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lunedì 24 giugno 2024

Il multiforme ingegno di Attila Zoller! dal 13 luglio in libreria

Ron Carter, Alicia Zoller, Pietro Condorelli, Vincenzo Melchiorre Ricci e tanti altri nel nuovo libro di Stefano Orlando Puracchio e Andrea Parente dedicato a una delle personalità più importanti del jazz ungherese, il chitarrista magiaro storico maestro di Pat Metheny. Dal 13 luglio in libreria


Stefano Orlando Puracchio
Andrea Parente
Multiforme ingegno: Attila Zoller e il jazz
Demian Edizioni 2024




È giusto considerare in maniera positiva Attila Zoller per il solo fatto di esser stato il “primo e unico” maestro di chitarra di una leggenda come Pat Metheny? Ma Zoller stesso è stato una leggenda: il chitarrista ungherese, infatti, ha considerato la musica (e il jazz in particolare) da molteplici punti di vista. Valente chitarrista, saggio educatore e stimato inventore di chitarre, corde, pick-up, Zoller è stato un uomo “dal multiforme ingegno”. Fu, inoltre, uno sportivo insaziabile (nuoto e sci), un buongustaio, un compagnone e, soprattutto, un turnista di altissimo livello. Una persona a cui piaceva eccellere ma - altra singolarità - non competere.

Nato nel 1927 a Visegrád e scomparso a Townshend nel Vermont nel 1998, Attila Zoller a ventuno anni fuggì dall'Ungheria a piedi con la sua chitarra arrivando in Austria e poi in Germania, dove conobbe Oscar Pettiford e Lee Konitz, che lo convinsero a partire per gli USA, non prima di aver ottenuto una borsa di studio alla Lenox School of Jazz. Avrebbe trascorso il resto della sua vita in America, dove arrivò all'inizio degli anni '60. Allievo di Jim Hall, compagno di stanza di Ornette Coleman che lo stimolò al mondo free jazz, Zoller suonò con giganti come Herbie Mann, Benny Goodman, Stan Getz, Herbie Hancock, Ron Carter, Cal Tjader e tanti altri. Nel 1974 ha fondato le Attila Zoller Jazz Clinics poi divenute Vermont Jazz Center, dove ha insegnato fino al 1998. E' stato il maestro di Pat Metheny ("Una persona importantissima nella mia vita, l'unico vero maestro di chitarra che abbia mai avuto", ha dichiarato il celebre chitarrista).






Nel loro primo libro insieme Stefano Orlando Puracchio e Andrea Parente raccontano la vita e l'attività artistica del grande chitarrista, coinvolgendo molte personalità carismatiche, care al pubblico del jazz: Ron CarterAlicia Zoller (figlia di Attila), Eugene Uman (direttore del Vermont Jazz Center), Helmut Kagerer (chitarrista tedesco, ex-allievo di Zoller con cui ha inciso Common Language), David Becker (chitarrista che ha prodotto Message to Attila, un disco in suo onore), Lajos Dudas, Làszló Kovács, Doug Payne e Imre Köszegi, infine Pietro Condorelli e Vincenzo Melchiorre Ricci, che hanno scritto rispettivamente prefazione e postfazione. 

STEFANO ORLANDO PURACCHIO
(Roma, 1980) giornalista e scrittore. Con Demian ha pubblicato recentemente Gábor Szabó - il jazzista dimenticato (2022) e Franco Califano - oltre la maschera (2023). Quest'ultimo si è piazzato sul podio ai concorsi letterari "Voci - città di Roma" (IPLAC) e "Il sigillo di Dante" (Società Dante Alighieri).

ANDREA PARENTE
(Napoli, 1990) musicista e storyteller. Leader e fondatore del progetto jazz "Sing 'O Swing", da anni attivo in concerti ed iniziative culturali, tra cui lo spettacolo L'Italia degli anni Quaranta. Tra guerra e canzonette, realizzato alla Galleria Borbonica di Napoli.

martedì 14 marzo 2023

L'ultima intervista video ufficiale di Harry Shindler in 1944 - The Anzio Bridgehead!

 Appena terminato un emozionante docufilm sullo Sbarco di Anzio e la vicenda di Roger Waters dei Pink Floyd con la partecipazione straordinaria dell'ammirato veterano di guerra inglese, recentemente scomparso 





L'ultima intervista video ufficiale di Harry Shindler, il veterano inglese che ha partecipato alla liberazione dell’Italia dai nazi-fascisti, scomparso a 101 anni lo scorso 21 febbraio, compare nel docufilm 1944 - The Anzio Bridgehead, del quale sono state da poco terminate le riprese. Prodotto da Andrea Parente e scritto e diretto da Emanuele Lanza1944 - The Anzio Bridgehead approfondisce lo sbarco di Anzio del 1944 unendolo alla vicenda personale di Roger Waters dei Pink Floyd, attraverso la decisiva testimonianza di Shindler.

Andrea Parente e Emanuele Lanza, entrambi napoletani, sono partiti dalla passione per la musica dei Pink Floyd e per la figura di Roger Waters e hanno voluto fare luce sulla scomparsa di Eric Fletcher Waters, il padre di Roger caduto il 18 febbraio 1944 durante l’operazione Shingle (il nome in codice dello sbarco di Anzio), attraverso il racconto di Harry Shindler, che ritrovò il luogo di morte di Waters e che nel 2014 (settant’anni dopo lo sbarco) ha fatto erigere ad Aprilia un monumento in sua memoria. Protagonista dello sbarco, Shindler negli anni si è dedicato anima e corpo alla sua missione di individuare le tombe dei soldati angloamericani morti in Italia, rintracciando testimoni e mettendo in contatto i discendenti dei caduti. 1944 - The Anzio Bridgehead contiene dunque l'ultima intervista video ufficiale di Shindler, fortemente collaborativo con lo staff con il quale aveva intrecciato un prezioso rapporto di amicizia. 





Dichiara Andrea Parente, musicista e giornalista: «L'idea mi è nata dopo tutta una serie di letture sui Pink Floyd, che hanno messo luce sulla connessione tra il padre di Roger Waters, Anzio e la produzione pinkfloydiana. Poi sono seguiti dei fortunati incontri - in modo particolare quello con Harry Shindler - che hanno reso possibile la realizzazione e lo sviluppo di ciò che avevo in testa, andando oltre le mie più rosee aspettative...». 
Aggiunge Emanuele Lanza, regista, sceneggiatore e attore: «1944 - The Anzio Bridgehead racconta l’impatto che lo sbarco di Anzio ha avuto per tutta l’umanità e soprattutto per Roger Waters. La linea di regia che ho voluto dare, prima durante la scrittura e poi durante le riprese, è stata quella di far vivere allo spettatore la paura, la sofferenza, l’attesa e l’ansia con gli occhi di un soldato che in quei mesi si batteva al fronte. Harry Shindler, oltre a raccontarci gli attimi più brutti di quell'evento, ha permesso a Roger di mettere fine all’incessante ricerca del luogo dove riposa il padre. Grazie a 1944 ho avuto la possibilità di scoprire e l’onore di ricordare». 

1944 - The Anzio Bridgehead vede anche la partecipazione Enrico Canini (storico e divulgatore), Marco Minin (co-responsabile del sito storico della Galleria Borbonica di Napoli) e Donato Zoppo (storico del rock), i quali hanno aggiunto testimonianze e riflessioni tra musica e storia contemporanea. Le riprese sono terminate, è al termine anche la post-produzione del lavoro che uscirà nell'estate del 2023. 




BIO

Emanuele Lanza è nato nel 1995 a Napoli. 
Dal 2020 a oggi scrive e dirige per il cinema: Nei Miei Occhi (2021), Radici (2023), Hallelujah (2022), Call me (2023).
Sin da piccolo coltiva la passione per il teatro esordendo, ancora adolescente, sulle tavole di legno di un teatro napoletano. Nel 2015 studia doppiaggio alla Voice Art Dubbing. Nel 2016 si trasferisce a Roma per continuare a studiare recitazione. Nel 2019 si laurea in recitazione all’Accademia Internazionale di Teatro di Roma.
Presta la voce a diversi personaggi per bambini in audiolibri di racconti. Partecipa a numerosi spettacoli teatrali, in diversi teatri italiani. Esordisce sul grande schermo in Vincenzo Malinconico, avvocato.
Nel 2019 esordisce alla regia teatrale dirigendo Nodo alla gola, un adattamento del film di Alfred Hitchcock. 
Altri progetti cinematografici che lo vedono come sceneggiatore sono in procinto di essere annunciati.

Andrea Parente è nato a Napoli nel 1990. 
Nel 2016 consegue la laurea in Economia e Commercio all’Università degli Studi di Napoli Federico II, ma dal 2017 si dedica attivamente alla musica. Nel 2018 fonda il progetto Sing ‘O Swing, che propone un repertorio che spazia dallo swing americano a quello europeo, con un’attenzione particolare al Jazz italiano degli anni '30. In questo periodo inizia ad associare i libri alla musica, occupandosi di approfondimenti, recensioni e progetti a tema. Dopo aver organizzato varie rassegne musicali in Campania, dal 2020 frequenta il corso di Chitarra Jazz al Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli. Freelance per i siti Onda Musicale e Jazz-Manouche.it, nel 2021 entra nella redazione di JAZZIT, dove firma interviste, reportage e servizi per la rivista.