lunedì 14 gennaio 2019

SAGGI POP: Claudio Sottocornola ad Acqui Terme il 30 gennaio

Mercoledì 30 gennaio il filosofo del pop presenta alla Libreria Cibrario il nuovo libro 'Saggi Pop', un lungo e appassionato viaggio nella cultura popular tra interviste, approfondimenti e disegni. Modera l'incontro Donato Zoppo 
"L'effimero essenziale alla vita": Claudio Sottocornola ad Acqui Terme!
 
 
 
Cibrario Libreria Illustrata 
presenta:
 
Claudio Sottocornola
SAGGI POP
Indagini sull'effimero essenziale alla vita e non solo
(Marna, 2018)
 
Mercoledì 30 gennaio 2019
ore 18.30
Cibrario Libreria Illustrata
Piazza della Bollente, 18
Acqui Terme (AL)
 
Dialoga con l'autore Donato Zoppo   


 
 
Mercoledì 30 gennaio 2019 Claudio Sottocornola torna ad Acqui Terme a due anni di distanza dal suo precedente showcase dedicato a Varietà: ancora una volta alla Libreria Cibrario - Piazza della Bollente 18 - ma per presentare il suo ultimo lavoro SAGGI POP. Indagini sull'effimero essenziale alla vita e non soloSaggi Pop è stato pubblicato da Marna e assai apprezzato dalla critica, come dimostrano le prestigiose recensioni su Blow Up, Leggere Tutti, BlogFoolk e Sound36, che lo ha menzionato come libro del 2018. Dialoga con il professore il giornalista Donato Zoppo.
 
“Più ci dirigevamo a ovest più sull’autostrada ogni cosa appariva pop. Improvvisamente sentivamo di far parte di qualcosa, perché anche se il pop era ovunque, per noi era la nuova arte. Una volta che diventavi pop non potevi più guardare un’insegna allo stesso modo. Una volta che pensavi pop non vedevi più l’America come prima”. La riflessione di Andy Warhol sul pop ispira una delle numerose direzioni intraprese da Claudio Sottocornola in SAGGI POP, uscito a due anni dal fortunato Varietà, che ha raccolto numerose interviste ai grandi dello spettacolo e della cultura realizzate nel corso degli anni '90 dal filosofo del pop, e ha segnato un momento importante nella vicenda del professore, operativo nella confluenza dialettica tra varie aree del sapere


 
Da Nilla Pizzi a Marco Mengoni, da Abramo a Malcolm X, da Socrate a Bauman, Sottocornola suggerisce numerosi spunti in un nuovo viaggio fra musica, cinema, mode, televisione, controculture e spiritualità: un grande affresco del ’900 sino al nuovo millennio, in un affascinante percorso interdisciplinare e transmedialeSaggi Pop approfondisce - con il punto di vista ermeneutico che caratterizza il filosofo - una parte importante, cruciale e decisiva quanto il sacro, l'immagine e lo stesso sapere teoretico, della lunga esperienza di Sottocornola. E' una sosta nel mondo del pop, una fase di ulteriore analisi e approfondimento in quell'itinerario nella cultura popular che Sottocornola ha eletto ad ambito di speculazione prediletto, tanto da essere ribattezzato dalla critica "il filosofo del pop", per l’utilizzo di modalità espressive legate al mondo dello spettacolo, in cui dà voce alle sue analisi speculative di grande originalità ermeneutica. Studi che lo vedono ancora oggi appassionato divulgatore di una chiave di lettura ermeneutica, interprete e portavoce di una congiunzione tra i linguaggi di massa, i consumi culturali, l'elaborazione filosofica e i risvolti individuali, che egli amplia rendendoli universali. Saggi Pop, ricco di direzioni, spunti e tagli originali, si caratterizza per una spiccata ampiezza, utile sia a riassumere l'attività finora svolta dal filosofo, sia a anticipare risvolti futuri.
 
