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domenica 26 aprile 2026

Y.D.L.A.M.: il viaggio nel canto tra Africa e Sannio con TekCiervo

Il toccante e visionario percorso in musica, dalla rielaborazione di voci antiche al contatto con le nuove sonorità contemporanee, nel disco d'esordio dei fratelli Ciervo. Dalla Guinea a Benevento con folk, elettronica, afrobeat e groove, edizione in vinile


Y.D.L.A.M.
TEKCIERVO
(2026)
8 brani | 28.52 min.



 

«È possibile immaginare una storia in cui le voci più seducenti della nobile tradizione popolare italiana, quelle di Rosa Balistreri, di Concetta Barra, e di altre ugualmente brave esecutrici del canto tradizionale, possano incrociarsi, intersecarsi con quelle di Boubacar Diallo, di Alpha Oumar Balde, ossia con quelle di ragazzi arrivati qui, da noi, dopo aver attraversato il deserto e il mare? Noi, questa storia, l’abbiamo immaginata. E, dunque, il tema sotteso è proprio il viaggio. Un viaggio di attraversamento di luoghi inospitali, in condizioni terribili. Quel viaggio che tanti ragazzi scelgono di compiere per arrivare in Italia». 

Un viaggio difficile, impervio, doloroso, che dal Continente Nero porta allo Stivale. Dall'Africa occidentale all'Italia Meridionale. Dalla Guinea a Benevento. Un viaggio di speranza che TekCiervo ha cantato e messo in musica con originalità, tensione, pathos e disponibilità all'ibridazione in Y.D.L.A.M., il nuovo album uscito in vinile. Un viaggio nel quale Corrado e Carlo hanno operato da registi – non solo da musicisti – armonizzando voci estrapolate da grandi classici del folk italiano, le storie di ragazzi che hanno attraversato il mare, la loro tensione musicale contemporanea. Il risultato è Y.D.L.A.M.: più che un album, una vera e propria operazione culturale e in senso ampio politica.

TekCiervo è il progetto ideato dai fratelli Corrado e Carlo Ciervo, attivi da tempo in un contesto di ricerca sonora e culturale, in cui cercano di fondere elementi della tradizione popolare con linguaggi moderni e sperimentali. Uniti artisticamente da sempre, entrambi hanno maturato esperienze in diversi ambiti e collaborano con altri musicisti in produzioni e performance. Da diversi anni si occupano di musica di ricerca, attingendo spesso da voci e suoni della musica popolare italiana, rielaborandoli mescolando folk, elettronica, elementi elettroacustici e improvvisazione. Con Vittorio Zollo compongono Osso Sacro, gruppo di ricerca, rielaborazione e riposizionamento delle narrazioni orali e sonore del territorio sannita, vincitore del Premio Andrea Parodi 2023. 






Il passaggio decisivo per l'evoluzione del duo è avvenuto grazie all'incontro con Alpha Oumar Baldè e Boubacar Diallo, due giovani migranti della Guinea: con loro arrivano nuove voci, nuove lingue e nuovi immaginari come il “fula” (fulfulde) e il “susu”, lingue della tradizione orale e del canto, in connubio con il francese, diventando parte integrante della scrittura musicale come linguaggio vivo, portatore di memoria, esperienza e identità. «Partono in silenzio, spesso senza confessarlo neppure alle mamme, portandosi dietro non solo speranze e desideri, ma anche paura, insicurezza, rimorso. E perciò è come se avessimo voluto trovare per loro delle mamme in grado di temperare, di mitigare, per quanto possibile, le loro angosce. Svolgono la funzione delle voci materne, supportano i ricordi dei loro viaggi, risuonano nelle loro teste e nel disco». I testi di Alpha One e Bubi nascono da storie personali, da racconti di viaggio, di perdita, di attraversamento. Sono parole che conservano il ritmo della narrazione orale africana, dove la voce è veicolo di sapere, cura e appartenenza. Questa dimensione dialoga profondamente con la tradizione popolare nostrana, in cui il canto ha storicamente avuto una funzione del tutto analoga. TekCiervo riconosce questa parentela profonda e costruisce un ponte tra due mondi che condividono la stessa urgenza espressiva

