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lunedì 28 aprile 2025

Maddalena: la Napoli elettrica di Valerio Bruner! Dall'8 maggio

Il cantautore partenopeo pubblica il quinto album, ancora una volta dedicato ai lati oscuri e alle storie di frontiera della sua città. Un diario di viaggio in musica con otto canzoni rock appassionate ed emozionanti


VALERIO BRUNER
Maddalena
Ulisse Records, 2025
8 tracce | 27.59 min.




«Maddalena è la naturale evoluzione del percorso iniziato nel 2017 con Down the River, e prima ancora con il teatro: quell’urgenza, quasi una smania, di entrare nelle crepe dell’animo umano per vedere quanta luce ci possa passare attraverso, per parafrasare Leonard Cohen. Narrare di chi ce l’ha fatta è facile, ben più arduo è provare a dar voce a chi invece è stato messo al tappeto, a chi ci ha provato, ha lottato e ha fallito. Napoli, come città e comunità, sta cavalcando questa onda di perfezione a tutti i costi, lasciando da parte e nascondendo tutto ciò che non corrisponde a questa visione. Come cantautore, e come cantautore rock soprattutto, sento che le rotture, le ferite, le mancanze e i fallimenti, umani, sociali, istituzionali, sia invece necessario mostrarli, per tornare a guardare la realtà, e i volti che ci circondano, con onestà e sincerità. Senza filtri, né digitali tantomeno reali». 

Narrazione rock, quella di un cantastorie contemporaneo, elettrico e poetico, arrabbiato e emozionante. Parliamo di Valerio Bruner, che a due anni dall'apprezzato Vicarìa torna con Maddalena (Ulisse Records), il quinto disco di una vicenda artistica partita ormai dieci anni fa. In questo decennio il cantautore napoletano ha messo in evidenza tutto il suo modo musicale e artistico e si è espresso a tutto tondo tra rock, teatro e scrittura. Al centro della sua opera ancora una volta Napoli: come nel precedente album una Napoli lontana dalla cartolina e dal turismo di massa, quella dei vicoli dove il sole non entra, un carnaio di santi e cemento, di vasci e merce contraffatta, di case fatiscenti e madonne di strada, di motorini sfreccianti e canti dimenticati di sirena. Qui vive Maddalena, come la donna che ha amato Cristo nei Vangeli, come il quartiere del mercato nero alle spalle di Piazza Garibaldi, come le strade che Valerio percorreva con suo papà la domenica mattina per raggiungere il mercato del pesce a Porta Nolana.





Registrato a ottobre 2024 presso il Deck Lab Studio di Rimini con la produzione e gli arrangiamenti di Gianluca Morelli (Landlord)Maddalena è un album resistente, appassionato, speranzoso. Otto rock songs vernacolari ancora intrise della poetica e del piglio alla Bruce Springsteen – grande influenza per Valerio Bruner – ma con un respiro diverso, più maturo, anche grazie alla lavorazione a Rimini: «La Napoli di cui parlo è rock, punk, grunge, ha poco a che fare con un certo tipo di sonorità che guardano al Mediterraneo e alla World Music. Armonie e melodie antiche e meravigliose, ma che non rispecchiano, nella mia visione, i quartieri, i volti, le vite della “Napoli di frontiera” in cui sono nato e cresciuto e che racconto. Con Maddalena sentivo l’esigenza di andare oltre e di guardare oltre. Unire il sangue napoletano all’anima romagnola era una fusione che mi interessava e mi stimolava e dalla quale sapevo poteva nascere qualcosa di unico, nuovo, o quantomeno diverso da quello che ci si aspetta da un album in napoletano».  

