigante concept sulle difficoltà di comunicazione


TREETOPS
APHONIA
Ipe Ipe – Maladisco Music
distr. Goodfellas
(11 tracce | 49.07 min.)




«Abbiamo sempre avuto la difficoltà di avere tante cose da dire a livello concettuale e narrativo, ma di doverle dire senza un cantante. Quando è arrivata l’idea di aggiungere delle voci, è stata per noi una forte novità, così abbiamo utilizzato la voce in una maniera strana, quasi aliena, in modi molto diversi: dalla voce che canta una melodia, alla voce che parla, alla voce sintetica – quasi incomprensibile – fino allo strumento che simula un suono emesso da un apparato umano, come può essere un sospiro o un urlo. Abbiamo utilizzato i disturbi di linguaggio, di comunicazione e di relazione come oggetto di questo esperimento applicato a un gruppo che ha sviluppato una comunicazione tra idiomi diversi, allenandola nel tempo grazie alla dedizione, alla voglia di suonare insieme e di sperimentare». 
I disturbi di linguaggio, di comunicazione e relazionalità ispirano un disco incentrato sul dialogo tra diverse aree e forme musicali. Un esperimento che fonde composizione e improvvisazione, tradizione e contemporaneità, a cavallo tra rock, jazz, funk, fusion, avant-rock, R&B e nuove tecnologie. Benvenuti in Aphonia, il nuovo album dei Treetops, pubblicato da Ipe Ipe in collaborazione con Maladisco Music e con il contributo di Nuovo IMAIE

Dopo un primo album ancora influenzato dalla musica strumentale americana e un secondo legato al rapporto con l'immagine da sonorizzare, Aphonia è al tempo stesso un punto d'arrivo e di ripartenza per i Treetops, i quali hanno chiamato a raccolta tutte le influenze assorbite in anni di ascolto, studio e lavoro, per puntare a un discorso nuovo, personale. Con un risultato effervescente per un album pensato e suonato con libertà, senza schemi né confini, all'insegna di un art-rock-nujazz con doppio sax e doppia chitarra (una delle quali di Anna Bielli, unica figura femminile della band) che incuriosirà i patiti della fusion, i cultori del progressive, gli ascoltatori più aggiornati in fatto di nuove sonorità urbane contemporanee




Con le radici ben piantate nella conoscenza e nel rispetto della tradizione e le antenne puntate verso la scena contemporanea internazionale, i Treetops si fanno interpreti di una ricerca strumentale che gioca con leggerezza, consapevolezza e divertimento con il funk, il jazz, il rock, la musica scritta e l’improvvisazione. Tanto groove, tecnica precisa, sorprendenti improvvisazioni per un settetto di giovani “leoni” romani, tra i più promettenti talenti della nuova scena musicale della Capitale. Autori di un primo album (Demetra) nel 2021 e dell'EP Metropolis con cui hanno sonorizzato il capolavoro di Fritz Lang nel 2023, i Treetops sono tornati con un disco avvincente, originale, inedito nella commistione di generi e nell'idea portante della parola usata in modo non convenzionale da un gruppo storicamente strumentale. E a proposito ella commistione di influenze e riferimenti, giocando i Treetops hanno «fatto una media tra gli ascolti del gruppo che hanno portato alla composizione di Aphonia, una lista che ci fa sorridere per la diversità estrema degli artisti che presenta: dai Mogwai Daniela Pes, dai Radiohead agli Snarky Puppy, da Bill Frisell ai Leprous, passando per Mark Guiliana, I Hate My Village e Weather Report». 

Band di buoni ascolti e buone pratiche di gruppo, i Treetops vantano una provenienza “accademica“ ma sono tradizionalisti fino a un certo punto, visto l‘occhio attento, "laico", alle nuove tecnologie: «Siamo molto affascinati dalle possibilità sonore che possono offrire alla nostra musica — e che, di fatto, hanno già arricchito il nostro percorso. Ci siamo divertiti a giocare con suoni tipici della musica di ampia fruizione: VST digitali, batterie elettroniche, fino ad arrivare all’autotune. Nonostante tutti e sette proveniamo da un retroterra accademico fortemente legato allo "strumento“, ci siamo resi conto che integrare nuove tecnologie in dialogo con il nostro modo di scrivere e di suonare poteva essere solo un valore aggiunto. In generale, quando nasce una nuova tecnologia musicale non toglie nulla: aggiunge possibilità. Una volta interiorizzato questo concetto, ci siamo sentiti liberi di sperimentare anche con suoni e strumenti che difficilmente si associano a un gruppo come il nostro».





Gli undici brani di Aphonia, che attraversano disturbi e condizioni comunicative, dall'ecolalia alla dispnea, sono frutto di un collettivo sorprendente per la giovane età e il bagaglio di conoscenze, esperienze e ambizioni. Per raggiungere il risultato di un album denso e sfaccettato come questo, sottolineano, «alla base di tutto c’è la fiducia reciproca: fiducia nelle competenze, nelle capacità e nel gusto dell’altro. Treetops, anche solo per il numero dei membri, non è un gruppo semplice da gestire. Oggi mettere insieme sette persone in una sala prove, anche solo per un paio d’ore, è tutt’altro che scontato. Proprio per questo uno degli elementi fondamentali è la dedizione che ci mettiamo, insieme alla consapevolezza di avere uno spazio sicuro in cui potersi esprimere liberamente, senza limiti dal punto di vista artistico. Spesso, per forza di cose, dobbiamo affidarci l’uno all’altro: nella composizione di un brano, nella scrittura di una sezione o di un’idea, così come nell’organizzazione più pratica e logistica del gruppo. Senza questa fiducia, costruita nel tempo, tutto questo sarebbe estremamente difficile, se non impossibile». 