Il cuore di Saggi Pop è in prima battuta nel sottotitolo: Indagini sull'effimero essenziale alla vita e non solo allude alla leggerezza della cultura pop ma anche alla sua essenzialità nella vita delle persone. E' una chiave fondamentale per comprendere l'attività di Sottocornola, che usa strumenti ermeneutici "alti" per restituire al lettore e allo spettatore una materia che coinvolge sì le masse ma non per questo dozzinale, poco nobile o priva di interesse. La parte più densa dei Saggi Pop riguarda temi cari al filosofo, dall'ermeneutica filosofica della canzone pop, rock e d’autore alla rilettura della figura femminile nella canzone italiana, colta sia nella sua evoluzione storica dagli anni '60 ad oggi, sia nell'approfondimento di singole figure, in un percorso da Wanda Osiris alle veline. Il divismo e il sacro sono ancora una volta rilevanti per l'autore, che riflette sul potere della televisione ma anche su itinerari legati al cinema, soffermandosi sul ruolo del linguaggio televisivo nell'epoca dei reality. La moda e la bellezza, la letteratura per ragazzi, le controculture ieri e oggi sono ulteriori argomenti che rilanciano la varietà dei Saggi Pop, arricchito da numerose interviste (pensiamo al rapporto tra sport, cibo, animali e canzone, oppure al Festival di Sanremo), da approfondimenti sui temi chiave delle popolari lezioni-concerto tenute dal professore (dai teenager alla crisi del sacro).


 
Saggi Pop ospita anche i contributi di giornalisti, sociologi, docenti, intellettuali. Pensiamo a Mario Bonanno, tra le penne più autorevoli nel campo della canzone d'autore (area che Sottocornola ha sempre osservato con interesse e spunti originali), il quale dichiara: "Se le parole contano ancora qualcosa, Claudio Sottocornola riconduce il pop al suo stato primigenio e virginale... restituendo la locuzione alle sue potenzialità smarrite". Oppure Marco Bracci, sociologo della comunicazione attento al tema dell'identità nel rock, che sottolinea come Sottocornola riesca a indagare nella "complessità nascosta del pop" grazie ad una forma mentis e a un modulo operativo "transdisciplinare", che confluisce in un "risultato variegato, multidimensionale, affascinante e stimolante dal punto di vista intellettuale". In copertina la prima delle Pop Ideas, ovvero disegni realizzati proprio da Claudio Sottocornola, riportati per la prima volta in assoluto all'interno del libro: i volti di Rita Pavone, Johnny Hallyday, Ornella Vanoni o Shirley Bassey completano un percorso di analisi meticolosa del divismo, arrivando all'essenzialità grazie alla combinazione tra tratteggi e colori, che presentano un'ulteriore direzione inedita, come sempre accade nel mondo polimorfico di Sottocornola.
 
Ordinario di Filosofia e Storia a Bergamo, poeta, giornalista e scrittore, Claudio Sottocornola ha pubblicato saggi, opere poetiche, multimediali e musicali. Studioso del popular, tiene corsi presso la Terza Università di Bergamo, collabora con varie riviste e realizza ricerche di carattere interdisciplinare fra musica, filosofia e immagine, che propone a un pubblico trasversale attraverso le sue famose lezioni-concerto, nelle scuole, nei teatri e nei più svariati luoghi del quotidiano, che lo vedono in azione come eclettico performer. Si caratterizza per una forte attenzione alla categoria di “interpretazione”, alla cui luce indaga il mondo del contemporaneo, e per un approccio olistico e interdisciplinare al sapere.
 
 
Claudio Sottocornola:
 
Cibrario: 



lunedì 7 gennaio 2019

Majorana: i ROMITO in concerto sabato 12 gennaio al Club 33 Giri!


«Siamo nipoti di Eduardo e di Totò, ma anche di John Lennon e Bob Dylan». Sabato 12 gennaio al Club 33 Giri la band napoletana presenta l'EP d'esordio, un originale incontro tra rock, indie-folk, elettronica e vernacolo 
Majorana: i Romito in concerto a S. Maria Capua Vetere! 


Sabato 12 gennaio 2019 
ore 21.30
Club 33 Giri
Via Perla 
S. Maria Capua Vetere (CE) 

Ingresso:
Tesseramento 2018-2019 + live 6,00 euro //
Per i soci contributo live 3,00 euro



Primo concerto dei Romito per il nuovo anno e per il nuovissimo disco Majorana, che esce venerdì 11 gennaio 2019. Il giorno dopo, sabato 12 gennaio, la band napoletana lo presenterà dal vivo al Club 33 Giri (Via Perla, S. Maria Capua Vetere) in un atteso live aperto dal cantautore Il BefolkoIn questo EP di debutto i Romito presentano cinque canzoni prodotte da Massimo De Vita (Blindur) con la partecipazione dell'autorevole sound engineer Paolo Alberta (Negrita, Ligabue, Jovanotti) e la produzione esecutiva di SoundFly (distribuzione Self).

«Il Napoletano è una lingua vera e propria, con una grammatica complicatissima, piena zeppa di consonanti e parole tronche, questa è la caratteristica che si sposa meglio con la musica che facciamo. Esprimerci in Napoletano per noi è una vera e propria esigenza, è la lingua della pancia, la lingua dell’urgenza, è la lingua delle emozioni». 
Emozioni, urgenza, espressività. Sono le parole chiave dei Romito, che puntano a far incontrare diverse aree musicali, dall'indie-folk all'elettronica passando per il rock contemporaneo, con la peculiarità della lingua napoletana. I brani di Majorana parlano napoletano, con un respiro internazionale spesso assente nella musica italiana attuale. Il segreto è generazionale, anagrafico ma anche dovuto ai diversi gusti dei cinque membri: «Abbiamo provato a fondere qualcosa di estremamente tradizionale come la lingua napoletana con delle sonorità nuove, contemporanee e all’occorrenza proiettate verso il futuro. Abbiamo tutti e cinque in media 30 anni, siamo nipoti di Eduardo e di Totò, ma anche di John Lennon e Bob Dylanfigli di Massimo Troisi e Luciano De Crescenzo, ma anche di Chris Martin, Kanye West e Justin Vernon. Mescolare questi nomi può suonare strano, ma non è così. Fanno tutti parte di noi, abbiamo semplicemente provato a farli incontrare».  



I Romito nascono nel 2017 per volontà del cantautore Vittorio Romito, dopo l'uscita del primo singolo Viern (prodotto da SoundFly) si tuffano nella lavorazione del disco, ispirato a una importante ed enigmatica figura del sud, proiettata verso il futuro, come Ettore Majorana: «Ci piaceva tanto l’idea di un personaggio, magari del Sud, che appartenesse al passato, ma che avesse idee proiettate ben oltre il nostro futuro, così abbiamo scelto Ettore Majorana. Siciliano, cattedra di Fisica Teorica all’Università di Napoli, scienziato pazzesco e inoltre attorno al lui c’è un giallo molto suggestivo, nel 1938 è scomparso senza lasciare traccia, c’è chi dice si sia suicidato, chi dice si sia fatto monaco, chi dice di averlo incontrato anni più tardi in Sud America. A noi piace pensare che sia scappato perché era troppo avanti per un paese che da sempre non fa nient’altro che guardare indietro».

I Romito provano a «raccontare delle sensazioni più che delle storie, il senso di inadeguatezza della nostra generazione, la ciclicità degli eventi, la difficoltà a trovare una strada, il desiderio di pace, l’impotenza rispetto alla fine, la voglia di rivalsa». Lo fanno con un rock d'autore maturo, dal forte istinto melodico e dalle sonorità fresche, aggiornate, coinvolgenti grazie al lavoro realizzato con una figura importante quale Massimo De Vita: «Siamo entrati in studio la prima volta con le idee abbastanza chiare, ma Massimo è stato la ciliegina sulla torta, a Napoli è uno dei pochi ad avere i nostri stessi gusti musicali, ad avere il coraggio di osare e la voglia di sperimentare, ci ha indicato la strada, ci siamo scazzottati, ci siamo affidati. Lavorare con lui è stato assolutamente fantastico».




ROMITO:

Vittorio Romito: voce e chitarra
Andrea Pasqualini: chitarra
Carlo De Luca: chitarra
Nicola Papa: piano e sintetizzatori
Walter Marzocchella: batteria

Romito:

Club 33 Giri:

SoundFly:

venerdì 4 gennaio 2019

Spaghetti Southern: RICCARDO CERES in concerto al Lithium!

Venerdì 11 gennaio il 'cantautore pulp' presenta dal vivo il nuovissimo disco al Lithium Bistrot: un omaggio al sud, un percorso notturno e misterioso all'insegna del blues, "per respirare a ritmo del respiro del mondo"  
Spaghetti Southern: Riccardo Ceres in concerto a Maddaloni!  