Valerio Bruner è un cantautore, scrittore e autore teatrale che usa le sue canzoni come strumento per dar voce a tematiche dallo spiccato valore sociale. Inizia il suo percorso artistico come autore teatrale e attore, nel 2017 debutta con il suo EP Down the River, al quale seguono La Belle Dame (2019) e La Belle Dame #2 (2020), l'EP Someday (2021), Vicarìa (2023). Inoltre concerti, libri, spettacoli teatrali, colonne sonore, collaborazioni e interventi nella società civile a favore di cause importanti, tra emarginazione, riscatto sociale e cultura. Il filo rosso che lega la ricca attività di Valerio e che caratterizza anche il rock d'autore di Maddalena è lo spirito rivoluzionario: «Da ragazzo credevo che le canzoni avessero il potere di cambiare le cose, quantomeno di plasmarle verso una diversa direzione. Adesso, a quasi 40 anni, ci credo ancora di più. Ne ho la prova ogni volta che suono davanti al pubblico e sento che quel solco che sto tracciando attraverso le mie canzoni può davvero essere il primo passo di un raccolto generoso, un giorno. Come faccio a saperlo? Perché so che le canzoni creano empatia nel cuore dell’altro». 





Canzoni di rabbia e redenzione, di vita quotidiana e speranza. Tutte legate a una musa. Quella di cui scrive il giornalista Carmine Aymone nella prefazione del Diario di viaggio contenuto nel formato speciale del cd Maddalena: «La musa ispiratrice per Valerio Bruner è Napoli, con la sua bellezza anarchica, selvaggia, dissonante, etica ed eretica, seducente, inebriante… unica». 

Maddalena
Maddalena
Piazza Garibaldi
Frat’ a me
Sanghe
Malammò
Nun t’arrennere maje
Marzo ‘o ssaje
Malammò
Nisciuno se salva

Testi e musiche di Valerio Bruner
Prodotto e arrangiato da Gianluca Morelli
Mix e Master – Gianluca Morelli
Valerio Bruner – voce principale, cori, chitarre acustiche, chitarre elettriche
Gianluca Morelli – piano, chitarre acustiche, chitarre elettriche, basso, programmazione elettronica
Mario Ingrassia – batteria, basso
Omar Bologna – chitarre elettriche
Enrico Giannini – organo hammond, synth
Lorenzo Semprini – armonica

Valerio Bruner

venerdì 11 novembre 2022

Marco Polo: la dichiarazione d'amore all'immaginazione di Alessio Arena

 Soundfly pubblica l'affascinante quinto album del cantautore e scrittore partenopeo. Un viaggio tra musica del Mediterraneo e letteratura all'insegna della world music d'autore. Tra gli ospiti Roberto Colella de La Maschera 



martedì 1 dicembre 2020

Come To My World: il nuovo album di Luca Burgalassi!


 Un affascinante mix di blues, folk, rock e country nel quarto disco del musicista toscano trapiantato in USA. Strumenti della tradizione americana e musicisti della Tidewater in un lavoro realizzato durante il lockdown

Come To My World: il nuovo album di Luca Burgalassi! 

LUCA BURGALASSI 
Come To My World
Burgalassi Music | iTunes, Amazon Music, Spotify etc. 
(12 tracce | 39.35)





«Come To My World è un invito a seguirmi nel mio percorso musicale ed emotivo. Un mondo fatto di tante sfaccettature e colori diversi, un viaggio interiore, non solo attraverso vari generi ed atmosfere musicali, ma anche tra emozioni e sensazioni contraddittorie e contrastanti: un percorso introspettivo, in parte dettato anche dal downtime del lockdown».  Arriva al quarto album Luca Burgalassi, un lavoro importante e significativo che apre un nuovo spiraglio sul mondo musicale del chitarrista e compositore toscano, trapiantato in USA dal 2016. Ancora una volta la musica americana è al centro della sua opera, Come To My World è un invito alla scoperta, una sorta di diario di viaggio nell'interiorità di un musicista tra le difficoltà della pandemia e la ricerca di un dialogo tra cultura italiana e mediterranea e le grandi opportunità del Nuovo Mondo.

