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giovedì 21 dicembre 2023

Sono: il ritorno del Baìa Trio!

 Il ballo, il suono, le radici, la cultura: lo splendido terzetto piemontese con un secondo album registrato dal vivo in studio all'insegna della musica dell'arco alpino occidentale, occitana e provenzale


BAIA TRIO
SONO
(K-Brothers - EgeaMusic 2023)
13 brani | 63.54




«SONO è la summa di tanti anni di dedizione condivisa, di lavoro sulla musica e con la musica. Abbiamo sempre fatto questo, accomunati da un profondo amore per la musica di tradizione che attraversa l’arco alpino occidentale. Non facciamo filologia, per quanto ne riconosciamo l’importanza. Crediamo che la forza della musica tradizionale non risieda solo nelle melodie, ma che si celi nei contesti, negli incastri, nelle imperfezioni, nella memoria. Non facciamo innovazione. Forse, a modo nostro sperimentiamo con gli strumenti che abbiamo a disposizione, facciamo un gioco, siamo in gioco; un gioco iniziato negli anni ‘90 con i Compagnons Roulants, proseguito con Edaq Ensemble e via via attraverso la realizzazione di molti altri progetti e collaborazioni. Questa sperimentazione con gli elementi della tradizione antica ci ha spinto a inventare suoni, musica, suggestioni, colori, ambienti, pensieri e consapevolezze. Non solo una pratica di arrangiamenti a partire dai materiali originali, ma piuttosto la possibilità di tessere una tela nuova, un nuovo disegno con gli elementi delle memorie, quella collettiva e quella nostra, che è la più intima».

Con orgoglio, consapevolezza e tanta gioia il Baìa Trio presenta Sono, il nuovo album pubblicato da K-Brothers e distribuito da EgeaMusic. A sette anni di distanza dal debutto Coucanha, il terzetto piemontese torna con un secondo disco registrato dal vivo in studio in tre giorni e incentrato sulla musica tradizionale dell'arco alpino occidentale, in particolare le danze della Valle Varaita (Cuneo), una delle valli occitane del Piemonte. Non mancano brani scritti dal trio come Après la pénitance e Passavamo sulla terra leggeri, forti di un discorso di radici, identità e cultura orale. Enrico Negro, Francesco Busso e Gabriele Ferrero ricordano anche due brani tradizionali provenienti dalle ricerche di Giampiero Boschero pubblicate dall’associazione Soulestrelh: «La filha dau ladrier è una delle più antiche storie d'amore cantate in Provenza. Lei Penitents è un canto religioso dei penitenti… una condizione umana molto lontana nel tempo e nello spirito. Queste escursioni provenzali diventano il Sono delle pietre corrose dal vento e dal sole».





Baìa Trio è un trio di musica a ballo, quella musica che nasce in un'ipotetica regione che va dalla regione Occitana del Piemonte alla Bretagna attraversando la Francia. Il trio studia e propone un repertorio di musica folk, originale, raccolto e vissuto nella tradizione, e rivissuto sul palco. Negro, Busso e Ferrero sono passati da esperienze diverse e comuni, hanno suonato folk in Italia e all'estero negli ultimi trent'anni, esibendosi su palchi prestigiosi (es. Gran bal de l’Europe e Fete des violons populaires in Francia, oppure il Folkest) e suonando con tanti musicisti italiani e stranieri. Organizzano il festival biennale del violino popolare La Vioulounado in Valle Varaita. 

La dimensione live è uno dei tratti caratteristici di Sono, insieme alla partecipazione di un amico storico come Renat Sette: «Le sonorità sono un po’ sporche, un po’ scure, a tratti ruvide, ma soltanto un po’, perché la musica, nelle sue multiformi sfaccettature, possiede sporcizia, ruvidezza e oscurità. Spesso dimenticate, trascurate, rese minori. Sono questi i colori che compongono l’arazzo di una identità complessa e autentica. Ad accompagnarci nella realizzazione della nostra idea c’è Renat Sette, con la sua voce unica, cantore della Provenza più autentica, conosciuto a cavallo del millennio con i progetti Dona Bela e Arco Alpino. Le amicizie, per fortuna, durano».