Aphonia
1. Afasia
2. Ecolalia
3. Memory Box
4. Happiness Is
5. The Listener 
6. Melancholia 
7. Solilogo 
8. Dispnea
9. Eupnea 
10. Kledia
11. Finale

Anna Bielli – electric guitar, vocals on Melancholia
Marco Bedini – soprano sax
Andrea Cardone – tenor sax
Andrea Spiridigliozzi – electric and classic guitar
Marcello Tirelli – keyboards, piano
Simone Ndiaye – bass, synth bass
Luca Libonati – drums, electronics

Featuring 
Ava Alami – vocals on Memory box, Ecolalia, Dispnea
Artemisia von Gresturden di Almaviva – speech on Afasia, Happiness is

Produced by Pino Pecorelli

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Treetops IG: 

lunedì 12 gennaio 2026

LUM: il dialogo senza tempo di Hersi Matmuja e Jacopo Conoci

 Maladisco pubblica il nuovo album della cantante albanese e del violoncellista salentino. Un viaggio tra brani popolari e d'autore del sud-est europeo, esplorazioni arbëreshë e salentine, in un'operazione colta e seducente tra rispetto e libertà creativa 


LUM
Hersi Matmuja & Jacopo Conoci
Maladisco, 2026
(10 brani, 35.41 m.)




Maladisco è lieta di aprire il 2026 con LUM, il nuovo album di Hersi Matmuja e Jacopo Conoci. Per la cantante albanese e il violoncellista salentino questo lavoro è la sintesi di un lungo percorso in musica ed è nato dal desiderio di riscoprire e reinventare alcune canzoni appartenenti a quattro importanti tradizioni popolari del sud-est europeo. Il viaggio di LUM parte dal Nord dell’Albania, dalla regione del Lume, il cui cuore pulsante è la città di Kukës, per poi intrecciarsi con la cultura arbëreshë, trapiantata nel Sud Italia nel XV Secolo dalle comunità albanesi in fuga dall’avanzata ottomana. Fa tappa nel Salento e si conclude a Scutari, nel nord-ovest dell’Albania, dove la musica popolare incontra la musica colta grazie al lavoro di due grandi compositori albanesi come Tish Daija e Ramadan Sokoli. Un itinerario in dieci tappe che intrecciano tradizione e interpretazione contemporanea, restituendo profondità, emozione e una bellezza senza tempo nel dialogo intimo tra voce e violoncello

LUM è un disco ricco di storia, cultura, umanità e significati, a partire dal titolo, che ne evidenzia subito lo spirito. LUM è una particella usata per esprimere gioia, congratulazioni, soddisfazione, inoltre in albanese la parola “lumë” significa anche fiume. In molte lingue indoeuropee l’idea di “scorrere” o “fluire” si associa alla vitalità, alla prosperità e alla felicità. Il fiume porta vita, abbondanza e benedizione, come l’incontro tra il canto di Hersi Matmuja, capace di attraversare stili diversi con naturalezza, e l’inconfondibile suono del violoncello di Jacopo Conoci. Attraverso la voce potente ed elegante di Hersi le melodie riprendono vita e rifioriscono, creando un ponte tra passato e presente; Jacopo diventa un supporto sicuro per le melodie tradizionali albanesi e non solo. 




Hersi Matmuja e Jacopo Conoci hanno attinto alle diverse esperienze artistiche maturate nel tempo, che li hanno visti partecipi in lavori di musica classica, pop, contemporanea e tradizionale. Il duo è partito da una profonda rielaborazione armonica, in alcuni casi anche melodica, di canzoni tradizionali scritte e tramandate prevalentemente secondo un modello di musica non occidentale e su strumenti non temperati, con l'intenzione di restare fedeli allo spirito, più che alla lettera, di questa musica. Per molte di queste melodie LUM è la prima occasione di rielaborazione e ascolto in una veste modernaBrani popolari albanesi come Struka E CucësShëjviPrej Zamanit e Kolazh Lumjantradizionali Arbëreshë del Molise come Vare Vare, una delle più celebri canzoni d’amore della tradizione del Salento come Beddha Ci Dormi ma anche brani d'autore come Turtulleshë Cike O Mori Cike risuonano, tra rispetto e libertà creativa, in un dialogo tra la voce di una donna e quella di un violoncello che si inseguono, si intrecciano, si fondono. 

La ricerca sonora del duo ha trovato ulteriore coerenza e solidità grazie a Valerio Daniele, la cui cura musicale e i raffinati interventi chitarristici, uniti a un uso sapiente di spazi e dinamiche, conferiscono una dimensione espressiva ricca e stratificataLUM è arricchito dalla presenza di due musicisti del calibro di Luca Tarantino alla tiorba e al liuto rinascimentale e Vito De Lorenzi alle percussioni: con la loro sensibilità interpretativa hanno donato a diversi brani un respiro antico e danzante, con ritmo ed esotismo timbrico





LUM
1. CIKE O MORI CIKE 
2. STRUKA E CUCËS 
3. SHËJVI 
4. VARE VARE  
5. PREJ ZAMANIT 
6. DADA
7. TURTULLESHË 
8. BEDDHA CI DORMI 
9. KOLAZH LUMJAN 
10. KA ARDH VAKTI 

Hersi Matmuja: vocals 
Jacopo Conoci: violoncello 

Valerio Daniele: chitarre 
Luca Tarantino: tiorba, liuto rinascimentale 
Vito De Lorenzi: percussioni

Produzione: Valerio Daniele, Jacopo Conoci, Hersi Matmuja,
Sound Engineer (riprese, mix e mastering): Valerio Daniele

Maladisco Music