Come To My World è il quarto lavoro di Luca Burgalassi, artefice di un percorso coerente e ricco di sfumature, spunti e risvolti sin dal disco d'esordio del 2015, con il quale rivelò il suo bagaglio musicale. Al crocevia tra acustico ed elettrico, tra folk, blues, rock e countryCome To My World è stato composto, registrato e mixato in Virginia nella primavera del 2020, masterizzato da Kim Person al Wistaria Studio di Yorktown, con la partecipazione di musicisti della Tidewater Scene come Bobby BlackHat, Michael Glass e Pamela Joe Sward. «Il legante tra le varie anime del disco è il mio background musicale, non sono un purista di nessuno stile in particolare e quando compongo non penso mai ad un genere preciso, piuttosto a un’atmosfera che un certo sound mi evoca e da lì poi si sviluppano la composizione e il testo. Immagino sempre i miei pezzi come se fossero suonati dal vivo, magari da una band numerosa e libera di improvvisare e di muoversi sulla struttura del brano., ognuno aggiungendo un colore diverso. L’ossatura principale della mia musica e generalmente la chitarra acustica, strumento che uso di più per comporre, anche se sempre di più mi piace avventurarmi componendo su altri strumenti, dal pianoforte ad altri strumenti a corda».





Chitarrista, polistrumentista e cantautore livornese, trasferitosi in Virginia nel 2016, Luca Burgalassi inizia a studiare musica a sei anni, a scrivere canzoni e ad esibirsi dal vivo a dodici, in seguito si diploma con lode all’Accademia Lizard di Fiesole con Giovanni Unterberger e si perfeziona studiando jazz e improvvisazione con Franco D’Andrea, Franco Morone, Armando Corsi, Steve Trovato, Mike Stern e Franco Mussida. Dopo il suo disco d'esordio nel 2015 è finalista al BluesIn 2016, nel 2017 si esibisce al Pistoia Blues aprendo il concerto di Little Steven. Questo quarto album è «il proseguimento, forse più maturo, del mio cammino musicale iniziato con Shadows and Fragments, una raccolta quasi completamente acustica di composizioni che avevo scritto poco più che adolescente, seguito da Windward (2016), che esprimeva la voglia di guardare avanti, verso il futuro, in cerca di un cambiamento. Nel terzo album On The Other Side Of the Water (2016), il primo registrato e pubblicato negli USA con musicisti americani, il cambio era fresco e il territorio tutto da esplorare, in Come to My World l’esperienza americana è certamente più consolidata, le collaborazioni coi musicisti più mature e l’intreccio di sonorità, strumenti e generi più organico».

Accanto a chitarre acustiche ed elettriche, tra armonie vocali e brani strumentali, Burgalassi rinnova la sua devozione per mandolino, banjo, dobro, lap steel guitar e armonica in dodici brani ricchi di vitalità, pathos e fantasia, ma soprattutto di una cultura e una musicalità americana vissute da dentro. «L’ambiente musicale che ho trovato si è dimostrato molto coeso e unito. Sono i musicisti stessi a creare il pubblico in primis, sostenendosi a vicenda, ad alimentare l’intreccio di locali, festival, radio, tv. Attraverso il passaparola e le collaborazioni. Molto raramente ho trovato gelosie, chiusure o ostacoli. Alla fine ho sempre cercato di essere me stesso, con molta umiltà e voglia di imparare, cercando sempre collaborazioni e dando ai musicisti con cui ho suonato libertà totale di essere se stessi. Le differenze linguistiche e culturali non sono mai state un problema, semmai una scusa per farsi due risate in più». 








martedì 26 maggio 2020

QUARANTINI: una quarantena rock nel nuovo Ep di Mike 3rd!

Il produttore e musicista veneto presenta cinque canzoni realizzate in solitudine durante il lockdown. Registrazione in analogico, nuova musica fatta col cuore dalle rock ballad al pop, in esclusiva su BandCamp
Quarantini: una quarantena rock nel nuovo EP di Mike 3rd!

