lunedì 5 dicembre 2022

Urla dal Confine: arcaico e contemporaneo, l'album d'esordio di Osso Sacro

 La bolognese Zoopalco pubblica il debutto del trio sannita, vincitore del Premio Dubito. Spoken word, world music, rock ed elettronica in un'opera visionaria e mitopoietica, registrata in un antico essiccatoio per tabacco



URLA DAL CONFINE
Osso Sacro 
(ZPL - Zoopalco Poetry Label, 2022)
8 tracce | 28.04




«Urla dal confine è il frutto di un lavoro di ricerca su due campi differenti, quello poetico e quello musicale, entrambi connessi al Sannio. È un disco metastorico, una performance mitopoietica in cui tutto accade in un tempo altro e in una zona non ordinaria. Sono le grida mute che giungono dai margini di ogni paese, borgo o periferia. È l’intero globo in una sola contrada, precisamente ai confini tra Regno di Napoli e Stato Pontificio. Qui abbiamo collocato la nostra storia. Tutto nasce dall’urgenza di raccontare con uno sguardo altro una terra specifica, liminale, dalla bellezza ingenua ed estremamente eterogenea, evidentemente spigolosa, che spesso viene liquidata semplicisticamente come “area interna”». 

Sono ispirati, sicuri e determinati i tre membri di Osso Sacro, finalmente giunti all'album d'esordio Urla Dal Confine, pubblicato da Zoopalco Poetry Label. Un disco particolarmente atteso vista l'attenzione della stampa durante l'esperienza immersiva di registrazione estiva in campagna, ma soprattutto dopo la vittoria del Premio Dubito, il più importante riconoscimento italiano nel campo della poesia ad alta voce (spoken word, poetry slam) e della poesia con musica (spoken music, rap). È proprio dal rapporto tra poesia e musica, tra parola e suono, che nasce il progetto Osso Sacro. Il poeta e performer Vittorio Zollo, il polistrumentista Corrado Ciervo, il musicista e producer Carlo Ciervo arrivano al debutto forti di un percorso originale sia nella ricerca che nella restituzione dal vivo. Le vicende parlate, suonate, cantate e performate si basano su fatti realmente accaduti, ricollocati da Zollo; Corrado Ciervo, artefice di ogni produzione musicale e microsfumatura sonora, recupera e riposiziona le sonorità del territorio sannita





Urla Dal Confine parte dalla tradizione e dalla memoria di un territorio marginale e esplora le possibilità offerte dalla musica contemporanea: «Il nostro è un tentativo di alimentare la fiamma delle tradizioni, contestualizzandole e posizionandole nel tempo materico in cui siamo, e non semplicemente custodirle per renderle immobili. Da qui l’idea di rendere contemporanei i suoni e le voci di una terra, che essendo millenaria appare immobile (ma che in realtà non lo è), attraverso la mitopoiesi. Siamo partiti da voci sconnesse tra loro, canti a distesa e tradizionali tramandati esclusivamente oralmente, linee melodiche che avevano perso la parola, e da lì abbiamo costruito la nostra opera, sia orale che musicale. Abbiamo processato suoni e contenuti. È ciò che facciamo, lavoriamo molto sul processo, il prodotto poi viene da sé».

Urla dal Confine è ricco di riferimenti alla mitologia, alla religione, alle tradizioni che da secoli danzano sul margine tra il sacro e il profano; attinge sia dal mondo popolare (Roberto De Simone, iMusicalia, Nuova Compagnia di Canto Popolare) sia dall'universo elettronico e rock, tra indie, folktronica e world music trasfigurata. Il trio per l'occasione ha accolto l'esperienza di vari ospiti, da Dennj De Nisi, "voce inconsapevole" di San Leucio del Sannio a Alfredo D'Ecclesiis, voce de La terza classe; dal flauto traverso dell'Orchestra Filarmonica di Benevento Vittorio Coviello al poeta bolognese Toi Giordani. Quest’ultimo è artefice anche della copertina, con un’anziana signora e una processione sannita che evocano riti e memoria. 




Questo album metastorico, nato dai margini e dalle periferie, disco rituale, arcaico e contemporaneo, ha visto la luce dopo quasi due anni di gestazione ed è stato inciso in un luogo magico: «Abbiamo registrato in dieci giorni, con un'esperienza immersiva e totalizzante, all'interno di un vecchio essiccatoio per tabacco immerso nella natura tra le campagne di San Leucio del Sannio (BN), in quello che un tempo era il "locale a fuoco" del nonno di Vittorio, in una zona chiamata Ripa Lupina o anche Ripa delle Janare. All'interno dello studio che abbiamo allestito per l’occasione l’ambiente non era asettico, anzi c’erano vecchi libri e porte di legno, un quadro di Diego Armando Maradona (nostro protettore) e l’organetto del nonno di Vittorio. Elementi questi, con cui abbiamo voluto dialogare anche da un punto di vista sonoro». 

Osso Sacro presenterà ufficialmente Urla dal confine a Benevento con una doppia data al Mulino Pacifico mercoledì 28 e giovedì 29 Dicembre. In programma nuove date sul territorio nazionale, che saranno annunciate a breve. 

Osso Sacro è un progetto di ricerca, rielaborazione e riposizionamento delle narrazioni orali e sonore del territorio sannita (ma non solo), nato dall’unione artistica tra il Poeta e Performer Vittorio Zollo e il polistrumentista Corrado Ciervo. Dalle colline del Sannio aggrappate alle frane, dall’ultima scoria della miseria umana, il loro primo lavoro discografico e di live performance si intitola Urla dal Confine.
Osso Sacro ha vinto il Premio Dubito di Poesia con Musica nel Dicembre 2021. E' il più importante riconoscimento italiano nel campo della poesia ad alta voce (spoken word, poetry slam) e della poesia con musica (spoken music, rap), dedicato alla memoria di Alberto ‘Dubito’ Feltrin, uno dei più noti e raffinati esponenti delle giovani generazioni.

Osso Sacro

Zoopalco

venerdì 25 novembre 2022

Fatmah: il nuovo singolo delle Kalìka!

 Il trio vocale napoletano reinterpreta un classico degli Almamegretta: amore, passione, sonorità mediterranee e mediorientali, in attesa del disco d'esordio ‘Ago, filo ‘e parole…’,  in uscita il 9 dicembre

Kalìka Fatmah
(SoundFly 2022)

Pre-save, pre-add al link: 

YouTube: 




«Abbiamo scelto Fatmah degli Almamegretta per raccontare un amore non corrisposto. Il brano è infatti ispirato al romanzo di Sélim Nassib OUM, tradotto in Italia con il titolo di Ti ho amata per la tua voce, che racconta la passione, non ricambiata, del poeta egiziano Ahmed Rami per la cantante Umm Kalthum, la “Stella d'oriente”, luminosa icona della musica araba fra gli anni ‘20 e gli anni ‘70». 

Fatmah è il nuovo singolo delle Kalìka: il trio vocale napoletano composto da Vania Di Matteo (voce), Anna Rita Di Pace (voce e violino) e Giulia Olivieri (voce) – con la direzione musicale e gli arrangiamenti a cura di Gianluigi Capasso – che ha intrapreso la propria reinvenzione di un brano tratto dallo storico quarto album degli Almamegretta Lingo (1998). Registrato, missato e masterizzato da Fabrizio Piccolo presso Auditorium Novecento a NapoliFatmah anticipa l'album Ago, filo ‘e parole…, in uscita con Soundfly venerdì 9 dicembre. Insieme alle tre vocalist nel brano suonano Gianluigi Capasso (chitarre), Luigi Pelosi (contrabbasso) e Francesco Varchetta (batteria). 

Le Kalìka sbocciano per caso da una fortuita collaborazione musicale, divenuta prima un progetto vocale a cappella, tutto al femminile, impreziositosi poi con la collaborazione di un ensemble di musicisti. In linea con il principio del "nomen omen", in lingua hindi la parola kalìka significa “bocciolo”, e proprio l’immagine di un fiore in potenza, qualsiasi fiore, colto nell’attimo prima di manifestarsi in tutta la sua piena bellezza, è parso adeguato per nominare questo progetto. Tre donne, tre voci e tre anime si sono incontrate e scelte tra le righe e nelle note di originali riarrangiamenti di brani editi, attinti dalle diverse esperienze musicali in gioco, e di pezzi inediti tutti da scoprire, che comporranno l'album d'esordio di prossima uscita.  





Dichiarano le Kalìka: «Il lavoro minuzioso di costruzione del nostro progetto, dal repertorio al sound, è stato supportato da un’intensa attività di ricerca, personale e di gruppo, che ha preso le mosse dallo studio di sonorità percepite vicine e viscerali, in primo luogo quelle del cantautorato partenopeo, senza dimenticare la pregnanza testuale. La nostra reinterpretazione, un melting pot musicale che recupera le sonorità mediorientali e mediterranee del brano originale, enfatizzandole con intrecci vocali particolari, mix di suoni acustici ed elettronici che strizzano talvolta l'occhio al rock, amplifica la dimensione evocativa del testo risolvendo la tensione tra sacro e profano in un ideale equilibrio sonoro, posizionabile nel panorama world».

Kalìka:

Vania Di Matteo: voce
Anna Rita Di Pace: voce e violino 
Giulia Olivieri: voce

Gianluigi Capasso: chitarre
Luigi Pelosi: contrabbasso
Francesco Varchetta: batteria

Direzione musicale ed arrangiamenti a cura di Gianluigi  Capasso.
Produzione di SoundFly & Bruno Savino.

Kalìka: 

Soundfly: 

giovedì 24 novembre 2022

Simon Boswell e Giorgio Gaslini per il Black Friday di AMS Records!

 Le colonne sonore Cinevox di 'Santa Sangre' di Alejandro Jodorowsky e 'Bali' di Ugo Liberatore per la prima volta in vinile rosso e arancione. Speciale edizione limitata  


SIMON BOSWELL
Santa Sangre OST 
(Ltd. ed. 140gr. Red Vinyl)

GIORGIO GASLINI
Bali OST 
(Ltd. ed. 140gr. Orange Vinyl)

Duplice uscita AMS/Cinevox per il Black Friday! Due straordinari vinili in tiratura limitata, due colonne sonore imperdibili nel genere di riferimento da parte di due giganti, ovvero Simon Boswell e Giorgio Gaslini





Il primo Lp, edizione esclusiva in vinile rosso 140 grammi, ad opera del pluripremiato compositore londinese, è la colonna sonora di Santa Sangre di Alejandro Jodorowsky (1989), scritto dallo stesso regista in collaborazione con lo sceneggiatore Roberto Leoni e il noto produttore Claudio Argento. Un’opera surrealista e avanguardista, allucinante, psichedelica e dalle tinte orrorifiche, i cui temi trattati includono quello dei traumi infantili e del rapporto tra madre e figlio. In questo album ci sono tutti gli ingredienti tipici dello stile di Simon Boswell, multi-strumentista, produttore e autore di oltre cento colonne sonore, già collaboratore di registi del calibro di Dario Argento, Clive Barker e Danny Boyle: in Santa Sangre troviamo musica rock ed elettronica, non distante dalle sonorità dei Tangerine Dream degli anni ’80 e ’90, combinata con maestose partiture sinfoniche; in questo caso inoltre, data l’ambientazione principale del film, girato a Città Del Messico, non mancano numerosi richiami alla musica popolare e tradizionale dell’America Centrale.





Il secondo album, edizione in vinile arancione 140 grammi nonchè prima ristampa di sempre in vinile, è Bali del compianto Giorgio GasliniBali è un film del 1970 diretto da Ugo Liberatore con Laura Antonelli e John Steiner: appartiene al filone esotico/erotico di quegli anni, vanta una colonna sonora composta e diretta dal pianista, compositore e arrangiatore Giorgio Gaslini, futuro collaboratore di Dario Argento per la musica de Le Cinque Giornate (1973) e Profondo Rosso (1975). La colonna sonora di Bali ha due anime ben distinte. La prima, corrispondente ai brani del lato A, è quella più essenziale e scarna, e coincide con l’edizione originale di questa soundtrack, pubblicata originariamente nel 1971 da Cinevox; qui si alternano sonorità tribali provenienti da strumenti a corde e percussivi, ad atmosfere lounge e beat anni ‘60, con arrangiamenti classici di flauto e archi. La seconda, sul lato B, mostra una versione completamente diversa della stessa colonna sonora, caratterizzata da arrangiamenti sinfonici suonati da una vera e propria orchestra, degni di una produzione hollywoodiana; diversi brani di questa seconda anima - nessuno dei quali mai pubblicato prima in vinile - vedono la partecipazione de I Cantori Moderni di Alessandro Alessandroni ai cori.


AMS Records/Cinevox

Simon Boswell - Santa Sangre

Giorgio Gaslini - Bali