La peculiarità dell'album, suonato interamente dai fratelli Ciervo con Carlo Corso e Giuseppe Tomaciello insieme alle voci di Alpha One e Bubi, è nell'insieme di tessiture e intrecci col materiale tradizionale, dal canto di Rosa Balistreri e Concetta Barra oppure quello raccolto e registrato sul campo da Alan Lomax e Diego Carpitella: il risultato è un viaggio visionario in otto brani tra folk, elettronica, afrobeat, art-rock e world fusion. Con il filo conduttore del canto, ricordano i fratelli Ciervo: «E così il canto finisce per assumere una funzione salvifica, utile ad affrontare momenti complessi, ma anche una valenza catartica, in grado di supportare la forza della memoria. In questo senso, il canto non segue finalità mercantili e neppure motivi puramente estetici. Il canto aiuta a vivere, il canto è funzionale alla vita. Insomma: si canta per vivere meglio. E quella medesima funzione la si ritrova anche nell’Italia prima del boom economico, quando la voce era lo strumento che serviva a combattere i mali del mondo: il lavoro sfruttato e alienato, le violenze degli amori, le disuguaglianze sociali. E così le grandi cantanti italiane e le cantatrici popolari le abbiamo immaginate come le “madri/guide” dei figli con la faccia nera che intraprendono il viaggio. Essi partono come partirono i nostri avi per fuggire la fame, per cercare lavoro, per ritrovare un luogo “altro” dove sognare un futuro migliore».




Il senso profondo dell'operazione è tutto nella sigla del titolo Y.D.L.A.M.: “Yimde Dandayde Leñol Mulugol”, ossia il canto che protegge le genti dallo svanire.

YDLAM:

1. Monteloura
2. New Tek
3. Hoydol 
4. Les Travaiileurs 
5. Jev Dicenn 
6. Concetta Deluxe
7. Y.D.L.A.M.
8. Dormìa

TEKCIERVO:
Corrado Ciervo: violino, chitarra, basso, voce
Carlo Ciervo: synth bass, piano, sampler 
Alpha Oumar Baldè: voce 
Boubacar Diallo: voce
Carlo Corso: batteria 
Giuseppe Tomaciello: drumpad, percussioni 

TekCiervo: 

venerdì 16 gennaio 2026

A Nightwalk on a Sunny Road: il secondo album di Andrea Casale!

 045records pubblica il nuovo lavoro del musicista tarantino, registrato e prodotto da Francesco Ambrosini (Duck Chagall) dei C+C=Maxigross. Tra prog contemporaneo, art-rock sofisticato e canzone d'autore. Concerto di presentazione a Verona il 18 marzo con il leggendario Richard Sinclair e la violoncellista inglese Ayanna Witter-Johnson



A NIGHTWALK ON A SUNNY ROAD
Andrea Casale
045records, 2026
(8 tracce, 36.29 min.)

 


«Ho iniziato a lavorare a questo disco in un momento in cui avrei pensato che non avrei più fatto musica. Era il 2019, ero appena tornato in Italia dopo due anni passati per lavoro in Burundi e la vita mi stava portando altrove. Per quanto possa sembrare un cliché, il lockdown mi ha dato il tempo di pensare e di registrare cose nuove, a casa. Ma sentivo che quello che stavo registrando mancava di una regia che potesse trasformare delle ottime idee in un disco vero e il mio incontro con Francesco Ambrosini nel 2023 è stato fondamentale». 
Nasce così, dal ritorno dopo un'esperienza importante e vitale, dalle difficoltà del lockdown, dal desiderio di fare musica, il secondo album di Andrea Casale: si intitola A Nightwalk on a Sunny Road, pubblicato da 045records (cd, digitale e vinile) e prodotto da Francesco Ambrosini (alias Duck Chagall) del collettivo psichedelico C+C=Maxigross. Un album anomalo, che guarda sia al prog classico degli anni '70 (Genesis, Yes, King Crimson), alle eminenze grigie del decennio successivo (Peter Gabriel, David Sylvian, Kate Bush) ma anche alle sonorità internazionali di Kings Of Convenience e Bon Iver. Un art-rock sofisticato, ricercato, d'atmosfera, come sottolinea Andrea Casale: «Mentre scrivevo i brani mi immaginavo camminare in un quadro di Edward Hopper, quelle atmosfere rarefatte dei film noir degli anni '40. Oppure i paesaggi notturni degli anni '80, le luci al neon richiamate in copertina. Il tono del disco è notturno, introspettivo e forse a tratti anche spirituale. La musica, per me, serve a riconnettersi con i propri sentimenti inespressi. E chi ascolta può fare altrettanto. Le canzoni, pur mantenendo la loro identità, sono coerenti e legate. Non si tratta di un concept, ma i brani sono nati tutti da stimolazioni emotive molto simili tra di loro».




Nato a Taranto nel 1988, Andrea Casale ha vissuto in Burundi e ora è a Verona; ha assorbito sin da piccolo l'eredità dei maestri del progressive, in particolare l'approccio narrativo e visionario di Peter Gabriel, Kate Bush, Steven Wilson e David Sylvian. La sua musica è un teatro della mente in cui ogni nota e ogni arrangiamento ha un ruolo drammatico. Casale si sforza sempre di superare i confini del genere, creando un art-pop nuovo, sofisticato e sperimentale, con atmosfere cinematografiche e oniriche, con un sound ideale per il pubblico contemporaneo. Nel 2014 ha debuttato con Tourist in my Hometown, rispetto al quale il nuovo ha molte differenze: «Ho lavorato con un produttore professionista e in uno studio attrezzatissimo quale il Tega. Il precedente, sebbene sia stato ben accolto dalla critica, venne registrato a casa con i miei amici di sempre. Inoltre ci sono più idee, più colori e un approccio sicuramente più diretto. Dal Turista sono passati 12 anni, quindi c'è stata anche una maturazione sia come musicista che come persona e questo si riflette nei temi trattati».  

Questa passeggiata notturna tra i pensieri che evoca ricordi e pensieri, dialoghi interiori su temi chiave come la disillusione, lo smarrimento e la rigenerazione non è solo un'esperienza di studio: A Nightwalk on a Sunny Road verrà presentato dal vivo da Andrea Casale con la sua band (Enrico Marchiotto alle tastiere, Filippo Romeo alla chitarra, Francesco Varesano al basso, Giuseppe Cappuccio alla batteria e Astou Fall ai cori) mercoledì 18 marzo al Teatro Modus di Verona. Con due ospiti straordinari: il leggendario Richard Sinclair, inconfondibile voce e basso di Caravan, Camel e Hatfield And The North, e la violoncellista inglese Ayanna Witter-Johnson.




A Nightwalk on a Sunny Road:
1 Say My Name (And I’ll Disappear) (Instrumental) 
2 A Cup Of Tea Full Of Rain 
3 Pages Of Dusk
4 Shape Of Your Nose
5 Things Beyond My Knowledge
6 No More Flowers
7 To Thousands And 9
8 Finale

Andrea Casale: Voice, Piano, Keyboards, Synths, Harmonium, Bells, Guitars 
Francesco Ambrosini (Duck Chagall): Guitars, Programming, Synths, Bass, Backing Vocals, Cellos, Horns
Dorsa Riazi: Voice and Violin
Giovanni Franceschini: Drums

Andrea Casale FB

Andrea Casale IG:

Andrea Casale BC:

mercoledì 5 novembre 2025

Nun me scetà: Fanali rilegge i classici di Sergio Bruni e Roberto Murolo

 Un'audace rivisitazione elettronica/post-rock di alcuni brani cult della tradizione napoletana. Ospiti Altea dei Thru Collected, Roberto Colella della Maschera e Dario Sansone dei Foja. Primo concerto il 12 dicembre da Germi a Milano 



NUN ME SCETÀ 
FANALI PLAYS SERGIO BRUNI E ROBERTO MUROLO
Phonotype Records, 2025
(10 tracce | 47.09 min.)





«Le prime immagini che ci sono venute in mente registrando i classici di Sergio Bruni e Roberto Murolo sono quelle di una Napoli che vive ad un'altra velocità, una Napoli antica che vive ad un altro ritmo, dove questioni come la morte, l'amore, raccontate poi nelle canzoni che abbiamo rivisitato, sono vissute con una profondità probabilmente diversa rispetto a quella che viviamo oggi. Abbiamo voluto far collimare quel tipo di profondità e di ritmo al tipo di profondità e di ritmo evocato dalla musica che ci ha cresciuto, praticamente, la musica contemporanea».

Sono le parole con cui FANALI evoca e rivive il clima magico del riascolto di grandi classici di Sergio Bruni e Roberto Murolo, rivisitati con il loro inconfondibile approccio di “musica per immagini”, nel nuovo album Nun me scetà - Fanali plays Sergio Bruni e Roberto Murolo, pubblicato da Phonotype Records, la più antica casa discografica italiana, registrato in un luogo storico per la musica napoletana e non solo come l’Auditorium Novecento, a Napoli.

Nun me scetà è un’operazione cruciale per FANALI, che si confronta con un patrimonio non solo musicale ma anche culturale, quello del classico napoletano, all’indomani di progetti simili come la sonorizzazione del film L'uomo con la macchina da presa di Dziga Vertov (2021) e l’omaggio a Lou Reed di Pale Blue Eyes (2023). Nell’autunno 2023 FANALI prese parte alla rassegna #classicocontemporaneo, organizzata da Gruppo Acta e finanziata dal Comune di Napoli nell’ambito del programma “Napoli Città della Musica”: per celebrare l’arte e la memoria di Sergio Bruni e Roberto Murolo nel ventennale dalla loro scomparsa, il trio rilesse dal vivo in chiave elettronica/post-rock dieci brani portati al successo da queste due straordinarie voci. La sfida fu quella di cercare di reinterpretare in breve tempo alcune tra le più belle canzoni della tradizione napoletana, con versioni che risultassero personali ma al tempo stesso rispettose. Sull’onda dell’entusiasmo per la riuscita del concerto, Caterina Bianco, Michele De Finis e Jonathan Maurano hanno deciso di immortalare su disco quell'esperienza con il desiderio, fin dall’inizio, che queste rivisitazioni avrebbero trovato casa ideale nel luogo dove per la prima volta furono registrate gran parte delle melodie legate alla nostra tradizione musicale, ossia Auditorium Novecento.





In Nun me scetà trovano spazio cult della musica napoletana immortalati dalle voci di Bruni e Murolo ma anche gemme nascoste meno note a loro legate; ad impreziosire questo dialogo tra tradizione ed innovazione è poi arrivato il contributo di alcune delle voci più importanti della attuale scena napoletana: Altea (Thru Collected) in Amaro è ‘o BeneRoberto Colella (La Maschera) in ‘Na Bruna e Dario Sansone (Foja) in Carmela. Il tutto in una tavolozza strumentale densa tra elettronica, post-rock e art-rock, a volte eterea e impalpabile, ricca di rimandi e suggestioni, con la voce di Caterina Bianco per la prima volta nel ruolo solista: «Abbiamo approcciato queste canzoni con tutto il rispetto e la cura di cui siamo capaci, eravamo consci di avere tra le mani una perfezione armonica e una bellezza testuale difficilmente ripetibili. Era un'occasione stimolante ma al contempo lo scivolone era dietro l'angolo. Ci piaceva l'idea di poter vestire i brani in qualsiasi modo tenendo conto sia della volontà di mantenere intatte le linee vocali che della suonabilità in trio dal vivo delle nostre versioni, senza cadere nella tentazione dell'overproducing. Abbiamo inoltre scoperto di amare molto l'interpretazione di Caterina in lingua napoletana, soprattutto in un registro più sommesso, muroliano; da qui anche la scelta delle tonalità in cui eseguire le canzoni».

Nun me Scetà - FANALI plays Sergio Bruni e Roberto Murolo, in uscita in vinile, cd e digitale, sarà un’esperienza multimediale: alle reinterpretazioni del trio si affianca "PLAY", una videoinstallazione composta da una serie di tapes in bianco e nero al confine tra performance art e improvvisazione realizzati dalla videoartista Sabrina Cirillo, che ha documentato le interazioni di Francesca Diletta Iavarone con gli stimoli da lei immaginati. Il primo concerto di presentazione si terrà il 12 dicembre da Germi a Milano (Via Cicco Simonetta, 14/A), il secondo il 27 dicembre in Auditorium Novecento a Napoli (Via Enrico De Marinis 4). 