MIKE 3RD
QUARANTINI VOL. 1
5 tracce | 15 minuti 
Prosdocimi Recordings | BandCamp



"Questo nuovo lavoro si chiama Quarantini perché è stato concettualmente concepito circa una settimana dopo l’inizio della quarantena. Vedevo tanti amici musicisti condividere video di “suonate a distanza”, sempre sulle solite (per me) noiose cover e allora ho pensato ad una provocazione: annullo la distanza, mi divido in vari ruoli e suono tutti gli strumenti per realizzare nuova musica. Ho avuto lo stesso desiderio delle orchestre ai tempi dei grandi compositori, che volevano suonare musica nuova, chiedevano e facevano pressioni per musica nuova. Fare ed ascoltare musica nuova fatta col cuore, da musicisti non da selfie suonanti!". 

A cinque anni da The War Is Not Over, splendido lavoro sulle guerre, Mike 3rd torna a farsi sentire in un contesto storico e in una veste musicale completamente diversi. Il Covid-19, il lockdown, il bisogno di musica nuova e di sperimentare inedite modalità compositive, performative e tecniche: tutto ciò ha stimolato il produttore e musicista padovano il quale si è rinchiuso in studio all'inizio della quarantena per dare vita alle cinque canzoni che compongono il primo volume dell'EP Quarantini. Non ci sono l'art-rock sinuoso degli Hypnoise, il rockabilly travolgente dei Tunatones o il serrato avant-punk degli Ex KGB: rispetto ai suoi precedenti gruppi, il nuovo mondo di Mike 3rd attinge al grande rock, alla canzone, al pop e al blues, in nuovi brani che parlano di vita, speranze e riflessioni, e che hanno consentito scoperte intriganti. "Ho scoperto che fare tutto da solo può essere divertente ma che la musica è condivisione, e farla condividendo con il prossimo dà una gioia ed una energia ineguagliabili: nel ribadirlo voglio onorare la memoria di un grande, saggio musicista che recentemente ci ha lasciati, il maestro Ezio Bosso. Suonare tutti gli strumenti ti porta ad esplorare zone in cui non sei a tuo agio, dove danzi sulle spine, dove ti chiedi se quello che fai è opportuno, oppure inadeguato, anche se alla fine lasci che l’istinto ti guidi. Nella difficoltà ho scoperto ancora una volta di dovermi abbandonare all’istinto. E ora mi rendo conto che i dubbi erano generati dalla razionalità che, come al solito in questo lavoro, è molto spesso deleteria".




Compositore, songwriter e produttore noto per i suoi lavori con giganti quali Tony Levin, Benny Greb, Pat Mastelotto e Ronan Chris Murphy, Mike 3rd è un audiofilo, uomo di studio nel suo Prosdocimi Recording, conduttore radiofonico e orgoglioso sostenitore della musica indipendente. Anche Quarantini è figlio dei suoi interessi e dei suoi orizzonti musicali, ed è nato nel regno analogico e vintage del Prosdocimi Recording Studio (come sempre mastering realizzato a Los Angeles da Ronan Chris Murphy al Veneto West Mastering), dove Mike ha realizzato tutto in completa autonomia. "Lavorando su nastro analogico e usando il computer al massimo come registratore, evitando cioè le scorciatoie offerte dalla tecnologia che hanno finito solo per livellare al ribasso l’espressività e la qualità degli artisti, devi imparare a suonare se non lo sai fare bene! Lo scorso anno ho acquistato un set di testine da 16 tracce per nastro a due pollici, il tutto abbinato al sistema di riduzione del soffio del nastro, il Dolby SR. Sono apparecchiature che sono state usate per dare alla luce dischi come The dark side of the moon per fare un esempio. Il suono è pazzesco, non c’è nulla di simile, non ce n’è per nessuno! La cosa bella del mio studio di registrazione e anche di Quarantini è che il suono è il mio. O dell’artista che vi registra. Mi viene da sorridere al pensiero di affermare che è il mio suono di batteria non essendo io un batterista! Però è vero! Ho affidato tutto alla mia fisicità, al sentire la pancia della batteria e ad esser ritmo e la cosa ti esalta fortemente". 



Quarantini - che prelude a un nuovo album di cui è già noto il titolo: La Vie - è anche un'occasione di ripartenza per Mike 3rd, che da questo disco rende disponibile tutta la sua musica, per ascolto, download, acquisto o donazione, in un unico luogo ossia Bandcamp, mentre su supporto, oltre a Bandcamp, nei negozi di dischi. Una scelta di campo per il musicista, che è lapidario: "Non più Spotify, non più Apple Music o altre piattaforme della Silicon Valley che del musicista non hanno alcun rispetto".

Mike 3rd:

Mike 3d BandCamp:

Prosdocimi Recording: 




martedì 28 aprile 2020

N.O.I.: elettrici e acustici, tornano i GUERNICA!

La band campana pubblica in download benefico l'atteso nuovo disco: un doppio album tra prog, rock italiano, grunge e fantasia che racchiude le varie anime del quintetto, con Tony D'Alessio del Banco del Mutuo Soccorso
N.O.I.: elettrici e acustici, tornano i Guernica!


GUERNICA
N.O.I. - NESSUN ORDINE IMPOSTO
[Guernica 2020]
22 tracce | 77.22 minuti



«In un momento come questo, che ha preso un po’ tutti alla sprovvista, abbiamo ritenuto giusto dare un nostro contributo. Dal 2002 al 2005 abbiamo pubblicato due EP e un LP e la nostra attività compositiva è sempre andata avanti. Pubblicare un doppio album con 22 brani è un passo importante e per questo abbiamo voluto attendere le condizioni più favorevoli, anche alla luce della visibilità ottenuta dal nostro Tony D’Alessio nel talent X-Factor. Tuttavia il tempo è tiranno e le riflessioni che sono in noi sopraggiunte in questo periodo di “clausura” ci hanno fatto prendere questa decisione. Dare un contributo di solidarietà ha quindi rappresentato il movente ultimo di un percorso più lungo e complesso. Ma si tratta di una decisione condivisa da tutti e per questo giusta». 
Il rock ai tempi del Covid-19. Rock benefico, solidale, ma anche multiforme, sfaccettato, quello dei Guernica. La storica band campana, tra le cui fila milita Tony D'Alessio, attuale voce del Banco del Mutuo Soccorso, torna a sorpresa con un lavoro pubblicato proprio a sostegno di un progetto benefico. Si intitola N.O.I. - Nessun Ordine Imposto, ed è il quarto album del gruppo. 

Un disco doppio, caratterizzato da quella duplice dimensione musicale che da sempre anima il quintetto: il primo dischetto è Foglie - undici brani elettrici - e il secondo Nuvole - undici acustici. Esce in free download dal sito o dal BandCamp dei Guernica, che invitano caldamente a una donazione per ogni download. Il ricavato raccolto sarà interamente destinato all’Associazione BabbaAlRum, che lo impiegherà per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale per medici e operatori sanitari. Prossimamente sarà anche su tutte le piattaforme digitali, l’intero ricavato sarà devoluto in beneficenza.



«N.O.I. rappresenta la sintesi e la naturale evoluzione del percorso intrapreso con Senza Censure. I nostri brani sono sinceri, non abbiamo mai posto limiti al genere musicale. Ci sentiamo pienamente rappresentati sia nella versione energica che in quella più intima, l’idea di un doppio album che potesse manifestare la nostra anima complessa ci ha entusiasmato, vista anche la mole di idee, nonché la naturalezza nel tramutarle in brani, che ci ha sempre contraddistinto. I riff e i suoni distorti ci regalano tanta energia, ma anche i colori e la raffinatezza dei suoni acustici sono fonte di ispirazione. Più che un nuovo volto della band, N.O.I. rappresenta semplicemente noi». È una rappresentazione efficace e credibile, quella di N.O.I., che riprende e sintetizza le anime dei Guernica: quella fortemente rock del debutto Senza censure (2002), quella acustica e sofisticata di Senza sudare (2003), quella del rock contaminato ed eclettico dell'eccellente Guernica (2005).

Guernica sono nati nel 2002 e da allora il loro percorso è stato in costante crescita fino al 2005, anno di Guernica che suggellò l'orizzonte sonoro del gruppo, all'insegna di un rock acceso ma maturo e ricercato. Nel corso degli anni successivi la band ha lavorato tra promozione, videoclip, concerti (anche con nomi del calibro di Avion Travel e Teresa De Sio) e colonne sonore, nel 2013 ha concluso i lavori per un quarto album poi sospeso per gli impegni di D'Alessio (prima a X-Factor con gli Ape Escape, poi con il Banco del Mutuo Soccorso, al posto del grande Francesco Di Giacomo). Quel quarto disco esce oggi, a sette anni dalla sua conclusione. Un disco-manifesto, con le inconfondibili grafiche di PiCCiCo, nel quale in ventidue pezzi i Guernica attraversano l'intero spettro che li ha sempre caratterizzati, dal post-grunge al funky-rock, dal progressive al rock italiano più radiofonico, senza dimenticare l'intimità acustica alla quale hanno da sempre dato attenzione. L'intimità è anche il filo conduttore dei temi affrontati in N.O.I.: «I testi rappresentano spunti di riflessione per l’ascoltatore. Più che punti di vista, offrono occasioni per porsi delle domande e, così come avviene con i quadri degli impressionisti, lasciano piena libertà di interpretazione. I temi trattati sono tanti, ma il trait d’union rimane sempre l’intimità e l’introspezione». 



Guernica:

Tony D'Alessio: voce e cori
Goffredo De Prisco: chitarre e pianoforte
Massimo Testa: chitarre
Diego Iannaccone: basso e contrabbasso
Enzo Scorzeto: batteria

Special guests:

Enzo Di Somma: violoncello in Briciole, La resa e C'est la vie
Dario De Nicola: Fisarmonica in C'est la vie



lunedì 21 gennaio 2019

Memories And Dust: il nuovo singolo di PAOLO PREITE!

Tratto dal nuovo disco 'An Eye On The World', suonato insieme agli special guest Jane Scarpantoni e Ondrej Pivec, il pezzo del musicista romano rilancia la splendida formula del rock dal respiro internazionale con melodia italiana 
Memories And Dust: il nuovo singolo di Paolo Preite 



PAOLO PREITE 
IL NUOVO SINGOLO MEMORIES AND DUST:

 

Memories And Dust, un brano che nasce in un momento distorto, grigio. Un grigio che non è una nebbia che ti soffoca, ma più una giornata di pioggia che porta con sé malinconia e anche un po’ di piacere. Ecco, questa canzone parla di quel tacito piacere che vuole essere al più presto accolto, parla del silenzio della perdita ma anche della spinta a ricominciare. Parla di ceneri che non sostituiscono la memoria di ciò che siamo, di ciò che abbiamo amato e di ciò che continueremo ad amare. Toni bassi, ceneri e ricordi; passione, voglia di vivere e amore, questa è la trama di Memories And Dust". Sono le parole con cui Paolo Preite presenta il nuovo singolo Memories And Dustuno dei brani di punta - tra i più rappresentativi per approccio, sound e contenuti - di An Eye On The World. Questo suo secondo album sta ricevendo splendidi apprezzamenti da testate come Classic Rock, Vinile, RadioCoop, Unione Sarda e molte altre grazie allo splendido rock internazionale, un concentrato di suoni, influenze, temi e direzioni, dal classic rock alla canzone d'autore, dal soul al folk-rock all'americana.



Scritto e prodotto da Paolo Preite, Memories And Dust annovera gli eccellenti ospiti Jane Scarpantoni (Cello) e Ondrej Pivec (Hammond B3, Wurly Piano) e musicisti italiani (Alessandro Cefalì, Alberto Lombardi, Marco Rovinelli), in omaggio allo spirito internazionale che anima l'intero album. In An Eye On The World infatti sono presenti pezzi grossi del rock internazionale come Fernando Saunders (Marianne Faithfull, Joan Baez, Slash, Tori Amos, Steve Winwood, Jimmy Page, John McLaughlin, Eric Clapton, Jeff Beck, Ron Wood e Charlie Watts, Suzanne Vega e Lou Reed), Kenny Aronoff (John Mellencamp, John Fogerty, Cinderella, Chickenfoot, Jerry Lee Lewis etc.), Michael Jerome (Blind Boys Of Alabama, Better Than Ezra, K.D. Lang, Taj Mahal, Charlie Musselwhite etc.) e Bob Malone (John Fogerty, Bruce Springsteen, Bob Seger, Jackson Browne, Billy Gibbons, e Alan Toussaint).

Cantautore romano classe 1985, Paolo Preite cresce ascoltando Leonard Cohen, Roger Waters, Bruce Springsteen, Gregory Porter, Bob Dylan, Lucio Battisti, Queen, Who, Warren Zevon, Beatles e Stones, affina il suo talento dal vivo tra locali e radio, nel 2014 intraprende il suo primo tour straniero, in Danimarca, avviando un percorso di relazioni internazionali che lo segnerà definitivamente. Nel 2015 debutta con Don't Stop Dreaming, prodotto da Fernando Saunders



Preite ha pensato questo album come una sequenza di canzoni legate da un comune sentire tematico: "C’è un filo conduttore. È un ambizioso progetto di riflessione, discussione e sintesi. Le canzoni trattano di precarietà, di relazioni umane distrutte dalla parte malvagia della globalizzazione, di una informazione impazzita, di guerre ed allo stesso tempo cercano di riportare l’attenzione su una umanità a tratti smarrita, sulla speranza e su uno spirito di reazione e rivalsa". Un secondo album profondamente sentito, vissuto come un'esperienza di confessione personale, di maturazione artistica, di dialogo multiculturale veicolato dall'amore per il grande rock.

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venerdì 12 ottobre 2018

An Eye On The World: il nuovo disco di PAOLO PREITE!

Rock dal respiro internazionale, melodia italiana, big stranieri come Fernando Saunders, Kenny Aronoff, Michael Jerome e Bob Malone. Il secondo lavoro del musicista romano è uno sguardo speranzoso sui drammi del mondo contemporaneo
An Eye On The World: il nuovo disco di Paolo Preite 



PAOLO PREITE 
AN EYE ON THE WORLD
Dreamers Rec. / Spitify - iTunes - Deezer - Amazon etc. 
10 tracce - 40.18 minuti 




"Viaggiare, suonare e conoscere altre culture è ciò che mi tiene vivo. Se non lo facessi, non avrei più nulla da dire. Tempo fa domandai ad un mio caro amico e poeta di New York quale fosse il segreto della scrittura di Leonard Cohen e lui mi rispose molto placidamente “Vivere”. Per scrivere bisogna vivere. La mia vita diventa musica. Le canzoni partono da me, dal mio sound e dalla personalità che trasmetto nella mia voce e nel mio strumento, tutto parte da lì e sfocia poi in sfumature soul, rock, cantautorali classiche e jazz. Nel nuovo disco hanno suonato musicisti italiani, danesi, americani, slovacchi, cechi, serbi e ognuno di loro ha portato il proprio background. Tutto ciò mi affascina tremendamente".
Uno spirito cosmopolita, un autore attento al mondo che lo circonda, con uno sguardo limpido, senza barriere nè preconcetti, deciso nel suo percorso di vita che diventa musica brillante, emotiva, profonda. E' questo il senso di An Eye On The World, il secondo album di Paolo Preite, che torna a tre anni di distanza dal debutto di Don't Stop Dreaming con un lavoro di splendido rock internazionale, dieci brani per un concentrato di suoni, influenze, temi e direzioni, dal classic rock alla canzone d'autore, dal soul al folk-rock all'americana.