Venerdì 11 gennaio 2019 
h. 22.00
Lithium Bistrot
Via La Rosa 1
Maddaloni (CE) 

SPAGHETTI SOUTHERN:
Riccardo Ceres in concerto




«Il live è spettacolo, è condivisione, è le facce delle persone che ti comunicano la loro versione dei tuoi brani. È divertimento, è sudore, è chilometri, è cercare di far dimenticare per qualche minuto la propria vita a chi ti sta ascoltando. Anche a te stesso. È medicina. Dal vivo saremo in trio, una formazione che definirei un po’ Doorsiana, chitarra e voce, piano elettrico e batteria». Parola di Riccardo Ceres, che venerdì 11 gennaio apre il suo 2019 al Lithium Bistrot di Maddaloni (CE) presentando dal vivo il nuovo disco Spaghetti Southern, pubblicato da SoundFly (distr. Self) e già apprezzato da Sette (Corriere della Sera), Internazionale, Radiocoop e Humans Vs. Robots. Insieme a Ceres Fabio Tommasone (piano elettrico) e Raffaele Natale (batteria).

«Se i film sono degli spaghetti western, il mio disco è uno spaghetti southernSpaghetti Southern racconta del mio sud e forse anche del vostro, perché il sud è di tutti. Sud del cuore, sud del basilico e dei pomodori, degli stereotipati luoghi comuni, del mare infinito, dello stringere i denti. Il sud del volersi bene, delle donne necessarie e del darsi una mano. Tutte queste cose a mio modo di vedere sono l’Italia migliore, quella che si vede nel momento dell’estrema difficoltà, quella ad un passo del punto di non ritorno. Qui al sud tutto questo è quotidianità, perciò consiglierei a tutti di partire da sud, anche perchè partendo dal basso non si può fare altro che salire in alto». Per il suo quarto album, quello che considera il più importante della sua vicenda artistica, Riccardo Ceres punta a sud. Al suo Sud, al sud di ogni ascoltatore, alla verità di un sud che lotta contro gli stereotipi, al sud in senso allegorico, ideale punto di ripartenza verso l'alto. Spaghetti Southern è il perfetto compendio di una storia significativa, quella di un eclettico e imprevedibile "cantautore pulp" - così Ceres è stato definito dalla stampa - attivo dal 1999, che si è scoperto anche prolifico compositore per il cinemaSpaghetti Southern è un lavoro di notevole maturazione, nel quale le storie in musica di Ceres trovano perfetta sintesi: «Quando scrivo canzoni immagino una storia, quando scrivo storie lo faccio ascoltando musica, in genere sempre lo stesso brano in genere jazz old school, Coltrane/Davis e i loro blues. Per dirla in maniera semplice “mi faccio i film” con la mia musica e le mie sceneggiature, i miei film».



Devoto a Piero Ciampi, Paolo Conte e Tom Waits, all'epoca d'oro del jazz e del blues, alla Beat Generation, sin dal primo album Puro Stile Italiano (2001) Riccardo Ceres ha cercato un proprio stile musicale e letterario. Nel 2009 con Riccardo Ceres in James Kunisada Carpante e nel 2012 con E il mondo non c’è più si è avvicinato a un obiettivo finalmente raggiunto con Spaghetti Southern: un incontro tra motivazioni artistiche e individuali, storiche e privatedieci canzoni intorno alla misteriosa linea-guida del blues. Il blues è una scelta, ma anche un percorso inevitabile per Ceres, che sente, pensa, scrive e vive questa musica come una confessione, un rituale: «Credo che il blues sia la miglior colonna sonora per raccontare se stessi. Sono “solo” tre accordi, quelli indispensabili da raccontare e per raccontare. In varie forme lo si ritrova in tutti i sud del mondo. Per me è una sorta di cerimoniale religioso. In tutte le culture del sud del mondo le religioni più ortodosse sono costellate da riti pagani. Soprattutto nelle zone rurali la musica di queste cerimonie è composta dallo stesso giro armonico che si ripete ancora e ancora, fino allo sfinimento. Per raggiungere l’estasi mistica, per sentire e vedere quello che non si riesce a sentire e vedere nella vita reale. Per respirare a ritmo del respiro del mondo».



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