NUN ME SCETÀ

SIDE A
01. Nun Me Sceta’ (Tagliaferri - E. Murolo)
02. Voce ‘e Notte (De Curtis - Nicolardi)
03. ‘Na Bruna (with Roberto Colella) (Bruni, Visco - Barrucci, Langella)
04. Indifferentemente (Mazzocco - Martucci)
05. Canzona Doce (R. Murolo)

SIDE B
06. Amaro è ‘o Bene (with Altea) (Bruni - Palomba)
07. Scetate (Costa - Russo)
08. Anema e Core (D’Esposito - Manlio)
09. Si Tuorne a Napule (R. Murolo)
10. Carmela (with Dario Sansone) (Bruni - Palomba)

FANALI
Caterina Bianco | Vocals on 1, 2, 4, 5, 7, 8, 9, Piano, Spinet, Fender VI on 9, Rhodes, Synth, Violin on 1.
Michele De Finis | Bass, Guitars, Noises, Programming
Jonathan Maurano | Drums, Percussions

[guests]
Altea | vocals on 6
Roberto Colella | vocals on 3
Dario Sansone | vocals on 10


Phonotype Recordshttps://www.phonotype.it/ 

venerdì 17 ottobre 2025

Sky On The Ground: il realismo magico di Markus Reuter e Stefano Castagna

Uno straordinario esperimento che vede nuovamente insieme il musicista austriaco (centrozoon, Tuner, Stick Men, The Crimson ProjeKct) e il produttore italiano tra improvvisazione e composizione. Al crocevia tra art-rock, elettronica, musica colta, progressive e shoegaze, un'affascinante nuova visione musicale


SKY ON THE GROUND
Markus Reuter and Stefano Castagna
Unsung Records/Iapetus 
(11 tracce | 40.45 min.)
CD, Digital, Vinyl, Cassette 




Due anni dopo l'uscita di Sea of ​​Hopeless Angels nell'ottobre 2023, Markus Reuter e Stefano Castagna tornano con il loro secondo album insieme, Sky On The Ground (Unsung/Iapetus). A differenza di Sea of ​​Hopeless Angels, che era strutturato intorno a composizioni legate alle performance di Markus – fissate nel tempo che non potevano essere alterate – Sky On The Ground  abbraccia intersezioni, divergenze e molteplici possibilità. Gran parte del materiale proveniva dal vasto archivio di Markus, costruito in anni di improvvisazioni e composizioni da solista: Stefano si è avvicinato a queste registrazioni senza timori reverenziali, trattandole come materia grezza e informe da plasmare, interamente al servizio di una nuova visione musicale. Il concetto guida è stato quello di creare brani concisi che consentissero cambi di rotta improvvisi, persino drastici, e la scintilla è arrivata da Markus: l'idea di usare entrambe le voci in modi melodici, qualcosa che nessuno dei due artisti esplora di solito. Questa idea ha gradualmente rivelato la sua forma e direzione con il progredire del lavoro, evocando paesaggi e immagini nuovi. 
 
Sebbene la maggior parte dell'album sia stata costruita a distanza, Markus e Stefano si sono poi riuniti in studio per ascoltare il lavoro finito nel suo complesso. Queste sessioni hanno dato vita a ulteriori strati sonori realizzati con armonium, chitarre acustiche, voci, glockenspiel, concepiti come legante, frutto di una interazione in tempo reale. La forma complessiva si è rivelata solo alla fine, una volta che ogni elemento è andato al suo posto. Il risultato è una raccolta di brani che tendono alla forma canzone, ma costruiti su suoni e texture fantastiche: questo avvicina Sky On The Ground allo spirito artistico del realismo magico, dove strutture familiari si fondono perfettamente con profondità e suoni evocativi.





Anche la copertina riflette questo processo. Due immagini molto diverse – una scelta da Stefano, l'altra da Markus – sono state semplicemente sovrapposte, i cui contrasti si fondono in un unico emblema visivo della musica. Il brano conclusivo, The Hollow Buzz, si discosta dal resto dell'album, ed è una scelta intenzionale: un apripista, forse indica la direzione che il duo prenderà per il loro prossimo lavoro. Se Markus è il costruttore di elementi magici, Stefano è l'alchimista che li trasforma in pozioni. 

1. Heartless Heart 
2. A Shadow Between Us 
3. Failing through Silence
4. Sky on the Ground 
5. Overlove 
6. The Shape of Tomorrow 
7. Rise with Them
8. What Will I Be 
9. The Unseen Rift
10. Pulse of Life 
11. The Hollow Buzz   




Markus Reuter: touch guitars, soundscapes, harmonium, vox, nylon-string guitar, Glockenspiel, guitar synth, acoustic guitar 

Stefano Castagna: bass guitar, synth, programming, samples, piano, vox, Monotron

Luca Calabrese: trumpet 5
Mimmo Impiombato: drums 2, 6
Alessandro Castagna: programming 4, percussion 1, 6, 8, synth 10, vox 8

Recorded and mixed by Markus Reuter and Stefano Castagna at Ritmo&Blu studio (Brescia, Italy),
December 2024 - March 2025
Mastered by Erik Emil Eskildsen
Produced by Markus Reuter & Stefano Castagna



giovedì 16 ottobre 2025

Voce 'e notte: il nuovo singolo di Fanali!

giovedì 9 ottobre 2025

A Family Secret: il ritorno di Ergot Project!

 A undici anni dal disco di rivisitazione beatlesiana, il collettivo guidato da Christian Marras si cimenta in un album ispirato al clamoroso caso mediatico di Billy Milligan. Un concept sulle voci interiori con un mix di rock progressivo e sperimentazione, con la partecipazione straordinaria di Pat Mastelotto dei King Crimson 


ERGOT PROJECT
A Family Secret 
AMS Records | BTF | 2025 
(10 tracce | 46.59 min.)






Nato nel 2014 su iniziativa del polistrumentista, compositore e produttore Christian MarrasErgot Project ha esordito due anni dopo grazie a AMS Records con un’interessante rivisitazione in chiave heavy/electro/prog di celebri brani dei Beatles (Beat-Less, 2016). Quasi dieci anni dopo, con l’eccezionale coinvolgimento del leggendario batterista Pat Mastelotto, Christian ed Ergot Project tornano con qualcosa di completamente diverso, un eccellente passo in avanti che prende la forma di A Family Secret, un concept album liberamente ispirato alla vicenda di Billy Milligan, protagonista di un celebre caso di personalità multipla che suscitò scalpore negli Stati Uniti negli anni ’70. Un vero e proprio caso mediatico, ma anche un fenomeno unico nella storia giudiziaria americana, che ha ispirato anche libri, teatro e cinema (pensiamo al film Split di M. Night Shyamalan). 

Tramite l'espediente narrativo del racconto biografico A Family Secret porta in scena un'allegoria delle molteplici voci interiori che abitano ciascun individuo: paure, desideri, conflitti e fragilità. Il risultato è un percorso musicale in bilico tra progressive rock e sperimentazione elettronica, in cui atmosfere dense e stratificate guidano l’ascoltatore attraverso un labirinto emotivo in cui nulla è come sembra.

Ergot Project è nato da un’idea del musicista sardo Christian Marras: quella di un collettivo aperto a molteplici espressioni artistiche, che ha come unica finalità la totale anarchia creativa nella creazione di nuove produzioni musicali. Si tratta di una sorta di factory dove il gruppo di lavoro, diretto e seguito da Marras, varia in continuazione a seconda delle necessità permettendo di ampliare i confini di sperimentazione sonora e artistica. In questo nuovo album la ciliegina sulla torta è Pat Mastelotto, straordinario battterista che gli amanti di King Crimson, O.R.k., Stick Men e tantissimi altri conoscono molto bene. 

Tracklist:
1 A Con Man
2 I Hope I Didn't Hurt Anybody
3 Do Not R.I.P.
4 A Perfect Gentleman
5 Rage
6 Again
7 On the Spot
8 The One Who Stands in the Corner
9 The Sweetest Lullaby Ever
10 The Tenth

AMS: 

BTF:

giovedì 3 aprile 2025

Masturbati prima e dopo: Andrea Tich e la sua musica non allineata

 Nel 1978 la Cramps di Gianni Sassi pubblicava il disco d'esordio di questo musicista eclettico e non convenzionale. Un album di culto, allora prodotto da Claudio Rocchi, che torna in una versione nuova con provini, live e remix



ANDREA TICH
Masturbati Prima e Dopo
Labellascheggia, 2025
(13 brani | 44.23 min.)