Cantautore romano classe 1985, cresce ascoltando Leonard Cohen, Roger Waters, Bruce Springsteen, Gregory Porter, Bob Dylan, Lucio Battisti, Queen, Who, Warren Zevon, Beatles e Stones, affina il suo talento dal vivo tra locali e radio, nel 2014 intraprende il suo primo tour straniero, in Danimarca, avviando un percorso di relazioni internazionali che lo segnerà definitivamente. Nel 2015 debutta con Don't Stop Dreaming, prodotto dal grande Fernando Saunders, che ha in curriculum dischi e tour con Marianne Faithfull, Joan Baez, Slash, Tori Amos, Steve Winwood, Jimmy Page, John McLaughlin, Eric Clapton, Jeff Beck, Ron Wood e Charlie Watts, Suzanne Vega e Lou Reed. Inevitabile tornare a Fernando per un nuovo lavoro insieme, che ha portato il suo basso in An Eye On The World. "Lavorare su Don’t Stop Dreaming per me è stata un’esperienza decisiva, come allenarsi in una grande palestra. Ho passato anni a stretto contatto con Fernando Saunders che mi ha guidato in ogni passo artistico. In An Eye On The World invece ho preso io la guida e la responsabilità del progetto ed ho cercato di mettere in pratica tutto ciò che mi era stato insegnato nella precedente esperienza di registrazione. Fernando ha prodotto l'unico brano in italiano, Una piccola differenza".




Accanto a Fernando Saunders ci sono grandi ospiti stranieri, da Kenny Aronoff (batterista per John Mellencamp, John Fogerty, Cinderella, Chickenfoot, Jerry Lee Lewis e tanti altri) a Michael Jerome, altra colonna della musica americana (alla batteria con Blind Boys Of Alabama, Better Than Ezra, K.D. Lang, Taj Mahal, Charlie Musselwhite etc.), dal tastierista Bob Malone (che ha diviso il palco con John Fogerty, Bruce Springsteen, Bob Seger, Jackson Browne, Billy Gibbons, e Alan Toussaint) a Ondřej Pivec, tastierista ceco all'opera con Gregory Porter, Wu-Tang Clan, Billy Cobham e altri. "La presenza degli ospiti ha una motivazione molto semplice: hanno un modo di suonare unico che trasmette ai miei brani un valore aggiunto straordinario. Il “solo” di violoncello di Jane Scarpantoni in Memories and Dust è qualcosa che mi fa vibrare ogni volta che lo ascolto. Gli arrangiamenti di tastiere di Pivec in It’s not over yet sono spettacolari. La batteria e le percussioni di Jerome su I will meet you againmi hanno consentito di aprire un mondo inesplorato per quanto riguarda la produzione di questo brano. E potrei continuare ad oltranza… sono dettagli che impreziosiscono molto questo mio disco".

An Eye On The World non è un concept in senso stretto ma gli si avvicina molto, visto che Paolo Preite ha pensato e affrontato questo album come una sequenza di canzoni legate da un comune sentire tematico: "C’è un filo conduttore. È un ambizioso progetto di riflessione, discussione e sintesi. Le canzoni trattano di precarietà, di relazioni umane distrutte dalla parte malvagia della globalizzazione, di una informazione impazzita, di guerre ed allo stesso tempo cercano di riportare l’attenzione su una umanità a tratti smarrita, sulla speranza e su uno spirito di reazione e rivalsa". Un secondo album profondamente sentito, vissuto come un'esperienza di confessione personale, di maturazione artistica, di dialogo multiculturale veicolato dall'amore per il grande rock.



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