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venerdì 17 ottobre 2025

Sky On The Ground: il realismo magico di Markus Reuter e Stefano Castagna

Uno straordinario esperimento che vede nuovamente insieme il musicista austriaco (centrozoon, Tuner, Stick Men, The Crimson ProjeKct) e il produttore italiano tra improvvisazione e composizione. Al crocevia tra art-rock, elettronica, musica colta, progressive e shoegaze, un'affascinante nuova visione musicale


SKY ON THE GROUND
Markus Reuter and Stefano Castagna
Unsung Records/Iapetus 
(11 tracce | 40.45 min.)
CD, Digital, Vinyl, Cassette 




Due anni dopo l'uscita di Sea of ​​Hopeless Angels nell'ottobre 2023, Markus Reuter e Stefano Castagna tornano con il loro secondo album insieme, Sky On The Ground (Unsung/Iapetus). A differenza di Sea of ​​Hopeless Angels, che era strutturato intorno a composizioni legate alle performance di Markus – fissate nel tempo che non potevano essere alterate – Sky On The Ground  abbraccia intersezioni, divergenze e molteplici possibilità. Gran parte del materiale proveniva dal vasto archivio di Markus, costruito in anni di improvvisazioni e composizioni da solista: Stefano si è avvicinato a queste registrazioni senza timori reverenziali, trattandole come materia grezza e informe da plasmare, interamente al servizio di una nuova visione musicale. Il concetto guida è stato quello di creare brani concisi che consentissero cambi di rotta improvvisi, persino drastici, e la scintilla è arrivata da Markus: l'idea di usare entrambe le voci in modi melodici, qualcosa che nessuno dei due artisti esplora di solito. Questa idea ha gradualmente rivelato la sua forma e direzione con il progredire del lavoro, evocando paesaggi e immagini nuovi. 
 
Sebbene la maggior parte dell'album sia stata costruita a distanza, Markus e Stefano si sono poi riuniti in studio per ascoltare il lavoro finito nel suo complesso. Queste sessioni hanno dato vita a ulteriori strati sonori realizzati con armonium, chitarre acustiche, voci, glockenspiel, concepiti come legante, frutto di una interazione in tempo reale. La forma complessiva si è rivelata solo alla fine, una volta che ogni elemento è andato al suo posto. Il risultato è una raccolta di brani che tendono alla forma canzone, ma costruiti su suoni e texture fantastiche: questo avvicina Sky On The Ground allo spirito artistico del realismo magico, dove strutture familiari si fondono perfettamente con profondità e suoni evocativi.





Anche la copertina riflette questo processo. Due immagini molto diverse – una scelta da Stefano, l'altra da Markus – sono state semplicemente sovrapposte, i cui contrasti si fondono in un unico emblema visivo della musica. Il brano conclusivo, The Hollow Buzz, si discosta dal resto dell'album, ed è una scelta intenzionale: un apripista, forse indica la direzione che il duo prenderà per il loro prossimo lavoro. Se Markus è il costruttore di elementi magici, Stefano è l'alchimista che li trasforma in pozioni. 

1. Heartless Heart 
2. A Shadow Between Us 
3. Failing through Silence
4. Sky on the Ground 
5. Overlove 
6. The Shape of Tomorrow 
7. Rise with Them
8. What Will I Be 
9. The Unseen Rift
10. Pulse of Life 
11. The Hollow Buzz   




Markus Reuter: touch guitars, soundscapes, harmonium, vox, nylon-string guitar, Glockenspiel, guitar synth, acoustic guitar 

Stefano Castagna: bass guitar, synth, programming, samples, piano, vox, Monotron

Luca Calabrese: trumpet 5
Mimmo Impiombato: drums 2, 6
Alessandro Castagna: programming 4, percussion 1, 6, 8, synth 10, vox 8

Recorded and mixed by Markus Reuter and Stefano Castagna at Ritmo&Blu studio (Brescia, Italy),
December 2024 - March 2025
Mastered by Erik Emil Eskildsen
Produced by Markus Reuter & Stefano Castagna



giovedì 26 ottobre 2023

Sea of Hopeless Angels: visioni, musica e cinema per Markus Reuter e Stefano Castagna

 La prima collaborazione del musicista tedesco – Crimson ProjeKCt, Stick Men etc. – e del produttore lombardo: un'operazione affascinante tra improvvisazione e trasformazione, ispirata a David Sylvian, Eno/Byrne e Wim Wenders


MARKUS REUTER & STEFANO CASTAGNA
Sea Of Hopeless Angels
Ritmo & Blu | distr. Flatiron Recordings
(7 pezzi - 61 min.)




