Visualizzazione post con etichetta Skank Bloc Records. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Skank Bloc Records. Mostra tutti i post

martedì 28 maggio 2019

La struttura del vuoto: la terza cassetta di GRISELDA MASALAGIKEN!

Skank Bloc Records pubblica - come sempre esclusivamente su cassetta - il terzo titolo del musicista romano di stanza in California. Canzoni elettriche 'con la giacca' che tendono al futuro prossimo e completano la 'trilogia del tempo' 
La struttura del vuoto: il terzo album di Griselda Masalagiken!


GRISELDA MASALAGIKEN
La struttura del vuoto
Skank Bloc Records 2019 
(distr. Spotify, BandCamp, Deezer etc.)
9 brani, 32 minuti

Streaming BandCamp:



"Riascoltandole a fine missaggio, mi sono reso conto che le nuove canzoni tendono al futuro prossimo. Quindi ho pensato all’album precedente, Memorie del nervo ottico, chiaramente un omaggio ai ricordi. Mentre il primo, I demoni nel taschino, l’ho sempre visto come un disco ispirato dalle cose che mi accadevano in quel periodo, quindi del presente. È stato un caso, credo".
Non un concept album, ma qualcosa che gli si avvicina. Forse il caso, molto più probabilmente un percorso di consapevolezza nel songwriting, fatto sta che La struttura del vuoto, il terzo album - anzi la terza cassetta: si tratta pure sempre di una pubblicazione Skank Bloc Records - di Griselda Masalagiken completa quella che l'autore ha ribattezzato la "trilogia del tempo" all'insegna di un rock più acceso,incisivo, elettrico.

Nove brani nati in California, a Los Angeles, dove il musicista romano risiede da anni, compongono una cassetta che rafforza la fisionomia del catalogo Skank Bloc dopo le uscite di Insetti nell'Ambra e Luciano Chessa. L'impostazione di fondo, quasi un leitmotiv artistico dell'etichetta, è questa preziosa autarchia musicale, l'incontro tra la filosofia DIY e un profilo d'autore. Rispetto ai due precedenti lavori per Skank Bloc, La struttura del vuoto ha una differenza notevole, sottolinea Griselda: "L’avvento della chitarra elettrica. Nel secondo album avevo suonato esclusivamente la chitarra acustica, mentre il primo era completamente sintetico, niente chitarre. Sentivo il bisogno di un disco elettrico, concentrato, saturo, a maggior ragione dopo un album piuttosto nudo. La struttura del vuoto è decisamente più vestito,  alcune canzoni me le immagino con la giacca". 



Griselda Masalagiken, romano, suona e scrive canzoni sin dalla tenera età e si ispira al suo girovagare per il mondo. Dopo il soggiorno in Germania, a Zurigo conosce Lapo Boschi della Skank Bloc Records, con la quale debutta nel 2012 con I demoni nel taschino. Trasferitosi in California partecipa a diversi progetti losangelini sia studio che live (Historian, Mothers of Mars, Congo Red, Diaz, Vintage Fiction). Nel 2017 Skank Bloc pubblica Memorie del nervo ottico, due anni dopo La struttura del vuoto. Griselda si dedica anche alla scrittura e con un altro pseudonimo pubblica una raccolta di racconti per i tipi di Meridiano Zero. 

Appassionato tanto di De André quanto dei Soundgarden, Griselda Masalagiken ha assorbito le sonorità indie/alternative/grunge degli anni '90, è influenzato da Radiohead, Mark Lanegan, Nick Drake e Led Zeppelin, ma nelle canzoni di La struttura del vuoto l'Italia prevale sulla California. "Non credo che la vita losangelina mi ispiri più di tanto. Forse all’inizio, sfruttando l’effetto novità, ma ormai questa è casa e dopo tanti anni ci si abitua. Alla fine in un progetto solista ti trovi costretto a scavare all’interno, e io all’interno sono Mar Mediterraneo, non di certo Oceano Pacifico. Anche la scelta di cantare in italiano è la più naturale possibile. Anzi, non ho dovuto nemmeno scegliere".  




Griselda Masalagiken:

Skank Bloc Records: 

Synpress44 Ufficio stampa: 


venerdì 11 maggio 2018

Canti felice: Luciano Chessa e le sue canzoni lo-fi tornano su cassetta


Skank Bloc Records pubblica il nuovo lavoro del compositore italiano residente in USA. Brani propri e anomale cover di Lucio Battisti, Enzo Carella, Flavio Giurato, Donovan e Syd Barrett, con la complicità di Pasquale Panella 
Canti felice: Luciano Chessa e le sue canzoni lo-fi tornano su cassetta 


LUCIANO CHESSA
Canti felice 
Skank Bloc Records 2018 
(distr. Spotify, BandCamp, Deezer etc.)
12 brani, 38.03 minuti

Bandcamp: 

Spotify:




"Alla fine degli anni '90 smisi di scrivere canzoni perché da una parte mi sembrava avesse poco senso esprimermi in italiano davanti ad un pubblico anglosassone, e dall’altra constatai in prima persona che in Italia i pochi produttori interessati al tipo di musica che io scrivevo non avrebbero potuto pubblicare miei lavori senza un impegno da parte mia a promuovere le uscite discografiche con esibizioni dal vivo. Si sarebbe trattato di un suicidio editoriale
Dopo una collaborazione con Vinicio Capossela durante il suo tour in California nel 2009, mi resi conto che cantare in italiano davanti ad un pubblico straniero non sembrava fosse un così grande ostacolo, soprattutto quando introduzioni in inglese ai brani ben fatte offrivano al pubblico quel minimo di contesto utile per seguire il concerto ed emozionarsi. Scrivere canzoni mi stava maledettamente mancando e Lapo Boschi di Skank Bloc Records è stato il principale artefice: è stato lui, tentatore, a riattizzare quel desiderio mai sopito. “Fu come soffiare sul fuoco”, e il fuoco si è riacceso".

Parte da lontano, il rapporto con la canzone italiana di Luciano Chessa. Una canzone minimale, scarna, scheletrica, ancora più sorprendente se pensiamo che proviene da un compositore italiano che dialoga con l'estero e che nel corso degli ultimi anni si è espresso - con apprezzamenti raccolti in tutto il mondo da importanti critici e grossi musicisti - nel campo della musica colta contemporanea. Eppure il nuovo album - anzi cassetta, si tratta pur sempre dell'originale Skank Bloc, devota al nastro, altro che dischetti e vinili - Canti felice proviene da un percorso mai interrotto, da frammenti e idee risalenti alla fine degli anni '90 e ripresi con intatta magia, come ricorda Chessa: "Mi ha molto sorpreso il fatto che ho ripreso esattamente dal punto in cui avevo interrotto il lavoro in quaderni: riaprirli mi riportava d’incanto al 30 agosto 1998, data in cui abbandonai il campo e partii per la California per iniziare il dottorato. Una sorta di Pompei dell’anima in cui tutti i miei sentimenti erano rimasti fissati in quella data e perfettamente cristallizzati: insetti nell’ambra. Eppure in questo processo di completamento non sento affatto uno iato".

foto di Melesio Núñez


Canti felice è una musicassettaLato A e lato B, senza possibilità di sbagliarsi. All'insegna di una sorta di "autarchia compositiva ed esecutiva" e di un blocco sonoro creato da voce, chitarre ed elettronica (ottenuta con il sintetizzatore Aardvark a differenza del violoncello rumorista dei precedenti lavori) inciso su un registratore 4 piste anni '90Canti felice contiene canzoni in italiano che aprono uno spiraglio sorprendente sul mondo interiore di Chessa, sui suoi ascolti, il suo cammino, il suo universo musicale e letterario nel quale convivono Dalla e D'Annunzio, il Battisti dell'era Panella e Carducci. La prima facciata, composta da brani i cui elementi originari risalgono ai famosi quaderni pre-californiani, contiene ad esempio pezzi come Certe volte, legato a una delle figure più enigmatiche della cultura popolare italiana, Pasquale Panella: "Ho musicato D’Annunzio e l’amato Carducci, ma un poeta vivente non l’avevo ancora musicato: e così l'ho fatto con Certe volte di Panella, testo che lui ha scritto per me ed è a me scherzosamente diretto, ad iniziare dal riferimento alla città in cui ho lavorato per vent’anni, San Francisco. In un concerto luganese avevo deciso di rifare Vocazione di Enzo Carella, così scrissi a Panella per avere lumi su alcuni termini, lui mi rispose con una missiva alquanto dettagliata in cui non solo mi sciolse gli enigmi, ma mi analizzò l’intero testo. Al mio ringraziamento, seguì questa risposta: «Si figuri: canti felice» (con Pasquale ci diamo del lei, cosa che trovo deliziosamente inattuale). E così nell’immaginare un titolo appropriato per queste 12 canzoni – di cui tre su testi di Panella – lo scanzonato, sfacciato candore di quel congiuntivo esortativo panelliano mi è parso perfetto". 

I cinque brani della facciata B? Classici/anti classici come Il tuffatore (Flavio Giurato), Tra il canneto e il fiume (traduzione di Lord Of The Reedy River di Donovan Leitch), Gabbianone (Battisti-Panella, il famoso inedito), Opel (Syd Barrett) e Vocazione (Enzo Carella). Al di là della figura ricorrente di Panella, autore del testo di Certe volte ma anche di Gabbianone Vocazione, il filo conduttore di Canti felice è una sorta di dialogo interno al materiale, valorizzato anche dallo spirito "artigianale" che ha spinto Chessa a cimentarsi con la canzone lo-fi. A differenza di Petrolio, prodotto interamente nei Fantasy Studios di Berkeley, lo studio dei Creedence Clearwater Revival, Chessa è tornato al passato anche nei luoghi e nei metodi di registrazione, con una scommessa che funge da "concept" dell'intera operazione. Dichiara l'autore: "La scommessa era questa: registrare Canti felice utilizzando lo stesso identico setup che negli anni ’90 usai per registrare il mio primo disco, Humusstesso registratore 4 piste a cassetta (riparato per l’occasione), stessa chitarra, stesso microfono. È facile nascondersi dietro effetti e produzioni. Ora come allora ho pensato: se questi brani valgono qualcosa, lo si potrà verificare soltanto se si azzerano i valori voluttuari di disturbo: solo questo potrà darci la misura di quanto si è effettivamente cresciuti. Ora come allora quindi, il fruscìo del nastro, la fragilità della voce, l’imprecisione delle esecuzioni non sono semplicemente una “feature”: diventano bandiera".

foto di Melesio Núñez


Chitarre, Voci, Sonomatics Aardvark Synthesizer, Sonagli: Luciano Chessa 


Skank Bloc Records: 

Skank Bloc Facebook: 

Synpress44 Ufficio stampa: 

sabato 13 gennaio 2018

L'Aleph: garage-psych su nastro per GLI INSETTI NELL'AMBRA!

A due anni da 'Controllo' torna il duo italiano residente a Parigi. No cd, no vinile ma musicassetta rosa in tiratura limitata per Ludwig e Bronkos, devoti al kraut rock e al garage. Pubblica Skank Bloc Records 
L'Aleph: garage-psych su nastro per Gli Insetti nell'Ambra!

GLI INSETTI NELL'AMBRA
L'Aleph
Skank Bloc Records 2018 
(distr. Spotify, BandCamp, Deezer etc.)
7 brani, 26 minuti






7 brani, 26 minuti, chitarra, basso e drum machine. Tutto minimale, scarno, ma inesorabilmente elettrico e penetrante. Sono un duo italiano, vivono a Parigi dopo un transito a Zurigo, sono una colonna della scuderia Skank Bloc Records e pubblicano solo ed esclusivamente su cassettaMusicassetta, quella rettangolare coi due buchetti e il nastro dentro, che fa tanto vintage ma più figa del vinile perchè piccola e per pochi. Non è un caso che L'Aleph esca in sole 75 copie: splendida grafica di Reg Mastice, stampa su carta argento, cassette rosa numerate a mano.

A due anni di distanza dal debutto ControlloGli Insetti nell'Ambra tornano con L'Aleph. Ancora una volta formazione base in duo, ancora una volta su cassetta, ancora una volta con la label-famiglia Skank Bloc Records. Squadra/scrittura/sound che vince non si cambia, come sottolinea il duo: "Come sempre i brani sono scritti da Ludwig van Baloney e colorati da Bronkos! Ludwig scrive un testo, poi una linea di basso per accompagnare il suo canto, poi si fanno le prove, e Bronkos fa (quasi) tutto quello che vuole con la chitarra, finché non trova una cosa che gli piace. Ludwig ha improvvisamente scoperto che le parti di chitarra che scriveva erano in realtà delle linee di basso. Ha quindi ripreso in mano il basso. Che nell'Aleph è molto presente mentre in Controllo non c'era proprio. Il modo di scrivere, arrangiare e registrare le canzoni è rimasto lo stesso". 



Gli Insetti dell'Ambra nascono come costola di Ludwig Van Bologna, a sua volta derivazione di I Professionisti e Le Cose Furiose, formazioni che hanno animato da subito Skank Bloc Records, etichetta indipendente totalmente italiana ma nata a Zurigo e ora operativa a ParigiChitarre, fuzz, riverberi, rhythm box, le composizioni italo-francesi di Lapo 'Ludwig van Baloney' Boschi (voce, chitarra basso, chitarra ritmica, campionamenti, modulatore ad anello) e Chris 'Bronkos' Bettoli (chitarra selvaggia) miscelano la new wave con la canzone italiana, il Mediterraneo con le spiagge californiane, il ragù alla bolognese con i crauti (quelli del rock tedesco). In sette pezzi gli Insetti si imbarcano in micro-avventure sorrette da un motorik alla tedesca, melodie visionarie e chitarre taglienti, partendo da una citazione di Borges: "Nella cassetta c’è quello che ognuno ci vorrà mettere, speriamo ci siano tante cose che noi non abbiamo ancora visto. Borges c’è sicuramente visto che i versi di quella canzone sono all’incirca frasi del suo racconto. C’è anche un esperimento di fisica quantistica, specchi che non hanno riflessi, foto in cui il soggetto non si riconosce più, una poesia di Aldo Palazzeschi e dappertutto la sensazione che la realtà nasconda qualcosa di inspiegato".

Gli Insetti nell'Ambra non sono solo nastro o flusso sonoro in streaming, ma un duo in carne ed ossa che presenterà L'Aleph per la prima volta dal vivo giovedì 18 gennaio 2018 al Le Pointe Lafayette a Parigi, in Rue La Fayette. Ludwig e Bronkos porteranno con loro le inconfondibili cassette rosa... "Ci hanno detto che la musica su supporto fisico non si vende più. Allora abbiamo pensato di vendere il supporto fisico e basta... Limitando la riproduzione meccanica del nostro lavoro a poche copie di pregiata fattura, scegliendo un supporto carico di implicazioni culturali e affettive, che da solo racconta una storia... speriamo di accrescerne l'aura e dunque il piacere aggiunto per gli intenditori che le stanno acquistando. Tanto lo sappiamo che poi ascoltano tutti su Spotify, o in streaming su Bandcamp, si scaricano gli mp3...! Detto questo, la musica nelle cassette l'abbiamo effettivamente registrata, quindi chi fosse talmente avanti da estrarre la cassetta dalla custodia e inserirla nel radiolone, mangianastri, walkman, piastra o chissà cos'altro, non sarà deluso".  



Skank Bloc Records: 

Skank Bloc Facebook: 

Synpress44 Ufficio stampa: