lunedì 16 marzo 2026

È per Te: il nuovo singolo di Perla Palmieri!

Il brano della brillante vocalist anticipa l'uscita del nuovo album 'My Jazz Identity', che sarà pubblicato il 16 aprile da Notami Jazz. Un messaggio universale a cavallo tra jazz, canzone italiana e bossa nova, con la partecipazione straordinaria di Max Ionata






VIDEO: 

 
«È per Te è molto più di un brano: è una dedica spontanea nata nel momento esatto della creazione. Ho scritto questa melodia mentre la persona a cui è dedicata era lì con me, rendendo ogni nota un dialogo immediato e sincero. In quel momento, la musica non è stata frutto di una costruzione a tavolino, ma la trascrizione naturale di un sentimento presente nella stanza. Questa connessione così intima ha dato vita a un brano che parla di presenza e di ascolto. Il testo stesso è un invito diretto: «Senti questa melodia, è per te». Credo che ognuno di noi abbia nel cuore una persona speciale a cui vorrebbe dedicare una melodia: questo brano è il mio modo di dire “Questo è per te”, trasformando un momento personale in un messaggio universale».

Sono le parole di Perla Palmieri, che pubblica il suo nuovo singolo È per Te, il primo estratto dall’album My Jazz Identity, in uscita giovedì 16 aprile con Notami Jazz, il suo lavoro tanto atteso dopo la vittoria del Premio americano Pathway To Jazz 2025




È per Te si muove su un terreno jazzistico raffinato, dove la melodia rimane sempre protagonista, pur lasciando spazio a un'interazione improvvisativa di alto profilo. Il brano si sviluppa su un elegante ritmo di bossa nova e presenta una struttura originale che sembra non rifarsi rigidamente alle forme canoniche degli standard jazz, ma dialoga anche con la tradizione della canzone italiana, richiamando in modo naturale la dimensione strofa-ritornello. Il tutto è sostenuto da un’armonia raffinata e di chiara matrice jazzistica, che conferisce profondità al brano e apre spazi espressivi per l’improvvisazione. Ad arricchire il tessuto sonoro del singolo è la partecipazione come special guest di Max Ionata, uno dei sassofonisti più apprezzati della scena jazz internazionale. Il dialogo tra la voce e il sax crea un’atmosfera avvolgente che impreziosisce il brano. Il risultato è una trama sonora resa solida e dinamica anche dal contributo di Simone Bortolami alla chitarra classica, Giuseppe Dato al pianoforte, Alberto Zuanon al contrabbasso e Max Verrillo alla batteria: una formazione coesa che ha interpretato con sensibilità l'anima di questa dedica.

È per Te anticipa l’album My Jazz Identity, che come sottolinea il titolo racconterà l’identità artistica e umana, attraverso la sincerità del linguaggio jazz, di Perla Palmieri. Il brano è stato registrato al Miriam Recording Studio, sound engineering, mix e mastering a cura di Gianluca Siscaro


Perla Palmieri: voce, composizione e testo, arrangiamento
◦ Simone Bortolami: chitarra classica e elettrica
◦ Giuseppe Dato: pianoforte
◦ Alberto Zuanon: contrabbasso
◦ Max Verrillo: batteria
◦ Special Guest - Max Ionata: sax tenore

Perla Palmieri:

giovedì 26 febbraio 2026

Struggle For Pleasure: Noklan rivisita il classico di Wim Mertens!

Phonotype pubblica il nuovo singolo del musicista e producer napoletano, alle prese con una originale rilettura del brano del compositore belga. Una delle personalità più interessanti della più antica casa discografica italiana, artefice di una fusione di rock, alternative, house, techno, ambient e synthwave 


NOKLAN
Struggle For Pleasure
Phonotype Records, 2026



Noklan firma una personale rivisitazione di Struggle for Pleasure, una delle composizioni più iconiche di Wim Mertens. L’operazione non è una semplice cover ma un atto di reinterpretazione del classico firmato dal compositore belga nel 1983: un dialogo tra passato e presente, tra minimalismo classico e sensibilità elettronica contemporanea. Noklan si muove ancora una volta in un territorio di confine tra neo-classical, electronic e melodic electronic, traducendo una composizione storica in un linguaggio sonoro pulsante e cinematografico. 

Dichiara l'artista, figura anomala nel panorama musicale napoletano: «La rivisitazione è nata da una traslazione della partitura originale, completamente risuonata, in un contesto elettronico strutturato, dove la ripetizione melodica viene sostenuta e ridefinita attraverso ritmo, dinamica e stratificazione timbrica. Il tema principale mantiene la sua funzione ciclica, ma l'ho inserito in una griglia ritmica stabile, con una progressione costruita su accumulo graduale di energia. La struttura è lineare e funzionale: intro rarefatta, sviluppo progressivo e una fase centrale di maggiore densità, in cui melodia e ritmica convergono in un flusso continuo e ipnotico».





Francesco Marrone, meglio noto come Noklan, è un musicista e producer partenopeo che ha debuttato con la napoletana Phonotype, la più antica casa discografica italiana, con l'album A Large Space In A Small Room, con il quale ha presentato la sua miscela di rock, alternative, house, techno, ambient e synthwave. Da qualche tempo ha una proficua collaborazione con la producer italiana residente in Danimarca Rome In Reverse: i due hanno suonato in Corea e in Giappone e sono stati i primi artisti italiani ad essersi esibiti al Super Dommune, una sorta di corrispettivo giapponese del KEXP americano. 

Dal punto di vista sonoro, la rivisitazione di Struggle for Pleasure si basa su sintetizzatori a inviluppi morbidi, con attacchi controllati e release lunghe, che permettono alla melodia di rimanere sempre leggibile anche nei momenti di maggiore intensità; layering armonico attento, in cui i suoni secondari non competono con il tema ma ne amplificano la profondità spaziale; un uso mirato di sidechain e automazioni di volume, che contribuiscono al senso di movimento senza snaturare la fluidità del brano. La sezione ritmica è solida ma non aggressiva: il kick lavora come elemento di ancoraggio più che di impatto, mentre il groove complessivo privilegia la continuità rispetto alla frammentazione. Questo permette al brano di muoversi tra ascolto immersivo e fruizione più fisica, mantenendo una tensione costante. Sul piano del processing, riverberi e delay sono utilizzati come strumenti strutturali, non decorativi. Gli spazi sono ampi ma controllati, con un’attenzione particolare alla profondità stereo e alla separazione dei piani sonori. La dinamica non è eccessivamente compressa: la crescita del brano è percepibile e naturale, lasciando respirare le transizioni.





«Il risultato – conclude Noklan – è una reinterpretazione che trasforma un brano neoclassico in un organismo elettronico contemporaneo, mantenendo intatta la forza emotiva del tema originale ma traducendola in un linguaggio sonoro fatto di pulsazione, controllo e tensione progressiva».

Noklan: 

Phonotype: 

giovedì 29 gennaio 2026

Aphonia: il nuovo album dei Treetops!

Ipe Ipe e Maladisco pubblicano il terzo lavoro del giovane settetto romano, un avvincente lavoro che mette in dialogo rock, jazz, funk, fusion e nuove tecnologie. Tra composizione e improvvisazione, un intrigante concept sulle difficoltà di comunicazione


TREETOPS
APHONIA
Ipe Ipe – Maladisco Music
distr. Goodfellas
(11 tracce | 49.07 min.)




«Abbiamo sempre avuto la difficoltà di avere tante cose da dire a livello concettuale e narrativo, ma di doverle dire senza un cantante. Quando è arrivata l’idea di aggiungere delle voci, è stata per noi una forte novità, così abbiamo utilizzato la voce in una maniera strana, quasi aliena, in modi molto diversi: dalla voce che canta una melodia, alla voce che parla, alla voce sintetica – quasi incomprensibile – fino allo strumento che simula un suono emesso da un apparato umano, come può essere un sospiro o un urlo. Abbiamo utilizzato i disturbi di linguaggio, di comunicazione e di relazione come oggetto di questo esperimento applicato a un gruppo che ha sviluppato una comunicazione tra idiomi diversi, allenandola nel tempo grazie alla dedizione, alla voglia di suonare insieme e di sperimentare». 
I disturbi di linguaggio, di comunicazione e relazionalità ispirano un disco incentrato sul dialogo tra diverse aree e forme musicali. Un esperimento che fonde composizione e improvvisazione, tradizione e contemporaneità, a cavallo tra rock, jazz, funk, fusion, avant-rock, R&B e nuove tecnologie. Benvenuti in Aphonia, il nuovo album dei Treetops, pubblicato da Ipe Ipe in collaborazione con Maladisco Music e con il contributo di Nuovo IMAIE

Dopo un primo album ancora influenzato dalla musica strumentale americana e un secondo legato al rapporto con l'immagine da sonorizzare, Aphonia è al tempo stesso un punto d'arrivo e di ripartenza per i Treetops, i quali hanno chiamato a raccolta tutte le influenze assorbite in anni di ascolto, studio e lavoro, per puntare a un discorso nuovo, personale. Con un risultato effervescente per un album pensato e suonato con libertà, senza schemi né confini, all'insegna di un art-rock-nujazz con doppio sax e doppia chitarra (una delle quali di Anna Bielli, unica figura femminile della band) che incuriosirà i patiti della fusion, i cultori del progressive, gli ascoltatori più aggiornati in fatto di nuove sonorità urbane contemporanee




Con le radici ben piantate nella conoscenza e nel rispetto della tradizione e le antenne puntate verso la scena contemporanea internazionale, i Treetops si fanno interpreti di una ricerca strumentale che gioca con leggerezza, consapevolezza e divertimento con il funk, il jazz, il rock, la musica scritta e l’improvvisazione. Tanto groove, tecnica precisa, sorprendenti improvvisazioni per un settetto di giovani “leoni” romani, tra i più promettenti talenti della nuova scena musicale della Capitale. Autori di un primo album (Demetra) nel 2021 e dell'EP Metropolis con cui hanno sonorizzato il capolavoro di Fritz Lang nel 2023, i Treetops sono tornati con un disco avvincente, originale, inedito nella commistione di generi e nell'idea portante della parola usata in modo non convenzionale da un gruppo storicamente strumentale. E a proposito ella commistione di influenze e riferimenti, giocando i Treetops hanno «fatto una media tra gli ascolti del gruppo che hanno portato alla composizione di Aphonia, una lista che ci fa sorridere per la diversità estrema degli artisti che presenta: dai Mogwai Daniela Pes, dai Radiohead agli Snarky Puppy, da Bill Frisell ai Leprous, passando per Mark Guiliana, I Hate My Village e Weather Report». 

Band di buoni ascolti e buone pratiche di gruppo, i Treetops vantano una provenienza “accademica“ ma sono tradizionalisti fino a un certo punto, visto l‘occhio attento, "laico", alle nuove tecnologie: «Siamo molto affascinati dalle possibilità sonore che possono offrire alla nostra musica — e che, di fatto, hanno già arricchito il nostro percorso. Ci siamo divertiti a giocare con suoni tipici della musica di ampia fruizione: VST digitali, batterie elettroniche, fino ad arrivare all’autotune. Nonostante tutti e sette proveniamo da un retroterra accademico fortemente legato allo "strumento“, ci siamo resi conto che integrare nuove tecnologie in dialogo con il nostro modo di scrivere e di suonare poteva essere solo un valore aggiunto. In generale, quando nasce una nuova tecnologia musicale non toglie nulla: aggiunge possibilità. Una volta interiorizzato questo concetto, ci siamo sentiti liberi di sperimentare anche con suoni e strumenti che difficilmente si associano a un gruppo come il nostro».





Gli undici brani di Aphonia, che attraversano disturbi e condizioni comunicative, dall'ecolalia alla dispnea, sono frutto di un collettivo sorprendente per la giovane età e il bagaglio di conoscenze, esperienze e ambizioni. Per raggiungere il risultato di un album denso e sfaccettato come questo, sottolineano, «alla base di tutto c’è la fiducia reciproca: fiducia nelle competenze, nelle capacità e nel gusto dell’altro. Treetops, anche solo per il numero dei membri, non è un gruppo semplice da gestire. Oggi mettere insieme sette persone in una sala prove, anche solo per un paio d’ore, è tutt’altro che scontato. Proprio per questo uno degli elementi fondamentali è la dedizione che ci mettiamo, insieme alla consapevolezza di avere uno spazio sicuro in cui potersi esprimere liberamente, senza limiti dal punto di vista artistico. Spesso, per forza di cose, dobbiamo affidarci l’uno all’altro: nella composizione di un brano, nella scrittura di una sezione o di un’idea, così come nell’organizzazione più pratica e logistica del gruppo. Senza questa fiducia, costruita nel tempo, tutto questo sarebbe estremamente difficile, se non impossibile». 

Aphonia
1. Afasia
2. Ecolalia
3. Memory Box
4. Happiness Is
5. The Listener 
6. Melancholia 
7. Solilogo 
8. Dispnea
9. Eupnea 
10. Kledia
11. Finale

Anna Bielli – electric guitar, vocals on Melancholia
Marco Bedini – soprano sax
Andrea Cardone – tenor sax
Andrea Spiridigliozzi – electric and classic guitar
Marcello Tirelli – keyboards, piano
Simone Ndiaye – bass, synth bass
Luca Libonati – drums, electronics

Featuring 
Ava Alami – vocals on Memory box, Ecolalia, Dispnea
Artemisia von Gresturden di Almaviva – speech on Afasia, Happiness is

Produced by Pino Pecorelli

Treetops FB:
Treetops YT: 
Treetops IG: