Erreci Edizioni pubblica il saggio di Stefano Orlando Puracchio. Un viaggio nell'opera del memorabile compositore americano tra canzoni indimenticabili, colonne sonore e grandi album, secondo il principio per il quale 'oltre alla hit parade c'è di più'
Stefano Orlando Puracchio
BURT BACHARACH: NON SOLO UN HITMAKER
Erreci Edizioni 2026
202 pagine, euro 18.00
Raindrops Keep Fallin’ on My Head, I Say a Little Prayer, What the World Needs Now Is Love, Walk On By, Magic Moments. E si potrebbe continuare a oltranza, citando canzoni che hanno cambiato il volto del pop nel Novecento, brani amatissimi dal pubblico ma anche dalle grandi voci che li hanno cantati, da Dionne Warwick a Perry Como, da Tom Jones a Dusty Springfield. Parliamo di una figura gigantesca come Burt Bacharach, oggetto di un nuovo libro scritto da Stefano Orlando Puracchio: si intitola Burt Bacharach - Non solo un hitmaker (Erreci Edizioni).
In questo nuovo saggio, il giornalista e scrittore abruzzese esplora la vita, l'opera e soprattutto le peculiarità dell'indimenticabile compositore. La sua è una storia importante, che ha attraversato l'intero secolo visto che è scomparso, a 94 anni, nel 2023. Sottolinea Puracchio: «La storia di Bacharach è una storia di studio, gavetta e di percezione. Bacharach è una di quelle persone, sicuramente protette dalle muse, che han trovato il loro stile e la loro strada dopo anni di duro lavoro. E questo "Bacharach-stile" è piaciuto ad un pubblico vastissimo. Sicuramente ci sono delle tecniche per costruire un brano pop. Tuttavia la differenza la fa il compositore. La sua anima, la sua passione, il suo impegno. Non a caso vengono conferiti i premi Gershwin. E lui lo ha vinto. Perché il filone di Bacharach è lo stesso di Gershwin, di Cole Porter, di Irving Berlin».
A oltre tre anni dalla sua scomparsa, Burt Bacharach continua a rappresentare una figura difficilmente classificabile nella storia della musica del Novecento. Pianista, compositore e arrangiatore di fama internazionale, ha costruito un linguaggio personale capace di attraversare i confini tra musica popolare, jazz e scrittura orchestrale, influenzando generazioni di musicisti e autori. Stefano Orlando Puracchio, dopo i tre apprezzati testi su Gabor Szabo, Attila Zoller e Franco Califano, a cavallo tra jazz, pop, rock e canzone, indaga con curiosità le caratteristiche di un compositore che è stato cantato da tante grandi voci: «Come mi ha detto Mal (dei Primitives): "C'è un Bacharach facile e un Bacharach difficile". Mentre (quasi) tutti possono affrontare il Bacharach facile (Gocce di pioggia su di me, per intenderci), solo cantanti professionalmente validi possono affrontare il Bacharach difficile. Vedi canzoni come Any Day Now. O, ancora più calzante, brani come Wives and Lovers. E, non a caso, il Bacharach difficile lo hanno cantato persone del calibro di Tom Jones, Engelbert Humperdinck, Dionne Warwick e tanti altri. Cantanti che, a stretto rigore di termini, definiamo molto dotati».
Non solo un hitmaker: nella storia di Burt Bacharach, come sostiene fermamente l'autore, c'è molto di più. Ci sono le colonne sonore, i grandi album, le collaborazioni (inevitabile citare un altro gigante come Hal David), e un percorso di studio sopraffino e di grande lucidità compositiva che emergono in questo agile libro.
STEFANO ORLANDO PURACCHIO
(Roma, 1980) giornalista e scrittore. Tra i suoi ultimi Gábor Szabó - il jazzista dimenticato (2022), Franco Califano - oltre la maschera (2023), Multiforme ingegno: Attila Zoller e il jazz (2024). Il testo su Califano si è piazzato sul podio ai concorsi letterari "Voci - città di Roma" (IPLAC) e "Il sigillo di Dante" (Società Dante Alighieri) e ha ricevuto una menzione in merito al X Premio Internazionale Salvatore Quasimodo.
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