TRACKLIST:

1. Mi balu pa coun ti / balet
(tradizionale / Gabriele Ferrero, arr. Baìa Trio)
2. Rigoulet
(tradizionale, arr. Baìa Trio)
3. Poulcros-Poulkross
(tradizionale / Gabriele Ferrero / tradizionale, arr. Baìa Trio)
4. Countrodanso di Juzep da’ Rous / Baletas
(tradizionale, arr. Baìa Trio)
5. Passavamo sulla terra leggeri
(Francesco Busso, arr. Baìa Trio)
6. Tolo doubio di Juzep da’ Rous / Balet di Miquellou
(tradizionale, arr. Baìa Trio)
7. La filha dau ladrier
(tradizionale, arr. Baìa Trio)
8. Gamàoucho / Balet di Miquellou
(tradizionale, arr. Baìa Trio)
9. Fillettes
(tradizionale, arr. Baìa Trio)
10. Lei penitents
(tradizionale / Manu Theron, arr. Baìa Trio)
11. Gigo vièio
(tradizionale, arr. Baìa Trio)
12. Oh che bel piasì
(tradizionale, arr. Baìa Trio)
13. Après la pénitence
(Gabriele Ferrero, arr. Baìa Trio)

Francesco Busso: ghironda, voce
Gabriele Ferrero: violino, mandolino, sax soprano, voce
Enrico Negro: chitarra acustica, classica, elettrica, basso elettrico, voce
Renat Sette: voce (1, 2, 7, 10)
Sergio Caputo: tamburo a cornice (13)

Baìa Trio

EgeaMusic

mercoledì 20 dicembre 2017

Stranger At Home: il nuovo disco di Gaspare Bernardi con Markus Stockhausen e Achille Succi!



Egea Music pubblica il nuovo album del musicista modenese, dall'Appennino estremo ai confini tra jazz ed elettronica. Una narrazione tra suono, distanze, altitudini e impegno, con la partecipazione di Markus Stockhausen e Achille Succi
Stranger At Home: il nuovo ritorno di Gaspare Bernardi



GASPARE BERNARDI
Stranger At Home
10 tracce | 59 minuti
Incipit Records/Egea Music




«Il sentimento che mi ha accompagnato in questo ultimo album è stato costantemente quello di un ri-partire, con difficoltà, con molte cose fuori posto e difficili da riorganizzare, compresa la rassegna Le Vie Del Suono di cui sono curatore, che senza esagerare ho tenuto in vita rischiando davvero molto. Ma ho lavorato con la speranza nel cuore, con la tenacia che occorre a ricostruire». È dichiaratamente un disco di ripartenza Stranger At Home, il nuovo album di Gaspare Bernardi, pubblicato dalla Incipit Records di Egea Music. Il quarto lavoro dell’artista di Pievepelago (MO), poliedrica figura a cavallo tra musica, poesia, scrittura e teatro, operante sul crinale dell'Appennino Tosco-Emiliano, si nutre come sempre di atmosfere, ritmi, tempi e distanze della montagna.Gaspare Bernardi è un compositore e musicista defilato, distante dai trafficati centri nevralgici delle musiche di consumo, attento al suo percorso umano e artistico nella canzone d'autore, nella dimensione poetico-letteraria e nel jazz, dal quale è partito all'indomani del terzo disco Cor'N Connexion, il suo esordio strumentale dopo due lavori cantautorali e due libri di prose poetiche.

Stavolta Gaspare Bernardi dà voce non solo al legame profondissimo con le sue radici, ma anche al dolore di una frattura, di un solco che lo rende straniero in casa propria, come canta nel brano che dà il titolo al disco, Stranger At Home. «L'io è un altro... l'estraneità comincia sempre a casa propria», sottolinea l'artista, sempre attento all’elogio della lentezza in musica, al suo conservare l'incanto di emozioni e visioni dell'Appennino estremo che stimola e suggestiona – nella potenza dell'ispirazione come nelle difficoltà della produzione – la sua attività artistica. Da viaggi, rientri notturni su strade tortuose, riflessioni sul fare musica e poesia in un momento di difficoltà e collaborazioni con amici e colleghi, nasce questo quarto album, sostenuto da una spinta interiore che si è tradotta in rinnovamento nella continuità con il precedente lavoro.



Gaspare Bernardi viene da lontano, da un percorso cantautorale, poetico e teatrale avviato alla fine degli anni ’80, apprezzato dalla critica e dai colleghi (pensiamo a figure quali Giovanni Lindo Ferretti Ferretti, Max Gazzè, Alejandro Jodorowsky e Franco Battiato), ancora gravido ricco di simboli e risvolti: Stranger At Home è il suo secondo lavoro strumentale ma l’assenza di parole non impoverisce l’intenzione narrativa, affidata al corno francese. Anche al centro di Stranger At Home troviamo il corno, uno strumento inconsueto e ricco di sorprese, collocato con accortezza e sensibilità in uno scenario sonoro che amalgama jazz ed elettronica, lambendo la new age e certo progressive anni '70. D'altronde il ruolo del corno è in continuità con l'attività di Bernardi, che proviene da studi ed esperienze classiche in terra toscana: proprio grazie al corno egli iniziò a farsi conoscere, più di trent'anni fa, anche negli ambiti modenesi tra jazz e pop, con musicisti che orbitavano attorno a un esordiente Vinicio Capossela e che iniziarono a stimarlo collaborando anche alle sue canzoni. «Il corno ha una nobile e lunga storia, fin dallo schofar di biblica memoria richiama, annuncia, ha quasi la suggestione di esser la voce di Dio. Evocativa rimane sostanzialmente la sua funzione in ambito classico e ancor più romantico, impressionista, come nelle musiche per film, rimandando per tutti ai grandi spazi, alla natura. Nei miei lavori il tentativo è proprio quello di fraseggiare improvvisando anche in uno stile jazzistico ma mantenendo certe caratteristiche timbriche e facendo trovare ancora qualche cosa del suono ovattato e misterioso tipico di questo strumento». 

Oltre al corno, che utilizza in forma naturale, digitale e con sordina, Bernardi si occupa anche di tastiere e piano, arrangiamenti e testi: un artefice consapevole di questa narrazione in musica, una sorta di enigmatico artigiano di suoni, “antenato del post-moderno”. Tutto ciò in linea con i suoi due volumi di prose poetiche Sulla Linea tra gli emisferi (2001, con note di Silvano Agosti) e Interludia (2010, con una dedica introduttiva di Franco Battiato). Il paesaggio sonoro di Stranger At Home, che sintetizza i silenzi dilatati e gli imprevisti naturali della vita in altura tramutandoli in pulsioni lontane e spesso crepuscolari, tra genuinità e trasfigurazione digitale, è animato da un’ottima squadra di musicisti: Giambattista Giorgi (basso), Ugo Moroni (chitarra), Giuseppe Tortorelli (batteria),Lele Leucci (chitarre synth), Sarita e Giò Cozza (effetti e voce). Spicca la partecipazione di Markus Stockhausen alla tromba e Achille Succi al clarinetto basso: «Markus è un grande musicista, figlio d'arte che, pur avendo nel suo bagaglio tutta la tradizione e la consapevolezza della grande musica, ha un suo personale discorso che semplificando possiamo definire un “procedimento di improvvisazione intuitiva”, dove è anche compreso un discorso non solo artistico ma di armonia, salute e  crescita. Con Achille ci siamo conosciuti tra fine anni '80 e primi '90, ha sempre partecipato con semplicità e simpatia a tutte le mie registrazioni e concerti; la sua intelligenza non solo musicale è straordinaria».



Riflette Bernardi: «Cor'n Connextion e soprattutto Stranger At Home rispecchiano, con tutti i limiti, sonorità, mondi e atmosfere che abitano il mio immaginario e che vengono da ciò che ho amato, ascoltato nel mio percorso fino ad ora con una prevalente tendenza riflessiva, evocativa, con ritmi e atmosfere distese, chiari scuri timbrici, tensione ritmica di fondo pronta ad intensificarsi o distendersi, echi, intrecci, dettagli sugli sfondi su cui si stende la melodia pronunciata e poi variata. In questo ultimo lavoro appunto la melodia e la base armonica si fanno più chiaramente definite con meno distrazioni, divagazioni». Stranger At Home rilancia l'unicità di un musicista tutto da scoprire, un eremita che trasmette un messaggio di umanità e delicatezza dal suo corno che solca mari di elettronica e jazz.

Gaspare Bernardi:

Gaspare Bernardi Facebook:  

Ass. Corno Magico:

Egea Music:

sabato 18 febbraio 2017

MALEDETTI: la reinvenzione degli Area di Enrico Merlin e Valerio Scrignoli

Due chitarre elettriche rileggono il leggendario 'International Popular Group': un'operazione dissacrante e audace che parte dalla musica di Demetrio Stratos e compagni per avventurarsi tra improvvisazione e libertà creativa. Presentazione in Fondazione MUDIMA di Milano il 2 marzo
Maledetti: la 'reinvenzione' degli Area di Enrico Merlin e Valerio Scrignoli



ENRICO MERLIN, VALERIO SCRIGNOLI 
electric guitar duo

Maledetti 
[Area Music]

8 tracce | 52:34 
Musicamorfosi (distr. Egea)





"Un disco dedicato alla musica degli Area, probabilmente il gruppo più rivoluzionario e innovativo della storia della musica italiana, è divenuto l’occasione per noi di rapportarci a quelle sonorità con un approccio personale e dissacrante. La musica che ne nasce non è ripetizione pedissequa, ma tensione verso la contemporaneità e frutto di una visione alternativa". E' una dichiarazione precisa, programmatica, quella di Enrico Merlin e Valerio Scrignoli: i due chitarristi elettrici - diversi per estrazione e orizzonti ma accomunati dalla libertà creativa e dalla voglia di esplorare ai confini tra i generi musicali - sono pronti ad uno dei lavori più ambiziosi delle rispettive carriere: Maledetti (Area Music), una rivisitazione - anzi una "reinvenzione" - originale, dissacrante, iconoclasta, di otto classici degli AreaMaledetti è prodotto da Musicamorfosi, l’attivissima associazione musicale del milanese diretta da Saul Beretta che da quasi venti anni organizza festival, produce musica e dischi senza confini fra i generi, puntando sempre verso progetti innovativi e di grande qualità culturale.

EvaporazioneLa Mela di OdessaCometa RossaHommage à Violette NozièresL'Elefante BiancoLuglio, agosto, settembre (nero)Vodka Cola e Il Bandito del deserto: questi i pezzi degli Area che i chitarristi hanno scelto di interpretare, ovviamente alla luce della propria personalità e assecondando le scintille nate all'impronta in sala di registrazione. Non un disco di tributo, men che meno una sequenza di cover, ma uno spunto, uno stimolo, un trampolino di lancio per avventurarsi tra le possibilità improvvisative ed espressive offerte dalla musica degli Area. Non è un caso che le due chitarre si addentrino in brani così caratterizzati dalla voce di Demetrio Stratos oppure in pezzi del 1978, nei quali la riconoscibilissima chitarra di Paolo Tofani era assente; inoltre Merlin e Scrignoli lavorano anche su connessioni e soluzioni sorprendenti, tirando fuori citazioni e rimandi che vanno dal tema di James Bond a Joe Zawinul, passando per Miles Davis e King Crimson.



Dichiara Enrico Merlin: "Quando ci è stato proposto di affrontare il repertorio degli Area, ho pensato che fosse una follia. Musica in cui gli elementi improvvisativi erano generati o strettamente collegati a composizioni molto strutturate, complesse, ricchi di polimetrie e multiritmie. Ci abbiamo lavorato un po’ su e, come per gli altri repertori “sacri”, siamo riusciti (credo) a trovare una via alternativa all’interpretazione dei materiali, sui vari parametri musicali". Rilancia Valerio Scrignoli: "Noi Maledetti abbiamo preso dei frammenti tematici della musica degli Area e lì dentro ci siamo buttati. Lasciandoci andare a quello che ci passava per la testa; molto è improvvisazione e anche il disco è un “live in studio” registrato in sei ore, quasi tutto d’un fiato". 

Enrico Merlin (1964) è una delle figure più poliedriche del panorama chitarristico internazionale. Strumentista, scrittore, divulgatore, docente e direttore artistico, è noto per lo spirito non convenzionale dei suoi progetti (dalle produzioni soliste a collettivi come Molester sMiles e Frank Sinapsi), dei suoi saggi (in particolare Miles Davis), dei suoi lavori per il teatro. Valerio Scrignoli (1960) è attivo dagli anni '80: chitarrista di estrazione jazz ma partecipe e appassionato in progetti "di confine", dagli anni '90 è una personalità presente nei principali festival jazz italiani ed europei. Tra le sue collaborazioni, spiccano quelle con Giulio Martino, Carlo Nicita e soprattutto Giovanni Falzone, con il quale ha lavorato in Around JimiLed Zeppelin SuiteRequiem Around Requiem e Rossini Barbiere
Dopo alcuni concerti di anteprima e la presentazione al Piccolo Teatro Radio di Meda (MI) il 17 febbraio, Merlin e Scrignoli presenteranno ufficialmente Maledetti giovedì 2 marzo 2017 alle ore 18 in Fondazione Mudima: uno degli spazi culturali milanesi che fu più legato alla figura di Gianni Sassi, fondatore della Cramps che pubblicò la musica degli Area fino al 1978. Sarà un incontro/conferenza, con la partecipazione di Saul Beretta e Donato Zoppo.





Maledetti 
[Area Music]:

1. Evaporazione
2. La Mela di Odessa [1920]
3. Cometa Rossa
4. Hommage à Violette Nozières
5. L'Elefante Bianco
6. Luglio, agosto, settembre (nero)
7. Vodka Cola 
8. Il Bandito del deserto


Enrico Merlin, Valerio Scrignoli: electric guitars
[playing through Fattoria Mendoza stomp boxes]


Info:

Musicamorfosi:

martedì 28 gennaio 2014

Elemento H2O: il nuovo album di Chiara Rosso, tra jazz e canzone d'autore

La raffinata vocalist piemontese torna con un disco ispirato all'acqua, alla memoria, alla femminilità: tra jazz e canzone d'autore, l'album rivela il mondo sonoro e tematico dell'autrice, circondata da musicisti del calibro di Franco Olivero e Riccardo Zegna
Elemento H2O: il nuovo album di Chiara Rosso

 
Chiara Rosso
&
Geco Records
sono lieti di presentare: 

ELEMENTO H2O
...acqua, femminilità, musica d'autore...


Geco Records 
Distribuzione Egea Music
13 brani - 58 minuti




"L'Acqua è elemento di purificazione e sento il bisogno, in questo momento storico-sociale molto confuso e, per così dire, in decadenza, di tornare alla mia “essenza”, ricondurmi al mio essere, ritrovare la mia autenticità di persona, donna e musicista. L'acqua col suo fluire è emblema di femminilità, pace e rigenerazione. Dopo l'uragano, la quiete...". E' così che Chiara Rosso presenta Elemento H2O: un disco dichiaratamente ispirato alla simbologia dell'acqua, pubblicato dall'etichetta "tutta al femminile" Geco Records e distribuito da Egea Music. Un disco che porta Chiara nel territorio a lei più congeniale: a cavallo tra jazz e canzone d'autore, pop e ricerca, tra le leggendarie jazz vocalist del passato e le grandi interpreti rock americane.

Elemento H2O è un'opera suggestiva che vede tornare in pista l'autrice piemontese dopo alcuni anni di silenzio discografico. Nel 2007 il suo duo Hederix Plann si fece notare con Libero Arbitrio, ma Elemento H2O è molto differente, come nota Chiara: "Rispetto a Libero Arbitrio, figlio di un organico più sobrio di estrazione indie-rock, Elemento H2O è un disco introspettivo, sicuramente più maturo. Dietro ci sono anni di jazz, ma non ho dimenticato l’amore per il rock, la canzone d'autore, la musica etnica. É stato in qualche modo anticipato da una crisi personale, umana, spirituale. Ma dalle crisi si rinasce più forti. E in questo percorso di ricostruzione, l’acqua ha avuto una funzione fondamentale per me"… Alla musicalità poliedrica e coinvolgente, Elemento H2O risponde con testi intimisti e riflessivi: il divenire delle cose, il cambiamento, l'infanzia e il ricordo, il turbamento interiore e la ricerca della propria direzione, l'amore e la leggerezza della libertà.



Chiara è al centro del disco, autrice di musica e testi, circondata da un team di ottimi musicisti: Enzo Fornione, Marco Allocco, Francesco Bertone, Paolo Franciscone, Matteo Negrin, Gianni Virone, infine Franco Olivero (che si è occupato degli arrangiamenti e di vari strumenti) e uno dei grandi pianisti del jazz italiano, ovvero Riccardo Zegna. "L'apporto che hanno dato i musicisti è assolutamente fondamentale. Hanno suonato esattamente come avrei voluto che fosse il suonato Elemento H2O, anzi, molto meglio! La loro classe e la loro esperienza hanno contribuito a rendere questo lavoro raffinato, elegante e di grande qualità."



Chiara Rosso: 

Geco Records:
 
Ufficio stampa Synpress44: