Il disco che non voleva uscire alla fine è uscito: l'opera prima dello 'scrivano canterino' e le sue dieci canzoni tra relazioni, vegetarismo, alienazione, una anomala cover di 'Sarà perché ti amo' e una dedica al compianto Paolo Benvegnù
NON VOLEVO USCIRE
Lorenzo Goccia
Droppola Discos 2026
(10 tracce | 35.35 min.)
«"Non volevo uscire" è la frase di chi rischiava di restare prudentemente sulla soglia, accontentandosi di sbirciare fuori, rinunciando all'ignoto e all’incontro umano in cambio di una pavida tutela. È la frase di chi è felice di aver cambiato idea. Ho vissuto un lungo processo di acquisizione della motivazione e del coraggio necessari per tirarlo fuori questo album che non voleva uscire. Una strada tortuosa fatta di desiderio e frustrazione, avanzamenti e pause, contrazioni e distensioni. Tuttavia, mi è possibile identificare l’ultimo passo di questo processo con un momento preciso: quando uno degli artisti che ho più amato, Paolo Benvegnù, ha improvvisamente lasciato il corpo. La sua partenza mi ha sconvolto e mi ha fatto scattare qualcosa dentro. Si dice che il lutto cambi chi resta e io ho deciso di trasformare lo smarrimento in azione. Non è un caso che il disco sia dedicato a lui».
Non voleva uscire, alla fine è uscito. Finalmente. Non volevo uscire è il disco d'esordio di Lorenzo Goccia, cantautore – o meglio, come lui sottolinea, "scrivano canterino" – che debutta con un lavoro fresco, ispirato, un esempio di canzone d'autore contemporanea nella quale temi esistenziali, dalla fragilità all'identità, dall'antispecismo all'alienazione, convivono in una veste talvolta ironica, agrodolce, sempre delicata. Con un pensiero speciale alla memoria di Paolo Benvegnù, l’indimenticato cantautore morto il 31 dicembre 2024, la cui scomparsa ha definitivamente spinto Lorenzo a terminare il disco.
Lorenzo Goccia, di origine salentina ma napoletano d'adozione, ha debuttato nel 2018 con il romanzo Fiore di Zolfo, promosso con le "presentazioni esperienziali", degli incontri in cui i partecipanti diventavano protagonisti con attività di scrittura emotiva ed esercizi di nostalgia. In tanti lo hanno avvistato nelle vie di Napoli con una curiosa azione artistica: maschera con muso suino, chioma di salsicce di cartapesta, eseguiva una buffa coreografia sulle note del brano Salsiccia, una canzone antispecista con la quale ha vinto il Premio Radio Alba nel Green Music Contest. Nell’estate del 2025 ha lanciato la campagna di crowdfunding intitolata Il disco che non voleva uscire, giunta a compimento grazie al sostegno della sua fanbase, che finalmente ha consentito la realizzazione di Non volevo uscire.
A metà tra uno scrittore e un cantautore, Lorenzo Goccia si sente più a suo agio nella definizione ibrida di "scrivano canterino": «Non è semplice definirsi cantautore perché questo termine mi fa venire in mente i miei miti, i miei modelli: mi fa sempre un po’ strano che la parola che ci definisca sia la stessa per me e per loro. Lascio volentieri a chi mi ascolterà la possibilità di definirmi “cantautore”. E se lo farà, accetterò volentieri questa definizione!». Non volevo uscire è un ideale cammino tra temi chiave del mondo contemporaneo, con riflessioni caustiche sulle relazioni (Indifferenziato, Verme Solitario, Digiuno, con la partecipazione di Elisabetta Serio al pianoforte); senza dimenticare la potente arma dell'ironia, Lorenzo dà voce ai nostri nuovi connazionali strizzando l’occhio a L’Italiano di Toto Cutugno (Italiano Nero), si interroga sulla condizione animale immedesimandosi in un insaccato (Salsiccia), parla di alienazione (La Rivoluzione può aspettare con la partecipazione di Seb alla voce) e di disuguaglianze sociali (la ballata Tutti Uno). L'album si chiude con una irriconoscibile versione, melodicamente stravolta, di un classico del pop italiano degli anni '80 che qui diventa sussurrato e malinconico (Sarà perché ti amo dei Ricchi e Poveri). Dichiara Goccia: «Spesso creiamo dei legami intimi con le canzoni e scegliere di rileggerne una che amiamo è una responsabilità. Con Sarà perché ti amo le cose sono andate diversamente: il distacco emotivo che nutro nei confronti di questo brano mi ha concesso una maggiore libertà, perfino quella di modificarne la melodia che, in una canzone, ha la fama di essere l’elemento intoccabile. E visto che l’originale è anche un brano che conoscono tutti, mi diverte pensare che l’ascoltatore possa immaginare un po’ del mio processo creativo. Inserirla mi ha permesso di mostrare una sfumatura diversa di me».
Dopo venticinque anni di vita napoletana, Lorenzo Goccia è di fatto un partenopeo acquisito e Non volevo uscire è figlio anche della vitalità cittadina, delle sue contraddizioni, come spiega l’autore: «Napoli è come un’amante che ha continui sbalzi d’umore che, di conseguenza, influenzano anche i tuoi. Sa incantarti e fornirti continua ispirazione oppure stordirti con la sua sovrastimolazione continua, anche sonora. È una città così intensa che vuoi distaccartene, ma se te ne distacchi ti manca».
Non volevo uscire:
1. Lu
2. Digiuno feat. Elisabetta Serio
3. Verme solitario
4. Indifferenziato
5. La rivoluzione può aspettare
6. Fiore di zolfo
7. Italiano nero feat. Seb
8. Salsiccia
9. Tutti uno
10. Sarà perché ti amo
Brani 5, 7 e 9: produzione artistica, arrangiamenti e mix di Luigi Scialdone, registrati da Luigi Scialdone presso Broken Mountain Studio (Napoli), master di Francesco Giuliano.
Tutti gli altri brani: produzione artistica, arrangiamenti, mix e master di Fabrizio Romagnoli, chitarre suonate da Luigi Scialdone, registrati da Fabrizio Romagnoli presso Fab Studios (Napoli).
Elisabetta Serio: pianoforte su “Digiuno”, Sebastiano Sanna Seb voce su “Italiano nero”.
Lorenzo Goccia:




Nessun commento:
Posta un commento