Un concerto inaspettato. Le strade di Berlino. Nutrimento ed esaurimento. Il celestiale che si muove tra noi. Tutte queste cose potrebbero descrivere l’ultimo progetto di Markus Reuter, una collaborazione spontanea con Stefano Castagna. Da una prospettiva strettamente reuteriana, Sea of Hopeless Angels potrebbe essere vista come una reazione al furioso e abrasivo lavoro con gli Anchor & Burden (il quartetto di improvvisazione prog avant-garde doom-jazz post-metal), una delle sue priorità del 2022. Allo stesso tempo deriva da quel progetto ed è una sorta di seguito dell'album che pur consistendo di paesaggi sonori solisti è servito da introduzione concettuale. La comprensione e l'accettazione della musica come elemento fondamentale e stabilizzante, pur essendo anche un peso grave e talvolta dirompente, è alla base sia della registrazione della band che di quella solista; e alla fine ha lasciato la sua impronta anche su questo nuovo lavoro.

I semi di quello che sarebbe diventato Sea of Hopeless Angels sono stati diversi assoli di touch guitar registrati dal vivo ai Castle Studios in Germania il 26 luglio 2022 (durante il secondo dei tre giorni di registrazione di Kosmonautik Pilgrimage degli Anchor & Burden). Insolitamente – soprattutto considerando la ferocia del lavoro recente – Markus ha selezionato toni strumentali puliti, sentendo che dopo molti esperimenti aveva finalmente trovato un modo per parlare musicalmente attraverso di essi. Questi assoli sono finiti nelle mani di Stefano Castagna e hanno subito una nuova, ulteriore trasformazione. Sebbene il legame tra Stefano e Markus risalga all'album TRUCE 2 (Reuter/Trentini/Sirkis) e al coinvolgimento nel progetto Mask Of Confidence dedicato a Mick Karn, questa è la prima volta che i due hanno collaborato alla composizione. Dai suoi studi Ritmo&Blu a Pozzolengo (BS) Stefano ha creato e prodotto registrazioni di musica indie italiana, colonne sonore di film e televisione, musica per mostre di teatro, balletto e arti visive. Tuttavia, le sue vere radici sono là dove l'art rock degli anni '80 si intreccia con il jazz, la musica mediterranea e il suono sperimentale




Motivato a far emergere la propria tavolozza di suoni, Stefano ha affrontato la serie di assoli di Reuter producendo un lavoro di controparte istintivo, costruendosi gradualmente fino a diventare una empatica orchestra individuale. «All'ascolto ho percepito una narrazione libera e sinuosa, ondulata tra alcune sezioni lente e meditative e alcuni momenti più veloci e ritmati. Ho cercato di sostenerla ovunque, mantenendo le sue performance sempre in primo piano, evidenziando le parti più importanti, aggiungendo quando necessario suoni e strumenti come la mia voce, campioni, suoni di basso o synth e variazioni elettroniche aggiunte nel processo di mixaggio. È come se lasciassi che Markus raccontasse la sua storia e lasciassi che mi guidasse, senza pensarci troppo. Ascoltando il risultato finale, mi rendo conto che stavo mettendo in pratica la lezione che ho imparato da due dischi fondamentali nella mia formazione artistica, I Advance Masked di Fripp/Summers e My Life In The Bush of Ghosts di Eno/Byrne. Markus concorda e aggiunge: «L'atmosfera mi ricorda fortemente la metà strumentale di Gone to Earth di David Sylvian».

La musica di Sea of Hopeless Angels è ispirata a Il cielo sopra Berlino e Così lontano, così vicino di Wim Wenders, in cui gli angeli Damiel e Cassiel si librano sopra la Berlino pre e post-unificazione e vengono gradualmente, inesorabilmente attratti dalle vite dei suoi abitanti. Sebbene i titoli di molti brani si riferiscano direttamente ai personaggi dei film, la musica resta misteriosa, riluttante a mostrarsi con chiarezza. Le risposte e le reazioni iniziali di Stefano alla musica hanno influenzato anche la componente visiva – anche se, a differenza delle sue scelte musicali istintive, la copertina è stata deliberata e ponderata. Tutti i pezzi presentano un accompagnamento video tratto dagli archivi del pittore e videoartista Aldo Grazzi, con due di essi accompagnati anche da filmati dal vivo in studio delle performance originali di Markus: «Ciò che amo di questo disco in particolare è il connubio tra creazione spontanea e composizione ponderata. Il video di Blood Gold che mi mostra mentre suono in studio è meraviglioso proprio per questo. Sarebbe impossibile suonare come faccio io se fosse stato pianificato/composto in anticipo».

Markus Reuter: Touch Guitars® S8, Live Looping
Stefano Castagna: Synths, Samples, Bass, Voice, Percussion, Treatments 

Sea Of Hopeless Angels:
1 Damiel 5:30
2 Comfort and Trust 4:37
3 Sea of Hopeless Angels 5:44
4 Angels Fall 6:48
5 Blood Gold 8:27
6 Ghost World 4:42
7 Cassiel 5:59

VIDEO LINK

The single Blood Gold:
LIVE IN THE STUDIO PERFORMANCE: https://youtu.be/wOkJig5Dbz8   

The title track Sea of Hopeless Angels:
LIVE IN THE STUDIO PERFORMANCE: https://youtu.be/KNS9vAnVYzg   

Sea of Hopeless Angels visuals and related videos:

Markus Reuter: http://www.markusreuter.com   

Ritmo & Blu: http://www.ritmoeblu.com  

martedì 6 giugno 2023

Fishes: il ritorno jazz-rock di Teo Ederle!

 Un originale e ironico omaggio alla lezione di Miles e Zappa, Area e Perigeo, nel nuovo album del poliedrico bassista veneto. Tra funk, prog e fusion, con l’elettrizzante quartetto di Terragnoli, Bandello, Menato e Veronese



TEO EDERLE 4-5TET
Fishes
(Flying Robert Music 2023| 7 tracce | 39.29 min.)



 

«Il Jazz-Rock ha segnato la mia crescita dai 12 anni in poi, assieme al Progressive-Rock, senza dimenticare i Beatles e tutta l’area psichedelica. I miei ascolti dell’epoca mischiavano i due generi: Frank Zappa, Soft Machine, Gong, Gentle Giant, Nucleus, King Crimson, Miles Davis, Yes, Jethro Tull, Mahavishnu Orchestra, Weather Report, Chick Corea… Fishes è un “tributo” alle mie origini e allo stesso tempo un fissaggio marcato della mia identità artistica. Ci sono citazioni stilistiche relative a tutti i gruppi menzionati, senza dimenticare i nostri Area, Perigeo, Arti & Mestieri, ma anche qualche peculiarità personale».
Un atto d'amore, più che un album. Un omaggio alla musica con la quale è cresciuto, grazie alla quale ha intrapreso la sua longeva, prolifica ed eclettica attività in musica. Un'operazione ironica e appassionata tra citazione e invenzione, tra tributo ai maestri e ricerca di un proprio percorso. Teo Ederle presenta così Fishes, il suo nuovo disco con il poderoso gruppo elettrico di Enrico Terragnoli (chitarra e altre diavolerie), Nelide Bandello (batteria), Stefano Menato (sax e clarinetto), Davide Veronese (tromba). 

Fishes è un folgorante manuale di rock-jazz devoto a Miles Davis e Frank Zappa, a Nucleus e Soft Machine, pensato e inciso alla vecchia maniera, con un organico che ricorda da vicino tanto i giganti del genere – ad esempio i protagonisti della diaspora davisiana – ma anche un certo rock progressivo degli anni '70, dai King Crimson ai nostri Area, Arti & Mestieri e Perigeo. Registrato ai Ritmo & Blu, il regno analogico di Stefano Castagna, con l'idea di fotografare fedelmente un momento magico di ispirazione collettiva, Fishes è nato in un clima particolarmente rilassato, ricorda Teo Ederle: «Da ex produttore e con sala di incisione a casa, ove ho più volte ricoperto il multi-ruolo di compositorearrangiatorefonicostrumentista, la sensazione di leggerezza e gaudio che mi dà essere in un’altra place dove posso finalmente occuparmi esclusivamente del lato artistico e strumentale, a Verona si dice in dialetto:”No gh’è schei che le paga!”... E poi avere un luminare come Stefano Castagna alla console rende ancora più rilassata l’atmosfera. Infatti registrato e mixato, direi, a tempo record: due giorni registrazione, due giorni mixaggio, ridendo e scherzando… meglio di così non si può».





Polistrumentista, compositore, arrangiatore, produttore e nel caso di Fishes anche bassista, Teo Ederle è una delle personalità più poliedriche della musica italiana di qualità. Ha spaziato in ogni genere, dall'elettronica al progressive, dal crossover al funk, dall’avant-garde neyworkese a quella nostrana, dall'acid jazz all'hip-hop, dal rock d'autore al blues rurale, fino al reggae. Le collaborazioni con grandi nomi sia stranieri che italiani (Tim Berne, Bassi Maestro, Rhonda Moore, Titti Castrini, Percy Jones e tantissimi altri) lo hanno reso particolarmente versatile e elastico, e il progetto Fishes è nato come ideale spin-off dell'avventura ReggaeDoompa, formazione Instrumental-Psycho-Dub con Terragnoli e Bandello. 

«È importantissimo avere una visione il più aperta possibile – sottolinea Ederle: qualunque tipo di musica può dare degli input creativi. Per esempio, la musica classica ha avuto un ruolo chiave per afferrare il concetto di struttura e dinamica. Da bambino Dvorak e Mussorgsky mi hanno fulminato e quando ho sentito la versione degli Emerson Lake & Palmer di Picture At An Exhibition ho cominciato ad intravedere la possibilità di miscelare i generi per creare atmosfere alternative e ho reso questa visione un punto cardine di tutta la mia attività compositiva».




TEO EDERLE 4-5 TET:
Teo Ederle: basso 
Enrico Terragnoli: chitarra 
Nelide Bandello: batteria 
Stefano Menato: sax e clarinetto
Davide Veronese: tromba 
Teo Ederle

Flying Robert Music:

giovedì 4 maggio 2023

Le canzoni di viaggio di Angela Kinczly

 Dai Cantacronache a Molly Drake passando per Piero Ciampi, Claudio Lolli e Bruno Martino, il sesto album della cantautrice è una reinvenzione acustica in analogico e in presa diretta di un grande patrimonio di canzoni



ANGELA KINCZLY 
Canzoni di Viaggio
Ritmo&Blu Records 
(10 brani | 33.41 minuti) 




«Canzoni di viaggio nasce da incontri culturali di vario tipo mediati dalla letteratura, dal cinema, dalla radio; folgorazioni istantanee e amori di lunga durata scaturiti mentre ascolto i miei programmi preferiti, mentre guardo un film, leggo un libro, condividendo con gli amici. Nasce dalla curiosità e dalla fascinazione verso l’Italia del secondo dopoguerra, del boom economico, degli artisti e dei personaggi dell’epoca che ancora influenzano l’attualità artistica e culturale. Nasce anche per fermare un momento, catturare la “me interprete”, in presa diretta, senza fronzoli e senza artifici, la mia voce e la mia chitarra». 

Un vero e proprio viaggio – a partire dal titolo – nella canzone d'autore italiana, quello percorso da Angela Kinczly nel nuovo album chiamato, per l'appunto, Canzoni di viaggio. Pubblicato da Ritmo&Blu Records di Stefano Castagna, che ne è anche produttore artistico e "regista" delle registrazioni con tecnologia rigorosamente analogicaCanzoni di viaggio ha avuto una lunga genesi e un risultato eccezionale, incentrato in particolare su un patrimonio straordinario di canzoni, quelle dei Cantacronache. Partita inizialmente con l'idea di rivisitare alcune sue canzoni in una nuova veste acustica e minimale, Angela Kinczly si è ritrovata con una scaletta di cover d'autore che hanno mosso sempre di più la sua curiosità intellettuale e la passione per un’area nascosta, e a rischio di oblio, della nostra musica. 




Al centro del suo sesto album troviamo alcuni brani dei Cantacronache, il collettivo di musicisti e intellettuali (Sergio Liberovici, Michele L. Straniero, Fausto Amodei, Margot, ma anche Italo Calvino, Gianni Rodari, Umberto Eco, Emilio Jona, Franco Fortini e Giorgio De Maria) nato nel 1957 a Torino e terminato nel 1962. I Cantacronache proposero un'idea di canzone lontana da quella leggera e svenevole di Sanremo, recuperando anche brani della Resistenza, canti anarchici, operai e socialisti, rappresentando così la prima esperienza di cantautorato impegnato in Italia, tanto da influenzare così tutti i cantautori che verranno, da Piero Ciampi a Claudio Lolli, entrambi omaggiati da Angela. 

I temi dei Cantacronache, dalla figura della donna alla coscienza civile ai tempi del boom economico, riecheggiano in Canzoni di Viaggio, che però ha una scelta di fondo decisa, sottolinea la cantautrice: «Non è un caso che dai Cantacronache io abbia scelto le canzoni meno esplicite dal punto di vista del “politicamente impegnato”, bensì quelle che più raccontano il vissuto intimo delle persone, i loro sentimenti, le loro relazioni. Ho scelto i brani in base a due principi guida: canzoni (molto) poco conosciute ma senza tempo; canzoni che ho sentito mie sin da subito. Volevo scoprire i tesori nascosti del repertorio cantautorale italiano, canzoni ben scritte ed emozionanti che ti fanno dire: come mai non l’avevo sentita prima? Reinterpretarle ha significato cercare il modo per farle mie: dalla scelta della tonalità più adatta a un’emissione vocale mai forzata, sempre molto naturale, all’adattamento strumentale che potesse rendere le parti di chitarra non puro accompagnamento, come spesso era nell’originale, anche perché malgrado la semplicità di strumentazione degli originali le canzoni erano comunque arrangiate per un insieme più ampio nel quale la chitarra non era protagonista».





Accanto a pezzi di Fortini, Carpi, Jona e Liberovici, Amodei e Pogliotti, Angela Kinczly ha reinventato anche brani affini come Non capisco la domenica di Bruno MartinoLa guerra è finita di Claudio Lolli e L’amore è tutto qui di Piero Ciampi. Un'altra sorpresa, con la quale si chiude Canzoni di viaggio, è Io ricordo, scritta da Molly Lloyd Drake che, afferma Angela, «con tutta questa avventura italiana dei Cantacronache non ha niente a che vedere ma al tempo stesso è anche emblema della donna dell’epoca: cantautrice con un punto di vista femminile, che nella sua vita è stata soprattutto madre (di Nick Drake!) e che queste “canzoncine” le cantava e insegnava ai figli per puro diletto, esercitando nei limiti storici dell’epoca il suo ruolo politico di femmina».

Canzoni di viaggio è un disco mosso da urgenza ma anche meditato e accorto, così come le sue sedute di registrazione. La scelta analogica (registratore multitraccia, mix su master tape), oltre a garantire una resa sonora consona al materiale d'epoca, ha imposto di cogliere l’attimo dell’esecuzione, senza ritocchi o rimaneggiamenti.


CANZONI DI VIAGGIO

1. Quella cosa in Lombardia
Testo di Franco Fortini, musica di Fiorenzo Carpi 
2. La guerra è finita
Testo e musica di Claudio Lolli
3. Canzone di viaggio
Testo di Emilio Jona, musica di Sergio Liberovici
4. Un paese vuol dire
Testo e musica di Mario Pogliotti
5. Valzer della credulità
Testo di Emilio Jona, musica di Sergio Liberovici
6. Qualcosa da aspettare
Testo e musica di Fausto Amodei
7. Non capisco la domenica
Testo di Enrico Vaime, musica di Franco Nebbia
8. Le nostre domande
Testo di Franco Fortini, musica di Margot
9. L’amore è tutto qui
Testo di Piero Ciampi, musica di Gianni Marchetti, Pino Pavone
10. Io ricordo 
Testo e musica di Molly Lloyd Drake
Titolo originale: I remember
Traduzione e adattamento dall’inglese di Evelina Somenzi e Angela Scalvini




mercoledì 30 marzo 2022

Mask Of Confidence: Mick Karn rivive nel debutto di Castagna, Trentini e Collier

 Un'eccezionale opera prima dedicata al compianto genio del basso: dall'artrock alla Japan al post-progressive contemporaneo, il trio ospita anche Pat Mastelotto e Markus Reuter 



MASK OF CONFIDENCE
Mask Of Confidence
[Ritmo & Blu Records - Moonjune]
10 tracce | 39.50 min.




Il mito di Mick Karn rivive in un album a lui ispirato, dedicato a uno dei geni del basso moderno. Si chiama Mask Of Confidence il nuovo trio autore di un omonimo album sorprendente, pubblicato da Ritmo & Blu e Moonjune. Un'operazione nata in Italia ma con respiro internazionale per sonorità, contributi e orizzonti. Un parto creativo, nato come album strumentale poi arricchito dalla voce, frutto del lavoro di Stefano Castagna, Fabio Trentini e Jeff Collier, che omaggiano il grande bassista sin dal titolo: Mask Of Confidence è infatti il nome di una scultura di Karn del 1984, che molti ricordano come inner sleeve nel disco Islands (1984) dei Kajagoogoo

Nel 2018 Stefano Castagna, produttore e soundscapist dello studio Ritmo & Blu, affascinato dalle sperimentazioni al basso di Fabio Trentini nello stile inconfondibile di Mick Karn, gli ha proposto di lavorare a nuove musiche ispirate proprio al suono plastico e visionario dei Japan. Dalle prime cellule di basso fretless il lavoro è cresciuto e ha visto coinvolti anche due giganti come Pat Mastelotto e Markus Reuter (King Crimson, Stickmen, Truce, lo stesso David Sylvian etc.) e in seguito Angela Kinczly e Giovanni Forestan (clarinetto, clarinetto basso e sax). Nato come album solo strumentale, Mask Of Confidence è mutato nella fase di mixaggio grazie all'utilizzo creativo di hardware fisico e master tapes analogici. Il passaggio finale è stato il coinvolgimento di Jeff Collier (Waterboys, Tony Visconti, Laura Carbone etc.): il batterista e vocalist americano, grande fan dei Japan, si è letteralmente tuffato nella stesura dei testi e ha registrato le voci ai Ritmo & Blu Studio subito dopo la fine del primo lockdown. 




Il risultato definitivo è un album avvincente, ricco di fascino, che passa dall'ispirazione primaria - Japan, David Sylvian, Mick Karn - a un originale melange tra art-rock, new wave, rock-jazz e post-progressive, tra ampi spazi strumentali e testi che parlano di amore, dignità, distopia e giustizia in un mondo in fiamme. Non un album di tributo ma un omaggio a un gigante scomparso troppo prestoMask Of Confidence è disponibile in digipack e digitale. 


Mask Of Confidence

1. The Hunger 
2. You're Gonna Make Me 
3. As The Bark To The Tree 
4. Shiny Objects 
5. 2020 Vision 
6. Costa 
7. A Postcard From A Future 
8. Tooth & Nail 
9. Corpulent Maenad 
10. The Spinistry Of Men 

STEFANO CASTAGNA - composizioni, tastiere, chitarre, tavola di Flos, 
samplers, treatments, programming
FABIO TRENTINI - composizioni, basso fretless, tastiere, 
chitarre, loops & treatments, backing vocals, percussioni
JEFF COLLIER - testi, lead vocals, percussioni

con 
PAT MASTELOTTO - batteria & percussioni
MARKUS REUTER - touch guitar
ANGELA KINCZLY - clarinetto
GIOVANNI FORESTAN - clarinetto basso, sax

Mask Of Confidence: 

Ritmo & Blu:

Moonjune: 

giovedì 27 gennaio 2022

Truce 2: tornano Markus Reuter, Fabio Trentini e Asaf Sirkis!

 Moonjune pubblica il potentissimo secondo album del power trio. Un viaggio di scoperta prog-fusion strumentale, tra scrittura e improvvisazione, registrato ai Ritmo&Blu con Stefano Castagna 



MARKUS REUTER
FABIO TRENTINI 
ASAF SIRKIS

TRUCE 2

Moonjune Records | Audioglobe 

(7 tracce | 50' 02'')





A due anni di distanza da TruceMarkus Reuter torna con il secondo capitolo Truce 2, ancora una volta in trio con Fabio Trentini (polistrumentista, produttore, dai Guano Apes alle Orme passando per gli Stickmen) e Asaf Sirkis (il prodigioso batterista israeliano noto per il lavoro con Tim Garland, John Abercrombie, Gary Husband e tanti altri). Truce 2 è un'operazione avvincente all'insegna di un rock strumentale, pirotecnico ma anche selvaggio e dinamico, che appassionerà sia i fan dei King Crimson che quelli di Allan Holdsworth, sia i cultori della fusion meno stereotipata che gli amanti del new progressive di frontiera.

Truce 2 è la pubblicazione numero 120 della indie-label newyorkese Moonjune Records, la quale apre il suo 2022 con un disco potente, senza compromessi, frutto di cinque protagonisti: Markus Reuter, Fabio Trentini, Asaf Sirkis, Leonardo Pavkovic e Stefano Castagna, titolare dei Ritmo&Blu Studios di Pozzolengo (BS), nei quali l'album è stato realizzato. Autentico power trio, più che one man band con due collaboratori, Truce è un'operazione avvincente per Touch Guitar, elettronica, tre bassi e batteria, realizzata in modo differente rispetto al debutto di due anni fa. Così ricorda Markus Reuter: "Stavamo registrando negli studi Ritmo&Blu con l'ingegnere e co-produttore Stefano Castagna, che è diventato molto importante nel processo di post-produzione. Truce 2 è stato registrato in due giorni, con un terzo giorno riservato a "sovraincisioni e riparazioni". Fabio ed io ci siamo incontrati ancora una volta con Stefano poche settimane dopo, per mixare e masterizzare l'album in pochi giorni. Un grande cambiamento per noi, considerando che il precedente Truce è stato registrato in un pomeriggio praticamente senza sovraincisioni".






Scritto da Reuter, Trentini e Sirkis, sviluppato in modo più articolato rispetto al primo Truce ma gestito in modo tale da non disperdere energia e grinta, Truce 2 ha visto molto coinvolti anche Fabio e Asaf. L'idea di fondo, quella del power trio che parte dalle origini - Jimi Hendrix Experience, ELP, Rush - per esplorare nuove possibilità, è stata sviluppata con pienezza. Fabio Trentini ricorda: "Truce mi ha insegnato l'arte di lasciarmi cadere, fidandomi dei miei compagni di band e cercando di inventare qualcosa di interessante in tempo reale, senza pianificare le cose. Truce 2, anche se è basato su improvvisazioni proprio come il precedente, è un lavoro stratificato. Abbiamo investito più tempo in alcune sovraincisioni e trattamenti e siamo riusciti a incanalare più colori e idee nel disco". Anche Asaf Sirkis rimarca la differenza dal precedente: "Rispetto al nostro primo album, Truce 2 è stato un viaggio di scoperta. Come possiamo andare in posti dove non siamo mai stati? È la domanda che è stata sollevata spesso mentre registravamo questo album. Quell'esplorazione è stata sia intensa che gratificante e spero che vi godrete questo viaggio musicale con noi".

Per un album nato con l'obiettivo di far convivere scrittura e improvvisazione, energia travolgente e struttura, è strategico il ruolo dell'ingegnere del suono, e Stefano Castagna è stato l'uomo giusto al posto giusto, a partire dalla filosofia operativa. "Ho subito pensato che la cosa migliore da fare fosse premere l'acceleratore che, per certi aspetti, mi ricollega a un periodo in cui il rock si fondeva con i concetti di improvvisazione senza necessariamente cadere nelle formalità del jazz. Tutte le registrazioni sono state effettuate digitalmente nel formato 24/96. Per la post produzione e il missaggio sono stati utilizzati il computer e alcune soluzioni digitali indispensabili, ma in sostanza il lavoro è stato svolto principalmente in ambiente analogico. Ho sempre creduto che la musica abbia più possibilità espressive quando il mixaggio segue determinati criteri di maggiore coinvolgimento umano. Spesso i mix venivano eseguiti in tempo reale, cercando di mantenere inalterata la filosofia dell'improvvisazione, a mio avviso il punto di forza di Truce 2".


MARKUS REUTER
touch guitars AU8, soundscapes, synthesizers, treatments

FABIO TRENTINI
fretless bass, fretted bass, electric upright bass, synth bass

ASAF SIRKIS
acoustic drums, percussion

STEFANO CASTAGNA
recording engineer, editing, additional production

LEONARDO PAVKOVIC
project initiator, enabler and executive producer

Produced by Stefano Castagna and TRUCE


Markus Reuter: 

Ritmo&Blu: 

Moonjune: 

venerdì 3 dicembre 2021

The Glamour Tapes: il nuovo album di Aparticle

 Un'avvincente operazione targata Ritmo&Blu Records: la 'improvising band' rivisita il precedente disco in regime totalmente analogico, tra jazz, rock e improvvisazione. Pubblicato su master tapes, compact cassette e digitale

The Glamour Tapes: il nuovo album di Aparticle

RITMO&BLU RECORDS

presenta

APARTICLE
The Glamour Tapes 
(3 parti/7 tracce)
Ritmo & Blu Records

Disponibile su:
Master Tape (R&BMT2102)
Compact Cassette (R&BCC2102)
Hi-Res Digital (R&Bdigit2102)






Ritmo&Blu Records è lieta di presentare The Glamour Tapes, nuovo lavoro di Aparticle. Prodotto da Stefano CastagnaThe Glamour Tapes è una rilettura interamente analogica di The Glamour Action, ultimo disco del quartetto, registrato e missato presso lo Studio Ritmo&Blu e uscito nel Febbraio 2020 (UR Records). Il lavoro è disponibile nei formati Tape Master, Compact Cassette e digitale in alta risoluzione sul sito Ritmo&Blu.

Aparticle è composto da Michele Bonifati, Giulio Stermieri, Cristiano Arcelli e Ermanno Baron, un quartetto eclettico che propone una personale sintesi di jazz, rock e improvvisazione. Nati nel 2017, hanno debuttato con Bulbs nel 2018, seguito da The Glamour Action nel 2020: in concerto i brani del disco sono interpretati come lancio per nuove composizioni, a testimonianza di una continua ricerca collettiva che si riflette in una sempre più evidente identità di gruppo. La rilettura del disco del 2020 dunque non va intesa come momento di stanchezza o di pausa, ma come tappa centrale nel percorso di dialogo tra composizione e estemporaneità. Sia nella scrittura che nell'organizzazione delle interazioni, il tempo presente assume un'importanza notevole: ciò caratterizza Aparticle come una peculiare e intrigante improvising band




Rivisitare un proprio disco è un'operazione importante, soprattutto se - come accaduto per The Glamour Tapes, riletto secondo l'ottica "vintage" cara a Ritmo&Blu - retta da una filosofia di produzione e ascolto unica nel suo genere. Come sottolinea Aparticle a proposito dell'invito, “Stefano Castagna ci ha proposto di realizzare una nuova versione dell'album lavorando completamente in analogico: abbiamo registrato su un multitraccia a nastro e mixato su banco analogico. Non è stato utilizzato nessun computer in nessuna fase produttiva e l’audio non è stato processato attraverso nessun dispositivo digitale. Questo, per noi, è stato un momento in cui ripensare a quanto la tecnologia possa influenzare la produzione musicale. In questa prospettiva abbiamo rielaborato il nostro materiale, adattandolo a questo nuovo processo di registrazione”.

Il lavoro di rimaneggiamento e rielaborazione dell’album ha stimolato una riflessione ed esplorazione artistica nel quartetto, a partire dal ruolo del processo produttivo fino a mettere in discussione il supporto in quanto tale in un’epoca di musica liquida. Gli interrogativi e gli spunti sorti in questa fase sono stati estesi a colleghi, critici, discografici e amici, tanto da generare un processo di riflessione ampio e condiviso che è diventato parte del booklet. Su tutti citiamo il parere di una firma storica e autorevole come Aldo Gianolio: “Una musica modernissima e personale, in cui hanno perfettamente metabolizzato suoni e idee che girano nell’aria della contemporaneità, facendole proprie e adeguandole ai propri stili, con belle architetture giocate sulle contrapposizioni di parti aeree e fluttuanti e altre più terrigne e solide.”

La pubblicazione di The Glamour Tapes segue quella di The Boy Next Door (Gibellini/Corini/Maniscalco) e conferma l’approccio rispettoso dei tempi di produzione che Ritmo&Blu Records vuole preservare e valorizzare. 




Aparticle

Cristiano Arcelli: Sax Contralto
Michele Bonifati: Chitarra
Giulio Stermieri: Rhodes, Organo, Juno60
Ermanno Baron: Batteria 
 
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Ritmo&Blu Records: 

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