 

«L’idea di pubblicare i provini originali, versioni inedite, live e remix del mio primo album Masturbati, che uscì nel 1978 con la Cramps fondata dal geniale Gianni Sassi, scaturisce dal fatto che negli anni questo disco è stato motivo di ispirazione per tanti musicisti che lo ritengono un caposaldo della cultura alternativa e un raro esempio di musica non allineata che ancora oggi conta estimatori e collezionisti. Masturbati Prima e dopo contiene il prima, cioè alcuni provini delle canzoni che sono state accuratamente restaurate, mantenendo però l’essenza di quello che a quei tempi volevano rappresentare, e il dopo, quindi tutto quello che è scaturito ed ha ispirato quella musica: remix, versioni live, edizioni alternative e rielaborazioni». 

Una presentazione chiara, nitida e precisa di un disco con una storia importante, densa sia per il momento storico in cui uscì – il 1978 di Aldo Moro, Sandro Pertini, Giovanni Paolo II, Peppino Impastato – sia per il lascito, che rende ancora oggi Masturbati, l'album d'esordio di Andrea Tich, un riferimento per la musica italiana alternativa, non convenzionale, non allineata. Ed è ancora non allineato il suo artefice Andrea Tich, figura anomala di cantautore/non cantautore che torna a quel debutto con una nuova uscita per la cult-label Labellascheggia, ossia Masturbati Prima e dopo. Il nuovo album contiene ciò che portò all'uscita di Masturbati oltre quarant'anni fa e ciò che lo ha reso un disco di culto oggi: provini originali (Odore d’erba, Atmosferofobia, Luce, Lettera, La primavera nel bosco) versioni inedite, versioni dal vivo (al Mudima e al teatro Lirico di Milano) e remix come Masturbati RMX, curata da Francesco Martini nel suo studio a Bruxelles.





Scoperto da Gianni SassiAndrea Tich debuttò nel 1978 insieme al suo fedele batterista Claudio Panarello con la Cramps e il disco Masturbati, prodotto da Claudio Rocchi. A partire dal titolo dell'album, Tich non si presentava affatto come un artista allineato. Il disco stupì per il carattere anticipatorio della struttura musicale e per l’originalità dei testi, provocatori e favolistici al tempo stesso. Lavoro di nicchia per il periodo, oggi rarità per raffinati collezionisti. Negli anni Tich non ha mai tradito il suo stile, il suo mondo di riferimento fatto di piccole storie, ricordi di infanzia, narrazione di gesti del quotidiano, tematiche che ha sviluppato nei lavori successivi, quelli degli ultimi quindici anni Siamo nati vegetali (2010), Una cometa di sangue (2014), Parlerò dentro te (2018) e Storia di Tich (2021). Il termine cantautore è limitativo per un compositore poliedrico che negli anni è stato anche impegnato nella realizzazione di colonne sonore, background e pubblicità. I suoi testi, inoltre, irrompono tra le note come un'incursione poetica che guida l'ascoltatore alla comprensione della traccia musicale.

Grande amante di Frank Zappa, maestro non solo di musiche ma anche di approccio alla vita e all'arte, Andrea Tich prosegue imperterrito nel suo studio in Milano proclamando ufficialmente di appartenere alla resistenza della musica non allineataMasturbati Prima e dopo è un nuovo tassello che arricchisce la sua eterogenea discografia ed esce in cd digipack ma anche in LP in vinile nero autografato con poster a tiratura limitata, con una copertina “simile” all’originale, che contiene materiale audio e fotografico inedito. 



 

TRACK LIST

1a parte: 
01 Paese RMX
02 Porta i fiori 2018
03 Odore d’erba (provino originale)
04 Atmosferofobia (provino originale)
05 Preambolo “masturbati” al Mudima, Milano
06 Masturbati RMX
07 Luce (provino originale)

2a parte: 
08 Porta i fiori RMX
09 Uccello 2018
10 Medley: uccello/il candidato/ odore d’erba (live)
11 Lettera (provino originale)
12 La primavera nel bosco (provino originale)
13 Masturbati live al Teatro Lirico Milano

Voci/chitarre/basso/tastiere: Andrea Tich
Batteria/percussioni: Claudio Panarello
Synth e programming nei brani 04/11/13: Francesco Martini
Voci di supporto nel medley 08: Giuseppe Di Mare e Carmelo Giummo
Meccanico del suono: Andrea Tich
Restauro audio e mastering: Christian Alati
Testi e musiche: Andrea Tich
Art director: Fabio Berrettini
Fotografie: Renzo Chiesa/Pino Sirna/Tony Quaranta/Seba Tomarchio

Andrea Tich: 

Labellacheggia: